lunedì
13 Aprile 2026

La mobilitazione del Pd: assemblee, banchetti e dossier per il candidato sindaco

Dopo le 1.500 risposte ottenute dal questionario on line, parte una mobilitazione del Partito democratico in vista del voto

Barattoni Incontro
Il candidato sindaco Barattoni in uno dei suoi incontri di questa campagna elettorale

Il Partito Democratico di Ravenna presenta le attività di questa ultima fase della campagna elettorale in vista del voto del 25 e 26 maggio (la lista del Pd sarà invece presentata il 5 aprile). Dopo aver condotto nei mesi scorsi una ricerca approfondita – oltre 1.500 le risposte al questionario proposto, sui bisogni, le urgenze, i desideri dei cittadini per il presente ed il futuro di Ravenna – a partire dal 2 aprile fino al 5 maggio si svolgeranno 10 assemblee pubbliche distribuite nell’intero comune: «Un’occasione – si legge in una nota del Pd – per restituire le riflessioni emerse nei mesi di ascolto e dal questionario e per confrontarsi direttamente con il candidato sindaco Alessandro Barattoni, che parteciperà a tutti gli appuntamenti».

Dalle assemblee pubbliche, che hanno come focus il proprio particolare territorio, nasceranno altrettanti dossier utili a Barattoni per completare la campagna elettorale su temi e proposte specifiche, «ma soprattutto per la più efficace attività amministrativa da sindaco», sottolineano dal Pd.

Al termine del ciclo di assemblee pubbliche territoriali, si svolgeranno tre approfondimenti tematici con esperti, tecnici, amministratori e politici, dedicati a questioni centrali per la città: salute; difesa del territorio e ambiente; lotta al carovita.

Il Partito Democratico sarà inoltre presente in tutta la città con 150 banchetti informativi e momenti di ascolto, grazie all’impegno quotidiano di volontari e militanti. Al percorso parteciperanno anche i Giovani Democratici che organizzeranno una serie di eventi rivolti alle nuove generazioni per promuovere confronto, partecipazione e protagonismo giovanile.

Ecco il calendario delle assemblee in programma.

2 aprile Circolo Arci, via Zattoni, 22 – Castiglione di Ravenna

4 aprile Circolo PD, via Zara, 19 – Marina di Ravenna

7 aprile Circolo PD, via Maggiore, 71 – Ravenna

8 aprile Circolo Arci, via Taverna, 149 San Pietro in Trento

9 aprile Circolo PD, via San Mama 75 – Ravenna

14 aprile Circolo PD, via Bassa, 34 – Mezzano

15 aprile Circolo PD, via dei Navigatori 31 – Punta Marina

16 aprile Circolo PD, via Staggi 4 – Porto Fuori

29 aprile Circolo PD, via Romea Sud 95 Ponte Nuovo – Ravenna

5 maggio Circolo Cangina, via Grattacoppa 277 – Savarna

Ruspe in spiaggia per livellare la duna: la stagione al via a Pasqua

La protezione costa circa 300mila euro all’anno alla cooperativa bagnini

IMG 0218

55.000 metri cubi di sabbia, diversi metri di altezza, fino a 8 metri di larghezza alla base, 9 km di lunghezza. È la duna di sabbia che ogni autunno viene costruita sulla costa cervese per proteggere gli stabilimenti balneari, e la città, dalle mareggiata e che viene livellata a primavera per consentire ai bagnini di allestire la spiaggia.

«Anche quest’anno la duna di Cervia, concepita con una base molto larga si è rivelata indispensabile per fronteggiare le sempre più frequenti mareggiate – commenta Fabio Ceccaroni presidente della Cooperativa bagnini di Cervia – e proteggere non solo gli stabilimenti balneari ma anche la parte della città che è in prima linea. Inoltre è sempre più apprezzata dai turisti che ci raggiungono fuori stagione per una passeggiata proprio sulla duna, perchè caratterizza la visuale permettendo di vedere il mare dall’alto. Ora però è arrivato il momento di sistemare la spiaggia in vista della Pasqua e partire ufficialmente con la stagione 2025».

13 ruspe e 20 operatori stanno “pettinando” la spiaggia a Cervia e proseguiranno nei prossimi giorni verso nord a Milano Marittima e verso sud cioè a Pinarella e Tagliata, in modo tale da mettere i concessionari in condizione di essere pronti per accogliere i turisti a partire dalle vacanze pasquali. L’abbattimento della barriera, infatti, coincide con l’inizio dell’allestimento da parte dei concessionari che possono arredare la spiaggia con ombrelloni, lettini e servizi.

Il costo, che annualmente consiste in circa 300.000 euro, a Cervia è a carico dei soci della Cooperativa bagnini (ad eccezione delle spiagge libere dove la duna viene livellata con il  coordinamento della Cooperativa bagnini ma i costi sono sostenuti dal Comune). Le operazioni di livellamento sono precedute da una attenta pulizia della spiaggia con rimozione del materiale spiaggiato, operazioni curate dai concessionari con l’ausilio di speciali macchinari. Ciò consente di ottenere un’elevata qualità della sabbia, vellutata, priva di materiale estraneo.

«Ogni anno è la Cooperativa bagnini ad occuparsi della duna di sabbia in spiaggia a livello organizzativo – aggiunge Ceccaroni -, addebitando il costo, oggettivamente alto, ai soci concessionari (negli altri comuni il costo è sostenuto dall’Amministrazione Pubblica). Ma per avere una duna efficace e resistere alle mareggiate più pericolose, bisogna costruire una barriera solida e strutturata, utilizzare molta sabbia. È grazie a questo che gli stabilimenti di Cervia sono sempre rimasti indenni durante le grandi mareggiate degli ultimi anni».

Pupi Avati al cinema Sarti di Faenza per presentare il suo ultimo film

Il grande regista sarà in dialogo con la scrittrice Paola Amadesi

'Dante' Photocall In Rome

Venerdì 4 aprile al Cinema Sarti di Faenza arriva Pupi Avati. Lo storico regista, maestro del cinema italiano, sarà in dialogo con la scrittrice ravennate Paola Amadesi e introdurrà il pubblico presente in sala alla visione (dalle 21) del suo ultimo lavoro, L’orto americano, titolo di chiusura dell’ultima edizione del Festival del cinema di Venezia; film che segna un ritorno affascinante e suggestivo – a cinque anni da Il signor Diavolo – a quel gotico padano a cui deve i suoi natali artistici.

Tratta dall’omonimo romanzo scritto dallo stesso regista, la pellicola racconta la storia di un giovane ragazzo (interpretato dalla promessa di È stata la mano di Dio Filippo Scotti) con aspirazioni letterarie che si trova a innamorarsi fulmineamente di un’infermiera dell’esercito americano sua coetanea.

Girato in un perturbante bianco e nero, L’orto americano dilata i confini della filmografia avatiana ambientando una porzione iniziale del racconto nel Midwest americano e la parte successiva in quella sorta di Midwest italiano che è il grande delta del Po. Per la prima volta nella sua carriera, Avati porta in scena il dopoguerra italiano.

È possibile fin da subito preacquistare il proprio biglietto per la proiezione e l’incontro col regista recandosi fisicamente alla cassa del Cinema Sarti in orario di regolare apertura.

Un weekend tra piante, fiori e accessori per il giardinaggio a Lugo

Con la mostra-mercato “Giardini&Terrazzi”

Lugo Garden Festival Fiori (1)

Il 29 e 30 marzo arriva a Lugo “Giardini&Terrazzi”, la mostra-mercato in programma tra Pavaglione e piazza Mazzini con una platea qualificata di espositori ( 35 in più rispetto all’edizione 2024 ) tra cui vivai, artigiani e commercianti, aziende specializzate in prodotti ecologici. I visitatori avranno l’opportunità di esplorare una selezione di piante, fiori e accessori per il giardinaggio.

Articolato il programma delle iniziative culturali e tecnico-informative, a partire dal “viaggio sensoriale” in programma sabato 29 marzo all’erboristeria Clorofilla, al Pavaglione, dove si potrà scoprire come si creano fragranze ispirate all’alchimia delle essenze; alle 11.30 conversazione con il green designer Roberto Malagoli (iscrizione obbligatoria info@darisrl.net). Lo stesso Malagoli sarà protagonista domenica mattina con una conversazione sul “giardino giapponese”.

Il consorzio In Bassa Romagna organizza inoltre un tour gastronomico nei ristoranti e pubblici esercizi del territorio che propongono menu o portate a base di fiori e piante edibili.

Il programma completo sul sito web www.giardinieterrazzi.eu.

La scuola Penny Wirton cerca volontari per insegnare l’italiano agli stranieri

Nell’ultimo anno l’associazione ha insegnato la lingua a oltre 100 persone. Nuova sede a Brisighella

Penny Wirton

La Penny Wirton di Faenza lancia una call per reclutare nuovi volontari per aiutare le persone di origine straniera a imparare la lingua italiana. L’associazione, nata a Faenza nel 2017, fa parte della rete Penny Wirton, la scuola di Roma fondata da Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi nel 2008 e oggi presente in tutta Italia con oltre 60 esperienze.

«La nostra scuola accoglie donne, uomini, e giovani di ogni età che non parlano italiano o hanno bisogno di migliorare le loro conoscenza. È completamente gratuita e si basa sul lavoro non retribuito dei nostri volontari e delle nostre volontarie – sottolinea la presidente dell’associazione faentina Gloria Ghetti -. Per diventare volontari non è richiesta alcuna esperienza di insegnamento, solo una buona conoscenza della lingua italiana, voglia di mettersi in gioco e attenzione e sensibilità alle difficoltà e ai bisogni altrui».

Nell’ultimo anno scolastico la scuola ha insegnato l’italiano a oltre 100 persone, coinvolto più di 30 volontari e dato la possibilità a circa 40 studenti e studentesse del Liceo Torricelli-Ballardini di svolgere presso la Penny Wirton le proprie ore di Pcto (Percorso per le competenze trasversali e di orientamento).

«Imparare l’italiano è un passaggio fondamentale per poter abitare il territorio in cui si arriva, tutelare la propria condizione e quelle dei propri familiari, per instaurare relazioni amicali e sociali e accedere a opportunità lavorative dignitose e sicure – continua Ghetti -. Oltre alle nostre aperture serali ad accesso libero in questi anni di attività abbiamo svolto diversi progetti: come l’avvio di un’esperienza di Penny Wirton all’interno del Carcere della Dozza, la collaborazione con il Cpia del Distretto di Faenza e con le cooperative che gestiscono alcuni Cas del territorio».

Tra pochi giorni un gruppo di giovani volontari aprirà una nuova Penny Wirton anche a Brisighella (inaugurazione sabato 12 aprile alle ore 17 presso il circolo Anspi in via Fossa 12)”.

La scuola di Faenza è aperta il mercoledì dalle 16.45 alle 18.15 e dalle 18.30 alle 20 in via Carchidio 3 (presso l’Istituto Carchidio Strocchi) e il venerdì dalle 16.45 alle 18.15 in via Carchidio 3 e dalle 18 alle 19.30 nella sede di via Fornarina 12.

Per maggiori informazioni e per proporsi come volontario o volontaria: gloria.ghetti@gmail.com – 3356510105.

Il candidato sindaco Dc: «Polizia locale multietnica e servizi sociali migliori»

L’ex carabiniere Giovanni Morgese corre per Palazzo Merlato: è il sesto aspirante per il voto del 25-26 maggio

Giovanni MorgeseLa sicurezza urbana da ottenere non solo tramite la repressione con le forze di polizia, i servizi sociali per la cura dei più fragili, il miglioramento degli spazi di aggregazione per i giovani, l’agevolazione dell’insediamento di studenti universitari fuori sede. Sono alcuni dei punti centrali del programma elettorale della Democrazia Cristiana che si presenterà da sola alle prossime elezioni comunali di Ravenna con la candidatura a sindaco del segretario comunale, Giovanni Morgese, 60enne ex carabiniere e presidente dal 2008 dell’associazione di volontariato Cuore e Territorio. Già indicato anche il nome dell’eventuale vicesindaco: Mauro Bertolino, oggi coordinatore provinciale della Dc.

Presentandosi alla stampa, il sesto candidato alla poltrona di primo cittadino di Palazzo Merlato ha definito la sicurezza come la base della democrazia: «È il primo passo per la libertà di ogni cittadino». Il programma della lista propone l’istituzione di una polizia locale multietnica e il potenziamento del controllo di vicinato, creando una rete di protezione e di inclusione nelle diverse comunità: «Agenti di polizia locale di origini stranieri faciliterebbero le operazioni senza dover ricorrere ai mediatori».

IMG 2530Il programma della Democrazia Cristiana considera la cultura come strumento di sicurezza: «È una delle chiavi per costruire comunità più unite e sicure. Promuovere attività culturali nei quartieri, come il volontariato olistico e iniziative di aggregazione giovanile, aiuta a prevenire i disagi sociali e promuove un senso di appartenenza e di coesione».

La sicurezza passa anche da un sistema sanitario efficiente e accessibile a tutti. Il dottor Claudio Guadagni, esperto in sanità e candidato al consiglio comunale, ha parlato della necessità di migliorare la gestione del pronto soccorso e di una collaborazione tra ospedale e medicina di base, con un’attenzione particolare alla gestione delle risorse. «L’ospedale e i servizi sociali devono lavorare insieme per garantire la sicurezza dei cittadini e supportare le persone vulnerabili».

L’avvocata Dina Costa ha parlato della necessità di creare spazi di aggregazione culturale e sociale, oltre a migliorare le infrastrutture e i servizi, come la medicina di prossimità.

Tra le promesse di intervento anche la tutela dell’oasi di Punta Alberete, con interventi di riqualificazione e sorveglianza per garantire la sicurezza e l’accesso sostenibile ai cittadini.

Gli ultimi 900 metri della diga foranea chiusi per un corso: ecco giorni e orari

Ordinanza valida dal 31 marzo al 20 giugno

CohFzZ UAAE2mda

Dal 31 marzo al 20 giugno (nei giorni e negli orari che pubblichiamo in fondo all’articolo) sarà vietato accedere agli ultimi 900 metro della diga foranea Sud “Zaccagnini” di Marina di Ravenna.

Lo prevede un’ordinanza dell’Autorità portuale, necessaria per lo svolgimento del corso basico per sommozzatori dei vigili del fuoco.

Nelle giornate e negli orari del calendario indicato e nel tratto di diga interessato è sospesa la validità di ogni autorizzazione ad eccezione di quelle che verranno concesse per gli automezzi necessari per lo svolgimento del corso di cui sopra.

Ecco i giorni e gli orari di chiusura:

Giorni E Orari Di Chiusura

Riapre al pubblico l’Aula Magna della biblioteca Classense, dopo 3 anni di restauri

È stato necessario intervenire sulla volta e sugli affreschi, danneggiati dal terremoto del 2019. Il calendario delle visite guidate

Venerdì 11 aprile dalle 18 alle 21 e sabato 12 aprile dalle 10 alle 18 riaprirà al pubblico l’Aula Magna della Classense, l’antica biblioteca del monastero camaldolese, oggi sede della biblioteca civica, dopo un lungo e attento lavoro di restauro della volta e degli affreschi, danneggiati dal terremoto del 2019.

In queste due prime giornate, l’accesso sarà ad aggregazione libera per piccoli gruppi (senza bisogno di prenotazione) accompagnati dal personale della biblioteca. Le visite guidate gratuite da parte dei bibliotecari continueranno da lunedì 14 a sabato 26 aprile su prenotazione (si invita a consultare il sito della biblioteca per conoscere il programma dettagliato https://www.classense.ra.it/). Dal 28 aprile l’Aula Magna sarà visitabile il venerdì pomeriggio e il sabato per l’intera giornata.

L’Aula Magna della Biblioteca Classense è considerata un gioiello tra le biblioteche barocche e fu realizzata tra il 1707 e il 1714 su progetto del monaco architetto Giuseppe Antonio Soratini per volontà dell’abate Pietro Canneti, letterato erudito ed esperto bibliofilo. Fin dall’ingresso, lo sguardo del visitatore è catturato dall’eleganza e ricchezza delle decorazioni. Ospita inoltre il nucleo principale della collezione antica raccolta con incessante cura e lungimirante sapienza da Canneti, dando vita a una moderna realtà bibliografica, specchio di una comunità attiva nella realtà culturale del tempo, che è poi stata incrementata nel corso dei secoli grazie a un continuo e vivace progetto di sviluppo biblioteconomico.

La biblioteca monumentale è stata oggetto di un’importante opera di risanamento conservativo e di restauro, in seguito al terremoto che nel 2019 aveva gravemente danneggiato la struttura portante dell’Aula Magna. Le scosse provocarono lesioni al tetto e la caduta di frammenti di stucco dai decori della volta, attraversata da una profonda lesione orizzontale.

Il Servizio edifici vincolati del Comune di Ravenna, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteca Classense e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, ha coordinato l’intervento di restauro e consolidamento, eseguito da maggio 2022 a marzo 2025 dalla Cooperativa Archeologia di Firenze.

«I lavori – precisa l’architetto Alice Mezzanotte, direttrice dei lavori – hanno riguardato il consolidamento della struttura del tetto, con il completo rifacimento del manto di copertura, ma cercando di recuperare dove possibile il materiale originario, compresa la delicata sostituzione di alcune capriate lignee originarie in cattivo stato di conservazione. Si è trattato di un vero e proprio lavoro “sartoriale” dove ogni elemento, dalle viti alle travi, sono stati modellati in opera e che ha richiesto accurate indagini diagnostiche e l’intervento di tecnici altamente specializzati».

La volta, con il grande affresco centrale e gli stucchi, è stata oggetto di un delicato intervento di restauro poiché presentava diffusi strati di depositi superficiali di polveri e materiale estraneo; inoltre lesioni, distacchi e vari strati di ridipintura alteravano il modellato dei gruppi scultorei. L’affresco di Francesco Mancini, seppure complessivamente ben conservato, risultava offuscato nei colori e presentava alcune problematiche. In sintesi, l’intervento di restauro ha previsto il consolidamento dell’intonaco sulla struttura in canniccio della volta, la rimozione dei depositi superficiali incoerenti e la pulitura a secco delle superfici. Le porzioni di stucco recuperate dopo il sisma sono state ricollocate. Seguendo le indicazioni della Soprintendenza, le alterazioni dovute a gore e macchie di umidità e le vecchie ridipinture sono rimaste leggibili. L’intervento di restauro sull’affresco ha permesso di aggiungere nuovi elementi di conoscenza relativi all’esecuzione dell’opera, mostrando anche alcuni ripensamenti dell’artista.

L’intervento complessivo – comprensivo anche dei lavori di consolidamento e restauro nelle sale superiori, anch’esse lesionate a causa del sisma, nonché del completo rifacimento del pavimento del Corridoio Grande antistante l’Aula Magna – è stato realizzato grazie ad un investimento di circa 1 milione e 500mila euro, risorse messe a disposizione dal Comune di Ravenna.

Hashish e cocaina nel negozio etnico: arrestato un commerciante

Sequestrati quasi tre etti di droga

Inkedcc Faenza 1 LI

Sono scattate alle prime luci dell’alba le perquisizioni che hanno portato all’arresto (giovedì 27 marzo) di un commerciante di origine marocchina, per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, dai carabinieri della stazione di Faenza Borgo Urbecco e della aliquota Radiomobile della compagnia di Faenza.

I militari dell’Arma, coadiuvati dai colleghi del nucleo Cinofili di Padova, hanno infatti concluso una indagine che si era concentrata sull’eccessivo viavai all’interno di un negozio etnico di generi alimentari del centro storico di Faenza, gestito da un giovane pluripregiudicato di origine marocchina, e nella sua abitazione. È stato proprio all’interno del negozio gestito dell’arrestato che i carabinieri hanno trovato nascosti dietro il bancone, tre panetti di hashish per un totale di circa 270 grammi, 23 dosi di cocaina avvolte in involucri termosaldati e pronte per la vendita al dettaglio dal peso totale di circa 16 grammi e una ulteriore dose di hashish di quasi 5 grammi già confezionata e pronta per lo spaccio.

L’uomo vedendo scoperto il suo traffico di sostanze illecite ha dato in escandescenza cercando di aggredire i militari, che però non hanno avuto alcuna difficoltà a bloccarlo e arrestarlo. L’uomo, posto agli arresti domiciliari, sarà processatoi con il “rito direttissimo”.

Torna “Rabòj”, la mostra-mercato di primavera di Villanova di Bagnacavallo

Raboj 4 2024 5

Domenica 30 marzo a Villanova di Bagnacavallo torna l’appuntamento con “Rabòj – Mostra mercato di primavera”, un evento dedicato alla valorizzazione dell’artigianato, del territorio e della filosofia del riuso. La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Civiltà delle Erbe Palustri di Villanova e dal Comune di Bagnacavallo.

Le piazze e le principali vie del paese ospiteranno, dal mattino fino al tramonto, collezionisti, commercianti, espositori di opere dell’ingegno, artigiani, produttori agricoli, associazioni di volontariato ed espositori privati.

Per l’occasione, sarà possibile visitare l’Etnoparco Villanova delle Capanne con la mostra “Ritorno alla natura: terre e legno del Lamone”, oltre all’Ecomuseo delle Erbe Palustri, che ospita una raccolta unica di intrecci e le esposizioni “Le incredibili macchine di Leonardo – dall’elica alla catapulta”, “Un mondo a rischio – gli insetti” e “Ivano Marescotti Artista e Attore – Disegni e foto”. Quest’ultima mostra, inaugurata domenica 23 marzo, rende omaggio alla carriera artistica di Ivano Marescotti e ha già riscosso successo, sorprendendo il pubblico con l’esposizione di quadri dipinti dall’attore stesso.

Durante la manifestazione, artigiani e intrecciatori daranno dimostrazioni dal vivo sulla lavorazione delle erbe di valle e su altri antichi mestieri, lungo la via principale e presso dell’Ecomuseo.

Per il pranzo, all’interno dell’Ecomuseo, “La Locanda dell’Allegra Mutanda” offrirà specialità gastronomiche della tradizione romagnola accompagnate da vini locali. È consigliata la prenotazione al numero 0545 280920.

“Rabòj” tornerà poi domenica 4 maggio.

Il ritorno della prof Alessandrini: cronache quotidiane di (vera) scuola

Ironico e divertente, il nuovo romanzo di Cinzia Dezi entra nelle aule del Liceo-sperduto-nelle-paludi Incontro con l’autrice il 28 marzo all’Aurora

Cinzia Dezi Firmacopie

Cinzia Dezi è stata “promossa” dopo il suo Qui non siamo al liceo classico ed è ora in libreria con il sequel della prof Alessandrini, Che lingua parlano? (BookTribu), la quale prof nel frattempo da precaria è diventata di ruolo. E così la troviamo alle prese con la dirigente nazi-nana dal tailleur rosa nel suo anno di prova e nella seconda parte nel suo primo vero anno di ruolo. Il che non le impedisce di doversi comunque dividere tra una scuola nella città-dellazucca diretta da un “gineceo-gentile” e il Liceo-sperduto-nelle-paludi.

Ritroviamo, più raffinato e quindi ancora più divertente, il ritratto tenero e insieme spietato della scuola di oggi, con un racconto più incentrato del precedente sugli studenti, a cui Dezi/Alessandrini riserva epiteti degni di un poema omerico dei nostri tempi. Del resto per la prof raggiungere le scuole è sempre un po’ un’Odissea e nelle classi dei Meccanici del biennio anche un po’ un’Iliade, nel senso di teatro di scontro frequente. Questi paiono infatti inspiegabilmente refrattari all’attività di “letto-scrittura”. Ma nemmeno gli Sportivi sembrano amare la storia e l’Alessandrini deve inventarsi podcaster del basso medioevo.

Rispetto al precedente, emerge con maggiore chiarezza la grande, enorme questione di tanti bienni delle superiori, soprattutto professionali ma non solo: l’atteggiamento di sfida perenne, insofferenza, refrattarietà alla buona educazione una volta che si entra e ci si trova in gruppo in un’aula scolastica. Dezi ce lo racconta con un felice tocco narrativo che non giudica, non si scandalizza, non ridicolizza nessuno, con un’abbondante dose di autoironia essenziale a qualsiasi insegnante per non farsi travolgere e anzi trovare spesso barlumi di soddisfazione, gioia, appagamento professionale nella costruzione di una relazione che non è facile, ma è possibile. Naturalmente un po’ viene in mente Valentina Petri che da tempo ci narra, sempre con l’uso di epiteti quanto mai calzanti, la vita da prof di lettere in un professionale. Forse i libri che si potrebbero consigliare ad Alessandrini quando le viene in mente di abbandonare l’insegnamento di storia e filosofia per passare a lettere…

Scrivere di scuola non è mai facile e in questo frangente in cui tanti ne parlano spesso senza conoscerla, raccontarla con grazia e acume a chi non la vive, a chi pensa che dovrebbe essere ancora il liceo classico di trenta o quaranta anni fa, è quanto mai importante. Aspettiamo dunque le prossime avventure della nostra prof alle prese con il ripasso di Kant, anche se dovrebbe iniziare Schopenhauer.

Per incontrare invece l’autrice, l’appuntamento è venerdì 28 marzo alle 18.30 al Circolo Aurora di Ravenna per una serata organizzata anche con il circolo Dock 61, con lei ci saranno due docenti che sulla scuola hanno tanto da dire: Ilaria Cerioli e Giorgio Stamboulis.

Romagna in fiore, torna la musica nei luoghi dell’alluvione: 9 concerti pomeridiani

Dal 10 maggio al 2 giugno la seconda edizione della rassegna che porta artisti internazionali in luoghi all’aperto che hanno vissuto i danni del maltempo

La musica può servire per tenere alta l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sui luoghi romagnoli colpiti dalle alluvioni del 2023 e 2024. È lo scopo con cui il Ravenna Festival propone “Romagna in Fiore”, una rassegna di nove concerti in nove comuni delle province di Ravenna e Forlì-Cesena. Dal 10 maggio al 2 giugno la seconda edizione dopo quella del 2024 che ha raccolto 33mila partecipanti (di cui settemila all’appuntamento ravennate alla Torraccia).

Ma non saranno concerti tradizionali: si terranno in orario pomeridiano, in spazi all’aperto di valore paesaggistico o storico da raggiungere a piedi o in bicicletta dove non ci sono ingombranti palcoscenici o luci artificiali. L’obiettivo è quello di essere il meno impattanti possibile sulla natura. L’anno scorso l’ingresso era gratuito, quest’anno il biglietto costa 5 euro ma chi ha subito danni dall’alluvione non pagherà: «Ci fidiamo delle persone, non ci saranno controlli», ha spiegato Antonio De Rosa, sovrintendente del Ravenna Festival.

Si ritorna a Faenza, Riolo Terme e Ravenna, ma si raggiungeranno anche Bagnacavallo (la cui frazione di Traversara è diventata l’immagine-simbolo della forza distruttiva delle acque lo scorso autunno), Modigliana, Mercato Saraceno, Forlì, Castel Bolognese, fino a Borgo Tossignano, così allargando lo sguardo a Bologna e i suoi territori, anch’essi drammaticamente interessati dagli eventi. In caso di maltempo si cercherà di realizzare comunque l’evento.

I protagonisti sono artisti italiani e internazionali: Modena City Ramblers, Raphael Gualazzi, I Patagarri, Quintorigo con John De Leo, Ernst Reijseger & Cuncordu e Tenore de Orosei, PFM, Savana Funk, Fatoumata Diawara, Baba L’ Bluz, Noa, Martino Chieffo, Coro a Coro e Rachele Andrioli

Ravenna Festival organizza la rassegna in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, le Province di Ravenna e Forlì-Cesena e i Comuni delle località interessate.

La prevendite biglietti cominciano lunedì 31 marzo alla biglietteria del Teatro Alighieri (anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org). Disponibile anche un carnet sostenitore per i nove concerti (50 euro) che include la t-shirt dell’edizione 2025 e una donazione alle piccole biblioteche alluvionate.

Il programma di Romagna in Fiore 2025 

RanieroSabato 10 maggio la rassegna si apre a Faenza, celeberrima capitale delle ceramiche, presso Castel Raniero, dove fra il 1926 e il 1932 fu creata una colonia elioterapica e che oggi è “casa” dell’ormai storico festival folk La Musica nelle Aie. All’opening act del cantautore romagnolo Martino Chieffo, in collaborazione con il MEI di Faenza, segue il concerto dei Modena City Ramblers. Gli 80 anni della Liberazione e il ventennale del loro disco d’oro Appunti partigiani sono l’occasione per celebrare i valori dell’antifascismo con il loro combat folk, un mix di contaminazioni rock e punk e amore incondizionato per il folk irlandese.

TraversaraDomenica 11 maggio la destinazione è Traversara, frazione di Bagnacavallo fra le località più duramente colpite dall’esondazione del Lamone a settembre. Alla Torre, probabilmente eretta nel 1371, presidio fortificato nelle lotte fra guelfi e ghibellini e più tardi villa nobiliare, ci attende il cantautore e pianista Raphael Gualazzi, artista poliedrico dall’anima jazz e capace di flirtare tanto con l’hip-hop quanto con il ragtime, infondendo l’ondeggiante calore dello swing nelle “turbolenze” che imperversano alla radio.

ModiglianaSabato 17 maggio il concerto de I Patagarri – travolgente e impenitente rivelazione di X Factor che oscilla fra swing, jazz e swag band e guarda al Dixieland degli anni Venti e al cantautorato italiano anni Sessanta – è a Modigliana, all’interno della foresta di Montebello. La riserva, nata negli anni Cinquanta come parte integrante di un programma nazionale di rimboschimento, è un poderoso polmone verde popolato anche di piante inaspettate: cedri e pini da tutti il mondo, larici giapponesi, cipressi dell’Arizona, rarità come il pino bruzio… una sorta di giardino botanico forestale a pochi passi dal Monte della Chioda.

SaracenoDomenica 18 maggio l’appuntamento è con i Quintorigo e John De Leo, il loro primo cantante e una delle grandi voci della scena non solo italiana. La celebrazione del quarto di secolo dell’album Rospo è l’occasione di riprovare l’ebbrezza di una visione musicale che unisce rock e cameristica, prog e jazz. Il concerto è ospitato dall’Azienda Agricola Clorofilla sulle colline di Mercato Saraceno, il cui nome deriva dall’abitudine di famiglie nobili della costa, come gli Onesti di Ravenna che qui avevano un fiorente mercato, di chiamare Saraceno uno dei figli per scaramanzia contro la minaccia dei pirati.

TossignanoSabato 24 maggio la versatilità del violoncellista e compositore olandese Ernst Reijseger incontra la tradizione popolare della formazione vocale sarda Cuncordu e Tenore di Orosei per The Face of God, accostando sacro e profano, liturgico e quotidiano, suoni ancestrali e improvvisazione nella scenografia di Borgo Tossignano, nel territorio bolognese nei pressi di Imola. La Casa del Fiume, ex casa colonica oggi centro visite del Parco della Vena del Gesso Romagnola, si affaccia sulle sponde del fiume Santerno, in una splendida oasi ricca in dotazioni didattico-naturalistiche.

ForliDomenica 25 maggio il Parco Urbano Franco Agosto di Forlì accoglie la leggendaria Premiata Forneria Marconi, il cui prog rock ha segnato stagioni di musica italiana e conquistato anche il pubblico internazionale; iconico il sodalizio con Fabrizio De André, a cui la Premiata Forneria Marconi renderà omaggio in occasione dell’85° anniversario della nascita. L’opening act è invece affidato a Al Caravël, con un poema musicale in dialetto forlivese. Il luogo di spettacolo è il principale parco pubblico di Forlì, 27 ettari intitolati al primo sindaco della città dopo la Liberazione e collocati tra centro storico e fiume Montone tra prati, alberi e una composita fauna – caratteristica la “collina dei conigli”, i cui inquilini vagano liberi e indisturbati per il parco.

ScodellinoSabato 31 maggio si raggiunge il Mulino Scodellino a un paio di chilometri dal centro di Castel Bolognese e il cui nome deriva probabilmente dalla “scudella” di farina trattenuta dal mugnaio. Ultimo esempio dei mulini in mattoni eretti fra XIV e XV secolo lungo il canale, oggi è tornato a produrre farina con la riattivazione della vecchia macina con molatura ad acqua. Protagonisti al Mulino i Savana Funk, esplosiva band emiliana che dalle origini underground è arrivata anche al palcoscenico del Concerto Primo Maggio a Roma un paio di anni fa, con un mix di black-music, rock e afrobeat.

TorracciaDomenica 1 giugno Romagna in fiore ritorna alla Torraccia di Ravenna, in uno dei terreni di Cab Terra, prima cooperativa agricola della provincia (nata nel 1888 su iniziativa di Nullo Baldini e un gruppo di braccianti). Presso la seicentesca torre di avvistamento, l’appuntamento è reso possibile dalla collaborazione con il Festival delle Culture, per una festa di colori, balli e culture: il primo concerto con la cantautrice maliana Fatoumata Diawara, carismatica portabandiera della nuova scena musicale africana, e il secondo con Bab L’ Bluz, gruppo franco-marocchino che combina la musica tradizionale Gnawa e Hassani con rock, suoni psichedelici e blues.

RioloLunedì 2 giugno la rassegna si conclude a Riolo Terme con la colta e sensibilissima cantautrice, poetessa e attivista israeliana Noa, preceduta in scena dal Coro a Coro guidato da Rachele Andrioli. L’appuntamento è alla Casetta del Vento, uno dei tre poderi sul crinale sovrastante il vecchio campo da golf. Le colline di Riolo sono un paesaggio unico che si apre sulla Vena del Gesso Romagnola, recentemente riconosciuta Patrimonio dell’Umanità Unesco, e le tre cime di Monte Mauro.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi