venerdì
17 Aprile 2026

Il re e la regina d’Inghilterra a Ravenna il 10 aprile, a 80 anni dalla Liberazione

Visiteranno la Tomba di Dante, il Museo Byron, San Vitale e incontreranno agricoltori alluvionati

Re Regina Inghilterra

Re Carlo III d’Inghilterra e la regina Camilla saranno in visita a Ravenna il prossimo 10 aprile, – accompagnati anche dal Presidente della Repubblica Mattarella – in arrivo da Roma e in particolare dal Vaticano, per un evento storico, nell’anno del Giubileo, che segnerà un significativo passo avanti nelle relazioni tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa d’Inghilterra.

Nel corso di un incontro con la stampa, sono stati resi pubblici i punti salienti del programma della visita. A Ravenna, il re e la regina parteciperanno alle celebrazioni in municipio per l’80º anniversario della Liberazione della provincia dall’occupazione nazi-fascista da parte delle Forze Alleate (che cade esattamente il 10 aprile).

Visiteranno inoltre la tomba di Dante, quindi la regina andrà al Museo Byron per scoprire i segreti della vita del grande poeta romantico in Italia e partecipare a un ricevimento per i club di lettura, le biblioteche, le librerie e i rappresentanti della sua associazione benefica “The Queen’s Reading Room”. Mentre il re visiterà la Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia, con i famosi mosaici, incontrando anche responsabili dell’Accademia delle Belle Arti di Ravenna che mantiene viva questa antica forma d’arte.

Nel corso della visita a Ravenna, il re e la regina celebreranno anche la cucina tradizionale dell’Emilia-Romagna e Slow Food: il re incontrerà gli agricoltori locali, le cui terre e colture sono state gravemente colpite dalle alluvioni.

La visita in Italia – fanno sapere dalla famiglia reale – vuole sottolineare la profondità e l’ampiezza della relazione bilaterale tra il nostro Paese e il Regno Unito: «la nostra cooperazione in materia di difesa, alla luce dell’attuale contesto internazionale; i nostri valori, la storia e la cultura condivisi; il lavoro congiunto sulla transizione all’energia pulita e i legami tra i nostri popoli e le comunità».

Intervento urgente sulle fessurazioni nell’argine sinistro del Lamone a Villanova

I tecnici della protezione civile al lavoro sul fiume anche per rimuovere tronchi e rami all’altezza di Mezzano. Sopralluogo in via Renaccio a Faenza per osservare il muro di protezione

La Regione Emilia-Romagna fa sapere che nel Ravennate sono in corso le operazioni di rimozione di tronchi e legname dagli alvei dei fiumi e le verifiche dei tecnici della protezione civile sulla tenuta degli argini dopo l’ondata di maltempo del 13-15 marzo.

Si è svolto stamattina, 17 marzo, un primo sopralluogo lungo il Lamone, all’altezza di Villanova di Bagnacavallo dove sono state rilevate alcune fessurazioni sull’argine sinistro del fiume. Già ieri si era svolta una prima verifica dei tecnici dell’Ufficio territoriale di Ravenna e dei vigili del fuoco. Oggi una nuova ispezione: si è deciso di intervenire, con risorse della protezione civile, con un primo intervento urgente di impermeabilizzazione delle fessurazioni e, successivamente, con un altro più strutturato, in modo da mettere in sicurezza l’arginatura. La Regione proporrà al commissario straordinario per la Ricostruzione, Fabrizio Curcio, un investimento da 7 milioni di euro per realizzare la seconda fase dell’intervento, all’interno dell’ordinanza commissariale 13 ter.

Sul Lamone, inoltre, è in programma per domani, 18 marzo, un altro sopralluogo per verificare le condizioni del muro di via Renaccio, a Faenza (Ra), realizzato nei mesi scorsi a barriera di alcune delle zone più a rischio della città. I tecnici della protezione civile regionale a breve avvieranno verifiche e controlli anche su Santerno, Senio, Ronco e Montone, interessati dalle piene dello scorso fine settimana.

Sempre sul Lamone, sta procedendo la pulizia dell’area golenale a monte del ponte della statale 16 a Mezzano. Rimossi tronchi, rami e altro materiale portato a valle dal fiume: verrà trasferito nell’apposita area di stoccaggio predisposta dal Comune di Ravenna, in base all’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Michele de Pascale, sulla gestione e smaltimento dei rifiuti. Il Consorzio di Bonifica della Romagna, invece, ha già rimosso gran parte dei tronchi accumulati sugli argini del Ronco alla chiusa San Bartolo e, a breve, verrà predisposta l’ultima parte dell’intervento.

La protezione civile ricorda che è vietato circolare, in qualunque modo e con qualunque mezzo, sugli argini, così come è vietato entrare in acqua.

All’asta il bagno Oasi di Lido Adriano, con una concessione di 9 anni

Si parte da 40mila euro. Canone annuale da meno di 10mila euro. Info utili

Bagno Oasi Lido Adriano

È stata pubblicata l’asta per individuare l’acquirente del ramo d’azienda che gestiva il bagno Oasi di Lido Adriano. Sul sito https://bit.ly/AstasocietàBagnoOasi sono consultabili tutti i documenti della gara, che si svolgerà il 15 aprile alle 10, e le modalità di partecipazione. L’avviso di vendita riguarda l’avviamento e i beni mobili, arredi e attrezzature, che sono ubicati all’interno dello stabilimento balneare situato in viale Petrarca 220.

Nell’ambito della procedura, gli uffici comunali hanno fornito un oggettivo contributo conferendo nell’ambito della stessa asta, con l’approvazione del Giudice fallimentare, la facoltà di assegnare la concessione del fabbricato di proprietà comunale (costituito da bar, ristorante, cabine, ripostigli), nonché la concessione dell’area demaniale, di oltre mille metri quadrati, adibita a ombreggio, nella quale disporre attrezzature balneari mobili come ombrelloni e lettini.

«Le concessioni del fabbricato e della spiaggia – commentano l’assessore al Turismo, Giacomo Costantini, e al Patrimonio, Igor Gallonetto – danno valore alla procedura e assolvono quanto stabilisce la direttiva Bolkestein di assegnazione della parte demaniale attraverso un procedimento pubblico. Inoltre, in caso di aggiudicazione, l’arenile di Lido Adriano si arricchirà di un nuovo progetto turistico là dove da due anni l’attività era stata interrotta. Siamo soddisfatti di essere arrivati a questo punto, grazie al lavoro coordinato dei nostri uffici Patrimonio e Demanio».

Chi si attribuirà l’asta, la cui base è di 40mila euro, potrà firmare con il Comune i contratti per le due concessioni che avranno entrambe una durata di 9 anni: quella relativa alla struttura prevede un canone annuale di 5 mila e 800 euro; quella riguardante l’area demaniale di euro 3.225,50.

Gli interessati potranno esaminare i beni posti in vendita facendone richiesta al curatore Ida Mazzoni, che provvederà ad accompagnarli allo stabilimento balneare. Le richieste di visita dovranno essere trasmesse via mail all’indirizzo mazzoni.ida@gmail.com.

Cervia presenta la stagione di eventi: tanti appuntamenti a partire dalla primavera

Dalle tradizioni più consolidate come lo Sposalizio del mare, il Festival degli aquiloni e Cervia ama il libro alle rassegne più recenti, come quella di Magma, il weekend dedicato a Grazia Deledda e la collaborazione con il Ravenna Festival

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Ricchissimo il programma degli eventi culturali e di intrattenimento per la primavera ed estate 2025. Tra questi, diversi sono consolidati da tempo, altri da qualche anno e altre novità si aggiungeranno nelle prossime settimane.

La stagione prenderà il via con la tradizionale Sagra della Seppia (dal 17 al 23 marzo a Pinarella), nello stesso weekend lo storico impianto idrovoro della Madonna del Pino sarà protagonista delle giornate Fai, per passare poi a uno dei momenti più attesi della primavera cervese, quello del festival internazionale dell’aquilone Artevento, in programma dal 24 aprile al 4 maggio sulla spiaggia di Pinarella.  Anticipa l’evento open air la mostra “Balance and Harmony” di Kadek Armika, allestita al Magazzino del sale già dal 19 aprile, per arricchire l’offerta culturale cervese nel week end di Pasqua. In maggio tornerà il tradizionale appuntamento con Cervia Città Giardino (23-28 maggio) e la 581esima edizione dello Sposalizio del mare (dal 30 maggio al primo giugno, con una serie di appuntamenti che culminerà con la domenica dell’Ascensione con il rito dell’Anello per rinnovare il legame tra la città e il mare). Confermato per la terza edizione anche il festival dedicato a Grazia Deledda, nel weekend del 10 e 11 maggio.

La Notte rosa quest’anno si festeggerà in anticipo, con un weekend di festa dal 20 al 22 giugno che darà il via all’estate. Sempre da giugno anche i primi appuntamenti con “Il Trebbo in musica” del Ravenna Festival, in una rassegna di sette incontri all’Arena dei Pini dal 14 giugno al 9 luglio. Dalla fine del mese torna anche “Elementi” la rassegna in tre date organizzata da Magma che intreccia musica, performance e arti visive (29 giugno, 13 e 27 luglio).

Luglio parte con un doppio appuntamento: il 12 luglio è in programma la data cervese della Milanesiana, la manifestazione culturale itinerante di cui Elisabetta Sgarbi è direttrice artistica e, nello stesso giorno, prenderà il via la rassegna letteraria “La spiaggia ama il libro”, che si concluderà il 15 agosto con lo Sbarco degli Autori sulla spiaggia di Cervia. Il 14, 21 e 28 tre appuntamenti con Cinemasuono, dove le pellicole del grande cinema saranno proiettate in muto con  l’accompagnamento strumentale live da artisti e performer. Confermato anche il format Filosofia sotto le stelle, che dal 17 al 20 luglio porterà nei luoghi più suggestivi di Cervia le riflessioni dei principali filosofi italiani.

Nella seconda metà del mese di luglio entrerà nel vivo il Cervia Festival di Piazza Garibaldi, con una serie di spettacoli dedicati ai grandi nomi della cultura e della musica italiana: già annunciati i concerti di Antonello Venditti il 20 e di Umberto Tozzi il 23, lo spettacolo dello psichiatra e scrittore Paolo Crepet “Il reato di pensare” il 24, oltre ai concerti di Diodato il 25, di Cristiano De André il 27 e di Fiorella Mannoia il 28. Il calendario non è ancora definitivo e altri appuntamenti saranno annunciati nei prossimi giorni. Per il mese di agosto invece è già in programma il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio di San Lorenzo, e grandi festeggiamenti il 15 in occasione del Ferragosto, giornata che si aprirà con il sempre tanto atteso concerto all’alba della Grande Orchestra Città di Cervia. Confermati per la stagione anche gli appuntamenti del Corpo bandistico Città di Cervia, molto applaudito ogni estate durante le sue esibizioni in piazza.

Nel mese di settembre torna Sapore di Sale (dal 4 al 7), la kermesse ricca di appuntamenti dedicati all’identità cervese e al prodotto locale per eccellenza, il “sale dolce”. Per tutta l’estate inoltre sono confermati le passeggiate e gli itinerari culturali per far conoscere meglio la città e la sua storia. Novità del 2025, l’appuntamento del 9 maggio con la Night of Fortresses: un’iniziativa internazionale che nasce nell’ambito di collaborazioni con altre città europee e che prevede l’organizzazione di iniziative speciali legate alle fortificazioni. Per Cervia si stanno organizzando visite guidate gratuite alla città nuova, fortificazione essa stessa nata a protezione del sale, e ai bunker.

La rassegna estiva di quest’anno coinvolgerà anche il Magazzino del sale Torre con una serie di mostre, appuntamenti culturali e eventi: Il 12 e 13 aprile sbarca a Cervia Librokilo, evento innovativo che unisce l’amore per i libri e l’impegno ecologista: l’iniziativa ha l’obiettivo di salvare dal macero libri usciti dal circuito del mercato editoriale tramite una vendita al chilo con prezzi competitivi. A Pasqua e in autunno due mostre legate al mondo degli aquiloni, la già citata  “Balance and Harmony” e “Il giro del mondo in 80 aquiloni” (1-13 ottobre). Dal 15 luglio al 20 agosto sarà poi la volta della mostra d’arte che da 25 anni la CNA di Ravenna organizza in collaborazione con il Comune e che ogni anno espone a Cervia opere di grandi artisti.

«Il 2025 – commenta il sindaco Mattia Missiroli – sarà per Cervia un anno ricco anche di grandi eventi culturali e di intrattenimento, in grado sia di attirare in città turisti e visitatori sia di attrarre l’attenzione dei media e quindi di elevare l’immagine delle nostre località. Tra le altre cose, stiamo lavorando per portare in città una manifestazione culturale di altissimo livello, grazie anche alla presenza di grandi nomi della cultura contemporanea italiana, che a luglio trasformerà Milano Marittima in un museo a cielo aperto. Inoltre alla fine di giugno saremo il palcoscenico di un’importante manifestazione di intrattenimento di livello nazionale. Si stanno definendo i dettagli in questi giorni e nelle prossime settimane, in accordo con gli organizzatori, potremo svelare le iniziative che impreziosiranno il già ricco calendario di eventi a Cervia».

È morto Roberto Vianello: ha scritto la storia del basket ravennate

Lo storico presidente aveva 76 anni. I funerali giovedì 20 marzo

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Lutto nel mondo dello sport ravennate. È morto ieri (domenica 16 marzo) a 76 anni Roberto Vianello, lo storico presidente del Basket Ravenna, oggi impegnato nel campionato di serie B nazionale ma che negli anni scorsi aveva portato a un passo dalla serie A1.

Broker assicurativo di origini veneziane, ha scritto le pagine più importanti della storia della società ravennate. Lascia la moglie Marina, le figlie Alessandra e Natalia e il fratello Luca.

Il feretro sarà esposto alla camera mortuaria da domani mattina (martedì 18 marzo) mentre i funerali sono stati fissati per giovedì 20 marzo, alle ore 15, alla chiesa di Santa Maria in Porto.

«Roberto, da presidente, ha sempre guidato il nostro club con passione, dedizione ed impegno costante – si legge in una nota del Basket Ravenna -, riuscendo a regalare ben più di una soddisfazione alla città di Ravenna. “Innanzitutto divertiamoci” era il suo motto, parole che campeggiavano in uno striscione esposto al Palasport. Credeva fermamente nella crescita del basket a livello locale, e si è sempre impegnato con l’obiettivo di creare un ambiente sano, riuscendo a trasmettere i propri valori sportivi a tutti quelli che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui, e che oggi ne piangono la scomparsa».
«Ci stringiamo con dolore alla famiglia e alla società Ravenna Basket Piero Manetti per la perdita di Roberto Vianello – scrive in una nota inviata alla stampa il sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia -. La generosità e la passione con cui ha saputo ricostruire e radicare in città una cultura cestistica restano patrimonio inestimabile di tutta la comunità. Negli anni della sua presidenza, il Ravenna basket ha conseguito risultati sportivi importanti ma soprattutto attratto tantissime persone e tantissime famiglie al palazzetto e sui campi di pallacanestro, alimentando una passione che ha sempre avuto come punti fermi i valori più alti della sportività e del rispetto».

Il tour europeo di Kat Von D farà tappa anche a Cervia

Si tratta dell’unica data italiana insieme a quella di Milano della tatuatrice e musicista americana
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Il tour europeo di Kat Von D farà tappa anche in provincia, con una data al Rock Planet di Pinarella sabato 7 giugno (unica data italiana insieme a Milano). L’artista statunitense, consciuta principalmente come tatuatrice e beauty icon, da qualche anno porta avanti un proprio progetto musicale alternative rock.

La prevendita dei biglietti è già disponibile su Ticketnation e, oltre all’ingresso singolo, è disponibile uno speciale pacchetto vip con meet and greet e foto.

Il riuscito omaggio a Tondelli di cinque artisti romagnoli “solitari” e “ribelli”

A Lugo una bella mostra che è anche un inno agli “sconfitti” di una generazione
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Solitari, sconfitti, distaccati, ribelli è il sottotitolo della bella mostra appena inaugurata alle Pescherie della Rocca di Lugo che presenta una selezione di opere di cinque artisti romagnoli. Vittorio D’Augusta, Piero Dosi, Danilo Melandri, Claudio Montini e Gio Urbinati sono inseriti nel castello dei destini incrociati come artisti schivi, evitanti o non inseriti nel sistema dell’arte.

Pare che il genius loci abbia favorito per loro una sorta di solitudine romantica per una insofferenza alle mode, al mercato e l’apprezzamento da parte di una cerchia di amici e collezionisti. La mostra, curata da Gian Ruggero Manzoni con Rodolfo Gasparelli e Massimiliano Fabbri, è anche un omaggio a Pier Vittorio Tondelli di cui quest’anno ricorre il quarto decennale della pubblicazione di Rimini, un romanzo che riprende l’aura di dissesto di Altri libertini contestualizzati in una Rimini al limite del collasso. Chi ha frequentato la città costiera negli anni ‘80 può condividere il ricordo di quel senso di precarietà priva di orizzonti di cui si nutrono le pagine: nonostante la raccolta di racconti sia stata criticata, a distanza di tempo resiste nel ricordo quel contesto corale di personaggi reali – marginali e creativi, disperati e incatenati al denaro, soli e disponibili a incontri fugaci – che lasciavano dietro a sé tracce di preservativi, sbornie, musica e divertimenti matti e disperatissimi. Un inno agli sconfitti di quella generazione dopo la saracinesca chiusa sulle speranze del decennio precedente. Alla fine gli artisti presenti – appartenenti alla generazione dello scrittore – condividono con i personaggi di Tondelli il retroterra culturale e l’insofferenza all’edonismo imperante degli anni ‘80. Tutti, in misura diversa, si sono opposti a un sistema – sociale, economico, artistico – che ritenevano sbagliato e hanno continuato a lavorare senza perdere l’occasione di dare un forte senso esistenziale alla propria creatività. Il primo in ordine è il riminese Vittorio D’Augusta, ben conosciuto nell’ambito artistico nazionale grazie a mostre continuative supportate da impianti critici di rilievo. Il motivo per cui viene inserito fra i solitari si spiega con la linea creativa autonoma dell’artista che ha poco concesso alle tendenze e al mercato.

Dagli esperimenti di arte povera degli anni ‘70 alle successive prove di arte informale e astratta, D’Augusta è rimasto fedele a se stesso e a un’arte libera di sperimentare senza rispondere ad alcuna aspettativa. Alla Rocca sono presenti opere in cui l’astrazione è cifra di libertà creativa assieme a una serie di prove figurative che seguono una linea espressionista di effetto.

Un altro artista ben inserito nel contesto mercantile è stato il ceramista riminese Gio Urbinati che per molti anni ha accompagnato la sua rivendicata pratica artigianale al lavoro artistico vero e proprio. Collaboratore per anni di progetti al fianco di Tonino Guerra, intellettuale e sceneggiatore mai dimenticato, Urbinati incarna una sorta di faber sperimentatore che per creare poteva utilizzare la terra del proprio giardino, seguendo il processo di cottura ceramica a occhio. Figure mitologiche e frutti, uccelli dal doppio significato iconografico e semantico, cattedrali ornate di rametti: potremmo dire che una fantasia scatenata e una forte ironia risultano le chiavi di accesso al suo lavoro. Piero Dosi è un artista molto amato in Romagna, a cui Lugo, sua città natale, ha dedicato qualche anno fa una ricca retrospettiva. La violenza espressiva che caratterizza il suo linguaggio è presente fin dai primi autoritratti degli anni ‘70-’80 in cui l’artista utilizza uno stile iperrealista: è la ferocia nella descrizione, gli strappi, le lacune orride nel tessuto imitativo del reale, che esprimono la forte carica eversiva del lavoro.

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Qui in mostra sono alcuni autoritratti più tardi, in cui lo stile si riappropria di una libertà fluida di pennello, sempre ricco di salti volutamente inappropriati, assieme ad alcuni disegni, appartenenti a quella sorta di diario lirico intimo che l’artista ha sedimentato come luogo di confronto con se stesso per tutta la vita. Poco conosciuto è Danilo Melandri, scultore, disegnatore e ceramista nato a Fognano, che appartiene a quella linea di creatività professionale collocata ai margini dei territori, sia per le caratteristiche umane dell’artista – schivo, sensibile –, sia per le contingenze di una poetica votata solo a essere fedele a se stessi. Attraverso la raccolta di scarti di rottamazioni, Melandri non si ferma alla ricreazione di sculture che inglobano parti recuperate o la vita passata degli oggetti: mediante un’onnivora attenzione alla storia dell’arte, alle tecniche, a tutto ciò che per lui costituisce fonte di conoscenza, crea opere che manifestano una grande capacità introspettiva e un’ottima mano. In particolare i disegni, interpuntati da scritte quasi invisibili che restituiscono dati personali e intimi, supportano una qualità ideativa rara e coinvolgente.

A distanza di poco più di un anno dalla mostra che a Cotignola ha ricordato il lavoro complessivo di Claudio Montini, artista di Bagnacavallo di cui fino a questo evento era conosciuta solamente l’attività di grafico, vengono qui ripresentate alcune delle sue realizzazioni pittoriche. Creati in solitudine dopo la disillusione per il difficile rapporto col mercato dell’arte, i dipinti di Montini testimoniano una fantasia che si nutre del mondo dell’infanzia, della storia dell’arte – da Turner a Courbet, da Botero a Friedrich – e di infiniti innesti dall’iconografia musicale, dai fumetti e delle riviste degli anni ‘80. Un immaginario promiscuo come quello della rete prima di internet, condiviso da un’intera generazione, la stessa di Tondelli.

“Altri libertini. Solitari, sconfitti, distaccati, ribelli” Lugo, Pescherie della Rocca – fino al 30 giugno 2025 
orari: gio-ve 15.30-18.30; sa-do 10-12 e 15.30-18.30

La stagione si apre con un sold out: in oltre 500 alla Corsa della Bonifica

Gli appuntamenti proseguono sabato 22 con l’inaugurazione della rassegna “Storie di fiume”

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La stagione degli eventi in natura di Trail Romagna si è aperta con il sold out della Corsa della Bonifica e di Dante: Nella giornata di domenica 16, oltre cinquecento partecipanti hanno affrontato i due percorsi che si snodavano dal Camping Classe Village di Lido di Dante tra le pinete di Classe e Ramazzotti con il suggestivo passaggio nella Riserva Naturale Integrale della Foce del Bevano, aperta eccezionalmente per la gara. La corsa è stata quindi l’occasione per apprezzare le bellezze naturali del territorio, non solo per chi lo abita, ma anche per i tanti turisti sportivi che hanno partecipato alla manifestazione (oltre il 50 percento degli iscritti totali). 

I primi atleti a tagliare il traguardo della 21 km off road sono stati Enrico Bartolotti e Giorgia Bonci, coppia della società Liferunner.

Il calendario di Trail Romagna prosegue sabato 22 marzo, nella Giornata Mondiale dell’Acqua, con l’inaugurazione della rassegna “Storie di fiume” (qui il programma approfondito).

La rinascita dell’Accademia di Belle Arti «Più spazi e collaborazioni per crescere»

Dal corso di mosaico a quello sempre più apprezzato sulle Nuove tecnologie: oggi sono duecento gli iscritti da tutta Italia.
La direttrice Babini: «Le accademie sono gli ultimi custodi dell’identità, del patrimonio e del futuro dei territori»

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Se l’Università a Ravenna può considerarsi una novità di “appena” trent’anni, l’alta formazione in città vanta una storia di quasi due secoli, testimoniata dall’Accademia di Belle Arti. Il percorso della scuola però non è sempre stato lineare: dalla fondazione nel 1829 all’acquisizione di un patrimonio artistico capace di dare vita alla Pinacoteca Comunale (oggi Museo d’Arte della città), al trasferimento nel 1998 dalla storica sede della Loggetta Lombardesca (occupata dal 1971) a quella attuale nel complesso dell’ex “Albe Steiner” di via delle Industrie 76. Di seguito un periodo buio per l’istituzione, segnato da un importante calo delle iscrizioni e da un senso di abbandono e distacco anche da parte degli stessi cittadini ravennati. Nel 2001 prende il via il progetto sperimentale “Mosaico: tecnica ed espressività”, articolato su una base triennale e una specializzazione biennale, accompagnato da un lavoro di rilancio e promozione, riordino delle offerte formative, che ha preso pieno fermento una quindicina di anni fa, intorno al 2008, fino al cambio del coordinamento didattico del 2014 e all’inaugurazione della seconda sede in piazza Kennedy nel 2021 (oltre duemila metri quadrati condivisi con l’istituto Superiore di Studi Musicali Giuseppe Verdi, altra realtà storica per l’alta formazione in città). Un ulteriore tassello per la valorizzazione dell’istituzione è stato aggiunto nel 2023, con la statizzazione che ha interessato cinque accademie storiche del Paese, tra cui appunto quella di Ravenna, che risulta l’unica accademia d’arte statale in Romagna.

Oggi l’Accademia di Belle Arti di Ravenna conta 200 iscritti da tutta Italia, con un’affluenza raddoppiata a seguito della statizzazione. Allo storico triennio in Mosaico si sono aggiunti oggi altri tre corsi: Arti Visive-Pittura, Design del Gioiello e il più apprezzato dai giovani studenti: Nuove tecnologie dell’arte, con approfondimenti su fotografia digitale, computer grafica e video editing fino allo studio dell’inglese per la comunicazione artistica. Alla formazione triennale, equipollente a una laurea di primo grado, segue il diploma biennale di secondo livello in Decorazione Mosaico, che corrisponde a una laurea magistrale.

È inoltre disponibile un programma di Erasmus con convenzioni europee ed extraeuropee. «Al termine del primo ciclo dei nuovi trienni vorremmo implementare i relativi corsi di approfondimento biennale» spiega Paola Babini, docente di tecniche pittoriche all’Accademia di Bologna e direttrice dal 2023 dell’Accademia di Ravenna. Oltre al triennio di Nuove Tecnologie, sono particolarmente apprezzati dagli studenti i percorsi più di nicchia come Design del Gioiello (che spazia dal disegno tecnico e professionale allo studio del brand e all’ecodesign) e Mosaico, nato per tutelare la forma d’arte più identitaria e rappresentativa di Ravenna. «L’alta specificità dei corsi ci permette di attrarre studenti anche da fuori regione – continua Babini – per noi è fondamentale affiancare all’offerta formativa una forte connessione con il territorio, valorizzando il patrimonio artistico unico della città, con i suoi otto monumenti musivi riconosciuti dall’Unesco. Al tempo stesso, vogliamo creare nuove opportunità lavorative per gli studenti, favorendo l’integrazione con il tessuto sociale e imprenditoriale locale. Crediamo fermamente che il patrimonio generi cultura e la cultura produca economia». In questa direzione negli ultimi anni sono stati stretti i contatti con le associazioni di categoria e le piccole imprese cittadine, con uno sguardo rivolto anche a una collaborazione più stretta con l’università.

Importanti anche i lavori organizzati in sinergia con gli enti del territorio: dalla promozione dei lavori dei ragazzi con mostre e eventi dedicati alla tradizionale collaborazione con la Biennale del Mosaico (il curatore dell’edizione 2025 sarà appunto uno dei docenti dell’accademia, Daniele Torcellini), fino ai lavori di arte pubblica (tra gli ultimi, lo stemma a mosaico per la scuola di polizia e il progetto in essere con il Comune di Cervia per la realizzazione di una land art al Parco Naturale). «Percepiamo l’Accademia come una realtà in continuo fermento – sottolinea la direttrice -. guardando al futuro il desiderio più grande sarebbe quello dell’ampliamento degli spazi che, considerata la vocazione naturale dell’Accademia alla produzione di opere, finiscono per non bastare mai, e una rete di collegamenti e servizi più strutturata nell’interesse di studenti e professori. L’inaugurazione della seconda sede in pieno centro è stato un tassello importantissimo per la nostra offerta formativa, ma per noi è importante valorizzare anche la sede principale, dove è custodita la vera ricchezza dei laboratori». Camminando tra le aule di via delle Industrie infatti si percepisce chiaramente lo spirito eclettico della scuola, dal rapporto diretto, rispettoso ma allo stesso tempo informale tra docenti e studenti, alla libertà di fruizione degli spazi, che al di fuori delle ore di lezione possono essere usati come aule studio o come aree di laboratorio per perfezionare le proprie opere. Dai manichini vestiti con lattine di bibite riadattate a gonna e top, tappi e reti di plastica si passa velocemente ai mosaici contemporanei che affollano le pareti, fino a gessi, cartoni musivi, vecchie pubblicità e spazi con macchinari dedicati alla stampa di litografie, all’incisione e alla trasformazione dei materiali. «Le accademie d’arte sono le ultime custodi dell’identità, del patrimonio e del futuro dei territori in cui si trovano. Il nostro patrimonio si divide tra contemporaneità, contribuendo alla formazione di tante giovani menti e alla produzione di nuove forme d’arte, alle collezioni custodite dai nostri archivi e dalla nostra gipsoteca, oggi ospitata dal Mar, che rappresenta una testimonianza importantissima per la città – conclude Babini -. Se in passato l’Accademia è stata in qualche modo dimenticata dagli stessi ravennati, per il futuro ci auguriamo la giusta valorizzazione di un patrimonio di grande pregio e in continua evoluzione, stringendo il rapporto con gli stessi cittadini e invitandoli a scoprire i nostri spazi e le nostre iniziative, che non si limitano alla sola formazione».

A2, la Consar Ravenna chiude al terzo posto. Ora i playoff contro Siena

A Macerata arriva la 20esima vittoria su 26 partite, nessuno ha fatto meglio. Prevendite dal 19 marzo per i quarti di finale degli spareggi promozione

Tifosi Consar Ravenna

La Consar Ravenna chiude la regular season del campionato di A2 di volley maschile vincendo 3-2 in casa di Macerata e ottenendo così la 20esima vittoria su 26 partite. Nessuno ha fatto meglio, nemmeno le due squadre di testa, Brescia e Prata, con quest’ultima che ha chiuso al primo posto grazie alla differenza set. Ravenna invece migliora il quarto posto dell’anno scorso chiudendo sul gradino più basso del podio.

I playoff promozione partiranno già domenica 23 marzo (ore 18) con gara 1 al Pala Costa contro Siena, che ha chiuso al sesto posto grazie anche a una serie finale di otto vittorie consecutive. Gli altri quarti di finale saranno Brescia-Saturnia e Cuneo-Aversa. Già in semifinale invece la capolista Prata.

Info biglietteria. Per gli abbonati della Consar è prevista la prelazione mercoledì 19 dalle 17 alle 19 alla biglietteria del Pala Costa. Nella stessa giornata di mercoledì, alle 20, apre la prevendita dei biglietti per tutti i tifosi direttamente sul sito ufficiale della società: www.portoroburcosta2030.it

«Una crepa lunga chilometri e profonda fino a 2 metri lungo l’argine del Lamone»

Il comitato degli alluvionati di Villanova di Bagnacavallo ha informato le autorità competenti

Dopo la piena di venerdì, i cittadini di Villanova di Bagnacavallo lanciano l’allarme per una crepa che si è formata sull’argine del fiume Lamone, lato Villanova. «Una crepa lunga chilometri e, in alcuni tratti, profonda quasi due metri», si legge nella denuncia pubblicata sui social.

Il comitato degli alluvionati ha già informato le autorità competenti «con la speranza che si intervenga al più presto per evitare una catastrofe alla prossima pioggia».

«Per troppi anni abbiamo dimenticato la gestione ordinaria del territorio»

Il capo della Protezione Civile: «Le opere idrauliche vanno gestite»

Tavolo Incontro

«Un territorio per definizione può essere sicuro ma può anche non esserlo. Ci sono situazioni che vanno analizzate di volta in volta, i rischi sono tanti. Il nostro territorio nazionale per il 94% è a rischio idrogeologico e la regione Emilia-Romagna è uno di questi territori». Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, al termine dell’incontro con il presidente della Regione, Michele de Pascale, nella sede della Protezione civile a Bologna, rispondendo a chi gli chiedeva se il territorio dell’Emilia-Romagna, con i cambiamenti climatici, fosse sicuro per i cittadini per abitarci.

«Con il presidente de Pascale ragionavamo sul fatto che la pianura è tale perché sono state fatte opere idrauliche – ha aggiunto Ciciliano – che come tutte le opere fatte dall’uomo vanno gestite». Per Ciciliano ci si deve muovere verso «la gestione delle emergenze» e in parallelo «verso la gestione ordinaria del territorio».

«Per troppi anni abbiamo dimenticato di fare una gestione ordinaria dei nostri territori. Se lo faremo – conclude Ciciliano – il futuro che i nostri territori riserveranno ai nostri figli sarà sicuramente migliore e più sicuro». (fonte Ansa.it)

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