Il presidente De Pascale: «Temiamo un peggioramento»
La prima ondata di maltempo, che ha interessato la scorsa notte e la prima mattina i rilievi del bolognese e della Romagna, è passata e la situazione dei fiumi è attualmente sotto controllo, ma per le prossime ore l’allerta resta massima di fronte al sopraggiungere di nuovi temporali. In particolare, sono attesi sulla parte orientale della Regione in arrivo dalla Toscana e fino alla costa ravennate. Una situazione che potrebbe durare fino a sera, quando le precipitazioni, di minor intensità, dovrebbero spostarsi verso il Modenese e oltre. Sotto massima osservazione il Lamone che a Marradi, in territorio toscano, ha superato la soglia 3 (facendo segnare un record storico di piena di 3 metri e 3 cm), così come gli altri corsi d’acqua a partire dall’Idice e dagli affluenti del Reno.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, segue l’evolversi della situazione dal Cor, il Centro operativo regionale di Bologna, insieme alla sottosegretaria Manuela Rontini. Questa mattina entrambi hanno partecipato a un briefing con il Dipartimento nazionale di Protezione civile e successivamente a un coordinamento con tutte le Prefetture interessate dall’evento.
«Le previsioni per la nottata sono state confermate, ci sono stati superamenti dei fiumi di soglia 2 nel bacino romagnolo, in particolare il Lamone e gli affluenti del Reno – spiega de Pascale -. La situazione più preoccupante al momento è rappresentata dal Lamone sul cui bacino stanno insistendo precipitazioni molto intense. La nostra attenzione sarà massima per il resto della giornata, perché l’evento atmosferico è in corso e temiamo un peggioramento delle condizioni meteorologiche. Dunque – prosegue il presidente -, tutta la macchina della Protezione civile è attivata, così come la rete dei volontari e del primo soccorso. La richiesta ai cittadini è di prestare la massima attenzione, continuare a monitorare i canali dei Comuni e della Regione e di attenersi alle prescrizioni di sicurezza».
Caos in prevendita in vista del derby del Morgagni. Interviene la questura
La curva Mero in occasione di Ravenna-Forlì, lo scorso novembre
Continua a tenere banco il tema dei (pochi) biglietti per i tifosi del Ravenna per il derby del 23 marzo a Forlì. Andati esauriti in poco più di mezz’ora gli 879 tagliandi del settore ospiti del “Morgagni”, molti tifosi ravennati avevano iniziato a comprare i biglietti anche nel settore riservato ai locali, nonostante l’esplicito divieto ai residenti in provincia di Ravenna, comunicato dalle due società, sulla base naturalmente di quanto deciso dalla questura. Ma sorprendentemente il sistema on line del sito Vivaticket permetteva fino a ieri sera (13 marzo) di acquistare biglietti nel settore riservato ai forlivesi anche ai residenti in provincia di Ravenna. Il passaparola ha quindi portato tanti ravennati rimasti senza biglietto a comprare in questo modo il tagliando, nel settore forlivese.
Oggi, però, arriva la doccia fredda per i ravennati “abusivi”. Con una nota inviata alla stampa, infatti, la questura di Forlì informa che «la prevendita mediante il circuito “Vivaticket” è stata sospesa e non sarà più riattivata. La Questura ha acquisito l’elenco di quegli acquirenti, il cui biglietto sarà annullato. La vendita per i residenti in provincia di Forlì-Cesena, nei restanti settori dello stadio, proseguirà esclusivamente in prevendita allo stadio Morgagni, nelle fasce orarie che la società Forlì F.C. comunicherà tempestivamente alla propria tifoseria. Il giorno dell’incontro, pertanto, la biglietteria resterà chiusa e non sarà possibile acquistare il tagliando d’ingresso».
Il giorno del derby – sottolinea ancora la questura -potranno presentarsi quindi ai varchi di accesso «i soli possessori di tagliando, esibendo necessariamente il documento d’identità; il biglietto nominativo è incedibile».
«Eventuali tifosi provenienti da Ravenna, sprovvisti del tagliando d’ingresso, non potranno accedere all’area riservata dell’impianto sportivo», termina la nota.
Il regista ravennate presenta al Mariani il suo lungometraggio Il Popolo delle Donne. «Il tema della violenza di genere è pericoloso: ho riscontrato un disappunto costante nel corso delle proiezioni, soprattutto tra le giovanissime donne e gli uomini anziani»
Se si potesse riassumere il percorso artistico di Yuri Ancarani in due aggettivi sceglierei contenuto e smisurato. L’economia dei tempi è dote rara in chi fa cinema, ormai la durata media di un film si attesta attorno alle due ore, mentre i lavori di Ancarani (che viene dal videomaking) spesso sono contenuti entro l’ora ma densi di suggestioni sensoriali. Allo stesso tempo le sue opere sono fuori misura per il cinema, sia in senso letterale (hanno bisogno di grandi spazi per essere fruite al meglio, come il Pac di Milano, teatro ideale per le sue rappresentazioni) sia figurato (i suoi film non terminano in sala, ma ci si ripensa anche dopo la conclusione).
A metà tra cinema documentario e arte contemporanea è anche il suo ultimo lungometraggio, Il Popolo delle Donne (2023), che dopo la presentazione al Festival del Cinema di Venezia e un tour in diverse città italiane, torna a Ravenna. Il film, della durata di 60 minuti – in cui la psicoanalista Marina Valcarenghi evidenzia il rapporto tra la crescente affermazione sociale della donna e l’aumento della violenza sessuale maschile – sarà proiettato al Cinema Mariani domenica 16 marzo alle 10.30 nel prossimo matinée (formula colazione + cinema dalle 9.30) e sarà introdotto dallo stesso Ancarani (info a questo link). Ne abbiamo parlato con l’autore.
Marina Valcarenghi ne “Il Popolo delle Donne”
Il tema della violenza sulle donne è stato trattato spesso al cinema e in televisione anche attraverso i cosiddetti true crime, con risultati alterni. Tu che formula hai scelto? «Ho delegato il pensiero ad una persona con una preparazione superiore, Marina Valcarenghi, psicoterapeuta e psicoanalista che ha lavorato nei reparti di isolamento dei penitenziari di Bollate e Opera, con detenuti in gran parte condannati per reati sessuali. Il progetto è nato perché c’è stato questo incontro. Volevo però evitare l’approccio morboso di molti film che trattano l’argomento».
Un tema così importante può anche turbare e spaventare. «È un tema “pericoloso”. In Italia se ne parla molto, c’è dibattito, ognuno dice quello che pensa ma senza dare reali informazioni. Mi sono chiesto come poterlo rappresentare e ho trovato la chiave quando ho conosciuto Marina. Lei è stata protagonista del Movimento underground e si è battuta fortemente per i diritti delle donne dagli anni Settanta. Ho pensato fosse necessario dare spazio ad una figura di spessore, con un punto di vista psicanalitico, non ideologico, che andasse oltre la semplice opinione».
Quali rischi hai dovuto affrontare? «Sapevo che sarei andato incontro a problemi anche ideologici: un regista che mette la sua professionalità al servizio di una voce, ponendola su un piedistallo, per darle la miglior attenzione possibile. Ma ho voluto fare la mia parte, lasciare una traccia insieme alla mia squadra di lavoro, compresa Caterina Barbieri con le sue musiche. Un documento che è una specie di manifesto di Marina Valcarenghi e continuerà ad essere utile per chi studia l’argomento e vuole liberarsi dagli stereotipi».
Hai accompagnato il film in tante città. Quali reazioni hai trovato? «In molti appuntamenti era presente Marina, che però ha 85 anni, per questo era necessario che anche io seguissi il film. Ho viaggiato per l’Italia, isole comprese e ho riscontrato un disappunto costante, soprattutto tra le giovanissime donne e gli uomini anziani, due realtà così diverse in accordo… nel disaccordo. L’ho trovato molto interessante. Ci sono state anche tante emozioni, pianti, spettatrici che mi ringraziavano per l’intensità e l’utilità del film. Molte madri hanno portato le figlie a rivederlo».
Nei tuoi film cerchi di far vivere allo spettatore un’esperienza che rimanga oltre la visione. Che posto occupa il cinema nel tuo immaginario e come si integra con tutto il resto? «Il cinema è il medium principale che ho scelto per lavorare su immagini potenti, simboliche, per ridare alle immagini stesse il desiderio di essere interpretate. Mi interessa anche guardare le cose che conosciamo con occhio diverso e per questo non do importanza solo al soggetto ma anche al background, all’architettura, alla musica: l’immagine audiovisiva coinvolge tutti i sensi e deve essere in equilibrio con le sue componenti».
A cavallo tra il 2015 e 2016 sei stato nel posto più ricco del mondo (Qatar per The Challenge) e in quello più povero (Haiti per Whipping Zombie). Cosa ricordi? «È stata un’esperienza molto intensa. Sembrerò banale ma ho trovato tanta ricchezza nel paese più povero e tanta povertà nel paese più ricco».
Quali sono le città della tua vita? «Ravenna, naturalmente, dove ho ancora la residenza. Sto molto bene e ci torno quando devo pensare, scrivere, fare il montaggio dei miei film. E per rilassarmi. Qui ho i miei posti del cuore, come la Ca’ De Ven».
Poi c’è Milano, dove hai scelto di vivere. «Viaggio molto, ho bisogno di una città dove ci sia un aeroporto efficiente. Milano poi reagisce molto bene ai cambiamenti, mentre le piccole città aspettano, ferme, che le cose tornino come prima. Ma spesso non succede, per cui bisogna imparare a surfare tra i cambiamenti. Milano è molto interessante da questo punto di vista».
Come Venezia, che sembra un luogo fermo nei secoli ma è sempre in movimento. «Venezia è unica, ci ho girato uno dei film a cui sono più legato, Atlantide. È una città di riferimento per tutto il mondo, siamo fortunati ad averla in Italia. Chiunque lavori in ambito culturale ambisce a presentare le proprie opere a Venezia. Mi piace passare un po’ di tempo anche a Los Angeles, dove mi succede sempre di pensare in grande, poi quando torno mi vergogno un po’ di quello che ho pensato quando ero lì. E allora mi chiedo: “E se fossi rimasto là?”».
A proposito di Los Angeles, hai seguito gli Oscar? «Non ho seguito né gli Oscar né la Settimana della Moda».
Perché? «Il cinema era chiamato settima arte, oggi è diventato solo intrattenimento. Dovrebbe ricordarsi di essere “immagini in movimento”, invece è così statico, completamente proiettato nel passato. A me il cinema interessa, non mi interessa l’intrattenimento».
Sean Baker, ritirando l’Oscar per Anora, ha detto che mai come oggi è necessario andare a vedere i film in sala per evitare che il cinema scompaia. Come vedi il futuro? «La sala cinematografica deve acquisire ancor più consapevolezza di essere un luogo di cultura e non un posto da consumo usa e getta. Vedere un film a casa è diventato comodissimo ma lo spettatore non dovrebbe essere più grande dello schermo che sta guardando. Il cinema è un’esperienza unica e irripetibile, come sentirsi piccoli di fronte a immagini gigantesche, che quasi ti divorano. La sala deve essere un luogo visionario, sempre più accogliente per le nuove generazioni, stare al passo con i tempi. Anche i gestori dovrebbero saper surfare tra i cambiamenti».
Parlando di visionarietà, quale è il posto più pazzesco in cui hai girato? «In una camera iperbarica a 100 metri di profondità al largo di Ravenna per Piattaforma Luna, un film su un gruppo di operatori tecnici subacquei. Volevo seguire da vicino questo lavoro così estremo, per tre giorni abbiamo vissuto nella camera iperbarica sotto pressione. Era il 2011, un’esperienza davvero forte. Il film dura 25 minuti e sarà presto visibile su Mubi».
A che cosa stai lavorando in questo momento? «Oltre all’attività di docente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano sto lavorando a una monografia sui miei lavori che sarà anche una mostra. È la seconda, dopo “Lascia stare i sogni”, che prendeva il nome da una frase del protagonista di Atlantide. Di quel volume (300 pagine con oltre 700 illustrazioni) saranno disponibili alcune copie domenica 16 marzo al Cinema Mariani prima e dopo la proiezione de Il Popolo delle Donne».
* Matteo Papi è il direttore artistico del Cinema Mariani
La coltelleria Gianola di via Mazzini sarà attiva fino a fine maggio con una liquidazione totale
A fine maggio chiude Gianola Shop, storico punto di riferimento per la coltelleria da casa e professionale. Il negozio, aperto in via Cavour nel 1971 da Ilario Gianola, è stato poi gestito per oltre trent’anni dai figli Mauro e Marta. Nel 2013 l’attività si è spostata in via Salara, per poi trasferirsi definitivamente in via Mazzini.
«Eravamo già in difficoltà per il crescente utilizzo degli acquisti online – spiega Mauro Gianola sottolineando anche quello che viene definito come un «crescente degrado del centro storico dove non ci si sente più sicuri». Poi è arrivato il Covid, «che ha fatto calare in modo ulteriore i clienti. In più nel 2023 c’è stata l’alluvione, che ha colpito un’altra fetta di clientela proveniente dalla provincia».
Fino al 31 maggio, quindi, nel negozio è in corso una liquidazione totale per cessata attività, seguita da un periodo di vendita solo dal sito internet di Gianola Shop. «Nei primi giorni di liquidazioni c’è stata molta ressa, soprattutto nel fine settimana – prosegue Mauro – ma attendo la fine per tirare le somme e vedere i risultati in maniera definitiva. Chiuderemo non oltre il 31 maggio, ma spero anche qualche giorno prima per liberare con calma i locali».
«Siamo molto dispiaciuti di chiudere – conclude – anche per il contatto umano che si era instaurato con i clienti e che andava oltre la semplice richiesta d’informazione. Le persone venute in negozio in questi giorni ci hanno dato numerosi attestati di stima e ciò non può che farci piacere»
Il sindaco di Faenza: «L’impatto della pioggia è stato inferiore alle attese. Ma continueremo a monitorare»
«Rispetto a quanto previsto, l’impatto della pioggia sul crinale appenninico è stato significativo ma inferiore alle attese». Lo dice il sindaco di Faenza, Massimo Isola, in un aggiornamento sul maltempo delle 8.30 di oggi (14 marzo). La piena, al momento, quindi, è considerata sotto controllo.
In particolare, aggiunge Isola: attualmente il fiume Lamone e il torrente Marzeno si trovano in soglia 2. Questo garantisce ancora un margine di gestione delle acque. Sul Senio, anch’esso oggetto di monitoraggio durante la notte, il passaggio dell’onda di piena è atteso per metà mattina. Sul fiume Montone attualmente non si rilevano particolari criticità».
Secondo Arpae Emilia-Romagna, le precipitazioni da metà mattina si sposteranno verso ovest. «Ma continueremo a monitorare», conclude Isola.
La tragedia nel 2023 durante una vacanza a Lido di Classe
Foto di repertorio
A due anni dalla tragedia, le indagini sulla morte della piccola Isabel Zanichelli si sono concluse con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due genitori, accusati di omicidio colposo. Il fatto risale al 23 giugno del 2023, quando la bambina di 7 anni annegò tra le onde alte del mare di Lido di Classe, in una giornata particolarmente ventosa (con bandiera rossa), durante una vacanza in famiglia. Madre e padre della bambina, provenienti da Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia, si trovavano in quel momento in spiaggia con la sorellina più piccola di Isabel. In acqua con Isabel c’era il cuginetto.
A dare la notizia – con ulteriori dettagli – è il Corriere Romagna in edicola oggi, 14 marzo, che sottolinea come l’indagine si fosse soffermata anche sul defibrillatore utilizzato per rianimare la bambina: la consulenza medico legale ha però escluso una correlazione causale tra il funzionamento del macchinario e il decesso.
Il Ravenna può sperare nella serie C anche in caso di arrivo al secondo posto in campionato
Il Ravenna ricevuto in municipio con la Coppa Italia di serie D
In un momento in cui in città è grande l’entusiasmo per la vittoria della Coppa Italia di serie D, è bene cercare di spiegare cosa questa impresa valga non solo in termini di prestigio, ma anche in ottica di un possibile “ripescaggio” in serie C, nel caso il Ravenna non riuscisse a vincere il campionato (al momento come noto è secondo a 2 punti dal Forlì, alla vigilia del derby che potrebbe valere una stagione).
La vittoria della Coppa Italia, infatti vale 0,5 punti nella graduatoria che verrà stilata al termine dei play-off, tra le 9 squadre vincenti nei rispettivi gironi. Un valore aggiunto decisivo se si considera che la graduatoria è stilata in particolare tenendo conto della media punti: al momento il Ravenna è a quota 2,4 ed è già la migliore tra le seconde di tutti i 9 gironi della serie D, irraggiungibile se si considera appunto anche il +0,5 della Coppa. Ma per poter balzare in testa alla graduatoria dei ripescaggi della serie D, il Ravenna (nel caso non dovesse vincere il campionato, lo ribadiamo) dovrà appunto vincere i play-off del girone D (le avversarie sarebbero con tutta probabilità Tau Altopascio, Pistoiese e Lentigione).
È già stato deciso dalla federazione, inoltre, che la prima squadra della graduatoria della serie D avrà la priorità rispetto alla migliore delle retrocesse della C. Ma ad avere la precedenza sarà anche quest’anno un’ipotetica squadra Under 23 di una società di serie A, in particolare quest’anno si parla dell’Inter. Il Ravenna, quindi, dovesse arrivare secondo e dovesse vincere i play-off, sarebbe la seconda squadra a essere ripescata in serie C – dopo l’Inter Under 23. E dovrebbe quindi sperare nel fallimento o comunque nella mancata iscrizione di almeno due società.
Sono già finiti gli 876 tagliandi a disposizione dei tifosi ravennati
La fila fuori uno dei punti vendita
Gli 876 biglietti a disposizione dei tifosi ravennati per il derby di Forlì sono andati esauriti in poco più di mezzora. Un risultato in qualche modo storico per una piazza che grazie alla nuova proprietà Cipriani ha ritrovato l’entusiasmo dei tempi della B, galvanizzata anche dalla fresca vittoria della Coppa Italia di Serie D.
L’appuntamento è per domenica 23 marzo al Morgagni di Forlì, calcio d’inizio alle 14.30, per un derby tra prima e seconda della classe, con in palio punti pesantissimi (sono 2 al momento quelli di vantaggio dei padroni di casa sul Ravenna).
Per i residenti in provincia di Ravenna è vietato comprare altri biglietti, in qualsiasi altro settore.
Eventuale ballottaggio l’8 e il 9 giugno con i referendum
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto elezioni. Le prossime elezioni amministrative (in programma anche nel comune di Ravenna) si terranno il 25 e il 26 maggio, con i seggi aperti la domenica dalle 7 alle 23 e il lunedì dalle 7 alle 15. L’eventuale ballottaggio è stato fissato nell’election day con i referendum, l’8 e 9 giugno.
Il governo ha inserito nella bozza del decreto una norma per permettere a chi abita lontano dalla propria città di residenza di votare per il referendum (non per le elezioni comunali).
A Ravenna, al momento, sono quattro i candidati a sindaco: Alessandro Barattoni per il centrosinistra, Nicola Grandi per una parte del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna), Alvaro Ancisi per un’altra parte del centrodestra (Lega, Popolo della Famiglia e Lista per Ravenna) e Marisa Iannucci per la sinistra radicale-Ravenna in Comune.
I referendum sono cinque, quattro promossi dalla Cgil sul lavoro (jobs act, indennità per licenziamento nelle pmi, contratti a termine, responsabilità del committente in caso di infortuni sul lavoro), e uno per dimezzare da dieci a cinque anni gli anni di residenza in Italia per la richiesta di ottenimento della cittadinanza.
Hanno aperto alle 17 di oggi (13 marzo) le prevendite per quella che è senza dubbio la partita dell’anno del girone D del campionato di calcio di Serie D. L’appuntamento è per domenica 23 marzo (calcio d’inizio alle 14.30) allo stadio “Morgagni” di Forlì, dove i padroni di casa, primi con 66 punti, ospitano il Ravenna, fresco vincitore della Coppa Italia di categoria e secondo in classifica a 2 soli punti di distanza. Una partita fondamentale perché arriva a sette giornate dal termine e, soprattutto, perché in palio c’è una sola promozione diretta e automatica.
In programma quindi un vero e proprio esodo dei tifosi giallorossi, che dopo essere stati presenti in 700 a Teramo, un mercoledì pomeriggio, per la finale di Coppa Italia, non avranno problemi a terminare in breve tempo i poco più di 850 tagliandi a loro disposizione nel settore ospite. I tifosi ravennati potranno acquistare i biglietti solo ed esclusivamente in prevendita nei punti vendita convenzionati con Vivaticket e online fino sabato 22 marzo alle ore 19. Per i residenti in provincia di Ravenna sarà vietato comprare biglietti in qualsiasi altro settore.
I punti vendita Vivaticket a Ravenna: – Bar Tabacchi Revenge, via Aldo Bozzi 5 Ravenna; Desiderando Viaggiare, viale Brunelleschi 105 Ravenna; Le Magie, Strada Bassa,18 Mezzano; Biro Blu, Via Fiumazzo, 618 Voltana; Marimi Tabacchi, Viale Virgilio, 104 Lido Adriano; Tabaccheria Centrale, Piazza Garibaldi 46, Conselice.
I biglietti costano 15 euro (5 in più del solito, con i prezzi però ritoccati al rialzo in tutti i settori, in occasione della giornata “biancorossa”, in cui non saranno validi neppure gli abbonamenti dei tifosi forlivesi).
INFO ACCESSO SETTORE OSPITI L’accesso al settore Gradinata Ospiti dello Stadio Morgagni avviene tramite Via Campo di Marte 1/F, seguendo il percorso indicato dalla segnaletica, con apertura cancelli a partire da 1 ora antecedente l’inizio della gara. Sarà possibile accedere all’impianto solo esibendo biglietto e documento di identità valido.
Le superiori resteranno chiuse anche a Ravenna, Faenza e Cervia, dove l’allerta è arancione
A seguito dell’allerta meteo diramata oggi dalla Regione Emilia-Romagna, si informa che per la giornata di domani, venerdì 14 marzo, è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e dei centri sportivi nei comuni in allerta rossa (Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Riolo Terme, Sant’Agata sul Santerno, Solarolo) e la chiusura delle scuole superiori nei comuni in allerta arancione, cioè Ravenna, Faenza e Cervia.
La decisione è stata assunta a scopo cautelativo per limitare gli spostamenti nei e dai comuni in allerta rossa.
Nei comuni in zona arancione, quindi Brisighella, Cervia, Ravenna, Faenza e Russi, nidi, scuole dell’infanzia, elementari e medie sono aperti.
La decisione è stata assunta nel corso di un incontro tra la presidente della Provincia e sindaca di Russi Valentina Palli con gli altri 17 sindaci.