sabato
18 Aprile 2026

Gruppo Nanou, la danza dopo il Premio Ubu

«Con la propria identità si possono fare grandi cose»

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Them – Ph. Luca Del Pia

Martedì 4 e mercoledì 5 marzo (ore 20) La Stagione dei Teatri ospita al Teatro Rasi l’installazione Them. Immagine movimento, di gruppo Nanou, la compagnia ravennate fondata da Rhuena Bracci e Marco Valerio Amico da poco vincitrice del premio Ubu 2024 per il miglior spettacolo di danza con Redrum. Proprio con Marco Valerio Amico abbiamo fatto una chiacchierata.
Cos’ha portato il Premio Ubu alla compagnia?
«Un po’ di soddisfazione. È un momento in cui vieni riconosciuto per ciò che hai fatto, e per quanto non si lavori per il riconoscimento, fa molto piacere quando le due cose coincidono. Il premio è arrivato nei nostri vent’anni di attività e nel momento in cui abbiamo scelto di porci come punto di riferimento per realtà più giovani. Un esempio ne è Stefania Tansini, che ha accompagniamo produttivamente dal 2020. L’altro aspetto veramente molto bello dell’Ubu è rendersi conto che per alcuni artisti che stanno facendo percorsi linguistici personali come il nostro – anche azzardati rispetto al sistema teatrale e coreografico – il fatto che abbiamo vinto un premio così importante ha portato una gioia condivisa, la sensazione che non ci si debba sempre appartenere a uno stile, a una forma, ma che con la propria identità e la propria serietà si possano comunque essere riconosciuti per il proprio valore».
Redrum fa parte dell’ampio progetto Overlook Hotel. A quando il prossimo step?
«Ci stiamo lavorando. Quest’anno siamo su una cosa “piccola” e intima, certi che nel 2026 arrivi la seconda installazione. Sarà un gioiellino, una concentrazione su un interprete e su un aspetto del tema che stiamo affrontando, ossia le stanze dell’Overlook Hotel. Preferisco non anticipare molto altro se non il fatto che ci stiamo rendendo conto che ogni stanza avrà un regista del ‘900 a cui fare riferimento rispetto al nostro immaginario».
Le stanze vi hanno sempre affascinato, penso ovviamente anche a Motel, perché?
«Perché sono seriali, hanno dei numeri che portano sempre con sè del mistero. Il numero matematico – sia nelle composizioni aleatorie, come quelle di Cage, che in qualsiasi studio – porta con sè sempre un mistero affascinante, che può essere risolto ma anche lasciato com’è. La serialità delle stanze: possono uguali, diverse, possono rivelare qualcosa di familiare e allo stesso tempo qualcosa di conturbante. Ogni “stanza” è capace di sorprenderci ogni volta e, dopo vent’anni, è ormai uno dei nostri tratti distintivi e affettivi».
Veniamo a Them, che vedremo al Rasi. Un lavoro che sublima la vostra fascinazione per il video.
«Il video qui ha una doppia valenza: è un elemento scenico, nel senso che è trasmesso da tv a tubo catodico. La tv vecchia è un oggetto, non solamente un monitor, un video, un’immagine. Ha un peso rilevante. L’altro aspetto è lo sguardo del video, gestito dal vivo dalla coreografa Rhuena Bracci. Rhuena con la telecamera riscrive lo spazio, il tempo, riscrive una possibilità di sguardo dall’interno della scena. Questo dispositivo crea una sorta di prisma, una meravigliosa situazione in cui più piani vengono costruiti, gestiti e restituiti contemporaneamente. Al contempo questi piani si sfasano leggermente nel tempo perché la tecnologia a cui facciamo riferimento ha dei piccoli ritardi, dei piccoli errori affascinanti: il segnale video perde qualche frazione di secondo, una tv restituisce l’immagine leggermente diversa da come il nostro occhio guarda. Tra l’analogico e il digitale si crea una situazione immersiva. Ci si ritrova all’interno di qualcosa che si somma e si frastaglia, si separa e si ritrova nello sguardo. Them è nata come installazione online. Erano ancora i tempi del lockdown, volevamo imparare a usare la videocamera e l’idea di base era che fosse maneggiata da un corpo all’interno della scena stessa per restituire un ritmo coreografico».

 

Stefania Tansini in scena con My body solo
Sempre martedì 4 e mercoledì 5 marzo (ore 21) la coreografa e danzatrice Stefania Tansini, vincitrice del premio Ubu 2022 come miglior performer un-er 35, proporrà al Rasi My body solo, spettacolo di danza in cui l’artista continua il percorso di ricerca sul corpo e sul movimento, in una forma di espressione autentica e in contatto profondo con l’altro. In uno spazio metà nero e metà oro, un suono accoglie l’ingresso del pubblico e tre luci ne guidano l’incontro con il movimento, il respiro e la voce della performer.

Arrivata a Ravenna una nave con 71 migranti: «Hanno i segni delle torture in Libia»

Inascoltati gli appelli della Sos Humanity per trovare un porto alternativo più vicino

Migranti 2 Marzo 2025

È arrivata a Marina di Ravenna la nave della Sos Humanity. Ha sbarcato 71 naufraghi, tra cui 21 minori, molti dei quali sotto i 16 anni, soccorsi lunedì scorso quando si trovavano a bordo di un gommone nel Mediterraneo.

Lo sbarco dalla nave alla banchina della Fabbrica Vecchia è stato ultimato poco dopo le 13 e subito dopo sono iniziati gli screening sanitari e gli adempimenti di polizia al Pala De André, terminati senza complicazioni nel tardo pomeriggio con le partenze di tutti i migranti verso le designazioni assegnate. Circa 50 persone sono state trasferite a Bologna, mentre i rimanenti rimarranno a Ravenna.

Inutili gli appelli dei giorni scorsi alle autorità italiane per trovare un porto più vicino al punto di soccorso.

«I sopravvissuti hanno ferite, ustioni da carburante e alcuni hanno raccontato di essere stati torturati in Libia e mostrano segni visibili – spiegano da Sos Humanity (citiamo un’agenza di Adnkronos) -. Alcuni hanno infezioni polmonari, ma a causa delle limitate possibilità diagnostiche a bordo, è difficile definire la gravità delle infezioni, che potrebbero portare a ulteriori danni».

Tra i sopravvissuti ci sono anche diverse donne che viaggiano tutte da sole, una con un bambino di 5 anni, e 20 minori non accompagnati. I migranti sono stati soccorsi lunedì notte, intorno a mezzanotte, dopo un sos lanciato da Alarm Phone. «Era buio pesto quando il nostro equipaggio ha trovato un gommone non idoneo alla navigazione – dice Sos Humanity -. Nessuno indossava il giubbotto di salvataggio e c’era un forte odore di carburante nell’aria. Avevano trascorso diversi giorni e notti in mare aperto». Molti sopravvissuti hanno raccontato ai soccorritori le violenze e i maltrattamenti subiti in Libia.

Il sogno (realizzato) di Milena Baldassarri: «Che emozione la prima Olimpiade»

La campionessa ravennate di ginnastica ritmica si racconta a poche settimane dal ritiro: «Ci allenavamo almeno otto ore al giorno, tutti i giorni. Ora voglio imparare a godermi il tempo libero»

Milena Baldassarri

Tre volte campionessa italiana assoluta e vincitrice di cinque medaglie mondiali, la 23enne ravennate Milena Baldassarri ha segnato la storia della ginnastica ritmica italiana per la prima volta nel 2018, conquistando ai Mondiali di Sofia il primo argento mai vinto da una ginnasta tricolore. Tre anni dopo, alle Olimpiadi di Tokyo, con il sesto posto nella finale All-Around ha conquistato il miglior risultato mai ottenuto fino ad allora da una individualista italiana.

Partita dall’Edera Ravenna, Baldassarri ha lasciato la Romagna e la sua famiglia a soli 12 anni per trasferirsi all’ambiziosa SGF (Società Ginnastica Fabriano), nelle Marche. Un’infanzia divisa tra scuola e palestra. «Ci allenavamo per almeno otto ore al giorno, tutti i giorni – ricorda -. La ginnastica ritmica richiede tecnica e precisione che si raggiungono solo con un lavoro costante» che l’ha portata a una serie di grandi soddisfazioni anche oltre lo sport, come la nomina di Role Model per Mattel nel 2021 con una Barbie a lei ispirata: «Una collaborazione di cui vado orgogliosa, nata per assottigliare il dream-gap tra lavori maschili e femminili e ricordare che i grandi risultati nascono da grandi sogni».

Milena Baldassarri Barbie

Pochi mesi fa, nel corso del gala Euskalgym di Bilbao, Baldassarri ha annunciato il suo probabile ritiro dalle competizioni internazionali, confermato con un post su Instagram lo scorso 30 dicembre. L’obiettivo oggi è quello di imparare a rallentare e a godersi il ritrovato tempo libero da dedicare a se stessa.

Milena Baldassarri premiata in municipio
Milena Baldassarri mentre firma autografi dopo essere stata premiata per la sua corriera in municipio a Ravenna

Milena, ha capito subito di voler dedicare gran parte della sua vita alla ginnastica?
«In realtà no. Quando ero bambina si trattava solo di uno sport, poi mi sono innamorata dei risultati. L’emozione del podio è stata quella che mi ha portato a dedicarmi con più serietà alla disciplina. Oggi è strano dirlo, ma ho trascorso i primi due anni in nazionale pensando solo a me e alla mia performance. Poi ho capito l’importanza della bandiera e di scendere in pedana per rappresentare la mia nazione. Da quel momento è stato ancora più speciale».

Cosa le ha dato e cosa le ha tolto la ginnastica, soprattutto durante l’infanzia?
«Mi piace pensare che non mi abbia tolto nulla, rifarei tutto da capo. Quello che sono oggi è frutto del lungo percorso che ho alle spalle, che mi ha formato non solo come atleta ma come persona. Se devo pensare a cosa mi ha regalato la ginnastica, a parte tante soddisfazioni, direi le amicizie create e consolidate in tutti questi anni. Devo ringraziare molto anche la mia famiglia, il loro sostegno incondizionato ha reso tutto più semplice. Sono sempre stati al mio fianco, accompagnandomi in ogni decisone senza mai forzarmi».

Quando sono arrivate le prime soddisfazioni?
«Le prime medaglie d’oro sono arrivate intorno ai 12 anni, quando appunto ho deciso di dedicare la mia vita allo sport. Nel 2018 c’è stato l’argento a Sofia, ma la soddisfazione più grande è stata quella della qualificazione per le olimpiadi, a Tokyo 2020 (posticipate a luglio 2021 a causa della pandemia ndr) e Parigi 2024».

Cos’è cambiato tra la prima e la seconda Olimpiade?
«L’emozione della prima è immensa, arrivi e non sai cosa aspettarti: ero talmente entusiasta da non vedere nessun difetto nell’organizzazione, era tutto bellissimo. L’assenza di pubblico mi ha aiutato a vivere con leggerezza la gara, nonostante l’uso costante della mascherina e le tante restrizioni. Quando sono arrivata a Parigi invece sapevo già cosa avrei trovato, e l’entusiasmo ha lasciato spazio alla concentrazione e a uno sguardo più oggettivo. A stupirmi in quel caso è stato l’affetto del pubblico. Solo un anno prima della competizione ci sono stati cambi importanti nello staff, tra cui la mia storica allenatrice. La novità in corsa ha richiesto un patto di fiducia reciproca immediata con la nuova tecnica Claudia Mancinelli, che non ha tradito le aspettative. Per quello che riguarda Sofia Raffaeli (bronzo a Parigi, ndr) invece, tra noi si è instaurato un rapporto di “sorellanza”, qualcosa che va oltre l’amicizia».

C’è qualche retroscena sui Giochi che può raccontarci?
«Vorrei spezzare una lancia nei confronti dei famigerati letti di cartone: sono comodissimi! Li ho provati sia a Tokyo che a Parigi, e me li sarei portati casa se fosse stato possibile. In generale non ho capito tutte le critiche sul villaggio olimpico, noi siamo sempre state bene, abbiamo avuto la fortuna di arrivare nei giorni meno caldi e non abbiamo nemmeno mai acceso l’aria condizionata».

Durante le ultime Olimpiadi si è parlato molto di ginnastica, si percepisce un maggiore interesse anche da parte dei più giovani?
«Direi di sì, soprattutto nei confronti dell’artistica, grazie all’interesse di programmi tv come “Ginnaste – vite parallele”, all’importante lavoro della federazione e agli ottimi risultati delle Fate. Nell’ultimo periodo anche la ritmica è cresciuta, sia per popolarità che per numero di medaglie, facendo appassionare i più giovani anche grazie al ricambio generazionale».

A questo proposito:  fermarsi è stata una scelta sofferta?
«Non è stato facile, ma ero preparata. Il range di età per le gare lascia poco margine e la preparazione olimpica va valutata di quattro anni in quattro anni. Può sembrare poco ma è un lasso di tempo importante per uno sportivo. Posso già dire che la cosa che mi mancherà di più sarà l’adrenalina delle gare».

Milena Baldassarri Aeronautica
Milena Baldassarri (la prima a sinistra) con la squadra della Aeronautica

E adesso quali sono i piani?
«Imparare a godermi il tempo libero. Una novità assoluta nella mia vita. Sono entrata nel gruppo sportivo dell’areonautica militare da atleta professionista e mi alleno ancora in vista delle esibizioni istituzionali ma con ritmi molto diversi. Dopo una vita passata in palestra è bello riscoprire anche il piacere di rallentare».

C’è un mito che l’ha accompagnata nel corso della sua carriera?
«Fin da piccola ho sempre seguito e ammirato le ginnaste di alto livello del panorama internazionale, ma uno sportivo in grado di ispirarmi davvero è Alex Zanardi. Credo che la sua storia e la sua resilienza incarnino i valori dello sport e siano un esempio per tutti».

La recente inchiesta che ha coinvolto la squadra delle Farfalle per i presunti maltrattamenti nei confronti delle giovani ginnaste ha messo in luce una quotidianità fatta di giudizi severi e denigrazioni, in particolare sul peso delle atlete. Ci sono mai stati momenti di sconforto o insicurezza legati al suo corpo, anche a causa dei commenti di tecnici e allenatori?
«Abbiamo cercato di prendere le distanze dalla vicenda della squadra: non ci ha toccate direttamente ma non possiamo ignorare il fatto che questo sport richieda un determinato canone fisico. Personalmente, mi è capitato di trovarmi in difficoltà, soprattutto durante i primi mesi dell’anno, dove spesso il mio corpo non era al suo meglio. Con l’arrivo del caldo e mantenendo un regime alimentare attento però sono sempre riuscita a rimettermi in forma per le gare importanti di fine estate: non è stato facile, ma ho sempre saputo che questo sport richiede una fisicità precisa, non per vezzo, ma per necessità».

Cosa vorrebbe dire ai giovani che vogliono iniziare questo sport?
«Che al di là dei risultati è fondamentale seguire i propri obiettivi e il proprio miglioramento personale. Credo che il modo migliore per iniziare sia avvicinarsi a tutto quello che questo sport è capace di dare al di fuori della pedana, come le amicizie e un ricco bagaglio personale che ti accompagnerà per la vita».

Congresso di Fratelli d’Italia: Zaffagnini confermata coordinatrice comunale

Il candidato sindaco Grandi: «Uniti per vincere»

Fratelli Italia

Patrizia Zaffagnini è stata confermata coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia al termine del congresso che si è svolto sabato mattina all’hotel Cube di Ravenna, presieduto dall’europarlamentare Stefano Cavedagna e a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche la senatrice del partito Marta Farolfi, il consigliere regionale Alberto Ferrero e il neo candidato sindaco Nicola Grandi.

Il nuovo direttivo vede Renato Esposito come vicecoordinatore ed è completato da Francesco Graziano, Riccardo Pellerino, Natalia Castellani.

Grandi ha sottolineato l’importanza di unire le forze con gli alleati di Forza Italia e Viva Ravenna per presentare un fronte compatto e determinato a vincere le elezioni. «Uniti si può vincere», ha dichiarato.

Il congresso ha rappresentato un momento di confronto e di crescita per il partito, dove i dirigenti e consiglieri comunali della provincia di Ravenna hanno avuto l’opportunità di promuovere valori di partecipazione attiva e di impegno politico.

Con la capolista l’Olimpia Teodora trova la settima vittoria nelle ultime 8 partite

Ravennati in grande forma, domenica derby decisivo, in ottica play off, a Cesena

Olimpia Teodora Capolista

Grande impresa dell’Olimpia Teodora che al Pala Costa batte 3-2 la capolista del girone C del campionato di B1 di volley, la  Vtb FCRedil Bologna.

Si tratta della settima vittoria nelle ultime otto partite per le ravennati, che a partire da dicembre hanno cambiato nettamente marcia e a 9 giornate dalla fine della regular season possono ancora sognare un piazzamento nei play-off (il terzo posto, l’ultimo valido per accedere agli spareggi promozione, è a pochi punti di distanza). In questo senso sarà decisivo il derby di domenica prossima, 9 marzo, contro Cesena, quarta in classifica con 4 punti di vantaggio sull’Olimpia Teodora.

Punta Marina, lo storico bagno Pelo diventa Cala Cedrina. Ci sarà un campo da padel

Al timone due imprenditori provenienti da altri settori, tra cui Filippo Tagiuri dell’omonimo marchio di abbigliamento

Bagno Pelo
I lavori in corso all’ex bagno Pelo

Altro importante cambio gestione sui lidi ravennati. Dopo l’annuncio dell’apertura del Formentera al posto del Me Beach di Marina di Ravenna, notizia di questi giorni è l’addio a una storica insegna di Punta Marina. Si tratta del bagno Pelo, che da questa stagione diventa Cala Cedrina.

Al timone della nuova gestione due imprenditori ravennati che provengono da altri settori, Massimo Bonci e Filippo Tagiuri. Quest’ultimo, in particolare, è un cognome noto nel mondo dell’abbigliamento e per dedicarsi allo stabilimento balneare chiuderà il negozio del marchio Tagiuri, “T-Age”, al centro commerciale Esp di Ravenna.

I locali del bagno saranno completamente rinnovati e l’obiettivo è aprire tra aprile e l’inizio di maggio. L’intenzione è di attirare anche una clientela giovane, con cene-spettacolo e aperitivi in stile Ibiza – hanno raccontato i titolari al Carlino – con un occhio rivolto in particolare allo sport, con la possibilità di prenotare in anticipo i campi sulla sabbia e l’arrivo di quello che è stato definito come il primo campo da padel di Punta Marina.

“La mia alluvione”, il diario di una degli alluvionati di Massa Lombarda

La presentazione giovedì 6 marzo al centro culturale Venturini

616wey7SUdL. SY522 Ha visto la propria casa, nel comune di Massa Lombarda, devastata dall’alluvione del maggio del 2023. Un dramma vissuto da tante famiglie romagnole, che Antonella Golinelli ha voluto raccontare in un libro, “La mia alluvione”, che verrà presentato giovedì 6 marzo (ore 17) al centro culturale Venturini di Massa Lombarda.

In questo diario – si legge nella cartella stampa del libro – «vengono riportate le vicende, le persone e le impressioni di quanto accaduto nella settimana tra il 16 e il 22 maggio 2023, in cui la catastrofe si è abbattuta sul territorio dell’Emilia-Romagna, con un focus particolare su un piccolo comune del ravennate, Massa Lombarda. Ancor più in particolare sulla frazione di Fruges.
La vicenda, che parla dei luoghi e delle persone reali – nel bene e nel male – coinvolti nell’alluvione che ha colpito la Romagna, è raccontata attraverso gli occhi dell’autrice e arricchita da considerazioni personali sulla cura e la gestione del territorio, sul valore delle connessioni umane e sulla difficoltà del ritorno alla normalità dopo un evento traumatico».

La Pigna temporeggia: «Il nostro simbolo ci sarà. Alleanze? Prima i programmi»

Tra le proposte, una riduzione delle imposte comunali tramite un taglio della «spesa improduttiva» che potrebbe valere 2 milioni di euro l’anno

La lista civica La Pigna rompe il silenzio, senza però svelare il “finale”. La consigliera comunale uscente Veronica Verlicchi, con il sostegno del gruppo dirigente, ha incontrato la stampa all’indomani dei vari annunci che hanno ridefinito lo schieramento del centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative e c’era attesa per capire le strategie della combattiva lista civica di opposizione, che festeggia i dieci anni di attività, per capire se l’intenzione sarà quella di andare da sola o in alternativa di sostenere uno dei due candidati già in campo, Nicola Grandi (sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna) o Alvaro Ancisi (Lega, Lista per Ravenna e Popolo della Famiglia).

Prima di decidere, però, Verlicchi sottolinea come la precedenza la debbano avere i programmi e le persone. Solo una volta che ci sarà stato un confronto su questi temi, allora, la Pigna prenderà una decisione. Sarebbero comunque in corso «colloqui fitti con il centrodestra» – è stato detto – con la consapevolezza però di partire da una base strutturale forte, con persone sul territorio pronte a candidarsi. E infatti l’unica certezza ufficializzata durante l’incontro è che la lista e il simbolo della Pigna, alle prossime elezioni, ci saranno.

Tra i temi cari alla compagine quello della riduzione delle imposte comunali, da portare avanti tramite un taglio a quella che viene definita «spesa improduttiva», che potrebbe garantire 2 milioni di euro l’anno. E poi sicurezza, viabilità, rivitalizzazione del commercio e del centro storico, gestione dei rifiuti, giovani, assistenzialismo, il tutto da delineare all’interno di un programma elettorale che verrà presentato nelle prossime settimane, «frutto dell’ascolto del territorio in tutti questi anni».

Un caffè con il candidato sindaco Barattoni: chiunque potrà prenotarsi e incontrarlo

L’iniziativa del centrosinistra, dal 7 marzo, tutti i giorni dalle 14 alle 15

alessandro barattoni

“Un caffè con Alessandro Barattoni” a partire da venerdì 7 marzo, ogni giorno, dalle 14 alle 15, per dare la possibilità, a chiunque lo voglia, di incontrare il candidato sindaco del centrosinistra e portare alla sua attenzione un tema specifico.

«Ogni giorno mi prenderò un momento speciale dalla campagna elettorale per fare la cosa che mi piace di più – osserva Barattoni – ovvero stare in mezzo alle persone. Questo appuntamento riassume la modalità con cui finora ho interpretato le mie esperienze lavorative e politiche. Conosco il territorio, ma sono le persone che ci lavorano e che lo vivono a fare la differenza: sono convinto che il miglioramento e il cambiamento passino dalla partecipazione, solo così si possono generare confronti utili alla crescita di una comunità».

Chiunque si potrà prenotare per portare Barattoni ai tavolini di un bar del centro storico o del paese, per invitarlo a casa propria, nella sede del centro sportivo che frequenta, nel quartiere in cui vive, al lavoro, ovunque ritenga sia necessaria la sua presenza per sottoporgli un tema o, semplicemente, per conoscerlo meglio. «Sono convinto che le idee nascano dal confronto e che solo partecipando si possa migliorare ciò che si ha intorno. Ho già pronta la penna, ordinate il caffè».

Per informazioni e prenotazioni tel. 3450362090; uncaffecon@barattonisindaco.it

Il Ravenna a Cattolica sfida il San Marino, spinto da centinaia di tifosi

Continua la sfida-promozione a distanza contro il Forlì, che ospita il Progresso

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Dopo l’impresa infrasettimanale contro la Lavagnese, che ha consegnato al Ravenna Fc la prima storica finale di Coppa Italia di Serie D, i giallorossi tornano subito in campo per il 26° turno di campionato. Ad attenderli il San Marino, in una sfida che si disputerà sul terreno sintetico dello stadio Calbi di Cattolica.

Una gara che nasconde insidie, sia per le condizioni fisiche della squadra di Marchionni, chiamata a gestire le energie dopo lo sforzo in coppa, sia per la crescita recente del San Marino. Dopo un avvio complicato sotto la guida di Cascione, la formazione biancazzurra ha cambiato marcia con l’arrivo in panchina di Oberdan Biagioni. L’esperto tecnico ha ridato solidità e fiducia a una squadra che oggi lotta con determinazione per la salvezza e che nel turno precedente ha ottenuto una preziosa e inaspettata vittoria sul campo del Prato.

A spingere un Ravenna rimaneggiato (tra gli assenti i big Onofri, Lo Bosco e Ilari) ci sarà come sempre il suo pubblico. Con 600 biglietti disponibili per il settore ospiti, si prevede un grande seguito di tifosi giallorossi, che potranno anche acquistare il biglietto direttamente allo stadio (anche se non più nel settore ospiti, per cui la prevendita si è chiusa).

Prosegue naturalmente anche lo scontro a distanza con il Forlì capolista (con 2 punti di vantaggio sul Ravenna) che ospiterà al Morgagni la piccola sorpresa Progresso, a metà classifica.

Dal 4 marzo anche a Lugo sarà attivo il Numero Unico Europeo di Emergenza

Nel resto del Ravennate dal 1° aprile. Cos’è e come funziona

112 Nue

Da martedì 4 marzo sarà attivo anche nel distretto telefonico di Lugo il Numero Unico Europeo di Emergenza 112.

In regione è già attivo dallo scorso 3 dicembre per i distretti telefonici con prefisso 051 e 0534, dal 21 gennaio per quelli di Parma, Fidenza, Fornovo di Taro e Piacenza, dal 4 febbraio per i distretti telefonici di Rimini, Forlì e Cesena e dal 18 febbraio per quello di Reggio Emilia. Entro il 1° aprile 2025 sarà attivato in tutto il territorio regionale. Nei distretti di Ravenan e Faenza si partirà proprio il 1° aprile.

Il Nue è il numero di telefono che permette, componendo il 112, di richiedere l’intervento della Polizia, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco, del Soccorso sanitario e del Soccorso in mare. La sua introduzione, con tempi diversi sull’intero territorio nazionale, recepisce la direttiva dell’Unione europea finalizzata ad armonizzare i servizi di emergenza e a permettere a chiunque si trovi sul suolo europeo di effettuare chiamate di emergenza componendo un unico numero di telefono valido in tutti gli Stati membri.

Il Nue 112 non sostituisce, ma si affianca e si integra con gli attuali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530), che continuano a restare attivi: i cittadini possono chiamare il 112 per qualsiasi tipo di emergenza, oppure continuare a comporre i diversi numeri abituali. La centralizzazione delle chiamate assicura, dal punto di vista organizzativo e operativo, una gestione coordinata e integrata tra le diverse forze coinvolte, la tracciabilità della chiamata, la risposta multilingue e l’accesso alle persone con disabilità, anche dell’udito.

Il modello organizzativo messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e i vertici delle Forze dell’ordine e dei Servizi di emergenza coinvolti, prevede che tutte le chiamate effettuate ai tradizionali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530) siano convogliate e prese in carico dalle due Centrali Uniche di Risposta (Cur), collocate una a Bologna e una a Parma, a seconda della provenienza della chiamata. Ogni Cur prevede 24 postazioni di lavoro, più 8 di riserva, sulle quali si alterneranno in più turni un totale di 90 operatori tecnici.
Il nuovo sistema di gestione delle chiamate permette alle Cur di ricevere in tempo reale l’identificativo e di localizzare in maniera rapida ed immediata la posizione geografica dell’utente, riducendo il tempo di intervista di chi chiama.

In piazza a Ravenna a sostegno dell’Ucraina: «Subito gli Stati Uniti d’Europa»

L’appello di Azione, Italia Viva, Più Europa e Socialisti, che invitano i cittadini a partecipare

Manifestazione Ucraini Di Ravenna

Azione, Italia Viva, Più Europa e il Partito Socialista di Ravenna aderiscono agli appelli delle ultime ore per una mobilitazione immediata di cittadine e cittadini per l’Europa.

«Domenica pomeriggio, 2 marzo, di fronte al palazzo comunale in piazza del Popolo a Ravenna, alle ore 17, ci troviamo per manifestare pacificamente il sostegno all’Ucraina e per chiedere un’Europa federale più forte e più unita», dichiarano i segretari e coordinatori locali dei quattro partiti, rispettivamente Filippo Govoni, Roberto Fagnani, Nevio Salimbeni e Pier Domenico Lonzi.

I promotori, «in un momento di cambiamenti epocali in cui anche la libertà rischia di diventare negoziabile, le regole di base della convivenza civile trattabili e la democrazia schiavizzata agli interessi del più forte», invitano le persone, i partiti, le associazioni alla partecipazione e alla solidarietà con il popolo ucraino «che chiede una pace giusta e di non cedere all’invasore o a chi vuole rubargli il futuro, con un messaggio chiaro: “Stati Uniti d’Europa: subito”».

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