sabato
23 Maggio 2026

Ravenna, molestie sessuali in piena notte in ospedale ai danni di un’anziana ricoverata

Una donna di 86 anni è stata vittima di molestie sessuali mentre era ricoverata nel reparto di Medicina interna dell’ospedale di Ravenna. Secondo quanto ricostruito e pubblicato dal Carlino Ravenna in edicola oggi (10 aprile) l’aggressione è avvenuta nella notte tra lunedì e martedì, intorno alle 2. L’uomo, un giovane di origine nordafricana anch’egli ricoverato nella struttura per una grave forma di anemia, si sarebbe introdotto nella stanza della donna, avvicinandosi al letto e appoggiando i genitali sul collo dell’anziana che si è svegliata e ha iniziato a gridare, attirando l’attenzione degli altri degenti e del personale sanitario. Immediato l’intervento degli operatori e dei carabinieri del Nucleo Radiomobile, allertati sul posto.

L’uomo è stato subito allontanato e denunciato a piede libero per violenza sessuale. Secondo le prime informazioni, non sarebbe nuovo a episodi simili.

Fuga spericolata in auto dopo il furto di una borsetta: 35enne arrestato

Un tentativo di fuga in auto, con manovre spericolate anche contromano sfiorando pedoni per strada, non è bastato ieri, 8 aprile, a evitare l’arresto per un 35enne straniero, ritenuto responsabile del furto di una borsetta a una anziana a Sant’Agata sul Santerno. I carabinieri di Massa Lombarda hanno arrestato l’uomo e denunciato altri due complici, un 31enne e un 28enne.

Una pattuglia della stazione dei carabinieri di Massa Lombarda, nel corso di un servizio perlustrativo, ha intercettato un veicolo e ha intimato l’alt. Invece di fermarsi, il conducente ha tentato la fuga nel centro abitato. Il veicolo ha imboccato strade contromano, oltrepassato un semaforo rosso ed effettuato sorpassi azzardati, schivando pedoni e altri veicoli in transito nei pressi di locali pubblici e anche di una scuola media.

La corsa si è conclusa a Mordano, in provincia di Bologna, dove a causa della forte velocità il veicolo è finito fuori strada. I tre uomini a bordo, dopo un breve tentativo di fuga a piedi, sono stati bloccati e condotti in caserma per gli accertamenti.

Nelle concitate fasi dell’inseguimento, i militari hanno notato uno dei passeggeri gettare dal finestrino un sacchetto di plastica poi recuperato dalle pattuglie in supporto. All’interno una borsa da donna rubata poco prima nel parcheggio di un supermercato a Sant’Agata con la cosiddetta tecnica delle monetine: simulando la caduta di alcune monetine, i malfattori riescono a distrarre la vittima, solitamente individuata in donne anziane e sole, facendole credere di aver perso dei soldi e sottraendo la borsa dal carrello o dal sedile dell’auto.

Il conducente del veicolo è stato arrestato e nel pomeriggio di oggi, 9 aprile, il giudice ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Ravenna.

L’arresto è una delle prime applicazioni in provincia delle nuove disposizioni introdotte dal Dl 23/2026 che ha modificato l’articlo 192 del Codice della Strada introducendo il comma 7-bis, trasformando quindi la fuga da semplice illecito a reato penale autonomo qualora il conducente si dia alla fuga mettendo in concreto pericolo l’incolumità altrui. Le sanzioni previste sono la reclusione da 6 mesi a 5 anni, la sospensione della patente da uno a due anni e la confisca del mezzo utilizzato per commettere il reato.

Gara pubblica per riaprire l’ostello: 30mila euro di canone annuo come base d’asta

Il consiglio comunale di Ravenna ha approvato l’avvio delle procedure per l’apertura di un’asta pubblica per l’affidamento in concessione dell’immobile in via Nicolodi 12 per farne una struttura ricettiva extralberghiera, con attenzione al turismo giovanile, scolastico, didattico, educativo, sportivo e ricreativo. La concessione è 25 anni, il canone annuo posto a base d’asta è di 30mila euro.

Fino al 2017 l’edificio ospitava l’ostello Dante con oltre cento posti letto distribuiti in 49 stanze. L’attività chiuse i battenti con il fallimento di Aig (Associazione italiana ostelli della gioventù) che deteneva il 20 percento della proprietà. Gli altri proprietari sono Comune e Provincia, entrambi al 40 percento. La quota di Aig, dopo sette tentativi di asta andati deserti, è stata acquistata dal consorzio Solco nell’aprile 2024 che dall’agosto 2025 ha svolto dei lavori per ripristinare le condizioni igieniche dell’immobile, spesso occupato abusivamente in alcune sue parti nel corso dei nove anni di abbandono. Chi si aggiudicherà l’asta dovrà effettuare i lavori di ristrutturazione.

La delibera del consiglio stabilisce la volontà di privilegiare nella valutazione delle offerte la qualità del progetto di gestione rispetto alla sola componente economica. Saranno infatti considerati centrali gli aspetti legati alla solidità della proposta imprenditoriale, alla qualità dei servizi, alla capacità di manutenzione e sviluppo della struttura, così come l’impatto sull’offerta turistica, sulla promozione del territorio e sulla rigenerazione urbana e sociale dell’area circostante.

«L’ostello di via Nicolodi – ha detto la consigliera Greta Cavallaro (Pd), nel suo intervento –  si trova in un quartiere della nostra città che ha bisogno di investimenti, che ci chiede presenza e che vuole essere parte attiva e viva del nostro comune. Questa struttura, nata per l’accoglienza, ha un potenziale evidente non solo per Ravenna, ma anche per il quartiere stesso e per un turismo giovane, europeo e internazionale. Una struttura che può e deve tornare a essere accessibile, per essere rivolta a giovani, studenti, gruppi e al turismo sociale e per portare nuova vita alla città».

Fratelli d’Italia aveva predisposto un emendamento finalizzato a rendere più blindato il futuro bando sul piano degli obblighi in capo al concessionario. «Il canone fissato a base d’asta e la durata della concessione trovano giustificazione anche nei rilevanti interventi di riqualificazione che il concessionario dovrà sostenere – afferma il consigliere Falco Caponegro –. Quindi quegli interventi devono essere indicati e garantiti in modo più chiaro, con obblighi più stringenti e verificabili. In commissione si era infatti parlato di lavori per circa 600mila euro, ma tale importo non risultava espressamente tradotto in un vincolo puntuale nella delibera approvata dal consiglio. Per questo Fratelli d’Italia aveva proposto di inserire nero su bianco un obbligo minimo di investimento, insieme al quadro economico, al cronoprogramma, a una clausola di decadenza in caso di inadempimento e a una garanzia fideiussoria, così da assicurare che il recupero dell’immobile non restasse soltanto un’intenzione o una previsione generica. Purtroppo il nostro emendamento non è stato discusso nel merito, in quanto ritenuto tardivo». Il presidente del consiglio Daniele Perini ha stabilito che, per contenuto, non potesse essere considerato di lieve entità.

Incidente sul lavoro: operaio cade dal tetto di un capannone, è in gravi condizioni

Grave incidente sul lavoro nel pomeriggio di oggi, 9 aprile, a Ravenna. Un operaio è in condizioni critiche in ospedale a Cesena dopo la caduta dal tetto di un capannone industriale che ospita un’officina per veicoli pesanti in via Ricasoli, nella zona artigianale Bassette. Il lavoratore è precipitato per diversi metri. Al momento non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, potrebbe aver ceduto un lucernaio.

Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Controlli stradali nel weekend di Pasqua: 512 multe nel comune di Cervia

Nel lungo weekend pasquale la polizia locale di Cervia ha svolto numerosi controlli sul territorio. Nel bilancio complessivo dell’attività, reso noto dal comandante Giorgio Benvenuti, spiccano alcuni dati per quanto riguarda la viabilità: rilevati 9 incidenti stradali (3 con feriti) e accertate 512 violazioni al Codice della strada. La centrale operativa ha gestito 285 richieste di intervento.

Il weekend ha visto l’entrata in servizio del primo contingente di personale stagionale, composto da sette unità, e così è stato possibile potenziare i servizi esterni, garantendo una media giornaliera di quattro pattuglie per turno impiegate in servizi, a bordo di veicoli a piedi e in bicicletta, sull’arenile e in abiti civili.

Sul fronte della polizia giudiziaria, tre persone sono state denunciate per resistenza a pubblico ufficiale, per vendita di alcolici a minori e per presenza irregolare sul territorio nazionale.

Tra gli esiti principali si segnalano: una denuncia per vendita di alcolici a minori, tredici sanzioni per violazioni ai regolamenti di sicurezza urbana e occupazione di suolo pubblico, accertamenti su emissioni acustiche e gestione di eventi, oltre a un sequestro amministrativo per detenzione di alcolici in area vietata.

Uno sportello di orientamento scolastico per aiutare giovani e famiglie

Nasce a Lugo uno sportello stabile per accompagnare i giovani e le famiglie di tutta la Bassa Romagna nelle scelte formative e post-diploma e contrastare la dispersione scolastica.

Lo sportello offrirà un insieme di servizi pensati per accompagnare i giovani in modo personalizzato: a partire dall’accoglienza, con un primo colloquio orientativo e la presentazione dell’offerta formativa disponibile, i ragazzi potranno intraprendere un percorso di orientamento più approfondito attraverso incontri individuali. In questi momenti sarà possibile analizzare i bisogni, valorizzare interessi e attitudini e ricevere supporto nella definizione delle proprie scelte.

Il servizio aiuterà i giovani nella comprensione delle caratteristiche dei diversi percorsi di studio e delle competenze richieste nei vari ambiti professionali, aiutandoli a valutare in modo consapevole le alternative a disposizione. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche al collegamento con le opportunità del territorio, facilitando l’accesso a scuole, enti di formazione, istituti tecnici e servizi per il lavoro.

Lo sportello è a Lugo in via Amendola 68, disponibile per ragazzi e genitori da giugno 2026 a ottobre 2027, durante l’anno scolastico il martedì e mercoledì dalle 8 alle 13 e durante la sospensione delle attività didattiche solamente il mercoledì dalle 8 alle 13.

Il progetto è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, promosso dalla Provincia di Ravenna e coordinato da Aeca, con il coinvolgimento operativo della scuola Angelo Pescarini, che gestirà il presidio della Bassa Romagna per mezzo di operatori dell’orientamento specializzati.

Accanto allo sportello stabile, il progetto prevede anche attività di orientamento itinerante direttamente all’interno delle scuole della Bassa Romagna. Le attività saranno organizzate in modo flessibile e dinamico, con il coinvolgimento diretto degli studenti (classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado e quinte degli istituti superiori) e in base alle esigenze delle scuole: si potranno alternare momenti di consulenza individuale, attraverso colloqui con gli studenti, a incontri di gruppo rivolti all’intera classe, pensati per favorire la conoscenza di sé, delle proprie attitudini e delle opportunità formative; sono inoltre previsti momenti di confronto dedicati alle famiglie, per accompagnarle nel supporto alle scelte dei figli.

«Pesanti ritardi nei pagamenti per staff e giocatrici della squadra di basket femminile»

Lo staff tecnico, fisico e medico del settore femminile dell’associazione sportiva Faenza Basket Project (serie A2) ha inviato una lettera aperta alle redazioni locali per segnalare «pesantissimi ritardi nei pagamenti che coinvolgono staff e atlete e situazioni operative complesse nella gestione quotidiana dell’attività sportiva».

Nella lettera si legge che «persino alcune spese essenziali sono state sostenute direttamente da staff e giocatrici, e non sempre è stato possibile garantire con continuità tutti i servizi necessari alla piena tutela dell’attività sportiva». Tutto questo in quadro fatto di difficoltà nel confronto diretto tra dirigenza, staff e squadra, «nonostante le ripetute richieste di un dialogo condiviso e trasparente».

Già negli ultimi anni la società aveva affrontato difficoltà gestionali ed economiche significative, che hanno portato alla scelta di ripartire dalla A2 con una retrocessione volontaria, con l’obiettivo dichiarato di un risanamento complessivo e di una gestione sostenibile. Obiettivo che appare mancato.

Per questo lo staff invita la società a considerare l’offerta di aiuto avanzata da imprenditori locali, «finalizzata a mettere in equilibrio i conti della stagione in corso e a garantire continuità all’attività attraverso una realtà nuova e strutturata su basi solide». Nella lettera si parla di appello affinché questa opportunità venga accolta senza ulteriori indugi, nell’interesse delle atlete, dello staff e dell’intero movimento sportivo. «Ribadendo il ringraziamento per gli sponsor che da anni supportano la pallacanestro femminile a Faenza, ci rivolgiamo anche a loro e all’amministrazione comunale perché continuino ad essere un fattore decisivo per questa realtà sportiva».

La squadra targata E-Work ha chiuso la regular season al quarto posto, nonostante la penalizzazione inflitta durante l’estate per non avere ottemperato nei termini ad obblighi economici pertinenti alla stagione passata. Dal 14 aprile partirà la prima sfida dei playoff promozione contro Torino. «Tutto lo staff ha continuato a svolgere il proprio lavoro con responsabilità e dedizione, nel rispetto delle atlete e del percorso sportivo intrapreso».

Ma non c’è solo la prima squadra e i firmatari della lettera ricordano un settore giovanile ai vertici nazionali con risultati di rilievo nelle principali categorie, Under19 Next Gen pervenuta tra le prime 8 d’Italia, U17 campione regionale e già qualificata alle fasi interregionali, U15 vicecampione regionale che a sua volta parteciperà alle fasi interzonali.

Farmacie private, sciopero del personale per il rinnovo del contratto scaduto da agosto 2024

Il personale delle farmacie private italiane è pronto a scioperare il 13 aprile. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dai sindacati di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs) come risposta allo stallo delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto il 31 agosto 2024. Il settore conta oltre 76mila lavoratrici e lavoratori in Italia con circa 350 addetti in provincia di Ravenna.

«La decisione dello sciopero – si legge in una nota firmata dai segretari provinciali di categoria dei tre sindacati – è maturata al termine dell’ennesimo nulla di fatto al tavolo di trattativa nazionale: la proposta economica ribadita da Federfarma anche nell’ultimo incontro è stata unanimemente definita dalle rappresentanze sindacali come insufficiente e lontanissima dalla realtà quotidiana vissuta da chi lavora in farmacia».

I sindacati lamentano che l’aumento delle responsabilità e l’impegno quotidiano restano invisibili nei fatti e ignorati nel merito «nonostante la mobilitazione di luglio e il riuscito sciopero del 6 novembre, che a Ravenna ha visto una straordinaria adesione».

Le organizzazioni sindacali sottolineano come la proposta di Federfarma, pur oggetto di alcune modifiche, resti inadeguata sia rispetto al necessario recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, sia sul versante della valorizzazione di tutte le figure professionali che operano nelle farmacie. «Il rinnovo del contratto deve garantire risposte concrete sul salario, sul riconoscimento delle responsabilità, sulla qualità del lavoro e sulla dignità professionale».

C’è poi un problema che rischia di diventare strutturale: «Trovare farmacisti è sempre più difficile. Se il contratto non diventa attrattivo, la carenza di professionisti, già oggi una realtà concreta in molte zone d’Italia, si aggraverà, con ricadute dirette sulla qualità e sulla continuità del servizio per i cittadini: è un grave segnale d’allarme per l’intero sistema della sanità di prossimità».

A Faenza il festival dedicato al diritto all’abitare, per promuovere il progetto CasaViva+

A Faenza arriva un festival dedicato al diritto alla casa, alla cultura dell’abitare e alla promozione di comunità abitative inclusive, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del progetto “CasaViva – Agenzia per la Casa” della Romagna Faentina.

Il 16 e 17 aprile il Faventia Sales di via San Giovanni Bosco 1 ospiterà workshop, tavole rotonde e momenti frontali di restituzione alla cittadinanza. CasaViva+ sarà una due giorni operativa, che vedrà l’Unione della Romagna Faentina assumere un ruolo di connessione fondamentale nel dibattito regionale sull’abitare: il festival intende infatti aprire uno spazio di confronto sui nuovi bisogni abitativi, ma anche coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati che, sul territorio locale e a livello regionale, possono contribuire a sviluppare un sistema abbordabile che possa rispondere ai bisogni dei cittadini. «L’obiettivo è quello di riflettere in maniera costruttiva su un macro problema del del mercato dell’abitare contemporaneo – spiegano gli organizzatori -. il fatto che il suo funzionamento non dipende dalla relazione tra domanda (chi cerca casa) e offerta (chi offre casa), quanto da dinamiche finanziarie e di investimento. In questo quadro, l’amministrazione locale e regionale ha un ruolo fondamentale di traino politico e di raccordo con tutte le energie pronte ad attivarsi sul territorio»

La prima giornata (giovedì 16 aprile) si aprirà con un doppio tavolo di lavoro, che coinvolgerà tutte le Agenzie per la casa regionali e tutti i referenti delle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile regionali. Questi tavoli per addetti ai lavori vedranno poi un momento di restituzione, nel pomeriggio di giovedì, all’interno di una tavola rotonda aperta al pubblico. L’obiettivo è quello di rispondere alla domanda “Cosa può fare la pubblica amministrazione per l’abitare?”. Alla discussione parteciperanno anche l’Assessorato politiche abitative Regione Emilia-Romagna, i sindacati e i soggetti che hanno collaborato per costruire il Patto per la casa regionale.

Venerdì 17, dopo un confronto iniziale con tutti gli interlocutori pubblici delle politiche abitative dell’Unione, si organizzeranno due tavoli di lavoro per ragionare sulla messa sistema del privato sociale, sul terzo settore e in generale della filiera della casa nel territorio. I temi in programma riguardano le “Nuove alleanze per l’abitare abbordabile” e come “Mettere a valore il patrimonio edilizio”, tramite progetti ibridi e innovativi di gestione. Nel pomeriggio, dopo una restituzione dei tavoli, è in programma una panoramica su come dovrebbe cambiare lo studio del mercato, in ottica meno finanziaria e più vicina alle persone. Il convegno sarà tenuto dal professor Massimo Bricocoli, docente di urbanistica e direttore di Oca (Osservatorio sulla Casa Abbordabile del Politecnico di Milano) e a seguire sarà siglato l’accordo tra Associazioni di Categoria Proprietari (Asppi, Confedilizia e Confabitare) per CasaViva. I lasvori si chiuderanno con un momento conviviale aperto alla cittadinanza.

«La casa – sottolinea l’assessore del Comune di Faenza con delega al Welfare, Davide Agresti – non è semplicemente un bene di mercato o un asset finanziario, ma un pilastro sul quale poggia la vita di tutti e quindi bene primario imprescindibile. Con il progetto CasaViva stiamo provando a invertire una tendenza, fornendo agli attori del sistema immobiliare, sia proprietari che inquilini, garanzie e dispositivi per far prevalere responsabilità sociale e bisogni delle persone. Inoltre, con il festival CasaViva+ l’obiettivo di è quello di costruire a Faenza una visione condivisa tra istituzioni, privato sociale e realtà del territorio, mettendo in campo strumenti operativi che riportino l’abitare al centro delle politiche pubbliche».

Il festival CasaViva+ è un’iniziativa promossa dal Comune di Faenza, attraverso l’Area Servizi alla comunità, con il supporto tecnico di Kilowatt. Il progetto è finanziato con fondi FSE+ nell’ambito dell’ATUSS e gode del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’Ordine degli Architetti di Ravenna. Alla realizzazione dell’evento collaborano l’Assessorato al Welfare del Comune di Faenza, l’Assessorato alle politiche abitative della Regione Emilia-Romagna, l’Agenzia per la Casa CasaViva, l’Asp della Romagna Faentina, Acer Ravenna, Villaggio Globale Ravenna, Consorzio Solco, Librazione, le associazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini, oltre a diverse realtà culturali e civiche del territorio.

Cinquanta medici da tutto il mondo a Cervia, per il congresso sulla malattia genetica rara “Bwsp”

Oltre 50 medici da dodici Paesi, in rappresentanza di alcuni dei più importanti ospedali e università del mondo a riuniti Cervia per per il rinnovo del Consensus e il congresso internazionale dedicati allo spettro della sindrome di Beckwith-Wiedemann (Bwsp). L’appuntamento è dal 28 maggio al 2 giugno all’hotel Dante, per un confronto sul tema delle malattie genetiche rare: la Bwsp infatti è una sindrome che colpisce un bambino ogni 10mila (circa 35 mila in Italia all’anno) e che favorisce la predisposizione allo sviluppo di tumori negli organi interni (in particolare reni e fegato). Le principali manifestazioni sono la macroglossia, che è l’iperaccrescimento della lingua (nel 90% delle diagnosi), e l’emipertrofia, ovvero una o più parti del corpo più grandi rispetto alle loro speculari (30% dei casi). Non esiste una cura farmacologica.

Quello del Consensus è il momento in cui gli esperti definiscono l’approccio alla sindrome, che contempla un vero e proprio ‘spettro’ con circa 30 sintomi. Numerose le competenze e le professionalità coinvolte: genetisti, pediatri, oncologi, ortopedici, chirurghi maxillo-facciali, endocrinologi, logopedisti, psicologi e altri. Al centro delle loro riflessioni ci sarà la diagnosi molecolare (analisi del dna) e la diagnosi clinica (riconoscimento dei sintomi), nonché la gestione dei casi concreti. Al termine saranno discusse nuove proposte, frutto degli studi più recenti. Si tratta della prima revisione del Consensus dopo la stesura del 2018 a Parigi, e del secondo congresso internazionale sul tema dopo quello del 2022.

«Vivremo un momento fondamentale per la comunità scientifica internazionale – spiega Alessandro Mussa, pediatra e presidente della segreteria scientifica -. Condivideremo le più recenti e avanzate indicazioni terapeutiche allo scopo di trattare questa condizione: questa forma di organizzazione può essere un modello da seguire anche per tante altre malattie rare». Il titolo dell’evento è “All in One”, perché un unico luogo accoglierà tutti gli stakeholders coinvolti in questa patologia. Sono 31 le famiglie che hanno confermato la propria presenza fisica, da 7 Paesi; altre si sono già iscritte per seguire il congresso online: per tutti è previsto il servizio di traduzione simultanea dall’italiano all’inglese e viceversa. Dal 30 maggio al 1° giugno i massimi esperti mondiali tratteranno i vari aspetti dello spettro Bwsp. Per chi non potesse essere fisicamente a Cervia, è possibile iscriversi per partecipare su Zoom.

«La revisione del Consensus è la modalità più importante per fornire una corretta assistenza a chi vive questa condizione – spiega Guido Cocchi, neonatologo e presidente del comunitato scientifico di Aibws -. Sappiamo che la Bws è una malattia multiforme e che ci sono aspetti genetici ancora da definire: un numero significativo di bambini presenta le caratteristiche fenotipiche ma non ha la diagnosi molecolare, che aiuterebbe a definire l’approccio assistenziale e il rischio oncologico. Dopo il Consensus, infatti, gli specialisti incontreranno le famiglie, portando loro gli ultimi risultati in ‘tempo reale’. È importante che i genitori vivano la situazione senza allarmismi né superficialità: le ansie sono comprensibili ma possono essere stemperate dalle conoscenze più aggiornate».  
I relatori proverranno da Italia, sono Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Danimarca, Francia, Olanda, Romania e Israele. Ci sarà spazio anche per le associazioni di pazienti: sono 6 le realtà che organizzano l’evento. Oltre ad Aibws, l’Associazione Italiana per lo Spettro della Sindrome di Beckwith-Wiedemann, anche associazioni dalla Spagna, Romania, Svezia, Ungheria e Stati Uniti.

Torna la “Festa della primavera in fiore”, con la presentazione degli interventi di riqualifica post alluvione

A Traversara torna la “Festa della Primavera in fiore” con una serie di appuntamenti culturali, gastronomici e sportivi dal 10 al 19 aprile. La 41esima edizione della manifestazione, organizzata dall’Associazione Traversara in Fiore, sarà anche l’occasione per presentare alcuni interventi realizzati (e ancora in corso) a seguito dall’alluvione settembre 2024, dimostrando un forte segnale di ripartenza per la comunità locale.

Venerdì 10 aprile alle 20, all’interno del tendone spettacoli, sarà presentata la ristrutturazione del campo da calcetto, ora utilizzabile anche per il tennis, realizzata dalla ditta Tagliapietra e interamente donata dalla Fondazione Francesca Rava – Nph Italia grazie al sostegno di Q8 e con la partecipazione dell’associazione I Ragazzi di Via Angiolina. L’intervento ha previsto la realizzazione del sottofondo, del manto di utilizzo, dell’impianto di illuminazione e della recinzione completa.

L’inaugurazione avverrà martedì 14 aprile alle 18 con il torneo quadrangolare di calcetto con la partecipazione di Cesena Fc Legends4Charity, I Ragazzi di Via Angiolina, Ac Bagnacavallo e CeseNati.

Sempre venerdì 10 aprile saranno illustrati i lavori di ristrutturazione dell’ex cinema di Traversara per la realizzazione di una sala polifunzionale di circa 240 metri quadrati, dotata di cucina e servizi a norma, destinata a incontri, convegni, attività ricreative, culturali, sportive e promozionali, il cui utilizzo sarà regolato da una convenzione con il Comune di Bagnacavallo per garantirne l’uso pubblico.
I lavori, avviati prima dell’alluvione e successivamente compromessi dall’evento, sono stati ripresi con interventi già eseguiti a cura dell’Associazione Traversara in Fiore con fondi propri, tra cui il ripristino e la pulitura dell’immobile, la realizzazione del sottofondo e del pavimento in resina, la posa degli infissi, la rimozione e il rifacimento degli intonaci, le predisposizioni degli impianti elettrico e idrico e le opere murarie preliminari per bagni e cucina. Restano da completare il controsoffitto, i locali di servizio, gli impianti, i bagni e la cucina, per un importo stimato di circa 150mila euro.

Gli organizzatori presenteranno poi gli interventi sul campo da calcio, che hanno riguardato il rifacimento del fondo, il livellamento e la semina del prato, la posa di nuove panchine e porte, mentre è prevista la realizzazione della recinzione. Ai lavori hanno contribuito Ac Bagnacavallo e CeseNati, Rrb Associazione Russi, Circolo Velico Ravennate, Grazia Giorgi e Paolo Tabanelli, Eventi “Russi in Briks per Giacomo”.

Gli organizzatori ringraziano «tutti coloro che hanno contribuito e contribuiranno al completamento di queste opere a servizio della comunità di Traversara, colpita duramente dall’alluvione, e che con il loro sostegno rendono possibile portare avanti sia gli interventi sia le attività della festa». Il programma completo della festa è consultabile online.

Quelle storie che uniscono Ravenna al Senegal…

Il Paese dove non si muore mai: dalla fiaba di Italo Calvino nasce il nuovo spettacolo per ragazzi del sodalizio afro-romagnolo Kër Théâtre Mandiaye N’diaye, teatro Caverna e Teatro delle Albe. Dopo il grande successo da cinquecento repliche di Thioro, un cappuccetto rosso senegalese, la collaborazione che ebbe inizio tra le Albe e Mandiaye N’diaye oltre 30 anni fa continua a portare sui palchi di Italia e Senegal le grandi fiabe di un tempo. Al teatro Rasi da giovedì 9 aprile a domenica 12 aprile (qui orari e info utili sui biglietti).

Abbiamo intervistato Moussa N’diaye, coprotagonista e figlio di Mandiaye, l’indimenticato attore senegalese che ha contribuito a creare il primo legame tra Albe e Senegal.

Come nasce l’idea dello spettacolo?
«Segue il filone di Thioro, che nacque per rilanciare il teatro afro-romagnolo dopo la scomparsa di mio padre nel 2014. Siamo stati ispirati dalle fiabe italiane e volevamo continuare a percorrere questo ponte. Abbiamo scelto come fondamenta le fiabe perché in Senegal la tradizione orale, di narrazione e racconto ai piccoli, è profondamente radicata, e abbiamo scelto Calvino perché è uno dei più grandi scrittori di fiabe italiani. In particolare è stata Alice Cottifogli, la protagonista, a consigliare Il Paese dove non si muore mai, e abbiamo pensato di adattare la storia all’Africa, raccontando l’incontro tra la giovane e i griot nella savana, riscrivendo lo sfondo europeo che la fiaba aveva inizialmente».

Qual è la storia di questa collaborazione tra Ravenna e Senegal e come sta proseguendo?
«Mio padre era venuto in Italia a fine anni ‘80 per giocare a calcio, ma si rese conto dopo non molto che era molto difficile. Si trovò quindi a vivere come un migrante “normale”, nel frattempo il Teatro delle Albe (in particolare Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina, Marcella Nonni, ai tempi) volle sfidare la teoria di un geologo bolognese che spiegava come Africa e Romagna fossero un tempo unite. Le Albe decisero di reclutare per questo spettacolo attori africani, scesero a Rimini e incontrarono mio padre… Che mentì! Disse di essere un attore, quando in realtà non aveva mai fatto teatro in vita sua. Da lì si scopre il suo talento per il racconto, il progetto prosegue e la compagnia gli chiede di entrare in maniera stabile. Nacquero tante opere dal sodalizio, fino al 2014, quando Mandiaye è venuto a mancare. Dal 2004 aveva avviato un progetto nel villaggio senegalese di Diol Kadd, seguendo la linea delle Albe, del coro e della partecipazione. Lo costruì secondo l’idea delle 3 T – Terra, Teatro e Turismo – tre elementi capaci di unire mondi lontani. Oggi il lavoro di cooperazione con le Albe continua, tra Senegal e Italia, unendo altre compagnie, associazioni culturali e istituzioni internazionali».

Qual è il rapporto che si ha con le storie in Senegal? Quali sono le differenze rispetto all’Italia?
«Io di grosse differenze non ne trovo, le storie e i racconti sono materia universale, un’unica via mediante la quale le persone possono venirsi incontro. Ci saranno sempre usanze e costumi diversi senza dubbio, ma trovo grandi similitudini generali nel racconto, facciamo spesso fatica a notarlo ma se ci lavorassimo capiremmo che in fin dei conti siamo gli stessi, da una parte o dall’altra. Questo lavoro lo abbiamo presentato anche in Senegal, ci sono state reazioni diverse dal pubblico: là la morte viene percepita come un qualcosa di naturale, che è dentro di noi, qui è un dramma, mette una paura diversa. La differenza sta nella maniera di accoglierlo, ma sono sicuro che il sentimento sia lo stesso».

E invece le similitudini e le differenze tra il teatro in Senegal e quello in Italia?
«Il Senegal ha una tradizione narrativa mischiata a canti e danze, ci piace il ritmo, una partecipazione fisica alla messa in scena, il pubblico apprezza molto quando dal palco si arriva alla platea non solo con le parole ma anche con il movimento. Qui in Italia invece la narrazione è molto tecnica, occorre stare attenti allo spettatore, parlargli in prima persona e condurlo in un viaggio, se no lo perdi. Là si cerca un ritmo, qui un dialogo».

In ultima analisi, come credi che il teatro e la narrazione orale possano sopravvivere nell’età dell’Intelligenza Artificiale?
«L’AI è sicuramente un fattore da tenere in considerazione, l’influenza che ha sulla gente, la capacità di catturare i molti, ma credo che finché si racconta qualcosa che è in vita, a degli spettatori in vita, con un corpo e una voce vivi, rimarrà sempre spazio per il teatro e la narrazione».

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