venerdì
24 Aprile 2026

Privacy e segreti aziendali, meglio evitare il riconoscimento facciale nei telefoni

L’esperto ravennate in hackeraggio fornisce i suoi consigli sulla sicurezza di smartphone e laptop

Nsys Group 5ubmlxZR7I Unsplash

Per stabilire se un telefonino è stato hackerato possono bastare una manciata di minuti senza entrare nella memoria, invece di tre-quattro ore di analisi sulla copia della memoria estratta con un collegamento via cavo. È l’evoluzione nell’ambito informatico che ha ideato e realizzato una società informatica di Ravenna, la G&G Computers.

«Abbiamo iniziato a lavorare al progetto nel 2021 – racconta il titolare Gabriele Gardella – anche grazie al sostegno di un investitore da San Marino, Marco Muratori, che si occupa di antispionaggio e bonifica ambientale e che conosco da tempo. Oggi siamo operativi e il sistema è già in commercio. È una valigetta con un funzionamento autonomo: ha una batteria e una Sim dati che la rendono autosufficiente».

Di fatto “M2 Bridge” è un sistema informatico per la bonifica dei cellulari, ormai custodi di informazioni private e preziosi segreti aziendali: «Verrebbe da pensare che sarebbe più sicuro non tenere nulla sui telefonini, ma alla prova dei fatti è impossibile. Il dirigente d’azienda che si muove per lavoro non può fare altro che appoggiarsi sul telefonino per consultare dati o file». E secondo Gardella sarà sempre più così: «La mia previsione è che spariranno anche i computer portatili che già oggi hanno il limite di non fare telefonate. Avremo solo telefonini sempre più potenti, o al massimo tablet. E sulle scrivanie avremo monitor e tastiere a cui collegare gli smartphone. In acune aziende come Microsoft è già così».

La particolarità più eclatante di “M2 Bridge” è la possibilità di fare l’analisi senza intervenire fisicamente sul telefono: «L’amministratore delegato di una grande multinazionale non è così ben disposto a fidarsi di un tecnico informatico e lo capisco. I vecchi sistemi che svolgevano queste bonifiche tenevano impegnato l’apparecchio per diverse ore. Noi abbiamo trovato una soluzione alternativa».

Senza avventurarsi in tecnicismi troppo spinti, il funzionamento in sintesi è questo: il telefonino da analizzare va messo in modalità aereo e poi va collegato alla rete wifi creata dall’apparecchio della G&G, a quel punto basta svolgere normali operazioni con il telefono come il controllo della posta o l’apertura dei social così che eventuali virus presenti si attivino per inviare le informazioni all’hacker “in ascolto”. «Solo che la trasmissione passa dalla rete wifi creata apposta e quindi viene rilevata la presenza del virus». A quel punto un report restituisce lo stato di salute del telefonino e si può decidere come intervenire. «Non necessariamente l’eliminazione del virus è la mossa giusta da fare subito. Prima può essere utile raccogliere dati per capire da dove è arrivato l’attacco e come difendersi o come denunciarlo alle autorità».

Il cliente tipo di Gardella è la grande azienda strutturata che si dota della macchina per bonificare i device dei suoi dirigenti, ma anche il negozietto di telefonia: «Ci sono negozi che fanno giornate in cui i clienti possono andare a farsi controllare il telefono per capire se è infetto». Perché non c’è solo il Ceo della multinazionale a rischio hackeraggio. Anche la persona comune può incappare in una delle tante pesche a strascico in rete: «Se si entra in un telefonino si può accedere a molte informazioni personali, per esempio molte foto che vorremmo restassero private. Si finisce per essere ricattati».

Allora quali accorgimenti adottare per abbassare i rischi? «Il primo spauracchio da cui tenersi alla larga sono le reti wifi aperte in luoghi pubblici. Ci sembra che abbiano il nome del centro commerciale o di qualche altra attività lecita e invece magari è solo una rete creata da qualche malintenzionato nei paraggi che cerca di ingannarci». Troppi sono ancora i casi di chi cade nel tranello di link truffaldini ricevuti da numeri più o meno istituzionali o addirittura di amici: «Si può ricevere un sms che risulta inviato da un numero di qualcuno che abbiamo in rubrica ma in realtà è solo l’opera di qualcuno che si è posto nel mezzo. Leggiamo “Sei tu in questa foto? Cosa stai facendo?”, istintivamente clicchiamo e il gioco è fatto». Lo stratagemma serve per carpire pochi euro con uno scopo preciso: «Se la cifra che perdiamo è bassa non andremo a fare denuncia. Ma piccole cifre rubate a tante persone fanno somme importanti per i truffatori». L’accesso a profili e account tramite impronte o riconoscimento facciale è solo apparentemente sicuro: «A un buon hacker può bastare una nostra foto presa da Instagram per elaborare un sistema con cui aggirare il controllo del volto». E allora la soluzione più efficace è una buona gestione delle password: «Evitiamo quattro volte zero o cose simili, meglio utilizzare un gestore di password, come Lastpass, che genera parole chiave complesse per ridurre le probabilità di furto».

Il gattile di Ravenna è ancora senza riscaldamento, Ancisi: “Urge soluzione”

L’impianto si è rotto lo scorso 10 agosto, ma la struttura è troppo datata per ripararlo

Gattile Ravenna
La postazione dell’associazione “Soli a quattro zampe” in Piazza del Popolo

«Dal 10 agosto scorso, il gattile comunale di via Trieste 342 a Ravenna è senza gas, quindi senza riscaldamento, a causa della rottura dell’impianto. Il Comune ha provato a ricostruirlo, non potendo però affidare l’incarico ad alcuna ditta perché fuori norma. Il problema è diventato grave con l’arrivo della stagione fredda». Lo denuncia il consigliere comunale Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che ha presentato un’interrogazione al sindaco.

Il gattile comunale di Ravenna, gestito dai volontari dell’associazione “Soli a quattro zampe”, provvede alla cura e al ricovero temporaneo o permanente di gatti abbandonati in grave stato di bisogno o provenienti da colonie feline della città perché affetti da patologie che necessitano di un periodo di isolamento, traumatizzati, incidentati, in stato sanitario problematico o che abbiano subito interventi di sterilizzazione. A guarigione avvenuta, i gatti vengono reinseriti nelle colonie di provenienza, mentre rimangono quelli non più autosufficienti o quelli entrati come cuccioli che, non avendo una colonia di provenienza, non possono essere abbandonati sul territorio. Inoltre, secondo la legge regionale 27/2000, sono ospitati al gattile i felini con accertate abitudini domestiche, non inseribili in colonie feline in quanto non autosufficienti.

Attualmente sono ospitati nella struttura circa 60 gatti. L’interno dell’edificio si compone di una grande stanza attrezzata con ceste, divani e diverse ciotole contenenti mangime, un piccolo ufficio, una cucina, un reparto di isolamento per i gatti in ingresso, affinché non trasmettano a quelli già ospitati eventuali patologie, un reparto per accogliere i cuccioli, un’infermeria per i gatti che necessitano di cure costanti. «Si può capire dunque quali disagi subiscano, assiderati da una temperatura di pochi gradi, i gatti ospitati e anche il personale volontario, pur coperto da giacche a vento», afferma Ancisi, che nella sua interrogazione ha chiesto al sindaco se intendesse risolvere immediatamente questa situazione, «essendo passati inutilmente quattro mesi da quando il problema si è posto».

Lo scorso 10 dicembre l’assessora Federica Del Conte ha risposto così all’interrogazione di Ancisi: «Siamo di fronte a un edificio un po’ datato e quindi, nel momento in cui si interviene, diventa importante e necessario adeguarlo alle sopravvenute normative che prevedono un certo tipo di dotazioni. Probabilmente, a fronte delle verifiche che sono state fatte, la struttura tecnica si sta orientando verso un impianto con pompe di calore, che quindi utilizzi energia elettrica piuttosto che il gas. Ma al di là di questi aspetti, che la struttura tecnica valuterà nel migliore dei modi, già dalla prossima settimana verranno messe in campo delle azioni per garantire un riscaldamento adeguato agli operatori, alle persone che operano nella struttura, in modo tale che le temperature siano conformi a un luogo di lavoro».

Sottolinea Ancisi: «Da notizie assunte informalmente, mi risulta che il giorno dopo la risposta, la struttura tecnica ha effettuato un sopralluogo, da cui sarebbe risultata l’impossibilità in tempi brevi di installare un impianto di riscaldamento elettrico, se mai fattibile in un secondo tempo, optando quindi per due stufe a pellet. La ditta incaricata ha provveduto a installarne una. Per la seconda, causa alcuni contrattempi, bisognerà forse aspettare che passino, più o meno, questi giorni di festa. Quella funzionante non copre però le 24 ore, per cui, alla chiusura serale del servizio, si provvede come si può con una stufa comprata dall’associazione».

Conclude il consigliere comunale: «Già non si giustifica che, oltre a essere “datato”, un edificio del Comune adibito a un servizio pubblico di grande utilità sociale, gestito da un’associazione no profit di volontariato, non sia totalmente a norma. Non si può però ammettere che, da agosto a oggi, non si sia almeno evitato che nel giorno di Natale gli animali ospitati nella struttura siano riscaldati come nella grotta di un presepe (dal latino “praesaepe”: recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini). Confidando perciò che una soluzione accettabile si abbia entro pochi giorni con la seconda stufa a pellet, chiedo al sindaco supplente, in carica a tempo pieno dalla vigilia di Capodanno, può assicurare, sentita la competente struttura tecnica, che nel gattile, prima della prossima scadenza elettorale, sia installato un impianto con pompe di calore che utilizzi energia elettrica».

Consar Ravenna batte Fano al tie-break, è l’undicesima vittoria

La squadra romagnola si porta a quota 30 punti in classifica, in seconda posizione, con un match ricco di colpi di scena

Consar Ravenna Fano

La Consar Ravenna conquista il Palasport di Fano. La squadra pallavolistica romagnola esce con un successo al tie-break (il quarto su altrettanti giocati fuori casa) al termine di un match, quello tenutosi ieri sera, che è stato un frullatore di emozioni e ribaltoni. Fano ha perso il primo set, nonostante il 24-20 a suo favore, mentre nel quarto set Ravenna non ha sfruttato il +8 (10-18) e poi il +5 (17-22).

La partita è stata anche il palcoscenico di prestazioni personali di altissimo livello. In casa fanese, Roberti ha timbrato un mostruoso 36, con 5 ace, 4 muri e un 64% in attacco; in casa Consar conferme in doppia cifra per Guzzo e Tallone, rispettivamente 24 e 17 punti, ed exploit di Zlatanov che, entrato a metà del secondo set, non è più uscito chiudendo con 17 punti, con 2 ace e 2 muri, e un 56% in attacco e mostrando nervi saldi, sangue freddo e braccio caldo. Per Ravenna è l’undicesima vittoria, che la porta a quota 30 in classifica e la mantiene al secondo posto insieme a Prata. Domenica la squadra sarà di nuovo in campo al Pala De Andrè, per affrontare la Conad Reggio Emilia.

La cronaca della partita

La Smartsystem Essence Hotels Fano si apparecchia bene il primo set, con Roberti che fa subito vedere di essere in grande serata, timbrando prima il punto del +3 (7-4) e poi il tris di punti consecutivi per il +4 (10-6). Consar Ravenna tiene il cambio palla a lungo e con un doppio ace di Guzzo si rifà sotto (19-18), ma la reazione della formazione fanese è efficace: nuovo +4 (23-19) con il contributo di Marks. Roberti sigla il punto del 24-20: sembra fatta per Fano, ma qui la Consar trova la forza per annullare i quattro set ball, mette la freccia su un errore avversario (25-26) e poi corona la sua rimonta sfruttando un altro errore della squadra di casa.

Punto a punto nel secondo set, poi un muro di Copelli e un ace di Tallone determinano il +2 Ravenna (7-9), subito annullato dalla squadra di casa, che a sua volta poi sprinta portandosi davanti di tre lunghezze (14-11). Tre muri consecutivi dell’asse Acuti-Coscione portano la Smartsystem al +6 (18-12). Nel frattempo Feri ha lasciato il posto a Zlatanov. Fano tiene alta l’attenzione e questa volta non concede spazio al tentativo di rimonta ospite. L’1-1 arriva dalla conclusione vincente di Mengozzi.

Terzo set con Zlatanov nello schieramento di partenza della Consar. Nel contesto di un set che propone lunghe fasi punto a punto, Ravenna prende per tre volte due lunghezze di vantaggio e per tre volte viene raggiunta. Sul 16-16, il nuovo allungo è quello decisivo. Goi e compagni reggono all’ennesimo tentativo di reazione, frustrato dall’ace di Copelli per il 19-23 con tanto di inchino in direzione della folta rappresentanza di sostenitori ravennati al seguito.

Sull’inerzia del set vinto, la Consar prende decisamente il largo nel quarto set (2-7) con un ace di Copelli e un muro a tre con tocco vincente di Zlatanov, che nella bolgia del Palasport fanese sembra esaltarsi: prima mette a terra un grande attacco e poi fa saltare la difesa di casa con un ace (4-10). Un altro colpo vincente dai 9 metri, questa volta di Canella, vale il +8 (6-14). Marks prova a rendere meno ampio il divario (3-18). Sembra finita, ma qui la Consar ha il torto di rifiatare un attimo: è quello che aspettava la Smartsystem per rianimarsi e riaccendersi. Spinta dal pubblico, la squadra di Mastrangelo risale la corrente, rosicchia punti su punti, mette pressione a Goi e compagni. Fano si avvicina pericolosamente (19-22), poi con l’ace di Roberti del -1 (22-23) colora i contorni della rimonta che si concretizza con il punto del sorpasso (24-23). Finale bollente ed entusiasmante: Ravenna non concretizza quattro match ball e Fano, che si appoggia solo su Roberti in questi frangenti, si vede annullare tre set ball e sul 31 pari sono Compagnoni e un muro di Klobucar a dare il 2-2 a Fano.

Altrettanto palpitante e incerto il tie-break. La Consar si porta sullo 0-2, tiene il doppio vantaggio fino al 5-7 e con un errore avversario sale a +3 (9-12). Compagnoni e due ace di fila del solito Roberti firmano la parità a quota 12. La Smartsystem Essence Hotels si procura il match ball, ma poi con un errore consegna il pari a Ravenna, che poi va a festeggiare con gli ultimi due attacchi vincenti di uno strepitoso Zlatanov.

Il tabellino

Fano-Ravenna 2-3 (25-27, 25-18, 22-25, 33-31, 14-16)

Smartsystem Essence Hotels Fano: Coscione 1, Marks 19, Mengozzi 8, Acuti 3, Merlo 8, Roberti 36, Raffa (lib.), Rizzi, Mandoloni 1, Klobucar 4, Compagnoni 5. Ne: Magnanelli, Sorcinelli (lib.), Tonkonoh. All.: Mastrangelo.

Consar Ravenna: Russo 4, Guzzo 24, Copelli 11, Canella 5, Feri 4, Tallone 17, Goi (lib.), Zlatanov 17, Bertoncello, Grottoli. Ne: Selleri, Ekstrand, Mirabella, Pascucci (lib.). All.: Valentini.

Arbitri: Armandola di Voghera e Selmi di Modena.

Note

  • Durata set: 31’, 29’, 32’, 45’, 23’, tot. 160’.
  • Fano 7 bv, 18 bs, 16 muri, 17 errori, 51% attacco, 54% ricezione
  • Ravenna 12 bv, 18 bs, 8 muri, 16 errori, 45% attacco, 49% ricezione

Lamentele a Traversara: «Il cantiere è fermo e hanno chiuso il paese»

Il comitato chiede a sindaco e prefetto di togliere le transenne

Foto Della Chiusura

Via Torri, a Traversara, nella cosiddetta zona rossa della località alluvionata, è stata chiusa con le transenne due giorni prima di Natale. «Una presa in giro nei confronti dei residenti», denuncia Gianluca Sardelli, presidente del comitato Progetto Futuro Sicuro, che ha inviato una Pec al sindaco di Bagnacavallo e al prefetto per chiedere chiarezza e che venga riaperto, di fatto, il paese.

La chiusura è giustificata dall’ordinanza della Provincia di fine ottobre, «ma sono più di tre mesi che è aperta al traffico», sottolineano dal comitato. «Adesso che il cantiere è chiuso, inibiscono la circolazione».

A Bagnacavallo un’immersione nella grafica della seconda metà dell’Ottocento

La nostra recensione della mostra in corso al Museo Civico delle Cappuccine

Un’immersione nella grafica dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Settanta del nuovo secolo: è questo il percorso della mostra al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo intitolata La Rivoluzione del segno – a cura di Davide Caroli e Martina Elisa Piacente con la collaborazione di Marco Fagioli – che attraverso un centinaio di pezzi descrive in modo chiaro il cammino artistico europeo di questi decenni così creativi.

Seguendo il percorso già tracciato dalle mostre precedenti – dedicate alla grafica giapponese e artisti esperti della grafica come Goya, Klinger e Dürer – e proseguendo la specificità del museo, proprietario di una ricca raccolta grafica, la mostra rappresenta un buon itinerario per verificare artisti e correnti a cavallo dei due secoli visti dal particolare punto di vista delle tecniche come xilografie, litografie e acqueforti.

La mostra si basa non solo sugli esemplari appartenenti al museo, ma anche su prestiti di altri musei e di collezionisti privati, caratteristica questa che dà un valore aggiunto all’esposizione, adatta quindi anche a un pubblico più esigente, che può vedere opere meno conosciute. Si parte dalla prima stanza con incisioni di Goya e se il dubbio assale rispetto al fatto che rientri in date troppo antecedenti rispetto ai movimenti che anticipano le Avanguardie, la risposta sta nell’interpretazione interiore degli esemplari inquietanti tratti dalle serie dei Capricci e dei Disastri della guerra. Goya non descrive il mondo con realismo ma dichiara, anche sperimentando brani di realtà, quello che si muove nel basso ventre degli esseri umani, aprendo una strada per il secolo breve con i suoi storici mattatoi. Seguono sulle pareti alcune opere di Doré, uno dei più grandi illustratori del XIX secolo, grande esperto nelle tecniche incisorie, di cui è in mostra una bella immagine della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge. Supera la dimensione romantica il lavoro di Daumier – più vicino al Realismo – che è da considerare una sorta di antesignano dei nostri Altan e Michele Serra. Con ferocia Daumier fornisce durissime critiche a giornali satirici come Le Charivari in cui testo e immagine denunciano corruzione, malversazione e potere.

Appartengono alla stessa temperie realista Manet e gli Impressionisti ed è una sorpresa vedere la loro grafica perché non così diffusa. Per il primo è minore l’impatto: abituati a percepire una linea di contorno netta anche se invisibile perché determinata dai colori in dipinti come la Colazione sull’erba, il risultato estetico si uniforma alla grafica in cui le campiture sono altrettanto nette, addirittura basate solo su una semplice linea di contorno. L’assenza del colore e della luce epica degli impressionisti Renoir e Degas rende invece tutto molto distante dalle loro esperienze pittoriche: non è quindi un caso che le incisioni presenti in mostra – ascrivibili ai due artisti per caratteristiche di soggetto e segno – siano tutte precedenti al 1874, data di apertura della prima mostra impressionista. Impossibile, a meno di non essere Dürer, riuscire a dare la variabilità sensibile della luce e men che meno tradurre il “momento” tipico della loro poetica nelle incisioni prodotte.

Le esperienze post impressioniste invece si adattano bene alle tecniche incisorie specialmente in Toulouse-Lautrec considerato universalmente il padre delle affiche moderne, di cui sono in mostra varie incisioni collegate ai personaggi di cabaret e ai teatri per cui lavorava.

Si rimane un po’ interdetti davanti alle xilografie di Gauguin che mantengono il tratto sintetico, nitido, spigoloso, affidando la potenza dei colori puri alla difficile traduzione in contrasti e variazioni di bianchi e neri. Poco convincenti risultano invece le prove grafiche di Cézanne in cui si mantiene una forte riduzione e semplificazione delle forme ma si perde completamente quella tessitura geometrica dei colori che le costruisce nei dipinti: a sorpresa si vede un Cézanne che nulla a che fare con la pittura che di lui conosciamo.

La mostra prosegue con diverse prove di Matisse: per lui, avanguardista della linea semplice e continua, dei colori puri e contornati, le incisioni, la litografia e la xilografia sono arti che possono stare bene accanto a tela e pennello, mantenendo la stessa freschezza e velocità del segno e sfrontatezza di colore.

Seguono i lavori del simbolista francese Redon, ampiamente conosciuto per le sue incisioni oniriche e grottesche, e quelli del grande illustratore italiano Alberto Martini, forse conosciuto maggiormente in Europa che nel paese natale: di lui sono in mostra alcune illustrazioni di libri che – per la caratteristica di un segno nervoso, preciso e talvolta drammatico – aprono un dialogo con Wildt e coi gruppi degli Espressionisti tedeschi e austriaci. Anche Grosz in Germania e Ensor in Belgio mantengono una grande precisione segnica che si allontana dal reale per tradurre con ferocia la disperazione delle classi meno abbienti, la grossolanità della massa o l’abbandono sociale subìto dai soldati tornati dal fronte. Condivide questa sensibilità il viennese Kokoshka anche se il segno è molto più ampio, quasi pittorico, mentre i temi prediletti spaziano più nell’affondo interiore che nella denuncia sociale. In accordo si misurano anche alcune prove degli espressionisti berlinesi appartenenti al Die Brücke, che preferiscono la xilografia in quanto linguaggio primitivista, adatto a esprimere le emozioni. Si affacciano anche alcuni lavori della controparte espressionista francese fra cui si apprezzano le acquetinte allo zucchero di Rouault in grado di tradurre bene quella pittura estemporanea, emozionale dell’autore. In un salto temporale questi lavori portano anche alle prove dolorose e ingarbugliate di Giacometti.

A questi lavori fanno da contraltare le incisioni equilibrate di Klee e Kandinskij: incredibilmente, nonostante la totale assenza di colori, la poetica e il parco segni dell’astrattista russo si ritrovano bene anche nelle incisioni. Più facile è poi comprendere le prove surrealiste messe un campo da Ernst, Magritte, Man Ray o Dalì vista la totale mancanza di importanza che le tecniche hanno per il gruppo. Si salta quindi a Chagall – che mantiene il proprio afflato poetico anche sperimentando queste tecniche – e poi alle prove metafisiche di De Chirico e poi al ritorno all’ordine degli anni ’30 dove le belle prove di Carrà, Morandi, Campigli e perfino di un giovane Boccioni non ancora futurista riconducono le tecniche incisorie nell’alveo della tradizione.

Al termine, una sala intera è riservata a Picasso, artista proteiforme di una rinnovata sperimentazione di tecniche e linguaggi, compreso le incisioni di cui è stato un grande e generoso produttore.

La rivoluzione del segno. La grafica delle avanguardie da Manet a Picasso
fino a 12 gennaio
Bagnacavallo, Museo civico delle Cappuccine
orari: MA-ME 14.30-18; GIO 10-12.30 e 15-18; VE-DO 10-12.30 e 14.30-19 (aperto anche 26/12 e 6/1 – chiuso il lunedi, 25/12 e 1/1/25)
ingresso gratuito

Torna la fiaccolata al Capanno di Garibaldi, per ricordare la Trafila

Un brindisi fuori dal consueto il 31 dicembre

Fiaccolata Capanna Garibaldi

Martedì 31 dicembre, alle ore 17, come è ormai tradizione, ritorna l’appuntamento al Capanno Garibaldi per un brindisi fuori dal consueto. Dopo aver lasciato il parcheggio di via Baiona, l’appuntamento è al ponticello all’inizio del sentiero che conduce al Capanno; ai partecipante verranno fornite le fiaccole per illuminare in modo suggestivo il percorso.

Le fiaccole che illuminano il Capanno Garibaldi sono anticipatrice dei lumini del IX febbraio, tremule fiammelle di candele a ricordo dell’avventura della Repubblica Romana del 1849. Dopo la caduta della Repubblica, Garibaldi, in fuga da Roma inseguito dagli austriaci, grazie alla “trafila”, una catena umana di patrioti romagnoli, trovò rifugio in questa “sacra capanna” che un secolo dopo avrebbe accolto i partigiani.

«Il nostro territorio conserva ancora traccia e memoria di quegli avvenimenti – si legge in una nota degli organizzatori -, dalla tragica morte di Anita, fedele compagna di Giuseppe Garibaldi, al salvataggio dell’Eroe da parte dei patrioti romagnoli, una memoria che arricchisce la comunità ravennate e che la Società Conservatrice del Capanno Garibaldi continua a trasmettere».

Interverrà l’assessore repubblicano Eugenio Fusignani, presidente della Fondazione Ravenna Risorgimento, che ricorderà gli eventi risorgimentali del 1849 nella ricorrenza del 175° anniversario della trafila garibaldina e la recente inaugurazione del Museo Byron e del Risorgimento.

Ai partecipanti verrà offerto panettone e vin brulè per il brindisi augurale, allietato da alcuni brani musicali eseguiti dalla “Banda musicale cittadina di Ravenna”.

L’iniziativa è promossa dalla Società Conservatrice del Capanno Garibaldi in collaborazione con la Fondazione Ravenna Risorgimento e dall’Ass. Naz. Veterani e Reduci Garibaldini.

Un’agenzia pubblica che aiuta negli affitti chi ha un reddito, ma non sufficiente

I proprietari sono tutelati dal rischio morosità con un fondo di garanzia. In otto mesi circa 15 contratti. Ora si cercano artigiani per le manutenzioni

Casaviva Faenza

Il Comune di Faenza e l’Unione della Romagna Faentina hanno dato vita lo scorso aprile al progetto “Casaviva”, un’agenzia che propone affitti a canone calmierato tra i proprietari di case sfitte e la popolazione della fascia cosiddetta “intermedia/grigia”, cioè coloro che, pur fruendo di un reddito, non riescono a permettersi un alloggio nel libero mercato e, al tempo stesso, non soddisfano i requisiti che danno accesso all’edilizia residenziale pubblica.

L’idea è nata nell’estate del 2021, tramite una rete di associazioni del terzo settore che voleva far fronte all’emergenza sfratto dopo i blocchi imposti dalla pandemia. Il servizio è destinato ai cittadini con un Isee tra 9.360 e i 35mila euro.

«Il progetto non si rivolge all’utenza fragile, già in carico all’assistenza sociale – spiega Davide Agresti, assessore alle Politiche abitative del Comune di Faenza –. Piuttosto a lavoratori precari, stranieri e famiglie numerose, ma anche studenti, giovani coppie e, purtroppo, cittadini alluvionati».

Gli inquilini possono contare su un canone più accessibile rispetto alle tariffe convenzionali e su un eventuale aiuto al raggiungimento della quota mensile grazie ai fondi del progetto. I proprietari vengono affiancati e facilitati nella mediazione e nel disbrigo della burocrazia, ottengono una scontistica sull’Imu e un fondo di seimila euro da utilizzare per piccole riqualificazioni all’immobile o per far fronte a eventuali danneggiamenti della casa. «Inoltre il proprietario ha la garanzia di un pagamento sicuro perché, in caso di morosità, i Comuni hanno istituito un fondo di garanzia».

Negli otto mesi di attività del progetto sono stati coinvolti venti proprietari immobiliari e qualche decina di inquilini. I contratti firmati sono stati circa quindici. «Numeri non altissimi, ma di cui ci riteniamo soddisfatti considerando i pochi mesi di lavoro – commenta Agresti –. Il progetto nasce per mettere in comunicazione e avvantaggiare entrambe le parti, immettendo al tempo stesso nuovi alloggi sul mercato della locazione, attraverso il riuso del patrimonio edilizio esistente e non utilizzato. Il riscontro che riceviamo dai partecipanti al progetto è molto positivo e gli obiettivi per il 2025 sono quelli di stringere i contatti con nuovi proprietari immobiliari, creare una rete di artigiani per le manutenzioni e rafforzare il dialogo con le agenzie tradizionali che possono aderire».

A gestire il progetto è “Fondazione Abitare”, realtà locale nel tema dell’housing mentre i finanziamenti sono arrivati dal “Patto per la Casa Emilia-Romagna” della Regione e del Programma Fondo sociale europeo Plus . «Siamo stati i primi a dare vita a un progetto simile in regione – conclude Agresti –, ma anche i Comuni vicini, soprattutto quello di Ravenna, stanno dimostrando interesse per la formula».

In centro a Ravenna torna il gospel di “Christmas Soul”

Concerti in piazza del Popolo dal 28 al 31 dicembre. Il 1° gennaio tradizionale spettacolo musicale a teatro

La piazza di Ravenna con il concerto di Cheryl Porter
Il Capodanno del 2020

L’evento clou in centro a Ravenna per le feste è ancora una volta la rassegna Christmas Soul, con la direzione artistica di Francesco Plazzi di Spiagge Soul e organizzata dal Comune in compartecipazione con la fondazione Ravenna Manifestazioni.

Si parte sabato 28 dicembre alle 18 in piazza del Popolo, con LeBron Johnson, cantante originario della Nigeria e nuovo protagonista della scena musicale italiana, che è cresciuto cantando nelle chiese evangeliche del suo Paese e ha poi continuato dopo che nel 2017 si è trasferito proprio a Ravenna, dov’è stato notato dal musicista Andrea Pititto.

Domenica 29 dicembre (sempre alle 18) sbarca in piazza del Popolo la prima formazione dagli Stati Uniti, Leon Beal Joyful Gospel Choir, un insieme di talenti capitanati da Leon Beal che hanno diffuso con le loro voci l’entusiasmo e la fede per più di quarant’anni e sono considerati pionieri di quella che è stata definita musica gospel contemporanea.

Per il concerto della sera del 31 dicembre (dalle 23), per iniziare in musica il nuovo anno, Piazza del Popolo accoglie la vigorosa e spettacolare Spirit of New Orleans Gospel Choir, una formazione numerosa capace di trasmettere sul palco tutta l’esuberanza, il calore e la tradizione musicale della Louisiana.

Torna infine il concerto gratuito del 1° gennaio alle 11.30 al Teatro Alighieri di Ravenna, con il The Bronx Gospel Choir (dagli Stati Uniti), che proporrà uno spiritual gospel-pop definito innovativo (per quest’ultimo concerto è necessario prenotarsi on line).

A questo link gli altri eventi natalizi in centro a Ravenna

A Cervia e Mi.Ma. bolle di sapone, musica live e la star del web Bella Gianda

Il programma di Natale e Santo Stefano nella città del Sale

Milano Marittima

Nei giorni festivi del 25 e 26 dicembre sono diversi gli appuntamenti organizzati a Cervia e Milano Marittima per residenti e turisti, o per una semplice gita fuori porta.

Il giorno di Natale, mercoledì 25 dicembre, in piazza Garibaldi alle ore 16, spettacolo di bolle di sapone con Eros Gambeinspalle; alle ore 18 Llve music Merry Berry & the Christmas’ band; alle 20.30 concerto con il trio rock The Grace.
In viale Roma alle ore 17.45, spettacolo di magia comica, con Lidio con la D.

Giovedì 26 dicembre, in piazza Garibaldi alle ore 16.30, spettacolo di acrobatica aerea con Compagnia Exalto; alle 16.45 concerto del Coro Ruben.

Divertimento assicurato anche a Milano Marittima, dove giovedì 26 dicembre, dalle ore 16, sul palco allestito nella Rotonda Primo Maggio (lato viale Gramsci) è in programma il party con Bella Gianda, speaker radiofonico e content creator popolarissimo tra i giovani.

A Faenza medici e infermieri cantano e suonano lungo le scale dell’ospedale

Coro Faenza Ospedale

Si è svolto lunedì sera, 23 dicembre, il tradizionale “coro di Natale” dell’ospedale di Faenza, giunto alla sua decima edizione.

Lungo lo scalone gremito di persone, hanno suonato e intonato canti natalizi i professionisti dell’ospedale manfredo. Un momento coinvolgente per le numerose persone che, come ogni anno, partecipano all’iniziativa.

Nuovi spazi pubblici in via Emaldi: un questionario on line per raccogliere le idee

Un percorso di partecipazione per individuare le destinazioni

Emaldi 20, Rocca Di Lugo, 16 Novembre 2024 (1)

In via Emaldi 20 a Lugo, oltre all’auditorium, nasceranno nuovi spazi di aggregazione: a dargli una forma saranno anche i cittadini, con il proprio contributo di idee e suggestioni.

Il percorso partecipato di “Emaldi20”, dopo la festa di lancio alle Pescherie della Rocca di Lugo in novembre, continua a essere aperto a tutti – e in particolar modo ai giovani -, per raggiungere una massa critica di idee capace di esplorare tutte le possibilità.

Per chi volesse dire la propria, è disponibile un questionario online al link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScLdrPtI6jIQ1B_JA4XTdgg8ud2QyluVM5_SUKKqwyPRrCkjw/viewform. È possibile partecipare fino a lunedì 30 dicembre.

Il questionario, che può essere compilato in pochi minuti, è solo una tappa in attesa di nuovi appuntamenti che saranno organizzati nel corso del 2025.

Il progetto complessivo di via Emaldi 20, realizzato dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna in collaborazione con la fondazione Innovazione urbana “Rusconi Ghigi” di Bologna, porterà alla creazione di spazi urbani capaci di ospitare più realtà: un auditorium, uno spazio dedicato ad attività formative sulle nuove tecnologie (laboratori aperti nell’ambito del progetto Atuss «Open labs») e dei locali da destinare a nuove funzioni e ad attività aggregative orientate alle nuove generazioni.

Fa parte dell’Atuss, l’Agenda trasformativa urbana per lo sviluppo sostenibile che detterà le politiche di investimento in Bassa Romagna per il triennio 2025-2027, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna attraverso i fondi europei Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fse+ (Fondo sociale europeo plus).

Inaugurata la ruota panoramica: resterà a Cervia fino al 26 gennaio

Intanto, continuano gli eventi. Un trenino fa la spola con Milano Marittima

Ruota Inaugurazione

A Cervia è stata inaugurata la ruota panoramica, che per la prima volta accompagnerà le feste di residenti e turisti, in piazzale dei Salinari. Alta 22 metri, la ruota resterà operativa fino al 26 gennaio.

Orari: tutti i giorni dalle 10.30 alle 22.30. Martedì 31 dicembre, aperti fino a tarda notte. Dal 7 al 26 gennaio: infrasettimanale: dalle 15 alle 21; sabato, domenica, festivi e prefestivi, dalle 10.30 alle 22.30.

Ruota

Prosegue intanto il cartellone degli eventi (il calendario giorno per giorno a questo link), mentre è attivo il trenino natalizio “Christmas Express”, che fa la spola tra il centro di Cervia e quello di Milano Marittima (dove fino al 6 gennaio è sospesa la sosta a pagamento).

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