lunedì
16 Marzo 2026

In auto avevano oro, profumi, orologi e vestiti di marca: fermate tre persone per furti in appartamento

La loro auto era da tempo sotto la lente delle forze dell’ordine, poiché ritenuta collegata ad alcuni furti messi a segno nel Faentino. Fermati per un controllo, i carabinieri in auto hanno trovato monili in oro, bigiotteria, profumi costosi, orologi, vestiti e accessori di marca oltre a 4mila euro in contanti. Oltre ad attrezzi da lavoro utilizzati presumibilmente per mettere a segno i furti in abitazione.

A bordo dell’auto c’erano tre persone, due uomini (incensurati) e una donna (con precedenti specifici), tutti di origini est-europee.

Nel corso della serata, nell’ambito di un mirato servizio organizzato per il contrasto del fenomeno dei furti in abitazione e spaccio delle sostanze stupefacenti i Carabinieri della Aliquota Operativa e della Stazione di Faenza hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre soggetti dediti ai furti in abitazione.

L’attività investigativa condotta dai Carabinieri ha permesso di collegare i tre fermati quali autori di un tentato furto in abitazione avvenuto a Faenza la scorsa settimana. Per i tre, vista la concreta possibilità di fuga, si sono quindi aperte le porte del carcere in attesa della convalida del fermo per furto in abitazione, ricettazione e possesso di oggetti atti allo scasso.

Via libera alla nuova “bretella” tra l’ex villaggio Anic e le Bassette. «Ma Viale Mattei resterà una tangenziale…»

Ridurre strutturalmente il traffico di attraversamento – soprattutto quello dei mezzi pesanti – lungo viale Mattei, creando un’alternativa per raggiungere la zona nord della città, in particolare la zona industriale – produttiva delle Bassette e portuale della via Baiona.

Con questi obiettivi, nella seduta di giovedì 29 gennaio la giunta comunale di Ravenna ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alla realizzazione della “bretella”. Tale approvazione costituisce il primo passo per realizzare un’opera del valore di dieci milioni di euro.

«Si tratta – commenta il sindaco Alessandro Barattoni – di una risposta strutturale alle sollecitazioni di tanti cittadini che chiedono una soluzione efficace per l’eliminazione della presenza di mezzi pesanti e la limitazione delle percorrenze delle auto lungo viale Mattei. Questo sarà poi il punto di partenza per azioni ulteriori, che mettano al centro la sicurezza stradale, la qualità urbana e la vivibilità del quartiere collegando il villaggio Anic storico con i nuovi servizi che sono nati negli ultimi tempi».

Il progetto prevede la realizzazione di una nuova circuitazione più a nord, articolata nel collegamento tra la rotonda Bulgaria e via Romea Nord, nonché nel prolungamento di via Luciano Lama fino alla rotonda dei Doganieri. Il primo tratto, tra la rotonda Bulgaria e via Romea Nord, sarà lungo circa un chilometro. Il secondo avrà uno sviluppo di circa 620 metri: avrà inizio dal tratto esistente di via Luciano Lama e si congiungerà alla rotonda dei Doganieri.

L’intervento prevedrà anche azioni di mitigazione e compensazione connesse alla nuova infrastruttura stradale, finalizzate alla riduzione degli impatti visivi, acustici e ambientali nei confronti delle attività produttive e degli ambiti limitrofi interessati dal nuovo tracciato.

Il progetto è già stato contestato dal decano dell’opposizione, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, che ne contesta la lontananza da viale Mattei, «destinata così a restare un pezzo di tangenziale».

Si può dire, correttamente – scriveva Ancisi un paio di settimane fa -, che questo nuovo tratto di viabilità sgraverà viale Mattei dal traffico in entrata o in uscita dalla città verso le aree industriali e portuali a nord, le Bassette e i lidi nord. Una vera bretella sostitutiva di viale Mattei per arrivare dalla rotonda Svezia al ponte mobile, avrebbe dovuto percorrere, a semicerchio, le aree di confine a nord della località, all’incirca tra la rotonda Liechtenstein, dietro la zona sportiva, e l’hotel Mattei. Ciò è però diventato impossibile quando la Giunta De Pascale ha inteso portare a fondo la lottizzazione Cos2 che ha già cementificato e cementificherà 21,22 ettari di terreni posti tra via Sant’Alberto e via Romea Nord, compresi quelli a nord di viale Mattei. Non c’è più posto per la bretella».

L’evoluzione della ceramica nella storia della manifattura Ginori: al Mic una grande mostra fino a giugno

Organizzata dal Mic di Faenza e dalla Fondazione Museo Ginori, la mostra “Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura”, al Museo internazionale della ceramica della città manfreda dal 31 gennaio al 2 giugno, rilegge due secoli di storia della manifattura di Doccia, proponendo una narrazione inedita dell’evoluzione della ceramica nel XVIII e XIX secolo.

Attraverso un’ampia selezione di opere e manufatti provenienti dalle collezioni del Museo Ginori e del Mic Faenza, le curatrici Oliva Rucellai e Rita Balleri mettono in scena la dialettica tra creatività e limiti imposti dalla materia, tra ricerca estetica e progresso scientifico, tra tradizione e mutevolezza del gusto della committenza.

«Spesso, dietro a un certo impasto, al colore di uno sfondo o a una particolare forma che oggi ci appaiono scontati – racconta Oliva Rucellai, capo-conservatrice del Museo Ginori – ci sono scoperte, invenzioni, ricerche e fallimenti di cui non siamo consapevoli. Questa mostra è un invito a leggere la storia della Manifattura Ginori anche attraverso queste conquiste».

Il racconto ha inizio nella prima metà del Settecento, quando Carlo Ginori, appassionato di chimica, fonda l’omonima manifattura e si dedica personalmente alla ricerca della ricetta dell’impasto della porcellana.

Il percorso si snoda poi in diverse sezioni dedicate alle sculture in porcellana; al progressivo arricchirsi della decorazione pittorica e della tavolozza cromatica; alle innovazioni di Carlo Leopoldo Ginori (inventore della fornace a quattro piani), di Giusto Giusti (il chimico della manifattura che riscopre la ricetta del lustro delle antiche maioliche rinascimentali) e dei primi direttori artistici della manifattura.

L’esposizione si chiude con il passaggio della Ginori a vera e propria industria e con uno sguardo rivolto al XX secolo, quando la neonata Richard-Ginori fonderà gran parte della sua prosperità sulla produzione di porcellane elettrotecniche, solitamente non esposte in ambito museale.

Con questa mostra il Mic rende nuovamente omaggio alla ricchezza delle collezioni del Museo Ginori (attualmente chiuso al pubblico a causa dei lavori di ristrutturazione della sua sede di Sesto Fiorentino), in continuità con la collaborazione avviata in occasione della mostra Gio Ponti – Ceramiche, ospitata a Faenza dal 17 marzo al 13 ottobre 2024.

«Questa mostra si inserisce in un programma del nostro Museo di valorizzazione delle manifatture italiane che hanno fatto la storia della ceramica italiana. – continua la direttrice del Mic Faenza Claudia Casali – Ginori è sinonimo di eleganza ma anche di ricerca, tecnica e tecnologia. Questa esposizione è una straordinaria opportunità di vedere riuniti gruppi scultorei come Amore e Psiche di eccezionale importanza nella produzione Ginori, evento unico e difficilmente riproponibile».

Dal 7 febbraio, ogni sabato alle ore 16, visita guidata inclusa nel prezzo del biglietto.

Tra alloggi Ers e centro sociale, ecco il nuovo Palazzo Abbondanza

Nuovo sopralluogo del Comune di Bagnacavallo a Palazzo Abbondanza per verificare l’avanzamento dei cantieri in corso, con particolare attenzione alla porzione dell’edificio destinata a ospitare il Centro Sociale Abbondanza.
L’intervento, che rientra nei progetti di rigenerazione urbana finanziati dal Pnrr, sta entrando nella fase conclusiva, leggermente in ritardo rispetto alle prime previsioni di terminarlo entro il 2025. Ora l’obiettivo è completare le parti strutturali entro marzo (quando resteranno da completare alcune lavorazioni di rifinitura, in particolare sugli spazi esterni, che proseguiranno nei mesi successivi).

In questi giorni si sta procedendo alla posa dei pavimenti in cotto negli ambienti del pianterreno: una scelta che richiama i materiali tradizionali dell’edificio storico e, allo stesso tempo, garantisce durabilità e facilità di manutenzione per spazi destinati a un utilizzo quotidiano da parte della comunità.

Il sopralluogo è stato anche l’occasione per un confronto operativo con il referente tecnico dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, coinvolto nella realizzazione delle connessioni impiantistiche e tecnologiche dell’edificio. Un passaggio importante per assicurare che il complesso, una volta completato, sia pienamente integrato con le reti e i servizi.

Il recupero di Palazzo Abbondanza, articolato in più cantieri coordinati, rappresenta uno dei progetti più rilevanti di rigenerazione urbana del centro storico di Bagnacavallo. Nel 2025 è stato completato il primo intervento, con la realizzazione di sei alloggi di edilizia residenziale sociale (1 milione di euro circa di investimento pubblico) mentre sono due quelli finanziati dal Pnrr al momento in corso.
Il primo è il cantiere oggetto del sopralluogo, che riguarda anche il recupero dei due piani superiori da destinare alle associazioni del territorio. Grazie al secondo è inoltre in corso la riqualificazione della corte interna, con la realizzazione di una nuova struttura in acciaio e vetro. L’investimento complessivo per questi due ultimi cantieri è di circa 3 milioni di euro, di cui 2 milioni e 855 mila coperti dal Pnrr.

Sassaiola in pieno giorno in zona stazione, danneggiate due auto. Paura per i residenti

Una violenta sassaiola tra due gruppi di giovani è scoppiata intorno alle 13 di ieri (30 gennaio) nella zona della stazione ferroviaria di Ravenna, all’altezza di via Carducci e dell’ufficio postale. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza nell’area, a meno di una settimana da un fatto analogo avvenuto nei pressi dei binari.

Secondo quanto ricostruito e riportato sui due quotidiani in edicola oggi, due fazioni composte ciascuna da circa quattro-cinque ragazzi hanno iniziato a litigare, passando rapidamente al lancio di sampietrini divelti dal marciapiede e dalla strada dissestata.

Durante la sassaiola, una residente che stava rientrando a casa si è trovata in mezzo agli schieramenti ed è riuscita a mettersi in salvo rifugiandosi all’interno dell’ufficio postale, da dove ha lanciato l’allarme – come racconta al Carlino Ravenna.

Sul posto sono intervenute due pattuglie del Radiomobile dei carabinieri, insieme a una volante della polizia, ma all’arrivo delle forze dell’ordine i giovani coinvolti si erano già dati alla fuga.

Nessuna persona è rimasta ferita, ma il bilancio dei danni è di due auto parcheggiate lungo via Carducci colpite dai sampietrini: distrutto lo specchietto laterale destro di una Ford e danneggiata la fiancata di un altro veicolo, con una vistosa ammaccatura e graffi – come riporta il Corriere Romagna, che sottolinea anche come sia stato informato pure il Comune, chiamato per provvedere al ripristino della pavimentazione.

Le pagelle del Ravenna che ha pareggiato a Perugia: Anacoura salva i giallorossi, serata da incubo per Esposito

Le pagella del Ravenna che ha pareggiato a Perugia (qui la nostra cronaca)

ANACOURA 7: Un po’ sorpreso sul gol subìto, ma le colpe sono di altri. Nella ripresa diventa pian piano il migliore dei suoi, prima sfiorando (forse) la punizione di Manzari che finisce sulla traversa, poi d’istinto sul colpo di testa ravvicinato di Montevago e sul destro di Canotto, senza considerare una reattiva (e decisiva) uscita bassa nel finale, in cui si fa anche male.

SCARINGI 4: la doppia ammonizione nel giro di pochi minuti è un’ingenuità grave, che condiziona la partita nel suo momento decisivo. E pensare che fino al secondo cartellino era stato probabilmente il migliore del pacchetto arretrato…

ESPOSITO 4,5: probabilmente il migliore finora della stagione del Ravenna, il baluardo difensivo oggi incappa nella classica giornata storta. In particolare non legge bene i lanci lunghi, come nella grave ingenuità sul primo gol e, recidivo, anche in un’altra occasione regalata nella ripresa a Montevago, che in generale ha sofferto più del dovuto. Poco prima di uscire, un altro svarione tentando l’anticipo, “salvato” poi da Anacoura su Canotto (dal 44′ st Bianconi sv).

SOLINI 5: nel primo tempo è complice di Esposito nel gol regalato al Perugia, sbaglia anche un paio di altri interventi, prima di riprendersi nella ripresa.

CORSINELLI 6,5: il bel cross che regala il gol a Tenkorang, ma non solo. Soprattutto nel primo tempo è tra i più intraprendenti, finisce in sofferenza dopo aver corso molto.

TENKORANG 6,5: si inserisce con grande tempismo in un paio di occasioni, segnando il suo secondo gol consecutivo. Generoso, non sempre lucido con la palla nei piedi. “Meritava” di essere cambiato, una volta esausto.

ROSSETTI 6: primo tempo sotto tono in quanto a impostazione, ma grande apertura “no look” per Corsinelli in occasione del gol del pareggio. Nella ripresa è utile in fase di contenimento.

DI MARCO 6: gestisce bene il pallone soprattutto nella prima parte del primo tempo, anche se non incide molto sulla partita (dal 15′ st FALBO 6: prova a buttare in mezzo qualche pallone, poi nel finale è costretto a restare in campo nonostante un infortunio).

RRAPAJ 5,5: sempre generoso, ma dà troppo poco alla squadra nella metà campo avversaria. Esterno a tutta fascia per 60 minuti, non ricordiamo un suo cross (dal 35′ st Mandorlini sv).

SPINI 6: sullo 0-0 parte in serpentina che sembra quasi Ronaldo Il Fenomeno, ma davanti al portiere decide purtroppo di ispirarsi a un altro suo compagno ai tempi dell’Inter, Hakan Sukur. Dà sempre l’impressione di essere pericoloso e per provare a vincere questa partita sarebbe stato bello vederlo ancora in campo, magari dietro a due punte, magari con Fischnaller al posto di Scaringi. E invece… (dal 15′ st FISCHNALLER 5,5: dopo pochi minuti è costretto a una partita di sofferenza, in dieci uomini, ad aiutare la squadra soprattutto in fase di non possesso. Molto complicato incidere, ma sembra ancora un po’ nascondersi).

ITALENG 5,5: è vero, dà il suo contributo alla causa lottando, gestendo palloni, svariando su tutto il fronte d’attacco. Ma è anche piuttosto confusionario e in area di rigore non sfrutta a dovere un paio di palloni importanti, che per un centravanti non è secondario.

Il Ravenna prima spreca, poi resta in dieci uomini e si deve accontentare del pareggio a Perugia (1-1)

PERUGIA – RAVENNA 1-1
PERUGIA: Gemello, Angella, Montevago (40′ st Nepi), Dell’Orco, Bartolomei (18′ st Joselito), Tumbarello, Riccardi, Tozzuolo, Megelaitis, Manzari (18′ st Canotto), Bolsius (8′ st Bacchin). All. Tedesco. A disp.: Moro, Vinti, Giunti, Stramaccioni, Terranava, Dottori, Lisi, Rondolini, Napolano.
RAVENNA: Anacoura; Scaringi, Esposito (44′ st Bianconi), Solini; Corsinelli, Tenkorang, Rossetti, Di Marco (15′ st Falbo), Rrapaj (35′ st Mandorlini); Spini (15′ st Fischnaller), Italeng (44′ st Okaka). All. Marchionni. A disp.: Stagni, Borra, Falbo, Viola, Luciani, Calandrini, Karim, Da Pozzo.
ARBITRO: Renzi di Pesaro
RETI: 18′ pt Montevago, 32′ pt Tenkorang.
ESPULSO: 23′ st Scaringi.
ANGOLI: 6-2

Il Ravenna non approfitta del mezzo passo falso dell’Arezzo (0-0 sul campo del Guidonia) e viene fermato sul pareggio a Perugia dalla terzultima in classifica, al termine di una partita che ne ha contenute a sua volta almeno tre. La prima dura 17 minuti e vede i giallorossi padroni del campo, ma ancora una volta incapaci di sfruttare le occasioni (palo di Italeng, gol divorato da Spini dopo un ottimo spunto in velocità), prendendo invece gol alla prima sortita offensiva degli avversari, su uno svarione inaccettabile a questi livelli della coppia Esposito-Solini, fin qui entrambi protagonisti di una grande stagione.

Il Perugia, passato in vantaggio, prende fiducia e la partita si fa più equilibrata, ma il Ravenna trova il meritato pareggio ancora con un inserimento di Tenkorang, su un bel cross di Corsinelli.

Nella ripresa ci si aspetta un Ravenna alla disperata ricerca della vittoria ma Marchionni non cambia modulo, solo qualche interprete (per la seconda giornata consecutiva Viola resterà un lusso per 90 minuti in panchina), tenendo invece in campo il già ammonito Scaringi, che combina il pasticcio definitivo a metà ripresa, lasciando i compagni in dieci. Sarà quindi un finale di sofferenza, con Anacoura che salva in più occasioni il risultato.

Finisce 1-1, il Ravenna resta al secondo posto a -7 dall’Arezzo, ma l’Ascoli (che ha battuto il Livorno) ora è solo a 3 lunghezze di distanza, in terza posizione.

Museo Baracca, partiti i lavori di restauro e ampliamento. L’assessore: «Una rivoluzione…»

Sono iniziati in questi giorni i lavori di restauro e ampliamento del museo Baracca di Lugo. Il costo degli interventi è di 300mila euro, finanziati con risorse comunali e i lavori saranno ultimati entro il 16 giugno, data che rappresenta il centenario della nascita del museo Baracca. Nello specifico si andrà a toccare la corte interna e le prime porzioni delle due ali laterali del museo, che si affacciano sulla corte stessa. Durante i lavori il museo sarà comunque accessibile, con qualche possibile disagio per i visitatori.

«Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione per il nostro museo, che è un punto di riferimento nazionale per tutti gli amanti del volo e dell’aeronautica – ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Lugo Gianmarco Rossato -. È un’inizio di un percorso che ci porterà ad avere una struttura museale più inclusiva e accogliente, capace di dare nuovi stimoli e suggestioni ai visitatori di tutte le età. L’obiettivo è quello di avere un luogo con una forte vocazione alla socialità, dove la tradizionale visita guidata è solo una delle tante attività espletabili. Il cortile diventerà pienamente fruibile per ospitare eventi, gli spazi per la didattica potranno accogliere le scuole e diventare a tutti gli effetti dei luoghi di apprendimento e creazione artistica, il centro studi darà spazio anche ai ricercatori. Tutto questo ampliando in maniera capillare i riferimenti storici e sociali che ruotano attorno alla figura e al mito di Francesco Baracca».

Nel dettaglio, sul lato nord adiacente alla sala dello Spad, è stato demolito il solaio per consentire la creazione di un unico spazio a sviluppo verticale, dal piano terra al primo piano: qui saranno raccolti ed esposti tutti i reperti del velivolo da ricognizione tedesco Dfw C.V che Baracca abbatté nel 1917 e che sono ora esposti in maniera diffusa all’interno del museo. Sul soffitto verrà restaurato il dipinto murale a tempera trompe-l’œil di inizio Novecento e raffigurante un cielo terso. La nuova sala sarà visitabile sia dal pian terreno, con ingresso dalla sala dello Spad, sia dal primo piano, grazie a una passerella sospesa che darà l’impressione del volo.

Sul lato sud l’intervento riguarda un locale posto al primo piano dell’ala (al piano terra sono già presenti i servizi igienici): qui verrà ospitata la collezione del fondo Baldini di cartoline di propaganda della Grande guerra. Le cartoline in tutto sono 2.905: non saranno esposte nella loro totalità, ma inserite in un nuovo allestimento e spazio che permetterà di ampliare il numero di quelle esposte, grazie alla ristrutturazione di una sala interamente dedicata alla valorizzazione della collezione. Lo spazio ricavato dal ricollocamento della collezione consentirà di creare una sezione dedicata all’Aeronautica militare, e nello specifico al «cavallino ancora in volo», ovvero ai numerosi riferimenti e omaggi ancora oggi presenti sui velivoli dell’arma azzurra, dalle Frecce tricolori al 4° Stormo caccia di Grosseto.

Anche la corte interna si prepara a cambiare volto: la grossa ghiaia presente nel cortile verrà sostituita con materiali più consoni al calpestamento e il ponteggio a sostegno di porzione dell’ala destra dell’edificio sarà abbellito con gigantografie di tutti gli aerei che attraverso un secolo di storia hanno portato sulle proprie insegne il cavallino di Baracca. Si tratterà di un allestimento temporaneo in attesa di una complessiva riqualificazione degli spazi, che includerà anche il sollevamento del G91 per rendere fruibile l’intera superficie del cortile e creare maggiore stupore per i visitatori.

Sarà infine restaurata la facciata esterna di casa Baracca che si affaccia sul cortile, con il ripristino del colore rosso: recenti sondaggi hanno infatti provato che la parete, ora gialla, era in origine dello stesso colore di quella che si affaccia su via Baracca.

Sempre entro giugno sarà ultimata la progettazione degli ulteriori ampliamenti del museo, che porteranno all’inclusione di palazzo Tamba nella struttura museale con i suoi oltre mille metri quadrati di spazi. Questo consentirà di creare un’aula da dedicare alla didattica e uno spazio per le mostre temporanee (nell’ala destra della corte interna), mentre a palazzo Tamba sorgerà un centro studi su Francesco Baracca in cui saranno raccolti tutti i depositi e fondi attualmente ospitati alla biblioteca Trisi, nonché il museo della città sul Novecento lughese, dalla Belle époque al Futurismo. Non mancheranno, infine, ambienti multimediali che amplieranno la narrazione sul mito di Baracca tra volo, cavalli, storia, sport, arti visive, musica e cinema.

Novità in centro a Ravenna, ha aperto la nuova gioielleria Errani

In tanti in questi giorni stanno passando da via Matteotti, in centro a Ravenna, per dare un’occhiata alla nuova, imponente, sede della gioielleria Errani.

Il negozio ha aperto le porte nella mattinata di ieri, giovedì 29 gennaio, in via Matteotti 7, nello storico edificio che ospitava la “Casa del Bianco”, situato a pochi passi dalla precedente collocazione della gioielleria, dove aprirà un secondo punto vendita “Errani Dreams”.

La nuova Errani si sviluppa su cinque livelli: il piano terra è dedicato all’orologeria, mentre al primo piano trova posto l’alta gioielleria, arricchita da argenterie e ceramiche di Faenza. In aggiunta è stato realizzato un laboratorio di oreficeria dove operano tecnici autorizzati Rolex.
Ai piani superiori si trovano gli uffici amministrativi, mentre l’ultimo ospita una terrazza panoramica riservata per eventi e appuntamenti esclusivi.

Il progetto architettonico è stato affidato a Giovanni La Mela di Spazio 52, che ha esaudito i desideri della titolare Carmen Amaduzzi e della figlia Maria Giulia Errani.

«Fin da subito – dichiarano – la nuova boutique ha registrato una notevole affluenza, che prevediamo anche per i giorni a seguire. Speriamo che questo nuovo negozio possa essere di spunto anche per altri imprenditori».

Tornano le sfilate del Carnevale, prima a Marina e poi a Ravenna. Saranno solo 8 i carri allegorici

“Musica, maestro” è il tema della 46esima edizione del Carnevale di Ravenna. Organizzato dalla diocesi di Ravenna-Cervia e da tante realtà cittadine, quest’anno l’evento prevede un’inversione di sfilate: i carri sfileranno infatti prima fuori città, domenica 8 febbraio a Marina di Ravenna, e poi in centro, il 15 febbraio, quando ci sarà anche la proclamazione del carro vincitore e l’estrazione dei biglietti della lotteria. Confermato l’itinerario lungo via di Roma e il viale dei giardini pubblici.

Sfileranno otto carri allegorici, in rappresentanza di nove parrocchie che hanno scelto di partecipare e che sono alle prese con il mondo delle sette note. Si andrà infatti dallo Zecchino d’oro a Grease, da Pavarotti al Festival di San Remo, da Encanto e Let’s dance, un Mare di note e lo Schiaccianoci. Rispetto all’anno scorso c’è un carro in meno, quello di San Giuseppe Operaio, e sono sempre più lontani i tempi di quando ne sfilavano addirittura una ventina.

Premi e concorsi
Torna il concorso fotografico Giorgio Re dedicato alla foto più bella del Carnevale. La fotografia – hanno spiegato gli organizzatori – è un modo per rendere immortale un momento di allegria, ma anche un pretesto per coinvolgere chi non partecipa alla sfilata. Lo scatto migliore vincerà un piatto di ceramica e diventerà il biglietto da visita per il Carnevale 2027.

Lotteria pro missioni
È già iniziata la vendita dei biglietti della lotteria del Carnevale (al costo di 2 euro l’uno), il cui ricavato sarà destinato alle missioni della Diocesi. L’anno scorso sono stati venduti 17.540 biglietti e la speranza sarebbe quella di raggiungere o migliorare il numero. Tra le novità, una piccola svolta green: il primo premio è un’auto elettrica, una Leapmotor T03 (in palio poi buoni spesa e per viaggi, cene e carburante).

«Il Carnevale – spiega don Alberto Brunelli , presidente del comitato organizzatore e vicario generale della diocesi – stimola il sentimento della concorrenza tra parrocchie e carri, producendo una sorta di “lotta al meglio”».

«Il Carnevale descrive lo spirito romagnolo – aggiunge il vicesindaco Eugenio Fusignani -: uno spirito goliardico in grado di coniugare allegria e serietà. La competizione non è una sfida, ma un momento per stare tutti assieme e per alzare il senso di coesione sociale».

Infine la proposta di Pino Farinelli, membro del Comitato «Perché non riportare il Carnevale nel centro pedonale di Ravenna come una volta?». La risposta del vicesindaco: «Non voglio creare illusioni, ma potrebbe essere una sfida, anche se molto difficile…».

Mezzano, una nuova mensa per le scuole Rodari e Valgimigli: capienza di 320 posti a sedere

Le scuole Rodari e Valgimigli di Mezzano hanno una nuova mensa scolastica. L’intervento, conclusosi lo scorso dicembre, ha un valore complessivo di 1.460.000 euro, di cui 979.000 euro finanziati tramite fondi Pnrr e 481.000 euro a carico del Comune di Ravenna. I lavori hanno previsto la demolizione e la ricostruzione con ampliamento della mensa esistente, oltre alla realizzazione di una nuova centrale termica a servizio di entrambi gli edifici scolastici.

“Questo intervento – ha dichiarato il sindaco Alessandro Barattoni, presente all’inaugurazione – rappresenta un investimento importante sulla scuola e sul benessere degli studenti e delle studentesse, da sempre una priorità dell’Amministrazione. Non si tratta solo di una mensa moderna ed efficiente dal punto di vista energetico, ma di uno spazio pensato per le esigenze quotidiane di bambini, ragazzi e del personale scolastico, con attenzione alla luce naturale, alla qualità acustica e alla funzionalità degli ambienti”.

La mensa è composta da due corpi adiacenti: il primo, accessibile direttamente dalla scuola Valgimigli, ospita la sala mensa con una capienza di 320 posti a sedere; il secondo, in comunicazione diretta con la sala, accoglie la cucina e i relativi spazi di servizio, quali dispensa, servizi igienici e spogliatoi per il personale, oltre a un piccolo ufficio. L’edificio è caratterizzato da elevate prestazioni energetiche: gli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria sono alimentati da pompe di calore elettriche, supportate da fonti rinnovabili attraverso un impianto fotovoltaico da 24 kWp.

Nonostante la presenza di ampie superfici vetrate, che garantiscono un elevato apporto di luce naturale, la struttura è dotata di schermature solari esterne motorizzate e per i periodi più caldi, inoltre, i locali possono essere raffrescati. Particolare attenzione è stata infine riservata al comfort acustico: il soffitto della sala mensa è stato appositamente progettato per ridurre al minimo il riverbero sonoro causato dall’elevato affollamento, assicurando così un ambiente più confortevole per tutti gli utenti.

Oltre al sindaco Barattoni, all’inaugurazione erano presenti l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani, la presidente del consiglio territoriale Area 5 di Mezzano, Federica Sabini, la presidente del Comitato cittadino di Mezzano, Annamaria Ricci, la dirigente scolastica Antonella Burzo, la direttrice dei servizi generali e amministrativi Elena Lucchetti e la vice presidente di Camst Group Stefania Ceretti.

La polizia interviene per una lite tra coniugi e trova in casa un fucile non autorizzato: denunciato 88enne

La polizia è intervenuta nella giornata di ieri (29 gennaio) in un’abitazione del Lughese per una lite tra coniugi. Placati gli animi, gli agenti ne hanno approfittato per controllare le armi regolarmente detenute dall’uomo, un 88enne, scoprendo un fucile mai denunciato alle autorità.

Il fucile è stato quindi sequestrato insieme ad altre cinque armi comuni da sparo, non custodite secondo i corretti criteri. L’anziano è stato denunciato per “omessa custodia e detenzione di arma senza titolo autorizzativo”. Inoltre è stato segnalato alla prefettura affinché venga valutata la permanenza dei requisiti richiesti dalla legge per la detenzione di armi.

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