sabato
23 Maggio 2026

Nel corso di un servizio antitruffa, viene rintracciata e arrestata una 50enne ricercata per rapina aggravata

Un servizio di contrasto alle truffe sugli anziani e ai reati predatori nel Ravennate ha portato all’arresto di una donna ricercata dalla procura di Fermo per rapina.
Nella giornata di ieri (1 aprile) la squadra mobile della questura di Ravenna ha predisposto specifici controlli nelle vicinanze degli istituti di credito, degli esercizi commerciali ed i relativi parcheggi in quanto possibili scenari di furti e truffe, specialmente nei primi giorni del mese ed in prossimità delle festività pasquali.

Proprio nel parcheggio di un esercizio commerciale all’altezza di via Romea, gli agenti della sezione Antirapina hanno rintracciato una 50enne bosniaca residente nelle marche e già destinataria di un ordine di carcerazione per rapina aggravata. La donna dovrà scontare tre anni di reclusione ed è stata quindi arrestata e accompagnata alla casa circondariale di Forlì.

In arrivo entro fine anno la nuova rotonda tra via Emilia e via Lugo

Lavori al via per la realizzazione di una nuova rotatoria all’intersezione tra la Ss9 via Emilia e la Strada Provinciale 29 via Lugo. Il progetto richiederà un investimento complessivo di 600 mila euro ed è stato presentato oggi (2 aprile) in comune a Faenza, alla presenza della presidente della provincia Valentina Palli, del sindaco di Faenza Massimo Isola, del sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza e dei tecnici della Provincia di Ravenna e dell’Unione della Romagna Faentina.

L’intervento rientra nell’accordo di programma tra Provincia e territori, che ha già consentito la realizzazione di opere analoghe lungo la Via Emilia, tra cui la rotatoria sulla Casolana. Il cantiere avrà una durata prevista di circa 6 mesi e sarà organizzato in modo da garantire la continuità della circolazione, senza interruzioni del traffico.

La prima fase dei lavori sarà affidata a Hera per l’adeguamento dei sottoservizi. Dal mese di maggio invece inizieranno le opere di costruzione della rotatoria da parte dell’impresa incaricata.

«Si tratta di un intervento strategico per il miglioramento della sicurezza stradale e della fluidità del traffico lungo uno degli assi viari principali del territorio, che conferma il lavoro congiunto tra enti per dare risposte concrete alle esigenze della comunità» commentano dall’Unione della Romagna Faentina.

La nuova rotonda avrà un diametro esterno di 45 metri, che andrà a sostituire l’attuale intersezione regolata dal semaforo, causa di congestione del traffico veicolare in uscita da Faenza verso Castel Bolognese. Prima della conclusione definitiva, la rotatoria sarà messa in funzione in maniera provvisoria. Il progetto firmato dall’ingegnere Alice Feletti, della Provincia di Ravenna e l’ingegnere Patrizia Barchi, dell’Unione della Romagna Faentina, ha tenuto conto anche dell’esproprio delle aree necessarie per poter proseguire la pista ciclabile: è già stato predisposto un primo progetto di fattibilità per assicurare una disponibilità di terreno di dimensioni adeguate per consentire la cucitura con la pista ciclabile già esistente.

«Abbiamo costruito un rapporto importante con la Provincia che ci ha dato grandi soddisfazioni. Oggi raccontiamo il secondo grande obiettivo che centriamo, dopo le scuole superiori, che ha a che fare con la vita quotidiana dei faentini – conclude Massimo Isola -. Con il completamento dei due cantieri, quello sulla Casolana e quello su via Lugo, cambieranno i tempi di percorrenza sulla Faenza-Imola: per il sistema economico del nostro territorio si tratta di un’incidenza molto importante».

Una tre giorni tra Darsena e Marina per dare il via agli eventi di Ravenna Capitale del Mare

Partirà dalla Darsena, luogo simbolo del contatto tra l’acqua e la città, la tre giorni che inaugura ufficialmente l’avventura di Ravenna come Capitale del mare 2026. Il 10 aprile, alle 9 del mattino, si svolgerà la tradizionale festa organizzata dalla Capitaneria di Porto in collaborazione con il Comune, Autorità di Sistema Portuale e Miur, cin iniziative rivolte agli studenti e alla cittadinanza.

«Insieme al Circolo Velico Ravennate – spiega il presidente di Autorità di Sistema Portuale, Francesco Benevolo – abbiamo iniziato i lavori per il restauro del Moro, che saranno visibili in Darsena nella giornata del 10 e che restituiranno a Ravenna questa importante imbarcazione; sempre nel contesto della Capitale italiana del Mare 2026, stiamo organizzando l’evento ‘DePortibus – il festival dei porti che collegano il mondo’ che prevederà sia momenti istituzionali, sia rivolti alla città».

La giornata del 10 si propone di promuovere la conoscenza del mare quale risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile, la tutela dell’ecosistema e la crescita economica del territorio e vedrà la partecipazione di numerose professionalità operanti nel settore marittimo e portuale, che avranno l’opportunità di illustrare le proprie attività attraverso stand espositivi, unità navali e il coinvolgimento del personale specializzato.

Verranno organizzate attività educative, iniziative sportive e momenti di intrattenimento, con particolare attenzione ai temi della cultura nautica, della salvaguardia ambientale e della sicurezza in mare.

All’inaugurazione delle 9.30 prenderanno parte, accanto al comandante Tattoli, il sindaco Barattoni, il prefetto Ricciardi e il presidente Benevolo, oltre a enti pubblici, operatori marittimi e portuali, associazioni, istituzioni scolastiche e realtà locali impegnate nella promozione e nella protezione del mare. Attraverso i numerosi espositori presenti, i laboratori didattici, il bibliobus della Biblioteca Classense, le dimostrazioni pratiche e gli incontri tematici, sarà possibile approfondire le molteplici dimensioni legate al mare e alle sue risorse.

L’11 aprile invece la giornata inizierà alle 14 sulla spiaggia libera adiacente alla Diga Foranea Sud del Molo Zaccagnini con gli aquiloni di Cervia che festeggiano Ravenna grazie al coinvolgimento del festival Artevento. Dalle 16 il paese si muoverà a ritmo della musica de I Musicanti di San Crispino, band itinerante che toccherà alcuni dei luoghi simbolo del Paese. Alle 18, sul palco allestito di fronte al Bacino Pescherecci, sarà la volta di Mirko Casadei PoPpular Folk Orchestra e del loro Giramondo Tour, seguiti, alle 20, dalle esibizioni dei gruppi Ananhash e Sidstopia a cura dell’associazione Norma.

A partire dalle 16.30 il Bacino sarà animato dalle imbarcazioni del Circolo Velico Ravennate, mentre dalle 18 si potrà gustare cibo di strada a cura della Proloco. Per l’occasione il MAS, Museo nazionale delle attività subacquee, il Cestha e le Biblioteche Ottolenghi e Strocchi effettueranno aperture con visite guidate e letture. Sarà possibile partecipare a passeggiate organizzate dalle guide della cooperativa Atlantide tra le dune costiere e la pineta retrodunale; si potrà infine prendere parte ad una biciclettata, in collaborazione con Fiab, che partirà da piazza del Popolo, a Ravenna, per arrivare al Bacino Pescherecci.

Domenica 12 aprile dalle ore 12 al Bacino Pescherecci si svolgerà l’iniziativa Adriatico a Tavola, a cura della Proloco di Marina di Ravenna, mentre alle 15.30 seguirà lo spettacolo di burattini “Il rapimento del principe Carlo” di Mauro Monticelli, con Andrea e Mauro Monticelli, a cura di Teatro del Drago. Alle 18 si potrà assistere al concerto della Live Band 70 mi dà 80, offerto dagli operatori di Marina e dalla Proloco. Durante la giornata sono in programma visite guidate al MAS (solo su prenotazione).

«Questa tre giorni – commenta il sindaco Barattoni – è già un primo risultato concreto prodotto dal Tavolo Mare e riflette l’obiettivo che avevamo in mente quando ci siamo candidati per l’ottenimento del titolo di ‘Capitale italiana del Mare 2026′, ovvero “istituzionalizzare” e mettere in relazione tutti e tutte coloro che vivono con l’acqua. Questo elemento, che da secoli ci accompagna e scandisce le nostre attività, sia interne, sia rivolte al mondo, ha ancora un fortissimo potenziale che va messo a sistema e il titolo ci offre l’occasione per iniziare un percorso che non si esaurirà nel ’26, ma che è destinato a mettere radici. Siamo partiti da Porto Corsini, con l’inaugurazione del Monumento ai caduti del Mare, saremo a Marina di Ravenna, ma gli eventi si svilupperanno nei prossimi mesi anche in tutti i restanti sette lidi, in un percorso trasversale per temi».

Approvato il regolamento per l’intrattenimento musicale in vista delle feste di Pasqua

In vista dell’arrivo delle festività pasquali e dell’avvio della stagione estiva, il comune di Cervia ha approvato il nuovo regolamento che disciplina l’utilizzo degli impianti elettroacustici e lo svolgimento di intrattenimenti musicali e manifestazioni temporanee, con delibera del commissario straordinario Michele Formiglio.

Il regolamento è il risultato di un proficuo confronto fra l’amministrazione e le categorie economiche con cui sono state concertate le linee guida, con l’obiettivo comune di tutelare il benessere di residenti e turisti promuovendo intrattenimenti responsabili, sostenibili e rispettosi della quiete pubblica.

È stato confermato per tutto il territorio comunale, spiaggia compresa, il limite massimo di 102 decibel per l’intrattenimento musicale, al fine di limitare il disturbo derivante dall’inquinamento acustico prodotto dagli impianti sonori musicali. È inoltre stato disciplinato l’orario della musica notturna confermando la Zona A e la Zona B.

La Zona A comprende due aree: il centro di Milano Marittima e il tratto di via Nazario Sauro dal ponte mobile al ponte San Giorgio. In queste aree, i locali dotati di fonometro potranno diffondere musica tutti i giorni fino alle ore 24 (un’ora in meno rispetto all’ordinanza del 2025). I locali non dotati di fonometro potranno farlo solo due giorni a settimana (anche consecutivi) per un massimo di 4 ore e fino alle ore 23.30 (mezz’ora in meno rispetto all’ordinanza del 2025).

La Zona B riguarda tutto il resto del territorio comunale: in questo caso, i locali dotati di fonometro potranno fare musica per massimo due serate settimanali anche consecutive fino alle ore 24, mentre quelli sprovvisti solo un giorno a settimana, per un massimo di 4 ore non oltre le 23.30.

Per quanto riguarda le spiagge, l’intrattenimento musicale sarà consetito tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30. Dalle 17.30 alle 20.30 gli stabilimenti dotati di fonometro potranno fare 2 eventi a settimana anche consecutivi, quelli senza fonometro 1 solo.

In tutti i casi è stabilito l’abbassamento graduale del volume dalle ore 20 fino allo spegni-mento. Il sabato sera ci sarà possibilità di prolungamento fino alle 21, con abbassamento graduale del volume dalle ore 20.30 fino allo spegnimento.

L’orario di spegnimento è fissato alle 24 per gli stabilimenti dotati di fonometro (con un tetto di due eventi a settimana) con l’abbassamento graduale del volume dalle ore 23.30 fino allo spegnimento. Per i restanti, sarà possibile organizzare un solo evento a settimana, sempre con durata non superiore alle 23.30. Anche quest’anno, resta vietata l’animazione vocale dei “vocalist”.

Sono previste dergohe al regolamento in occasione delle tradizionali serate della Notte Rosa e del 10 e del 15 agosto: in queste date la musica potrà restare accesa fino alle 3 del giorno successivo (3.30 per gli stabilimenti dotati di fonometro, con l’abbassamento graduale del volume dalle ore 3 fino allo spegnimento).

Consultori giovani, luoghi di riferimento per la salute anche psicologica e andrologica

Punto di riferimento sul territorio per la salute dei giovani sono i consultori, in particolare quelli dedicati a loro. Direttrice del servizio è la dottoressa Sara Zagonari che ci spiega come a occuparsi della fascia di età dai 14 ai 20 anni (meno un giorno) sia un team che include quattro ginecologhe, otto ostetriche, quattro psicologi e che si sposta sulla provincia tra gli ambulatori di Ravenna, in via Pola, Faenza, Lugo e Cervia che dedicano giornate di apertura riservate esclusivamente ai ragazzi.

Nel 2025, in linea con i numeri dell’anno precedente, sono stati 28.961 gli accessi delle persone tra i 14 e i 25 anni. Per quanto riguarda soprattutto i minori, si tratta di ragazzi e ragazze che spesso hanno conosciuto i servizi grazie ai progetti di collaborazione con le scuole: “Tutto cambia”, dedicato alle quarte e quinte classi delle primarie, “W l’amore”, invece per gli studenti delle terze medie per cui è prevista anche una visita proprio al Consultorio e il progetto di “peer education” con la rete delle superiori che aderiscono al percorso “Scuole che promuovono salute”. «Per noi – dice Zagonari – la scuola è il primo canale universale per farci conoscere, visto che la scuola viene frequentata da tutti, indipendentemente dal contesto socioculturale, ma per comunicare abbiamo anche una pagina Instagram con informazioni su orari di apertura e iniziative particolari per ragazzi, genitori e insegnanti e in generale adulti di supporto e riferimento, come possono essere gli allenatori. Inoltre collaboriamo con i Comuni e i vari centri aggregativi rivolti a questa età».

I ragazzi e le ragazze si rivolgono ai consultori per svariate ragioni e spesso spinti anche dal progetto di contraccezione gratuita promosso dalla Regione. «Ma molti si rivolgono a noi per avere informazioni su malattie sessualmente trasmissibili o i piccoli disagi dovuti alla crescita, per questo oltre a visite ginecologiche offriamo anche la possibilità di visite con l’andrologo».

Ma i ragazzi di queste nuove generazioni, cresciute con lo smartphone in tasca, come sono rispetto a quelle passate rispetto ai temi in particolare della sessualità? «Sono più preparati dal punto di vista teorico, più fragili da quello pratico, vediamo spesso una grande discrepanza. In genere ti sanno dare una perfetta definizione di cosa sia una relazione tossica, ma poi sono felici di essere continuamente geolocalizzate da parte del fidanzato. E non sono sempre pronti o pronte alle insidie del digitale, è un capitolo anche per noi complesso da affrontare. Quando andiamo nelle scuole vediamo come ormai tutti siano sui social già dalle medie e spesso dalle elementari abbiano accesso a uno smartphone».

Ma almeno c’è una maggiore preparazione sulla contraccezione e anche sulle malattie sessualmente trasmissibili? «Nì. C’è una grande variabilità su malattie e gravidanze indesiderate, spesso dovute ad aspetti socioculturali. Posso dire che ormai le gravidanze indesiderate nelle minori sono vicine allo zero e il trend è in continuo calo, ma accanto a questo dato abbiamo ragazzine adolescenti che portano avanti gravidanze che sono state cercate e volute, sono poche ma esistono».

A fronte invece di una gravidanza indesiderata, Zagonari racconta come innanzitutto si cerchi di capire le ragioni dietro alla richiesta di un’eventuale interruzione volontaria di gravidanza e come, in casi specifici, si possano attivare collaborazione con diverse associazioni del territorio, incluse alcune Pro Vita, quando le donne spiegano che vorrebbero l’aborto solo per ragioni economiche e di sussitenza. «Prima di una decisione, si esegue un colloquio con ostetrica e psicologo per comprendere anche eventuali fragilità psicologiche e sociali».

Ma al di là del ruolo più “classico” del consultorio, oggi questi luoghi sono anche punti di riferimento per il supporto psicologico di minori che manifestano con sempre maggiore frequenza varie forme di disagio. Un servizio a libero accesso, che non richiede il consenso del genitore. «Il nostro percorso di accoglienza prevede l’osservazione del bisogno nell’arco di alcuni colloqui con i nostri psicologi. A volte sono sufficienti per sottolineare e attivare le abilità intrinseche dei ragazzi, quando questo non accade e riconosciamo una situazione di iniziale psicopatologia che potrebbe esitare in un vero e proprio disturbo, nel caso di un paziente minorenne chiamiamo a colloquio i genitori. Esattamente come accade, del resto, con le visite ginecologiche».

I ragazzi sanno quindi di potersi rivolgere tranquillamente in alcune giornate ai consultori, che saranno dedicati solo a loro. In via Pola a Ravenna, per esempio, si tratta del mercoledì e giovedì pomeriggio. E ora trovano a disposizione anche un angolo di spazio libri allestito dalla biblioteca Classense (vedi in fondo all’articolo). «Quando è arrivata la proposta ho subito aderito, perché mi sembra importante che le informazioni arrivino non solo dal digitale. Inoltre, le pareti sono decorate da pannelli realizzati da studenti del Liceo Artistico perché ci teniamo a creare uno spazio accogliente. Ovviamente noi accogliamo i minori ovunque, ma questo è un posto pensato solo per loro».

Libri che raccontano il corpo. Il progetto della Classense nei centri giovani
Lunedì 23 marzo al Consultorio Familiare di Ravenna in via Pola, nella sala d’aspetto dedicata allo spazio Giovani, è stato allestito un angolo dedicato alla lettura dal titolo ”Parla con loro: libri che raccontano il corpo”. L’iniziativa è stata resa possibile grazie ad una collaborazione con la Biblioteca Classense di Ravenna che ha fornito l’apposito arredo e una dotazione di libri adeguati alla fascia d’età 14-20 anni, nell’ambito del progetto “In cerca di guai”, finanziato dal bando Cepell, il centro per il libro e la lettura, Città che legge 2024. I ragazzi possono consultare i libri in loco e recarsi quindi alla bibliotaca per averli in prestito. Il progetto prevede l’allestimento di uno scaffale analogo anche nei centri di aggregazione giovanile del Comune: Quake, Valtorto e Cisim. In una nota dell’Ausl la direttrice Sara Zagonari (a sinistra nella foto) ringrazia Nicoletta Bacco della Biblioteca Classense e la bibliotecaria Francesca Ferruzzi (a destra in foto), ideatrice del progetto.

2,5 milioni per il recupero del bosco della Colonia Varese. Poi, la riqualificazione della struttura

La Regione Emilia-Romagna e il comune di Cervia si avviano verso la riqualifica della Colonia Varese di Milano Marittima, uno degli esempi più significativi di architettura razionalista della fine degli anni Trenta, oggi in stato di abbandono da oltre settant’anni. Per lungo tempo la Regione, proprietaria dell’area, ha cercato un acquirente privato disposto a farsi carico del recupero della struttura. Oggi, però, arriva un cambio di rotta: «Non possiamo più aspettare – afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale -. Siamo di fronte a uno degli interventi di riqualificazione più complessi del Paese. La sfida sarà restituire ai cittadini un patrimonio naturale e storico di grande valore».

Il protocollo di intesa della durata di cinque anni è stato firmato oggi (2 aprile) insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, all’Università degli Studi di Ferrara e all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po. L’area infatti, oltre ad essere di particolare interesse storico e architettonico, si trova all’interno di un habitat costiero e forestale protetto, inserito abche nel sistema Rete natura 2000 e gestito dal Parco Delta del Po. I lavori dovranno quindi garantirne la tutela.

I primi interventi riguarderanno proprio la zona boschiva antistante la colonia, per i quali la Regione ha già stanziato un investimento di 2,5 milioni di euro, considerati un primo «investimento 0 per la messa in sicurezza dell’area». I lavori, in programma nei prossimi mesi, dovrebbero permettere la fruibilità della pineta al pubblico già dalla prossima stagione. L’idea è quella di valorizzare l’area verde come parco e come naturale prosecuzione del lungomare di Milano Marittima.

Più complessa, invece, la situazione della colonia: a seguito delle analisi tecniche condotte dall’Università di Ferrara e dei sopralluoghi effettuati dalla Soprintendenza e dai Vigili del fuoco sono emerse diverse cricità strutturali, aggravate anche dagli eventi climatici estremi che si sono abbattuti negli scorsi anni sulla cittadina. Le verifiche hanno evidenziato l’urgenza di intervenire per arrestare il processo di deterioramento e garantire le condizioni di sicurezza dell’area. «La situazione rimane tuttavia meno grave di quanto possa sembrare dall’esterno – rassicura la soprintendente Federica Gonzato -. con maggiori criticità riscontrate nei piani superiori e nei solai ma una struttura in parte ancora solida».

Ora bisognerà attendere l’esito degli ulteriori studi in corso da parte dell’Università, indispensabili per poter ipotizzare destinazioni d’uso realistiche per l’ex colonia. «È impossibile fare progetti in questa fase: abbiamo bisogno di dati certi su cui basare le valutazioni relative alla capacità portante e alla tenuta della struttura – prosegue la soprintendente Federica Gonzato -. Per il momento possiamo solo parlare di sogni: immaginare, ad esempio, un centro di ricerca e di studi sul territorio, aperto al pubblico e a un turismo culturale interessato ad approfondire la conoscenza di questo patrimonio, a cui potrebbero aggiungersi servizi di ristorazione e turistici. Ma è troppo presto per parlare di progetti certi».

Anche l’investimento totale del progetto è attualmente impossibile da stimare. Nel frattempo, l’imponente struttura di Viale Giacomo Matteotti diventerà un laboratorio “vivo” per gli studenti di architettura dell’Università di Ferrara, dove sperimentare e mettere a punto sistemi di riqualifica mirata. «Il contributo dei laboratori di ricerca del Dipartimento di Architettura ha reso possibile la messa a disposizione di una conoscenza profonda dello stato di fatto, primo passo per ogni azione di tutela, riqualificazione e valorizzazione, attraverso un rilievo digitale integrato metrico-morfologico dell’intero complesso e del contesto immediatamente circostante, unitamente a indagini diagnostiche, valutazioni dello stato conservativo e analisi strutturali – commenta il Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara Marco Mulazzani -. Il protocollo d’intesa concretizza l’impegno dell’Università nella messa a disposizione di competenze specialistiche interdisciplinari per proseguire le indagini e le attività tecnico-scientifiche, inserendo inoltre la ex Colonia Varese in una più ampia attività di ricerca e didattica».

La storia della Colonia Varese:

Progettata dall’architetto Mario Loreti, la colonia fu costruita tra il 1937 ed il 1938 per iniziativa della Federazione dei Fasci della Provincia di Varese, con lo scopo di offrire ai bambini assistiti una colonia marina. Complessivamente, l’edificio, rigidamente simmetrico, si sviluppa su un lotto di 60.928 metri quadrati compresi pineta e spiaggia a nord del viale A. Mussolini (ora Matteotti)., per un volume complessivo di 62.176 metri cubi distribuiti su cinque piani. Il corpo centrale è costituito da una monumentale griglia in cemento armato che sorregge le rampe; ai lati si articolano corpi di servizio su due livelli e, in continuità con il nucleo centrale, due ali di cinque piani destinate in origine ai dormitori. Con una forma architettonica simile ad un idrovolante in atterraggio sull’arenile ed era in grado di ospitare circa mille bambini tra maschi e femmine.

Fu inaugurata nel 1939 con il nome di Colonia Costanzo Ciano. Il progetto era di Mario Loreti del 1937, e l’edificazione fu affidata alla Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna. Dal giugno del 1940 per un anno intero, la colonia ospitò un gruppo di figli di italiani residenti a Tripoli e costretti al rimpatrio a causa dell’emergenza bellica. Dal 1940 al 1943 dai tedeschi fu adibita a ospedale da guerra per le truppe tedesche e a prigione come campo di raccolta per prigionieri. Nel 1944 durante la ritirata, le truppe tedesche la minarono e fu parzialmente danneggiata durante il conflitto.

Ha subito un piccolo restauro nell’immediato dopoguerra quando furono ricostruite le rampe centrali. Utilizzata anche come set nel film La ragazza di latta di Marcello Aliprandi (1970) e in Zeder di Pupi Avati del 1983, giace in stato di abbandono dagli anni 1950 circa, ma è tutelata e vincolata per la forma e le sue caratteristiche costruttive. Il suo ultimo inquilino è stato il senzatetto “Josè”, che per oltre dieci anni ha abitato nell’ex colonia, ricavando al suo interno una sorta di abitazione attrezzata e rifiutando di andarsene nonostante le numerose proposte. Dal 2024 è stato trasferito in una casa protetta di Ravenna.

«La riqualificazione guarda anche, e soprattutto, al contrasto delle situazioni di degrado e di pericolo per le persone – commenta il commissario straordinario di Cervia, Michele Formiglio -. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le intrusioni non autorizzate all’interno dell’area, con evidenti rischi per l’incolumità di chi vi accede e per la sicurezza complessiva del sito».

Maglietta docente, Cgil contro Morrone (Lega): «Clima di censura, la scuola ha problemi più urgenti»

Il sindacato Cgil di Ravenna manifesta forte preoccupazione «per il clima che si tenta di alimentare nei confronti della scuola pubblica e dell’impianto democratico della nostra nazione» in riferimento all’interrogazione parlamentare promossa dal deputato forivese Jacopo Morrone (segretario della Lega in Romagna) sulla maglietta con la scritta “Partigiani sempre” indossata da una docente di una scuola superiore della provincia di Ravenna.

La Flc-Cgil Ravenna – la Federazione dei lavoratori della conoscenza, cioè tutti coloro che lavorano nei settori della scuola, dell’educazione degli adulti, dell’università – sostiene la docente e ritiene grave e inaccettabile «che si provi a mettere sotto accusa la libertà di insegnamento e la dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola, sulla base di segnalazioni anonime e interpretazioni ideologiche forzate o addirittura magliette indossate».

Il leghista ha criticato il messaggio di orientamento politico. La Cgil ribalta il punto di vista: «La scuola della Costituzione non è un luogo asettico o privo di valori: è invece fondata sui principi dell’antifascismo, della democrazia e della libertà, sanciti dalla Carta repubblicana. Richiamare, anche simbolicamente, la storia della Resistenza non costituisce propaganda ma è parte integrante del patrimonio culturale e civile del Paese».

Per il sindacato è inaccettabile equiparare l’espressione personale a un presunto “indottrinamento”: «Tale impostazione, guarda caso sostenuta anche attraverso le circolari del ministro Valditara, apre la strada a forme di controllo e censura incompatibili con una scuola libera e pluralista, proprio quei principi che si dichiara di voler difendere».

La segretaria provinciale della Flc a Ravenna, Francesca Lo Iacono, invita i politici ad affrontare i veri problemi della scuola: «Il precariato, la riforma degli istituti tecnici e professionali, il dimensionamento scolastico, le condizioni di lavoro e la qualità dell’offerta formativa. La scuola necessita di investimenti, fiducia e rispetto. Attendiamo dall’onorevole una maggiore attenzione e soluzione ai gravissimi problemi del paese anziché dedicarla ad inseguire il dress code del personale scolastico alimentando un clima di caccia alle streghe di cui non si sente affatto la necessità».

Uil alle aziende: «Diesel sopra ai 2 euro al litro, vanno adeguati i rimborsi per trasferte e missioni»

Il sindacato Uil di Ravenna invita tutte le imprese a adeguare i rimborsi chilometrici dei dipendenti in missione/trasferta all’aumento del costo dei carburanti determinato dai recentissimi scenari di guerra Usa-Iran che hanno seguito il conflitto armato scatenato dalla Russia con l’invasione dell’Ucraina.

«Il provvedimento di taglio delle accise deciso dal Governo appare gravemente insufficiente e tardivo – afferma il segretario provinciale Carlo Sama –. Il prezzo dei carburanti, con il diesel che alla pompa ha superato ampiamente i due euro al litro, incide non solo sui costi diretti sostenuti da lavoratrici e lavoratori per recarsi al lavoro ma si riflette anche sull’aumento dell’inflazione che nel mese di marzo ha registrato un ulteriore incremento. Questa situazione riduce ulteriormente il potere d’acquisto dei dipendenti i cui salari reali risultano ancora significativamente inferiori rispetto ai livelli precedenti agli anni più recenti».

La Uil chiede alle imprese ravennati di sfruttare anche le possibilità previste dalla normativa vigente, riconoscendo ai dipendenti fringe benefits – come i buoni benzina fiscalmente esenti – per contribuire a mitigare i costi che le lavoratrici e i lavoratori sostengono quotidianamente per recarsi al lavoro.

Tra sport e solidarietà: grande partecipazione al ventesimo Trofeo Sap

Una sessantina di persone, uomini e donne, si sono iscritte alla speciale classifica riservata agli appartenenti a forze dell’ordine e forze armate tra i tremila partecipanti alla 29esima gara ciclistica Granfondo del Sale disputata il 29 marzo a Cervia. L’iniziativa prende il nome di Trofeo Sap perché promossa dal Sindacato autonomo di polizia della provincia di Ravenna. Al termine della gara è stato assegnato anche il 16esimo trofeo Cesp (Consiglio europeo sindacati di polizia).

La gara per aggiudicarsi il trofeo Sap prevedeva la possibilità di affrontare un percorso medio di 100 km o un percorso lungo di 143 km. Percorso medio donne: 1) Sara Baioni (polizia locale Monsano); 2) Vanessa Gentilotti (gruppo sportivo Asd Esercito, polizia stradale Guardamiglio). Percorso medio uomini: 1) Alessandro Torini (gruppo sportivo Asd Esercito, polizia stradale Riccione); 2) Sandro Piccinielli (gruppo sportivo Asd Esercito); 3) Luigi Tora (gruppo sportivo Asd Esercito). Percorso lungo uomini: 1) Andre Benevieri (Terzo Reggimento Genio Guastatori Udine); 2) Matteo Arruzzoli (guardia di finanza Casalpusterlengo); 3) Giampiero Rondini (polizia locale Cesena). Il vincitore del trofeo Cesp è risultato Alessandro Torini della polizia stradale di Riccione.

Gli organizzatori ringraziano le numerose autorità intervenute «per la sensibilità dimostrata, confermando l’importanza di questo appuntamento sia come occasione d’incontro tra amici, appartenenti a tutte le forze Armate e di polizia, sia come volano di solidarietà, anche professionale».

Non è, infatti, solo un momento sportivo. Nel fine settimana erano allestiti stand nei quali esporre ai visitatori alcune delle attività delle forze di polizia in favore della collettività. Anche il dipartimento della pubblica sicurezza si è mosso con due iniziative. Il pullman azzurro della polizia di Stato, una vera e propria aula didattica itinerante utilizzata per incontrare studenti e cittadini e diffondere la cultura della guida responsabile. Particolare interesse ha attirato la Lamborghini Huracan in uso alla polizia stradale e utilizzata principalmente per il trasporto urgente di organi.

Il segretario provinciale del Sap, Valter Rivola, ringrazia tutti coloro che hanno fornito il proprio contributo per la riuscita della manifestazione: «Esprimo particolare gratitudine a Claudio Fantini, titolare dell’omonimo stabilimento balneare cervese che con l’attività della sua società Sporturha realizzato la Granfondo Internazionale che ha ospitato il 20esimo trofeo Sap».

Il funzionario comunale Delorenzi è il candidato sindaco del centrodestra a Cervia

Il centrodestra di Cervia ha scelto il suo candidato sindaco alle elezioni comunali di maggio 2026: Marco Delorenzi sarà sostenuto da una coalizione composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e espressioni del civismo locale di area.

Delorenzi ha 60 anni, è nato e vive a Cervia, laureato in Pedagogia, da oltre 30 anni lavora al servizio dell’amministrazione comunale dove ricopre attualmente il ruolo di funzionario. È il compagno di Annalisa Pittalis, coordinatrice comunale di Fdi a Cervia e consigliera comunale uscente. Il nome di Pittalis era tra quelli circolati come probabile candidatura del centrodestra.

L’annuncio della scelta di Delorenzi arriva oggi, 2 aprile, con una nota inviata alla stampa da Alberto Ferrero e Fabrizio Dore, coordinatori provinciali rispettivamente di Fdi e Fi: «I tempi sono stati dettati dagli adempimenti tecnici necessari al rilascio dell’aspettativa che consente a Marco, già da oggi, di essere pronto per la corsa elettorale». Se la vedrà con Mirko Boschetti (centrosinistra) e Enea Puntiroli (civico di centrodestra, ex segretario comunale della Lega).

Dore e Ferrero presentano così la carriera professionale di Delorenzi, alla prima esperienza in politica: «Ha gestito ambiti legati alla comunità, allo sport e al benessere, coordinando attività dedicate alla tutela degli animali e al controllo degli inquinamenti. Ha inoltre seguito e sviluppato progetti in ambito sportivo, sociale e associativo, oltre a iniziative sulle pari opportunità e sulla protezione civile. Parallelamente all’attività professionale, è da sempre molto attivo nel sociale: svolge infatti attività di volontariato a favore di bambini con disabilità. Fa inoltre parte del nucleo dei funzionari del Servizio di Protezione Civile del Comune, ruolo che diventa operativo in caso di emergenze».

Lo slogan promosso per lanciare Delorenzi è “un cervese per i cervesi”: «La candidatura nasce dal territorio, dall’esperienza concreta e dall’ascolto della comunità. Profondo conoscitore della macchina amministrativa comunale, rappresenta la risposta a una città che chiede un cambio di passo: non parole, ma competenza; non promesse, ma risultati».

I dirigenti della coalizione tracciano una sintesi del programma elettorale: «Far tornare Cervia protagonista, rafforzare il turismo, sostenere le imprese e dare risposte concrete alle famiglie. Allo stesso tempo, valorizzare chi ogni giorno contribuisce a tenere viva la città: associazioni sportive, volontariato e realtà della promozione sociale. Dai quartieri al centro, da Milano Marittima a tutte le frazioni, nessuno deve essere lasciato indietro. Il civismo e il legame con il territorio sono il cuore di questo progetto: una visione condivisa che mette al centro le persone e la comunità».

Ecco le aule temporanee per gli studenti di Medicina. Critiche dall’architetto: «Neanche una carrozzeria di provincia…»

Nelle scorse settimane, ben visibile da viale Randi, è stata installata una struttura nel giardino antistante la sede di Medicina e chirurgia dell’Università all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Si tratta di una soluzione temporanea che resterà disponibile fino al completamento dei lavori di ampliamento della sede definitiva (e in ogni caso per almeno tre anni). L’area su cui sorge il prefabbricato è stata messa a disposizione dall’Azienda Usl della Romagna, mentre Fondazione Flaminia ha sostenuto i costi per la realizzazione della platea (base) e il noleggio della struttura prefabbricata, oltre a quelli dell’impianto audio. L’Università di Bologna ha provveduto all’impianto video e alla fornitura degli arredi.

Le aule temporanee – ci dicono da Fondazione Flaminia – rispondono alla necessità di adeguare gli spazi per gli studenti del corso di laurea e in particolare accogliere le matricole di Ravenna salite quest’anno da 130 a 180 unità. Il prefabbricato ha infatti una capienza di circa 180-200 persone.

Critiche sul suo aspetto sono arrivate in questi giorni dall’architetto Emilio Rambelli, fondatore di Nuovostudio, che definisce il prefabbricato adatto nemmeno «per un capannone da carrozzeria di provincia».
«Colore giallo limone – continua la mail inviata in redazione da Rambelli -, con infissi in Pvc e macchine di condizionamento buttate fuori dall’edifico, delle finestrelle che neanche nei disegni di scuola elementare… È una cosa che mi indigna prima che come architetto, come cittadino, e trovo che sia una rappresentazione grottesca dell’utilizzo della cosa pubblica e del suo svilimento culturale. Anche se si tratta di una soluzione temporanea, ancor di più per il fatto che vede coinvolta l’Università, luogo del sapere, poteva essere l’occasione per far progettare un padiglione “leggero” nel verde a dei giovani architetti o il tema per un piccolo concorso di architettura. Poteva essere un’ottima occasione per dare valore a un luogo e a un’istituzione».

Un’interrogazione al ministro per una maglietta di una prof del Ginanni

Il deputato della Lega Jacopo Morrone ha presentato un’interrogazione parlamentare in merito al caso di un’insegnante di una scuola superiore di Ravenna. «Nei giorni immediatamente seguenti all’esito del referendum – ha dichiarato alla stampa il segretario della Lega Romagna -, in via anonima, mi è giunta notizia che una docente dell’Istituto tecnico commerciale Ginanni di Ravenna si sarebbe presentata a scuola indossando una maglietta, chiaramente visibile sotto una camicia rossa, con lo slogan “partigiani sempre”. Sembra che questa maglietta faccia riferimento a un pezzo musicale di una band che, pur richiamandosi al ruolo storico che ebbero le diverse anime politiche, sociali e militari nell’obiettivo di liberare l’Italia dall’occupazione nazista, potrebbe rappresentare, indossata in un contesto scolastico, una sorta di invocazione ideologica alla “resistenza” contro chi viene considerato il “nemico” per liberare il Paese, riprendendo la terminologia della lotta partigiana e costruendo una sorta di parallelo tra resistenza storica armata e opposizione politica».

«Qui non è in discussione la legittima e doverosa libertà di insegnamento ma la trasmissione di opinioni a senso unico, parziali e faziose – continua Morrone -. Da queste considerazioni, la richiesta al ministro se non convenga sul fatto che i docenti debbano esprimere imparzialità negli istituti scolastici non solo col linguaggio ma anche con un abbigliamento consono al ruolo che ricoprono e se e quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire che in alcun modo i docenti facciano proselitismo partitico o ideologico utilizzando il loro importante ruolo per indottrinare, anche indirettamente, gli studenti».

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