lunedì
16 Marzo 2026

Consar Ravenna, più bassi che alti: a Taranto cade 3-2 in rimonta

Dopo i primi due set condotti e giocati benissimo, con oltre il 60% in attacco, la squadra di Valentini, nonostante i 24 punti e il 56% di Valchinov, e i 18 del duo Dimitrov e Zlatanov, ha calato la tensione e ha cominciato a sbagliare molto dando fiato così alle speranze della Prisma La Cascina Taranto che ha recuperato il doppio svantaggio imponendosi poi al tie-break, il primo della sua stagione, grazie anche ai 21 punti messi a segno da Cianciotta e Hopt. I pugliesi interrompono una striscia di due sconfitte mentre Ravenna, reduce dalla qualificazione alla semifinale di Coppa Italia, porta a casa il punto che le permette di mantenere il terzo posto in coabitazione con Aversa che domenica salirà al Pala De Andrè.

È dispiaciuto e amareggiato coach Valentini per l’esito finale della partita. «Abbiamo iniziato molto bene, con un approccio buono e due set giocati al meglio, poi ci siamo sciolti come neve al sole, commettendo tanti errori e non riuscendo a trovare soluzioni. Abbiamo perso la sicurezza nel cambio palla e nelle fasi di transizione, mentre Taranto è progressivamente cresciuto, ha sbagliato poco e ha trovato molte soluzioni in attacco. Mi dispiace perché, ripeto, l’approccio era stato molto buono. Questa è una squadra molto giovane, soggetta ad alti e bassi e non ancora in grado di gestire i momenti di difficoltà e in questo campionato di così alto livello ce ne sono in ogni match. Dobbiamo continuare a lavorare in palestra per sistemare anche questo aspetto».

Taranto-Ravenna 3-2
(22-25, 22-25, 25-20, 25-16, 15-11)

PRISMA LA CASCINA TARANTO: Lusetti 1, Hopt 21, Zanotti 8, Sanfilippo 11, Cianciotta 21, Pierotti 10, Gollini (lib.), Luzzi (lib.), Antonov 2. Ne: Maiorano, Galiano, Lorusso, Bossi, Gavenda. All.: Lorizio.
CONSAR RAVENNA: Russo 4, Dimitrov 18, Bartolucci 6, Canella 10, Zlatanov 18, Valchinov 24, Goi (lib.), Gottardo 1, Iurlaro, Ciccolella 2, Giacomini, Bertoncello 1. Ne: Asoli (lib.). All.: Valentini.
ARBITRI: Faia di Cagliari e Di Bari di Fasano.
NOTE: Durata set: 26’, 28’, 31’, 24’, 20’, tot. 129’. Taranto (5 bv, 9 bs, 12 muri, 4 errori, 53% attacco, 49% ricezione), Ravenna (6 bv, 22 bs, 8 muri, 13 errori, 51% attacco, 47% ricezione).

Irregolarità su prezzi, etichette e igiene: multa di 2mila euro a minimarket di viale Pallavicini

120 prodotti sequestrati poiché in vendita senza etichettatura in lingua italiana, mancata indicazione dei prezzi su numerosi articoli, detenzione di prodotti ortofrutticoli esposti ad un’altezza inferiore ai 50 cm dal suolo, esponendo la merce a potenziali contaminazioni esterne. Sono questi i motivi che hanno condotto la Polizia Locale di Ravenna a sanzionare con 2.000 euro di multa il minimarket di viale Pallavicini, situato di fianco all’Hotel Italia.

Le verifiche sono scaturite dal rilevamento di un’occupazione abusiva di suolo pubblico, con abbandono di alcuni bancali riconducibili all’attività in questione. Una volta individuato il responsabile, gli agenti hanno svolto verifiche all’interno del locale, che hanno portato alla luce gravi mancanze, in violazione della normativa di riferimento, in materia di sicurezza e trasparenza, tracciabilità dei prezzi e igiene alimentare.

Due corsi gratuiti per aiutare i giovani senza diploma a entrare nel mondo del lavoro

Due corsi gratuiti dedicati ai giovani senza diploma tra i 18 e 25 anni, per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro a chi ancora non ha una qualifica professionale.
Il progetto di Cna Formazione Emilia-Romagna prenderà il via a fine febbraio, con un corso per Operatore Trattamenti Estetici (qualifica professionale di III livello) e Operatore dell’Acconciatura (qualifica professionale di III livello).
Entrambi i percorsi prevedono un totale di 990 ore di formazione, divise tra lezioni frontali e 495 ore di stage in azienda, per imparare il mestiere direttamente sul campo, a contatto con professionisti del settore.
Per aderire all’inziativa è necessario essere disoccupati o impegnati con un contratto di apprendistato di I livello, essere residenti in Emilia-Romagna e non disporre di alcun titolo di diploma o qualifica professionale. Al termine del corso, superato l’esame finale, i partecipanti conseguiranno una qualifica professionale riconosciuta a livello regionale: questo garantirà anche la possibilità di proseguire gli studi con il quarto anno per ottenere il Diploma professionale di IV livello «In un contesto in cui l’accesso al lavoro è sempre più complesso, questi percorsi rappresentano un’opportunità reale per rimettersi in gioco, imparare facendo e costruire basi solide per il proprio futuro professionale – commentano da Cna Ravenna -. Per molti giovani, il futuro non è qualcosa da aspettare: è qualcosa da costruire».

Tenta di forzare la porta di un negozio di via Cairoli con un coltello: fermato 22enne

Nel pomeriggio di lunedì 26 gennaio, gli agenti della Polizia Locale di Ravenna sono intervenuti per fermare un uomo che stava cercando di forzare la porta di un negozio di via Cairoli. L’intervento è scattato dopo la segnalazione di un cittadino a una pattuglia in transito. Gli agenti hanno raggiunto l’uomo, pochi istanti dopo, sorprendendolo effettivamente nel tentativo di forzare la porta di ingresso, utilizzando un coltello con una lama di 11 cm.

L’autore è un 22enne di origine egiziana, già conosciuto alle forze dell’ordine, e gravato da un divieto di dimora nella provincia di Ravenna oltre che da una precedente ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo gli accertamenti, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Ravenna e denunciato a piede libero per i reati di tentato furto con scasso e detenzione di armi improprie atte ad offendere.

Controlli antidroga nelle scuole: rinvenuti tre grammi di hashish negli istituti del faentino

Controlli antidroga all’interno degli istituti scolastici del faentino, nelle vicine fermate dei bus e alla stazione ferroviaria: negli scorsi giorni i carabinieri di Faenza, con il supporto dei colleghi del nucleo cinofili di Bologna, hanno effettuato una serie di controlli straordinari per contrastare lo spaccio e l’utilizzo di droghe in ambiente scolastico e nei luoghi più frequentati dagli studenti.

Le ispezioni hanno permesso, grazie anche al fiuto del cane Draco, di rinvenire nelle aree scolastiche comuni 3 grammi di hashish, sottoposti immediatamente a sequestro.

Riapre al pubblico l’Aula Magna della Classense: ingressi ogni fine settimana e visite guidate

La Biblioteca Classense si apre sempre di più a turisti e cittadini: a partire da venerdì 30 gennaio, tutti i fine settimana sarà possibile visitare l’Aula Magna, il venerdì dalle 15 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 13.
L’accoglienza sarà garantita da personale dedicato e appositamente formato. Il biglietto d’ingresso costerà 3 euro a persona (ma sarà gratuito per gli under14, scolaresche, persone con disabilità e accompagnatori) e potrà essere acquistato al bookshop della Classense. Saranno inoltre disponibili su richiesta visite guidate a pagamento.

L’aula è stata riaperta riaperta al pubblico lo scorso aprile, dopo un lungo lavoro di restauro della volta e degli affreschi, danneggiati dal terremoto del 2019. Fin da subito è stato attuato un calendario di aperture straordinarie, visite guidate e mostre, per restituire quanto più possibile alla comunità uno degli spazi più prestigiosi della biblioteca, con l’idea di rilanciarla all’interno dell’offerta turistica cittadina.

L’Aula Magna è considerata infatti un gioiello tra le biblioteche barocche e fu realizzata tra il 1707 e il 1714 su progetto del monaco architetto Giuseppe Antonio Soratini per volontà dell’abate Pietro Canneti, letterato erudito ed esperto bibliofilo. Fin dall’ingresso, lo sguardo del visitatore è catturato dall’eleganza e ricchezza delle decorazioni, tra gli affreschi di Francesco Mancini e gli stucchi di Antonio Martinetti, oltre che dalle boiserie a doppio ordine, opera dell’intagliatore e monaco Fausto Pellicciotti. La sala ospita inoltre due notevolissimi mappamondi di Vincenzo Coronelli, che il cartografo veneziano donò alla città di Ravenna dopo il 1692, secondi per dimensioni solo a quelli conservati presso la Biblioteca François Mitterrand di Parigi.

È in programma anche l’esposizione di diverse collezioni storiche: materiale d’archivio, stampe e libri antichi che testimoniano l’evoluzione dell’arte tipografica in Italia attraverso volumi di grandissimo pregio e rarità. Il patrimonio sarà esposto all’interno delle nuove vetrine acquistate grazie a un progetto finanziato dalla Regione nell’ambito del Piano Bibliotecario 2025. Ogni esposizione avrà come filo conduttore un differente tema, per offrire al pubblico molteplici chiavi di lettura del patrimonio della Biblioteca Classense.

La prima selezione sarà dedicata a Ravenna e ai suoi monumenti, con testi di storici ravennati e vedute della città, come ad esempio quella tratta dal LiberChronicarum di Schedel e dalle Vedute dei paesi di Romagna di Bernardino Rosaspina. Inoltre saranno presenti materiali legati a Dante, tra cui alcune incisioni di Benedetto Eredi tratte dai disegni della Tomba realizzati da Camillo Morigia.

La Ca’ del Liscio va all’asta, gli appelli per tutelare la tradizione

La Ca’ del Liscio di Ravenna, storica balera fondata nel 1976 da Raoul Casadei e diventata nel tempo uno dei simboli più riconoscibili della musica e del ballo romagnolo, è destinata a finire all’asta giudiziaria. Situata in via Dismano, la struttura – nota anche come Ca’ del Ballo – è stata posta in vendita dal tribunale con una base d’asta di circa 4,7 milioni di euro, nell’ambito delle difficoltà finanziarie che hanno coinvolto il Gruppo Angeletti, proprietario dell’immobile, dopo la pandemia e il ricorso a una procedura di concordato in continuità. Le trattative avviate nei mesi scorsi per un affitto o una cessione prima della vendita non hanno avuto esito, rendendo inevitabile il passaggio all’asta.

La notizia ha suscitato un forte dibattito pubblico e mediatico, riportando l’attenzione sul valore storico e culturale della Ca’ del Liscio, che negli anni d’oro richiamava pullman di appassionati da tutta Italia e ha ospitato alcune delle orchestre più importanti del panorama nazionale.

Di fronte al rischio che la struttura possa perdere la propria vocazione originaria, si moltiplicano gli appelli per salvaguardarne la memoria e la funzione culturale. Tra le voci più attive c’è quella di Giordano Sangiorgi, fondatore e direttore del Mei, che ha proposto la creazione di una cordata pubblico-privata (e anche di un’azionariato popolare) in grado di acquisire l’immobile e trasformarlo in un polo culturale multifunzionale, capace di unire spettacolo, formazione, ristorazione e un possibile museo o accademia dedicata al liscio. Anche il Club Secondo Casadei esprime ora il proprio sostegno a un progetto condiviso che possa tenere insieme tutela della tradizione e sostenibilità economica, rilanciando la Ca’ del Liscio come spazio di aggregazione e attrazione turistica.

 

Riforma giustizia, il No si organizza: banchetti, iniziative pubbliche e un appello da sottoscrivere

Prende forma anche a livello locale a Ravenna il fronte dei sostenitori del No al prossimo referendum costituzionale per l’approvazione della legge che riforma una parte della giustizia italiana.

Il comitato provinciale della società civile è composto dai Comitati in Difesa della Costituzione della provincia di Ravenna, da Anpi, Arci, Cgil e da varie associazioni: il comitato per il ritiro di ogni autonomia differenziata, Libera, Donne in Nero, Legambiente circolo Matelda. In molti comuni della provincia si stanno promuovendo comitati per il No con il coinvolgimento di associazioni e cittadinanza attiva. Non manca poi l’appoggio di forze politiche: Avs, 5 Stelle, Pd, Rifondazione.

Maria Paola Patuelli del comitato in Difesa della Costituzione segnala in particolare il metodo adottato dalla cittadinanza attiva a Russi: «Un incontro promosso da cittadine e cittadini, con invito ad associazioni e partiti, per promuovere insieme il lavoro di informazione capillare, nei mercati e in ogni luogo possibile, e iniziative pubbliche, con la partecipazione sia di magistrati, che di avvocati per il No. Chiederanno anche ad associazioni di giovani se e come intendono impegnarsi per il No,  a partire da loro autonome proposte».

La campagna referendaria dei sostenitori del No procederà con banchetti informativi nei mercati ambulanti e varie iniziative di divulgazione pubblica che al momento sono in allestimento. In molti casi gli eventi si svolgono in collaborazione con il omitato “È giusto dire No” promosso dalla Associazione nazionale magistrati (Anm). Alcune iniziative pubbliche si sono già svolte nel Faentino, promosse sia dal comitato della società civile che da Anpi, Cgil e dal Pd. A partire dai primi giorni di febbraio le iniziative pubbliche si intensificheranno.

Intanto si allungo l’elenco delle adesioni, sia del mondo politico che associativo, all’appello Noi gente di Romagna per il No: Anna Albonetti, Martino Albonetti, Vincenzo Andreucci, Carla Babini, Luisa Babini, Antonella Baccarini, Carla Baroncelli, Giuseppe Bellosi, Romano Boldrini, Piergiorgio Carloni, Thomas Casadei, Nevio Casadio, Guido Ceroni, Davide Conti, Mauro Conti, Ombretta Cortesi, Nicola Dalmonte, Barbara Domenichini, Ilario Farabegoli, Maria Gabriella Forlimpopoli, Annalisa Furia, Paolo Gambi, Carlo Garavini, Rino Gennari, Valentina Giunta, Elda Guerra, Nicoletta Guidobaldi, Stefano Kegljevic, Andrea Maestri, Marina Mannucci, Marco Martinelli, Giuseppe Masetti, Maurizio Masotti, Sauro Mattarelli, Claudio Mattarozzi, Gianluigi Melandri, Lea Melandri, Alessandro Messina, Fulvia Missiroli, Ermanna Montanari, Ileana Montini, Daniele Morelli, Paola Morigi, Angelo Morini, Ivan Morini, Piera Nobili, Marcella Nonni, Franco Paris, Renata Patricelli, Maria Paola Patuelli, Francesco Pertegato, Giovanna Piaia, Giovanni Piccinelli, Stefania Polidori, Alberto Giorgio Cassani, Valeria Saragoni, Aldo Savini, Giancarlo Schiano, Elsa Signorino, Serena Simoni, Carlo Sorgi, Rita Spada, Raffella Sutter, Piero Tamburini, Alessio Vacchi, Mariarosa Venturi, Maurizio Viroli.

Solleciti di pagamento dell’Ausl a cittadini in regola, il caso finisce in Regione

Nel corso del 2025, l’Ausl della Romagna avrebbe inviato circa 293mila lettere di sollecito richiedendo il pagamento di ticket sanitari ritenuti insoluti e riferiti a prestazioni erogate nel 2024 e negli anni precedenti. «La stessa Ausl Romagna, in seguito, avrebbe ammesso che una parte rilevante di tali richieste sarebbe risultata erronea, in quanto inviata a cittadini in regola con i pagamenti o legittimamente esenti, a causa di un presunto malfunzionamento del sistema informatico che avrebbe compromesso il corretto incrocio fra dati relativi alle prestazioni sanitarie, alle esenzioni e ai pagamenti effettuati».

Sulla vicenda interviene il gruppo di Fratelli d’Italia con un’interrogazione a risposta orale in commissione Politiche per la salute e politiche sociali della Regione, presentata da Marta Evangelisti e Luca Pastelli e sottoscritta anche da Alberto Ferrero e Nicola Marcello.

Una volta emersa la questione – segnalano i proponenti l’atto ispettivo – l’Ausl Romagna avrebbe provveduto esclusivamente all’invio di un sms ai cittadini coinvolti, invitandoli a non procedere al pagamento o, in caso di pagamento già effettuato, a richiedere il rimborso mediante comunicazione via email. «Qualora confermata – sottolineano i consiglieri – la vicenda configurerebbe una grave disfunzione amministrativa e gestionale con effetti diretti su centinaia di migliaia di cittadini e con un evidente danno in termini di affidabilità e credibilità del servizio sanitario regionale».

«Un errore di tale portata – incalza FdI -non può essere liquidato come un semplice inconveniente tecnico, ma impone una puntuale assunzione di responsabilità, anche a livello dirigenziale, per accertare eventuali carenze organizzative, di controllo e di gestione dei sistemi informativi».

Nell’interrogazione, inoltre, si punta il dito contro le modalità di comunicazione adottate dall’Ausl Romagna, giudicate «del tutto inadeguate, in particolare nei confronti delle fasce più fragili della popolazione”, e ritenute “passibili di aggravare il disagio dei cittadini già colpiti dall’errore».

Da qui la richiesta alla Giunta regionale di «riferire sulla vicenda in commissione Sanità e chiarire quanti siano i cittadini coinvolti nell’invio erroneo dei solleciti di pagamento nonché quale sia l’ammontare complessivo delle somme indebitamente richieste». All’esecutivo regionale, infine, si chiede un’istruttoria per accertare le responsabilità amministrative, gestionali e dirigenziali all’interno dell’Ausl Romagna e di intervenire sui vertici dell’Ausl affinché «venga fornita comunicazione ufficiale scritta a tutti i cittadini coinvolti e vengano attivate procedure automatiche di rimborso senza ulteriori oneri o adempimenti a carico degli utenti».

Dal successo con il Grande Fratello fino alle Iene, oggi Filippo Nardi consegna pizze a Pinarella

Nato a Londra nel 1969 da madre polacco-ucraina naturalizzata inglese e padre italiano, Filippo Nardi è conosciuto come dj e uomo di spettacolo. I riflettori televisivi per lui si sono accesi nel 2001, con la seconda edizione del Grande Fratello. Per molti, è ancora il ragazzo dal forte accento britannico che si presentò in confessionale con una mazza da baseball in cerca delle sue sigarette: fuma ancora, ma è passato alla sigaretta elettronica «per la salute – dice -, ma non riesco a rinunciare al gesto». In vent’anni di carriera ha vestito il completo scuro da inviato de Le Iene, il costume da naufrago all’Isola dei Famosi e rivestito gli uomini d’Italia come consulente di stile a Detto fatto. È stato giudice, opinionista e conduttore, tra lo studio del Chiambretti Live, il palco del Festivalbar e Domenica Live, con un’ultima incursione nella “casa più spiata d’Italia” nel 2020, nella versione vip del reality. Oggi, dopo un’esperienza come creativo per Dopplenganger, vive a Pisignano.

Da Londra, a Roma fino a una frazione di poco più di mille abitanti. Come si vive nella campagna cervese?
«Io sono stato troppo viziato da questo punto di vista, sono cresciuto nel centro di Londra in un periodo elettrizzante, ho vissuto il boom della fine degli anni ’90 in una metropoli che esplodeva di musica, moda e multietnicità. Non troverò mai niente di meglio, così ho cercato l’opposto. Un posto tranquillo, vicino al mare, dove trovi sempre parcheggio. Dopo un’esperienza a Roma nel mondo della moda dovevo scegliere se indebitarmi per vivere in una grande città che odiavo o spostarmi in un posto che mi piaceva davvero. L’amore per la Romagna è nato oltre 30 anni fa: abitavo in Maremma e arrivai qui per caso: mi sono innamorato subito dell’accoglienza romagnola, dell’accento gioviale delle persone, dell’atmosfera. Anche geograficamente è un ottimo compromesso, al centro dell’Italia e ben collegata, con diverse città importanti a poca distanza».

Dopo tanti anni di televisione, in ruoli molto diversi tra loro, di cosa si occupa ora nella vita?
«Non lo so, anzi, non l’ho mai saputo di preciso. Per il momento faccio il porta pizze per il Full Moon di Pinarella. Lo scorso autunno ero a cena lì, mi sono trovato subito bene, i ragazzi mi hanno detto che cercavano personale e mi sono proposto. All’inizio pensavano che scherzassi. Mi diverto, posso interagire con le persone, mi fa sentire un po’ come Kevin Spacey in American Beauty.
L’obiettivo sarebbe quello di trovare lavoro nel mondo del marketing: sono un creativo, sento il bisogno di esprimermi liberamente. Ho scoperto però che è difficile relazionarmi con le agenzie di comunicazione: spesso non mi prendono sul serio, pensano che io stia facendo la bella vita e non abbia davvero bisogno di lavorare per loro. A volte si vergognano a offrirmi uno stipendio standard, ma non chiedo niente di diverso. Dall’altro, la mia esperienza nel mondo della tv genera grandi aspettative e non mi fa lavorare in serenità. Questo non accade certo con la pizza: la porto esattamente come chiunque altro. Dal primo febbraio poi andrà in onda su Radio Centrale “Romagna Calling”, dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 15. Due ore di intrattenimento un po’ surreale, dove invito i romagnoli a spiegarmi la loro terra, tra psicologhe per gatti, la “ricetta del giorno” di Francesca Cipriani e uno studio aperto a tutti, alla Howard Stern».

E la carriera da dj invece?
«Quella c’è sempre stata, e ci sarà sempre. Ma purtroppo non basta per vivere. Faccio il dj dalla fine degli anni 80, ma non ho mai portato questo aspetto in televisione, ad esempio. Ho sempre cercato di tenere separate le cose, perché la musica è la mia vera passione. È un mestiere rovinato però: oggi chiunque si può improvvisare, un tempo invece eri obbligato ad acquistare i dischi, fare ricerca… L’house contemporanea poi manca di eleganza. Un bravo dj fa divertire gli altri secondo i suoi gusti: se riempi la pista con una playlist di “top hit” del momento non sei un dj, sei un juke-box».

È possibile continuare a lavorare nel mondo dello spettacolo a queste latitudini?
«Dipende cosa si intende per lavorare nel mondo dello spettacolo: penso possa definirsi un lavoro solo se si fa regolarmente e si vive di quello. Ad oggi comunque credo sia quasi impossibile distinguersi nel panorama televisivo, a prescindere da dove abiti. C’è qualche possibilità in più per aspiranti musicisti o attori, ma solo con un’adeguata preparazione, sempre più rara. Ad ogni modo, è una scelta che sconsiglierei a chiunque, il mondo dello spettacolo è troppo instabile per costruirsi una carriera».

Ora che è un conterraneo di Mascia Ferri, ex coinquilina all’interno della casa del Grande Fratello, ha ripreso i rapporti con lei?
«Ci sentiamo ogni tanto, ma non ci vediamo spesso. Più che altro vado a mangiare al suo ristorante quando le cose mi girano bene… Bisogna un po’ sfatare il mito che le persone che lavorano in tv siano tutte amiche tra loro. Anzi, spesso girano insieme per convenienza, ma sotto sotto hanno paura che l’altro rubi la loro luce. Credo che la mia fortuna sia stata trattare la televisione solo come un lavoro, mai come uno stile di vita. C’è chi va nel panico quando si spengono i riflettori, io quando le luci si abbassano tiro un sospiro di sollievo».

Com’è cambiato il mondo dei reality dal 2001 a oggi?
«Non c’è più niente di reale, e questo vale sia per chi li crea che per chi partecipa. Senti ragazzini alla prima esperienza televisiva che parlano di clip, montaggio, auditel. Quando partecipai per la prima volta al Grande Fratello, a 33 anni, non avevo idea delle dinamiche televisive. Inoltre, unire personaggi con una carriera di spessore alle spalle e ventenni crea molta disparità: spesso si concentra l’attenzione su chi non ha nulla da dire ma crea dinamiche funzionali invece che valorizzare chi porta davvero storia e contenuto».

Gli autori forzano queste situazioni?
«Posso parlare solo per quella che è la mia esperienza: nessuno ti dice cosa devi o non devi fare, però qualche “pulce nell’orecchio” arriva. A me ad esempio fecero sapere che Eleonora Danieli nutriva un certo interesse nei miei confronti. Si sa che la “storiella” porta a più inquadrature, ma all’epoca ero impegnato e comunque non avrei iniziato un flirt per le telecamere. Quando sono entrato nella casa gli autori mi hanno detto esplicitamente: devi essere te stesso. Ho chiesto loro se ne fossero davvero sicuri… il resto è storia».

Può ancora funzionare il vecchio format di reality, dove si mettevano in televisione perfetti sconosciuti per cercare di ricreare dinamiche più vere e spontanee?
«Credo che oggi sia impossibile, perché ci sentiamo tutti un po’ protagonisti anche nella nostra quotidianità. Il mondo dei social ha amplificato questo fenomeno, lo dimostra Chiara Ferragni, che ha trasformato da sola la sua vita in un reality: l’apice della mediocrità. L’unico modo per farlo funzionare sarebbe a telecamere nascoste, se fosse possibile lancerei subito un format simile. Il voyeurismo controllato non ha senso, ma sembra che oggi la gente voglia essere distratta, e non provocata. Io voglio ancora essere provocato».

E provocare?
«(ride, ndr) In effetti succede anche questo, ma quasi sempre per sbaglio. Dopo la prima esperienza nella casa però sono stato chiamato come ospite da Chiambretti, e lì ho avuto davvero modo di essere un provocatore. Al Grande Fratello ero stato chiaro: non avrei né ballato né cantato. Lì invece ho fatto di tutto, tra balletti improbabili e commenti senza filtro. Mi ha aiutato Carlo Freccero: mi disse “se giri un film, resterà per sempre. Ma se fai qualcosa in televisione, qualsiasi cosa, dopo due giorni non se lo ricorderà più nessuno”».

Sempre in quel periodo, a rendere memorabili le sue prime apparizioni televisive furono gli sketch della Gialappa’s Band e le imitazioni di Fabio De Luigi. Cosa vorrebbe dire loro dopo tanti anni?
«Semplicemente grazie. Siete grandiosi. Accendere la tv e vedere un attore del calibro di De Luigi che vestiva i miei panni è stata un’emozione indescrivibile, il più grande complimento che potrò mai ricevere. La mancanza dei “gialappi” nei reality di oggi si sente tantissimo: la gente si prende troppo sul serio, con loro molti drammi e scandali finirebbero in grandi risate».

Parlando di scandali, recentemente è intervenuto online con un video sulle accuse rivolte ad Alfonso Si- gnorini. Può dirci di più?
«A scanso di equivoci, ci tengo a precisare che io sono entrato al Grande Fratello ben prima della conduzione di Signorini. Per il resto, le dinamiche di cui è accusato non sono certo una novità, nel mondo dello spettacolo come in tutti gli altri ambiti. Le voci girano e non mi sorprenderei se le accuse fossero fondate, ma voglio anche dire che quello che un adulto fa in privato con altri adulti consenzienti non dovrebbe essere motivo di interesse. A darmi fastidio è il finto moralismo, di cui anche io sono stato vittima. Nel 2020 sono stato espulso dalla casa dallo stesso Signorini e oscurato per un anno da Mediaset. Mi hanno accusato di sessismo per tre battute prese fuori contesto, puro perbenismo. Mia nonna me l’ha sempre detto: più uno fa la morale agli altri, più scheletri nasconde nel suo armadio».

Fuori dal mondo dei reality, il suo periodo da “Iena” invece come è stato?
«Molto impegnativo. Il lavoro televisivo, in generale, è il più facile che abbia mai svolto nella vita. Ma per le Iene era diverso: a volte tornavo a casa così stanco da non riuscire a parlare. Avevi trenta secondi per farti dire dagli intervistati qualcosa di abbastanza interessante da chiuderci un intero servizio. All’epoca poi duravano solo cinque-sette minuti, oggi anche più di mezz’ora. È stato bello però, pieno di avventure. Una volta ho anche preso le botte dalla scorta di Fini, un delirio. Denunciai contro ignoti, anche se qualcuno all’interno del programma sapeva benissimo chi fosse stato. All’epoca ricopriva un ruolo molto importante, così il servizio non andò mai in onda e la questione si chiuse lì».

Finge di avere un coltello e rapina un 15enne in stazione, 18enne rintracciato in un garage e arrestato

Un 15enne è stato rapinato nel sottopasso della stazione ferroviaria di Ravenna nel pomeriggio del 24 gennaio. Poco dopo i carabinieri hanno arrestato il presunto responsabile: si tratta di un 18enne tunisino senza fissa dimora rintracciato in un garage della zona, grazie al Gps del telefonino rubato, e trovato in possesso della refurtiva. Fingendo di avere un coltello si era fatto consegnare il denaro contante, lo smartphone, un giubbino e un paio di guanti di una nota marca.

Il rapinatore aveva inoltre costretto il 15enne a chiamare un amico per farsi portare altri soldi. Il ragazzo contattato dalla vittima ha allertato il 112 e diverse pattuglie della sezione radiomobile dei carabinieri sono intervenute sul posto per raccogliere informazioni e avviare le ricerche del rapinatore.

Questa mattina, 26 gennaio, il giudice del tribunale di Ravenna ha convalidato il suo arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

Ignora l’alt, fermato dopo un breve inseguimento: aveva la patente sospesa, 2.500 euro di multa

Ha ignorato l’alt della polizia locale, tentando la fuga in viale Santi Baldini, in centro a Ravenna. Fuga terminata però in via di Roma, dopo un breve inseguimento.

Dagli accertamenti della pattuglia della polizia locale, è emerso che l’uomo alla guida, un ravennate di 40 anni, aveva la patente sospesa a tempo indeterminato. Al trasgressore sono state contestate quindi diverse violazioni previste dal Codice della Strada, per un totale complessivo di circa 2.500 euro di multa. Oltre al fermo del veicolo.

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