lunedì
04 Maggio 2026

In darsena a Ravenna apre un nuovo risto-pub

In zona Almagià. Inaugurazione con buffet

Bancone Atomico

Apre un nuovo locale in darsena, a Ravenna, zona Almagià. Si chiamerà Atomico 16 e i titolari lo definiscono un “risto-pub”, aperto inizialmente solo alla sera, per aperitivi, cene e dopo cene. Specialità, si legge sui profili social, sarà la griglia.

Il locale (con una sessantina di posti all’interno e circa 40 all’aperto) aprirà venerdì 26 luglio in via Magazzini Posteriori 27 (al posto di una macelleria).

Per l’inaugurazione di venerdì già annunciati un ricco buffet e un dj-set a partire dalle 18.30.

De Pascale critico: «Perché rimuovere Curcio da capo della Protezione Civile?»

Il sindaco ricorda il suo contributo «determinante» ai tempi dell’alluvione e contesta la scelta del Governo

De Pascale Curcio

Con una mossa inattesa, il governo ha rimosso dall’incarico il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, per mettere al suo posto il commissario straordinario per la riqualificazione di Caivano, Fabio Ciciliano. Un nome, quest’ultimo, nelle grazie della premier Giorgia Meloni e del sottosegretario Alfredo Mantovano.

«Una decisione inaspettata e immotivata – commenta il sindaco Michele de Pascale -. Durante l’alluvione in Romagna di maggio 2023 il suo contributo e la sua presenza sul campo insieme a noi sono stati determinanti nelle operazioni di salvataggio delle persone, e in particolare nelle decisioni e nelle azioni che hanno consentito di evitare l’ingresso dell’acqua in città a Ravenna. Esprimo a Fabrizio Curcio la più piena solidarietà e gratitudine mia e di tutto il territorio ravennate. Senza entrare nel merito di chi gli succederà, non riesco davvero a comprendere le ragioni che abbiano potuto portare il Governo Meloni a privare il paese delle sue competenze e della sua professionalità in un tema così delicato».

Restaurato (con 14mila euro) il pozzo della Rocca, vandalizzato nel 2022

L’assessora: «Spiace aver dovuto utilizzare risorse pubbliche per l’inciviltà di qualche individuo»

È stato completato a Lugo il restauro del pozzo della Rocca. I lavori, che hanno impegnato restauratori professionisti del Laboratorio del restauro di Ravenna per circa 30 giorni, hanno consentito di ripristinare il manufatto danneggiato da atti vandalici nell’agosto del 2022.

Con ripetuti violenti colpi inferti con un grosso sasso, vandali ignoti avevano frantumato un ampio angolo della vera da pozzo in scaglie e frammenti di varie dimensioni. Oltre alla perdita di materiale, si è andata a creare, nelle zone circostanti, una fitta rete di cavillature e microfessurazioni che potevano favorire la percolazione dell’acqua piovana e di umidità all’interno della pietra danneggiata, innescando processi di usura che avrebbero potuto mettere a rischio la conservazione dell’opera.
Inoltre, l’atto vandalico ha fatto affiorare il ferro della struttura a ghiera che sormonta il pozzo, rischiando di innescare processi di ossidazione e rigonfiamenti del materiale ferroso all’interno della pietra.

Il costo dell’intervento è stato di 13.786 euro. I lavori di ripristino erano stati pianificati fin da subito, ma per l’esecuzione si è dovuto attendere il reperimento delle risorse necessarie «compatibilmente con le priorità dell’ente», scrivono dal Comune.
Le opere di restauro hanno comportato il ripristino strutturale dell’angolo vandalizzato, con integrazione di parti mancanti di pietra e recupero delle scaglie e dei frammenti; il trattamento anti ossidazione dei perni; la microstuccatura e disinfezione da colonie di microrganismi; la velatura e reintegrazione a tono delle lacune stuccate e delle reintegrazioni; la protezione superficiale con polisilossano e successiva stesura di protettivo antigraffiti.

«Siamo felici di aver restituito alla collettività questo manufatto storico, anche se spiace aver dovuto destinare risorse pubbliche a un intervento reso necessario dall’inqualificabile inciviltà di qualche individuo – ha dichiarato l’assessora al Patrimonio, Veronica Valmori -. Si conclude dunque una triste vicenda che speriamo non si ripeta: il patrimonio pubblico è un bene comune che va difeso, tutelato e valorizzato».

Nel 1940 Gualberto Gennari attribuì a Francesco del Cossa la vera da pozzo della Rocca di Lugo, notando affinità tra i putti scolpiti che reggono lo stemma di Borso e quelli affrescati a palazzo Schifanoia. L’attribuzione ha retto fino ai tempi più recenti. Le corrispondenze però non sembrano così evidenti: come proposto da Anna Tambini l’autore della vera da pozzo potrebbe essere il tagliapietra lagunare Alvise da Venezia, che nel 1455 ricevette pagamenti per materiali inviati alla Rocca e che a Ferrara fu retribuito per realizzare pozzali. È realizzato in pietra naturale d’Istria.

Una comunità energetica cooperativa anche tra Bassa Romagna e Faentino

A unire le forze sono sette aziende aderenti a Legacoop, un cittadino e un caseificio

Cer Bassa Romagna

Si è costituita ufficialmente la Comunità energetica cooperativa della Bassa Romagna e della Romagna Faentina, la seconda delle quattro previste dal piano di Legacoop Romagna per contribuire alla transizione energetica (si aggiunge a quella operativa nel Ravennate).

La compagine sociale è formata da sette cooperative aderenti a Legacoop Romagna: Cooperativa Facchini Faenza, Conase, Cab Massari Cab Bagnacavallo, Cab Fusignano, Agrisfera, Nuova Unità. A esse si aggiungono un produttore-persona fisica, Giancarlo Ciani, e un’azienda agricola, il caseificio Fucci.

Il sodalizio è guidato da Luca Leonardi, presidente della cooperativa Facchini Faenza.

La produzione di energia coprirà dieci cabine primarie e la somma delle potenze installate da ogni componente della comunità arriva a quasi 3 megawatt. Ai 1.880 kilowatt prodotti dai nove soci vanno aggiunti 946 chilowatt che vengono messi a disposizione da un produttore terzo per il proprio autoconsumo: quando il suo stabilimento non è operativo, nella giornata di domenica, può fornire l’energia prodotta alla comunità energetica.

«La cooperativa — spiega Emiliano Galanti, responsabile del settore innovazione di Legacoop Romagna— è nata grazie alle risorse messe a disposizione dal bando della Regione Emilia-Romagna, sulla base di un progetto del movimento cooperativo avviato nel 2022 in collaborazione con la cooperativa Ènostra. Sono già ai nastri di partenza altre 2 cooperative nel territorio romagnolo.».

«Questa iniziativa — dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi — pone la provincia di Ravenna e la Romagna ai primi posti in Italia fra i territori che stanno promuovendo un modello energetico sostenibile e partecipativo. Ma non solo. Da un lato riafferma il valore del modello cooperativo per la creazione di imprese innovative, dall’altro realizza in concreto il principio della collaborazione tra imprese che hanno deciso di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale».

Cordoglio a Massa Lombarda per la morte dell’ex sindaco Radames Franzaroli

Cooperatore e comunista, fu Primo cittadino dal 1980 al 1995

Franzaroli

È morto domenica mattina, a 92 anni, Radames Franzaroli, sindaco di Massa Lombarda dal 1980 al 1995, con una carriera politica che si è sviluppata tutta all’interno dell’allora Partito Comunista Italiano.

«La nostra città perde un uomo di grande valore e dedizione – ha dichiarato il sindaco Stefano Sangiorgi -. Radames ha rappresentato per molti anni un punto di riferimento per la nostra comunità, e il suo ricordo continuerà a vivere nelle opere e nelle persone che ha toccato con il suo lavoro instancabile. Riposi in pace».

Durante il suo mandato, Franzaroli ha intrapreso iniziative e progetti che hanno lasciato un’impronta indelebile su Massa Lombarda, tra cui la costruzione del depuratore, la chiusura del traffico nel centro storico, la creazione della bocciofila e la variante generale del Piano Regolatore.

Prima di diventare sindaco, Franzaroli era un cooperatore nel settore edilizio. Anche dopo aver lasciato il municipio, ha continuato a contribuire attivamente al tessuto sociale e politico della nostra città, partecipando attivamente nell’associazionismo e nel partito di appartenenza, contribuendo all’organizzazione della Festa dell’Unità.

Abbandona 5 cuccioli di cane alla Rocca Brancaleone: incastrato dalle telecamere

Gli animali avevano pochi giorni di vita. Un 37enne dovrà rispondere del reato di abbandono

Cuccioli Cane

Aveva abbandonato cinque cuccioli di cane lasciandoli, sotto il sole, in un sacchetto di plastica all’interno della Rocca Brancaleone. Grazie alle telecamere di sorveglianza, l’uomo è stato identificato dalla polizia locale di Ravenna che lo ha denunciato per abbandono di animali, reato punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10mila euro.

La notizia è riportata con ulteriori dettagli sul Resto del Carlino in edicola oggi, 23 luglio.

L’uomo è un 37enne senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine. I cuccioli avevano solo pochi giorni di vita; attualmente sono formalmente sotto sequestro ma di loro si stanno occupando dei volontari.

I fuochi d’artificio sui lidi ravennati per Sant’Apollinare – FOTO

Si è rinnovato l’appuntamento in spiaggia

In tanti hanno deciso anche quest’anno di trascorrere la “vigilia” di Sant’Apollinare, patrono di Ravenna, in spiaggia. L’attrazione principale era ancora una volta lo spettacolo pirotecnico, con i fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo dei nove lidi ravennati, poco prima la mezzanotte.

Nella gallery qui sopra le foto di Massimo Argnani.

È nato il comitato provinciale per il referendum contro l’autonomia differenziata

Il comitato si presentato alla città il 20 luglio, ora previste diverse iniziative per la raccolta firme

CS ComitatorefAD 65 MinPrima uscita pubblica a Ravenna per la sezione locale del comitato referendario per la abrogazione della legge Calderoli sulla cosiddetto autonomia differenziata. Il comitato si è presentato alla stampa e alla città il 20 luglio in piazza dell’Unità d’Italia, scelta proprio per il nome che porta.

Le ragioni del referendum sono state brevemente illustrate da Manuela Trancossi, Renzo Savini, Roberta Cappelli, Maria Paola Patuelli, Carlo Sama, Andrea Marchetti.

«L’autonomia differenziata della legge Calderoli lede l’unità e aggrava le disuguaglianze fra le regioni, che più di settanta anni di storia repubblicana non hanno risolto. Grandi sarebbero i danni sia per il Sud che per il Nord, per il probabile indebolimento degli interventi a difesa dell’ambiente, per l’impoverimento dei diritti di chi lavora, variabili da regione a regione, per il trasferimento del welfare universalistico in mano ai privati, più di quanto già ora da tempo accade, istruzione scolastica compresa, per politiche economiche legate a presunti interessi regionali, mentre i mercati, europeo e mondiale, richiedono forte coesione e comune programmazione».

Il comitato referendario è stato promosso da molte associazioni: La Via Maestra – CDC, Comitati Costituzione di Bagnacavallo, Faenza, Ravenna, Libertà e Giustizia, Libera, Salviamo la Costituzione, No Ad – Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata provincia di Ravenna, UdiI Ravenna, La tenda della Pace di Bagnacavallo, Over All di Faenza, Federconsumatori, Sunia, Auser – da Cgil, Anpi, Arci, Uil e il contributo di altre associazioni, quali l’associazione Mazziniana e l’associazione L’altra Repubblica.

Al comitato referendario hanno inoltre aderito quasi tutti i partiti di opposizione: 5 stelle, +Europa, Sinistra Italiana, PD, Partito Socialista Italiano, Partito Rifondazione Comunista. Tutte le associazioni e i partiti contribuiranno in modo fattivo alla raccolta, con banchetti nei mercati, nelle numerose feste in corso o programmate e in ogni altra occasione pubblica.

Un primo momento importante per la raccolta firme sarà in occasione delle tante iniziative “pastasciutta antifascista” promosse dall’ANPI che si terranno il 24 e 25 luglio in varie località della provincia.

Bagnara, targhette codice Qr in 15 luoghi di interesse: info e mappa sul telefono

«È un progetto per valorizzare e rendere più smart l’accesso alla nostra Bagnara, che è uno dei borghi più belli d’Italia», rimarca l’assessora alla Cultura Daniela Pini

L'assessore Daniela Pini (2)Bagnara di Romagna fa un passo avanti nella promozione turistica. Quindici luoghi di interesse del borgo e del forese sono stati dotati di un codice Qr per dare informazioni ai visitatori. Cittadini e turisti potranno inquadrare con il proprio smartphone le nuove targhette dorate per consultare le principali informazioni storiche e una mappa interattiva del borgo, dove poter scoprire tutti gli altri luoghi di interesse culturale.

I siti sui quali si possono trovare i codici Qr sono la Rocca sforzesca e il Museo del castello, i musei parrocchiali, la chiesa arcipretale di San Giovanni Battista e Sant’Andrea apostolo, la chiesa della natività (ora auditorium parrocchiale), il santuario della beata Vergine del soccorso, la biblioteca comunale «Il Torrioncello» e l’archivio storico, Villa Morsiani, l’area di ripristino ecosistemi e sito archeologico denominata «Prati di Sant’Andrea», la porta civica, il borgo, il palazzo comunale, palazzo Fabbri (ora «Locanda di Bagnara»), il murales di Caterina Sforza, la cappella dedicata a San Luigi Gonzaga, Il molino Piani (ora il ristorante «Il Molinello»).

«È un progetto per valorizzare e rendere più smart l’accesso alla nostra Bagnara, che è uno dei borghi più belli d’Italia – rimarca l’assessora alla Cultura Daniela Pini -. Siamo molto fieri di aver arricchito il paese con questo strumento, supporto fondamentale per la fruizione dei luoghi storici e di interesse culturale». Il progetto è stato sviluppato grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di Bagnara di Romagna e sotto l’egida della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Contributi regionali per le rette delle Cra, domande entro il 5 ottobre

Le famiglie di anziani non autosufficienti ospiti in strutture di riposo riceveranno una lettera con le indicazioni per accedere al fondo da 10 milioni di euro

AnzianiLa Regione Emilia-Romagna ha stanziato dieci milioni di euro per contenere l’aumento delle rette delle case residenza anziani (Cra) e aiutare le famiglie con anziani non autosufficienti ospiti nelle strutture. Le famiglie dovranno presentare una domanda, allegando l’ISEE sociosanitario residenziale, entro il 5 ottobre 2024. Le indicazioni per la presentazione della domanda saranno contenute in una lettera che sarà inviata nei prossimi giorni con tutte le informazioni necessarie per accedere ai contributi.

Le famiglie con un Isee sociosanitario fino a dodicimila euro riceveranno un contributo di 4,10 euro al giorno per ogni giorno di accoglienza in Cra nel 2024. Per chi ha un Isee tra 12mila e 20mila euro il contributo sarà di 3 euro al giorno. Questo intervento mira a coprire in parte o totalmente gli aumenti delle rette, alleviando il peso economico sulle famiglie. Lo stanziamento dei dieci milioni è il risultato di un’importante vertenza portata avanti da Cgil, Cisl e Uil.

L’Isee sociosanitario è uno strumento fondamentale per valutare la situazione economica delle famiglie e determinare l’accesso a servizi sociali e sociosanitari. Tiene conto di redditi, patrimoni, età, disabilità e non autosufficienza dei componenti del nucleo familiare.

Qualora i contribuenti abbiano già fatto l’Isee ordinario non sociosanitario, dovranno ripresentare la richiesta.

Un anno dopo il fortunale, i sindaci a Voltana per chiedere i rimborsi al Governo

Valutati danni da 20 milioni di euro per il pubblico e da oltre 82 milioni per i privati

De Pascale

A un anno dal fortunale, che colpì nel pomeriggio del 22 luglio 2023 un’area compresa tra Savarna, Conventello, Grattacoppa e Sant’Antonio nel comune di Ravenna, ma anche su alcune zone di Lugo, Alfonsine, Conselice e Voltana, il sindaco e presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, si è recato a Chiesanuova di Voltana dove ha incontrato la cittadinanza, assieme agli altri sindaci delle città colpite. Un incontro per chiedere risposte concrete da parte del Governo sullo stanziamento dei rimborsi.

«A fronte di un evento estremamente violento, che ha colpito così duramente famiglie ed imprese – afferma De Pascale – la popolazione ha dimostrato una grande capacità di resilienza. Le Amministrazioni locali si sono attivate con propri strumenti per venire incontro alle immediate necessità per la messa in sicurezza del territorio e per agevolare i cittadini, ad esempio l’esenzione dal pagamento della Tari 2024 per famiglie e imprese che il Comune di Ravenna ha adottato. Ma non è sufficiente. Occorrono risorse statali per coprire i danni subiti e permettere a questo territorio, già colpito appena due mesi prima dall’alluvione, di rialzarsi. A fronte di impegni di spesa e alla presentazione di regolari domande di contributo mancano ancora i provvedimenti che consentano la distribuzione dei rimborsi».

La ricognizione dei danni – si legge in una nota della Provincia – ha permesso di valutare in 19.369.000 euro per la parte pubblica e in 82.232.604 euro quelli a carico del patrimonio privato.

Il Consiglio dei ministri, il 28 agosto, dichiarò lo stato di emergenza e stanziò 4.500.000 euro, con il canale della Protezione civile, per l’attuazione dei primi interventi, che riguardarono anche le realtà colpite pochi giorni dopo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Forlì Cesena. Le risorse dovranno essere finanziate con una Delibera del Consiglio dei ministri ai sensi del Codice della Protezione Civile. Per quanto riguarda invece gli importi dei danni eccedenti il limite di 5mila euro e 20mila euro l’eventuale contributo sarà finanziato solo a seguito di uno specifico provvedimento normativo nazionale. «A distanza di circa 3 mesi dall’invio da parte della Regione Emilia-Romagna al Dipartimento della protezione civile dei fabbisogni finanziari, con contestuale richiesta di stanziamento degli appositi fondi per le misure di immediato sostegno – conclude De Pascale -, ad oggi non risultano ancora adottati i necessari provvedimenti nazionali».

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