martedì
17 Marzo 2026

Musica parole e sapori a Castel Bolognese: “Armonie” torna con quattro appuntamenti domenicali

Musica, parole e sapori tornano a intrecciarsi a Castel Bolognese, per la nona edizione della rassegna invernale “Armonie”. Dal 25 gennaio all’8 marzo, la suggestiva cornice della ex chiesa di Santa Maria della Misericordia ospiterà quattro appuntamenti domenicali che attraversano generi, linguaggi e pubblici diversi: dalla grande musica sinfonica alle narrazioni per bambini, dalle performance che intrecciano corpo e suono fino ai progetti teatrali e musicali al femminile.

Il programma si apre con un concerto dell’Orchestra La Corelli, dedicato a Mendelssohn e Dvořák, e prosegue con uno spettacolo ispirato all’universo di Pippi Calzelunghe, affidato alla voce, al pianoforte e alla fisarmonica di Silvia Valtieri e alla narrazione di Teresa Maria Federici, in una proposta pensata per famiglie e bambini. Il terzo appuntamento, Corpi Sonori, mette in dialogo Gianmaria Tombari, con la sua personale interpretazione della musica elettronica e la danza di Agorà Danza, in una performance ideata dalla coreografa Francescantonia Carletti che esplora il corpo come strumento espressivo e spazio di relazione.

La rassegna si chiude con La versione di Eva, uno spettacolo che intreccia chitarra, voci e teatro, con Elena Di Dato e le interpreti Federica Bevilacqua, Veronica Drei, Deanna Morlupi e Dea Rakovac, in collaborazione con Fucine Zamenhof, offrendo uno sguardo plurale sull’identità e sulla narrazione femminile. Gli spettacoli sono tutti ad ingresso libero e gratuito, così come le merende o degustazioni che li accompagnano.

Il progetto è promosso dall’assessorato alla cultura del comune di Castel Bolognese, in collaborazione con la Scuola comunale di Musica “Nicola Utili”, gestita dalla Cooperativa La Corelli. Sono coinvolte anche diverse realtà del territorio, dalla Pro Loco di Castel Bolognese per le merende dedicate ai più piccoli, all’Associazione Senio e Gesso e Cantina Bertoni per le degustazioni che accompagneranno alcune serate. Durante tutta la rassegna saranno inoltre esposte le tele dell’Associazione Stampatori Tele Romagnole, che tutela e promuove l’antica tradizione della stampa a mano su tela, una delle espressioni artigianali più caratteristiche del territorio romagnolo.

La Regione annuncia maggiori controlli sulle importazioni di prodotti agroalimentari

La Regione annuncia un rafforzamento dei controlli sui prodotti agroalimentari importati in Emilia-Romagna, in particolare nel comparto cerealicolo, particolarmente esposto a rischi legati alla qualità e alla sicurezza delle produzioni. Le verifiche saranno effettuate al porto di Ravenna e all’aeroporto di Bologna, con l’obiettivo di tutelare ulteriormente la salute pubblica e i prodotti locali contro la concorrenza sleale.

«L’Emilia-Romagna rappresenta una porta d’accesso importante per i prodotti d’importazione – commenta il presidente Michele de Pascale -. La tutela della salute delle persone è una priorità fondamentale, condivisa dall’Ue, dal nostro Paese e dalla Regione. Tutti i prodotti animali, vegetali, alimentari e i mangimi importati devono rispettare i requisiti sanitari e fitosanitari: siamo il territorio in Europa col maggior numero di prodotti Dop e Igp, occorrono clausole di salvaguardia sostanziali e garanzie ferree sulla reciprocità ambientale, sanitaria e sociale. Per questo rafforziamo i controlli che già vengono effettuati, con l’obiettivo di garantire una sempre maggiore sicurezza e tutela delle nostre produzioni e filiere».

Al porto di Ravenna i controlli delle importazioni sono gestiti dall’Ufficio veterinario adempimenti comunitari – Posto di controllo frontaliero (Uvac-Pcf). Le verifiche servono a testare la conformità ai requisiti fitosanitari e qualitativi previsti dalle norme Ue e nazionali, tramite controlli documentali, d’identità e fisici, oltre ai campionamenti. I cereali e i prodotti affini sono sottoposti a verifiche analitiche soprattutto per la ricerca di contaminanti, per residui di prodotti fitosanitari e per parametri microbiologici. Nello specifico, viene prestata particolare attenzione ai residui di antiparassitari (tra cui possono evidenziarsi glifosato, aflatossine, ocratossina A, piombo, cadmio).

In base alla delibera approvata, verranno impartite ai Settori e ai Servizi regionali competenti (in particolare al settore Fitosanitario e Difesa delle produzioni e ai servizi Igiene alimenti e nutrizione), tutta una serie di indicazioni affinché assicurino un adeguato coordinamento operativo, garantendo coerenza e continuità tra i controlli ufficiali effettuati all’ingresso sul territorio regionale e quelli svolti successivamente sul mercato regionale interno. Verrà dunque rafforzato il sistema dei controlli ufficiali sugli alimenti di origine vegetale importati, con particolare attenzione ai cereali e ai prodotti cerealicoli.

È prevista, inoltre, l’attivazione di una reportistica periodica sulle importazioni cerealicole, con dati su volumi, provenienze ed eventuali non conformità rilevate nei controlli. Ciò consentirà di orientare la programmazione e gli indirizzi politico-amministrativi della Giunta e supportare eventuali proposte, in sede nazionale ed europea.

La Regione segnalerà ai ministeri competenti criticità, evidenziate in particolare dagli operatori del settore cerealicolo, legate alle importazioni di prodotti agroalimentari provenienti da Paesi terzi. Criticità che possono determinare condizioni di concorrenza non paritaria rispetto alle produzioni locali, anche in relazione alla qualità merceologica delle partite introdotte e alle import tolerancestabilite dall’Unione europea, qualora tali limiti massimi di residui concessi ai Paesi terzi generino situazioni di mancata reciprocità rispetto agli standard applicati alle produzioni nazionali. In caso di necessità, e nell’ambito delle risorse disponibili, verranno adottate ulteriori misure organizzative, tecniche e formative per consolidare l’efficacia dei controlli ufficiali e sostenere la capacità operativa delle strutture coinvolte.

«Le molteplici segnalazioni degli operatori interessati- sottolineano gli assessori all’Agricoltura, Alessio Mammi, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – evidenziano come, nell’ultima campagna, il comparto cerealicolo risulti esposto a rischi connessi alla qualità e alla sicurezza delle produzioni, con ripercussioni sulla competitività e sulla tenuta delle imprese e delle filiere agricole e agroalimentari regionali, e del comparto nel suo complesso. Occorre dunque intervenire tempestivamente per proteggere al meglio il nostro agroalimentare e, in parallelo, i consumatori, nonché le eccellenze del nostro territorio, la cui qualità è riconosciuta a livello internazionale».

Coldiretti Emilia-Romagna esprime soddisfazione per la delibera: da tempo la confederazione aveva denunciato l’insufficienza dell’attuale sistema di controlli alle frontiere per i prodotti agricoli ed agroalimentari importati da Paesi Terzi. «Solo una minima parte, circa il 3 percento, dei prodotti importati viene effettivamente sottoposta a verifiche di sicurezza – comunicano da Coldiretti -. Un rafforzamento strutturale e sistematico dei controlli sulle merci in ingresso, tutela la salute dei cittadini, garantisce una concorrenza leale e difende il valore delle produzioni agricole italiane ed emiliano-romagnole, troppo spesso penalizzate da importazioni che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese europee».

L’associazione sottolinea anche come il rafforzamento dei controlli rappresenti uno strumento fondamentale anche per contrastare fenomeni di dumping commerciale che colpiscono in modo diretto le imprese agricole, comprimendo i prezzi all’origine e mettendo a rischio la sostenibilità economica delle filiere. «Accogliamo con favore questa decisione della Regione – dichiara Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia-Romagna – perché va esattamente nella direzione che sosteniamo da tempo: non siamo contrari al commercio, ma pretendiamo regole uguali per tutti. Come ha più volte ribadito il nostro Presidente Nazionale Ettore Prandini, non è accettabile che prodotti provenienti da Paesi terzi entrino nel nostro mercato senza garantire la piena reciprocità delle norme su sicurezza alimentare, uso dei fitofarmaci, tutela del lavoro e dell’ambiente. I controlli sono una garanzia per tutti».

Cervia cerca assistenti civici volontari. Domande entro fine mese

Il Comune di Cervia lancia ufficialmente il bando per diventare Assistente Civico Volontario, un’iniziativa pensata per chi desidera trasformare il proprio senso civico in un gesto concreto al servizio della collettività. Le candidature sono aperte fino al 31 gennaio 2026 e il modulo di adesione è disponibile sul sito ufficiale del Comune di Cervia a questo link e una volta compilato può essere consegnato o inviato direttamente alla Polizia Locale.

Si tratta di un nuovo progetto per la sicurezza partecipata e la convivenza civile; i volontari (maggiorenni) agiranno sotto il coordinamento della Polizia Locale.
L’assistente civico non è una sentinella, né un pubblico ufficiale con poteri sanzionatori, ma una figura intermediaria tra le istituzioni e i cittadini.

Gli assistenti civici saranno facilmente riconoscibili e opereranno principalmente in contesti sensibili e strategici, quali la sicurezza scolastica, attraverso la vigilanza ed il supporto davanti ai plessi durante l’entrata e l’uscita degli alunni, il presidio dei luoghi di aggregazione, come parchi e aree per favorire il rispetto delle regole e del decoro, il supporto informativo e l’assistenza durante le manifestazioni cittadine ed i grandi eventi, infine l’attività di informazione e promozione della sicurezza stradale e la conformità del senso civico.

Gli aspiranti volontari parteciperanno ad un corso di formazione specifico a cura della Polizia Locale. Per approfondimenti e dettagli si può prendere contatto con il vice comandante Roberto Giunchi.

Riferimenti
Telefono: 0544.979251
E-mail: polizialocale@comunecervia.it

Il teatro torna nelle case di residenza per anziani, con un cartellone di spettacoli fino ad aprile

Continua la stagione teatrale ospitata all’interno delle case di residenza per anziani (Cra), nata dalla collaborazione tra il consorzio Solco e Ravenna Teatro, per portare spettacoli di diversa natura all’interno delle strutture.

«Abbiamo avviato questa partnership da qualche anno perché crediamo sia importante dare a tutti e tutte il diritto di poter usufruire di una proposta culturale, a qualsiasi età – sottolinea Marcella Nonni, direttrice di Ravenna Teatro -. Quest’anno abbiamo poi costruito una vera e propria ‘stagione teatrale’ che è partita lo scorso 14 novembre alla Rosa dei Venti, con un’inaugurazione molto sentita ed emozionante».

Tra le novità di quest’anno, il coinvolgimento di più Cra nel calendario degli spettacoli, come Garibaldi, Galla Placidia, Santa Chiara, Rosa dei Venti a Ravenna; Giovannardi e Vecchi di Fusignano e la Tarlazzi-Zarabbini di Cotignola.

«Il Teatro nelle Cra è un progetto che riscuote successo sia tra gli ospiti delle nostre strutture, sia tra i loro amici e familiari, perché permettere di passare qualche ora insieme potendo anche godere di un’opera culturale»  aggiunge il direttore di Solco Giacomo Vici.

Il calendario degli spettacoli da gennaio ad aprile:

Il 20 gennaio alle ore 16, la Rosa dei Venti ospiterà “Poesie e vita di Antonia Pozzi”, spettacolo di Laura Redaelli/Albe in cui si racconterà la vita della poeta alpinista attraverso frammenti di suoi versi, lettere, diari e musiche.

Il secondo spettacolo ad andare in scena in questo inizio d’anno è il viaggio tra il dialetto romagnolo, il teatro e la poesia realizzato da Gianni e Paolo Parmiani, in programma mercoledì 21 gennaio alle ore 10 presso la Cra Giovannardi e Vecchi (Fusignano) e in replica il 21 gennaio alle 16 alla Cra Santa Chiara (Ravenna), il 28 gennaio alle 15.30 alla Cra Tarlazzi-Zarabbini (Cotignola), l’11 marzo alle ore 16 alla Rosa dei Venti (Ravenna), il 18 marzo alle 15.30 alla Cra Garibaldi (Ravenna) e il 25 marzo alle ore 15 alla Cra Galla Placidia (Ravenna).

Si prosegue con “Il bacio” uno spettacolo in musica dedicato alla figura di Guidarello Guidarelli, in programma il 2 febbraio alle ore 15 alla Cra Galla Placidia (Ravenna) e in replica il 3 febbraio alle ore 10 alla Cra Giovannardi e Vecchi (Fusignano), il 10 febbraio alle 16 alla Cra Santa Chiara (Ravenna), il 13 febbraio alle 15.30 alla Cra Tarlazzi-Zarabbini (Cotignola), il 26 febbraio alle ore 16 alla Rosa dei Venti (Ravenna) e il 27 febbraio alla Cra Garibaldi (Ravenna) – orario in via di definizione.
L’ultimo spettacolo in programma per questa stagione del Teatro nelle Cra è “Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese”, un’opera del Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye che nasce in Senegal e mette in corto circuito la famosa fiaba europea con la tradizione africana. Thioro andrà in scena nei mesi di marzo-aprile e vedrà la partecipazione di alcune classi delle scuole primarie: il 26 marzo alla Cra Santa Chiara (Ravenna), il 27 marzo alla Cra Giovannardi e Vecchi (Fusignano), 1° aprile alla Cra Tarlazzi Zarabbini (Cotignola), il 13 alla Rosa dei Venti (Ravenna), il 14 alla Cra Garibaldi (Ravenna) e il 15 aprile alla Cra Galla Placidia (Ravenna).

La collaborazione tra Ravenna Teatro e Solco Ravenna prevede inoltre tariffe scontate per le persone ospiti delle Cra e per i loro familiari per gli spettacoli de La Stagione dei Teatri in programma la domenica pomeriggio al Teatro Alighieri, al Teatro Rasi di Ravenna e alla stagione al Socjale al Teatro di Piangipane.

Vetri spaccati e furti nella notte nel parcheggio di via Port’Aurea. Arrestati due giovani

Furti nella notte al parcheggio di via Port’Aurea, nel pieno centro di Ravenna: attorno a mezzanotte e mezza di oggi (20 gennaio) gli agenti della polizia di stato hanno fermato due giovani egiziani (23 e 21 anni) ritenuti responsabili di furto aggravato, con danneggiamento delle auto posteggiate negli stalli pubblici.

L’intervento della polizia è stato attivato in seguito a una segnalazione e, una volta giunti sul posto, gli agenti hanno avuto modo di rinvenire due automobili con i vetri infranti e con chiari segni di furto all’interno, oltre a una terza vettura con un finestrino danneggiato. Si tratta di una Ford Puma, un’Alfa Romeo Giulia e una Mercedes con targa estera.

Gli accertamenti hanno permesso di fermare i due soggetti, entrambi richiedenti asilo, nei pressi del parcheggio. Durante i controlli però i giovani si sarebbero dimostrati oppositivi, aggiungendo alle accuse quella di resistenza a pubblico ufficiale. Dopo il fermo, sono stati accompagnati negli uffici della questura dove è stato convalidato l’arresto. Sotto disposizione del pubblico ministero, i due sono ora trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima.

Investe un giovane ciclista e si dà alla fuga: tragedia sfiorata nelle campagne ravennati

Tragedia sfiorata nelle campagne ravennati, dove un giovane ciclista sarebbe stato investito e lasciato a terra dal conducente, datosi immediatamente alla fuga. L’incidente è avvenuto alle 17 di sabato 17 gennaio all’incrocio tra via Cella e via Fosso Ghiaia. Il diciottenne, Lorenzo Moriconi, stava rientrando dall’allenamento, quando sarebbe stato travolto da una Peugeot 3008 bianca che all’incrocio avrebbe curvato a sinistra invadendo probabilmente la corsia del ciclista. A scongiurare il peggio solo un colpo di fortuna: il ragazzo sarebbe stato infatti scagliato verso il campo vicino, restando illeso, ma a pochissima distanza da cemento e guardrail.

«Premetto che mio figlio è molto attento – scrive il padre di Lorenzo, Federico Moriconi, in un post su Facebook -. Le dinamiche sono già state alla polizia municipale, e c’erano testimoni. Grazie all’atterraggio “morbido”, Lorenzo non è fatto niente, ma ci siamo giocati un bel jolly…».

Sul posto infatti si sarebbe trovato anche un secondo ragazzo, che avrebbe già testimoniato la dinamica agli agenti della municipale giunti sul posto. Poco dopo l’incidente, anche il passaggio di una seconda vettura: a differenza dell’investitore, questa volta il conducente si sarebbe fermato lasciando un giubbotto piegato sotto la testa di Lorenzo e una coperta per proteggerlo dal freddo in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

Ora è caccia alla vettura pirata e al conducente che rischia anche un’accusa per omissione di soccorso. Alle ricerche degli agenti tra le registrazioni delle telecamere della zona si aggiunge l’appello del padre sui social: «Chiunque l’abbia investito sicuramente se ne è accorto. Capisco la paura, ma chiederei solo che si facesse vivo, o che qualcuno avvisasse nel caso noti una macchina dal cofano ammaccato. Almeno per dare lo scarico, visto il mancato soccorso. Ma è andata bene, sia a Lorenzo che a lui».

Sull’incidente interviene anche il Comitato Amici del Ciclismo di Ravenna: «Lorenzo Moriconi è uno dei pochi giovani ciclisti della città. È uno dei nostri ragazzi: un esempio di passione, impegno sportivo e dedizione. Colpire un giovane in allenamento e poi scappare significa non solo infrangere regole: significa tradire l’idea stessa di comunità e di rispetto della vita. È un fatto di una gravità inaccettabile, che chiama in causa prima di tutto il senso di civiltà, oltre che le responsabilità individuali».

Il gruppo richiede tutele concrete e immediate, a partire proprio da via Cella, strada che moltissimi ciclisti ravennati percorrono quotidianamente per raggiungere la prima collina di Bertinoro. Tra le richieste, l’installazione di cartelli di “rispetto per i ciclisti” sulla via, che ricordino la distanza minima di 1,5 metri in fase di sorpasso, oltre alla prudenza in prossimità di incroci e punti critici, una campagna cittadina per promuovere rispetto e tutela dei ciclisti e un percorso condiviso con la Fondazione Michele Scarponi per progetti di sensibilizzazione, formazione e prevenzione: nelle scuole, sul territorio, con azioni rivolte a tutti gli utenti della strada.
«L’obiettivo è uno solo: evitare che la prossima volta non sia “andata bene” – concludono dal comitato -. Ringraziamo chi si è fermato a prestare aiuto e chi ha testimoniato: sono gesti che indicano la direzione giusta. Ora però serve un impegno pubblico e concreto: perché non possiamo chiedere ai giovani di pedalare con prudenza se poi non garantiamo loro tutele reali».

Scuola, Regione commissariata. I sindacati: «Il sistema Emilia-Romagna è già nei parametri»

Una delegazione delle organizzazioni sindacali regionali della scuola in Emilia-Romagna è stata ricevuta dal prefetto di Bologna, Enrico Ricci, nel pomeriggio di oggi, 19 gennaio, e ha manifestato le forti criticità istituzionali e sociali determinate dalla decisione del Governo di procedere al dimensionamento della rete scolastica regionale attraverso la nomina di un commissario «e la conseguente riduzione di 17 autonomie scolastiche».

I sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Gilda Unams, Snals Confsal hanno ribadito la netta contrarietà a un provvedimento ritenuto «grave e ingiustificato» per un sistema, quello emiliano-romagnolo, che è definito «complessivamente in equilibrio e già coerente con i parametri previsti». La decisione del governo è un modo per «forzare ulteriori accorpamenti che significa creare istituzioni scolastiche eccessivamente grandi, indebolire l’autonomia, peggiorare l’organizzazione del lavoro e ridurre la qualità del servizio, con ricadute più pesanti nei territori interni e montani».

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto, richiamando le posizioni espresse dai massimi livelli istituzionali della regione, che qualsiasi ipotesi di riorganizzazione passi da un confronto vero con istituzioni, comunità scolastiche e territori, in un quadro di trasparenza e responsabilità.

Il prefetto ha sottolineato l’importanza della scuola pubblica come presidio sociale e ha assicurato la disponibilità a trasmettere formalmente ai livelli competenti le osservazioni e le richieste delle Organizzazioni sindacali, mantenendo aperto un canale di interlocuzione istituzionale per favorire un percorso di dialogo.

Le organizzazioni sindacali confermano quindi la mobilitazione già avviata e ribadiscono l’invito a partecipare alla manifestazione regionale di sabato 24 gennaio 2026 a Bologna, con partenza dalla prefettura e corteo verso l’Ufficio scolastico regionale, «per difendere la scuola pubblica e dire no a commissariamento e dimensionamento».

Cavezzali e il nuovo libro ambientato nella Ravenna fascista

Arriva in libreria il 27 gennaio (e non il 20 come inizialmente previsto, a causa dello sciopero nei magazzini della casa editrice) I fratelli meraviglia (Mondadori), nuovo romanzo del ravennate Matteo Cavezzali, scrittore, podcaster, direttore dello Scrittura Festival e della scuola di scrittura Invel e, da tanti anni ormai, anche collaboratore di questo settimanale. Prima ancora di leggere il libro, gli abbiamo chiesto di parlarcene un po’, anche per la genesi stessa di questo romanzo, che è a sua volta una storia romanzesca…

Matteo, per ora sappiamo solo che si tratta della vera storia di due fratelli. Cosa racconterai a chi verrà a sentirti durante le presentazioni, a cominciare da quella del 28 gennaio (ore 17.30) alla Classense?
«In realtà ancora non lo so bene, di solito ci si mette un po’ a capire davvero che libro si è scritto. Però posso sicuramente dirti che è la storia di due ragazzi di 16 e 18 anni che sono nati e vivono nell’epoca fascista, abitano in via Cattaneo a Ravenna, frequentano prima il Mordani e poi l’istituto tecnico che era allora in via Salara e a loro sembra tutto per così dire “normale”, almeno fino quando uno dei due scompare, e l’altro vuole capire cosa gli sia successo. Da quel momento, diventa una vera storia di avventura, ma tutti i fatti raccontati sono realmente accaduti».

Come ti sei imbattuto in questa storia e come l’hai documentata?
«Come per tutti i miei libri, ne ho sentito parlare e mi sono incuriosito. Ho fatto qualche ricerca e ho pensato che valesse la pena raccontarla, era una storia talmente incredibile che era impossibile inventarla. Ho cominciato a contattare i famigliari di questi due fratelli che oggi non ci sono più e a un certo punto, durante il trasloco della vedova di uno dei due, è stata ritrovata una cassetta che conteneva tutta la documentazione che ricostruiva la vicenda: diari, lettere, documenti, tutto ordinato per anno, come una capsula del tempo».

Quindi, sembra di capire, I fratelli Meraviglia è un po’ romanzo storico, di avventura e di formazione, ma è anche un romanzo politico? Parlare oggi di dittatura, in questo mondo in cui i confini tra democrazia e autoritarismo sembrano farsi spesso molto labili, che significato ha per te?
«Sì, certo, in particolare mi interessava vedere come fosse vivere in un ambiente tossico senza esserne consapevoli. A posteriori o da lontano è sempre molto facile giudicare, penso per esempio all’Iran di oggi, ma quando ci sei dentro diventa tutto molto più complicato. Anche oggi noi viviamo in un ambiente tossico e forse non ce ne rendiamo del tutto conto».

Ci hai messo cinque anni a scrivere questo libro. Cosa in particolare ti ha richiesto tanto tempo? E che libro dobbiamo aspettarci? Un romanzo “classico” o un ritorno allo stile più frammentato e meno lineare di Icarus e Nero d’Inferno dove anche tu stesso autore eri parte della narrazione?
«Ci ho messo molto tempo soprattutto perché ho studiato tanto, non solo la documentazione sulla storia che volevo raccontare, ma anche il periodo storico. Ho cercato di ricostruire la Ravenna dell’epoca con i vari dettagli, come le materie che imparavano a scuola, per esempio. Mi sono posto naturalmente la domanda di come trattare questo materiale, come raccontare una storia che si è svolta peraltro a pochi metri da casa mia e alla fine ho scelto il romanzo per così dire “classico”. Quando scrissi i primi libri, l’elemento di autofiction era un po’ una novità, oggi che è diventato così di moda non mi interessa più…».

A proposito di mode editoriali, oltreché scrittore, sei lettore, osservatore, podcaster, docente di scrittura, organizzatore di festival. Come sta la narrativa in Italia oggi? Da più parti si parla, tanto per cambiare, di grave crisi dell’editoria e di un calo costante di lettori…
«Non sono bravo a fare questo genere di valutazioni perché i dati si possono leggere in modi diversi. È vero che oggi rispetto a 4 o 5 anni fa si vendono meno libri, ma è anche vero che oggi leggono più giovani nella fascia under 25, quindi c’è un pubblico nuovo che potrebbe essere interessante e più stimolato. Inoltre, dobbiamo considerare sempre che anche il libro di un autore minore oggi vende molte più copie di quante ne vendesse Pasolini nell’età d’oro dell’editoria italiana, quando la lettura era davvero un’attività di nicchia e si pubblicavano anche meno libri, naturalmente. Come dicevo, non sono bravo a fare questo genere di valutazioni… Ma di certo non basta dire che oggi non si legge più come una volta».

In realtà uno dei mali denunciato da più parti è proprio quello per cui si pubblicano troppi libri. In un quadro come questo, cosa si racconta agli aspiranti scrittori in una scuola di scrittura come Invel (vedi in fondo all’articolo)?
«Ovviamente a una persona che inizia a scrivere perché spera di vendere milioni di copie posso solo consigliare di fare altro. Non credo si scriva per vendere, anche se ovviamente si è contenti quando questo accade. A “Invel” ci divertiamo molto, sono gruppi sempre molto eterogenei di persone che sognano di pubblicare, ma anche che hanno semplicemente voglia di esplorare i meccanismi narrativi e che scrivono per se stessi. Il fatto di essere così diversi, nell’ultimo gruppo andavamo da una ragazzina di 15 anni a un signore di quasi novanta, è motivo di scambio e arricchimento per tutti. E poi sono felice che già tre ex partecipanti abbiano esordito, mi piace l’idea che si possa creare una piccola scena ravennate».

Una previsione: quanto manca al momento in cui un lettore potrà ordinarsi un romanzo “su misura” inserendo qualche prompt in una piattaforma di IA? Cosa dobbiamo aspettarci per la scrittura?
«Mah, sinceramente penso che l’IA possa scrivere una mail o magari un documento per un ministero, ma che non possa assolutamente soppiantare la scrittura creativa perché non è in grado di inventare nulla di nuovo, di essere originale: è un algoritmo che ricicla e lavora su ciò che è già esistente. Un giorno, quando sarà davvero affidabile, potrà essere utile per la parte delle ricerche, questo sì, ma non credo davvero rappresenti una minaccia per la narrativa in sé che vive innanzitutto di idee. Bisogna essere fragili e capaci di sbagliare per scrivere, e una macchina non lo può essere».

Aperte le iscrizioni per la scuola “Invel”. A febbraio un incontro pubblico con Poretti

Sono aperte le iscrizioni a “Scrivere un romanzo” il nuovo corso della scuola di scrittura e narrazione Invèl, fondata dallo scrittore Matteo Cavezzali. Il corso prevede dieci lezioni da due ore i lunedì, dal 9 febbraio, per 10 settimane dalle ore 18 alle 20, alla Casa delle Marionette (vicolo Padenna 4A, Ravenna). Il costo totale del corso è di 280 euro. Info info@scritturafestival.com. Nell’ambito di Invel sono già stati numerosi gli incontri aperti a tutta la cittadinanza con autori di grande rilievo (a settembre scorso fu la volta di Elizabeth Strout), il prossimo appuntamento è per il 19 febbraio con Giacomo Poretti sulla scrittura comica. Tra gli ex allievi di Invel che hanno esordito in libreria ci sono Niccolò Bertaccini, Andrea Castronuovo e Fabio Ferrari.

 

Gioielliera morta dopo una caduta nella boutique di lusso, tre a processo per omicidio colposo

Partirà a fine maggio 2026 in tribunale a Ravenna un processo per omicidio colposo, contestato in cooperazione, per la morte della nota gioielliera ravennate Maria Antonietta Ancarani, 76 anni, deceduta il 24 novembre 2022 all’ospedale di Cesena dopo sei giorni di ricovero in seguito a una caduta accidentale avvenuta nella boutique Gaudenzi in via Diaz a Ravenna.

Come si apprende dai quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna, il rinvio a giudizio è stato disposto per Attilio Meletti, legale rappresentante della Gaudenzi; Matteo Croci, legale rappresentante della Albama proprietaria dello stabile; e Gino Domini, direttore dei lavori di manutenzione straordinaria della struttura. La parte offesa, la sorella della 76enne, non si costituirà parte civile: secondo quanto emerso in udienza preliminare, le trattative per il risarcimento si sono concluse nei giorni scorsi.

La caduta risale al 18 novembre 2022. Ancarani stava partecipando a un evento pubblicitario quando, scendendo le scale interne che collegano il ballatoio al piano terra, è scivolata sugli ultimi gradini: ha riportato un grave trauma cranico e, dopo alcuni giorni, è morta in ospedale. Nell’informativa della polizia di Stato (squadra mobile e polizia scientifica) vengono richiamati i racconti dei presenti e i fotogrammi di una telecamera interna che riprendono la donna mentre imbocca la scala e perde l’equilibrio. La relazione dell’Ausl aggiunge che l’episodio sarebbe avvenuto intorno alle 20.10: la 76enne avrebbe avuto in mano un bicchiere e una modesta quantità di alcol è stata ritenuta ininfluente.

Le indagini si sono concentrate sulle condizioni di sicurezza della scala. Una perizia disposta dal tribunale ha evidenziato che, così come progettata, la scala non avrebbe rispettato appieno la normativa in materia di sicurezza e antinfortunistica: tra le criticità indicate, la mancanza del parapetto e la scivolosità del rivestimento. La relazione della medicina del lavoro dell’Ausl è intervenuta in particolare sull’assenza del corrimano nella rampa rivestita di metallo, «installato successivamente». Per l’assenza del corrimano, all’epoca, l’Ausl aveva elevato anche una sanzione amministrativa.

Morte di Raul Gardini, la rivelazione di Antonio Di Pietro: «Spostai io quella pistola»

Erano le 9 del mattino del 23 luglio 1993 quando una telefonata annunciò la morte di Raul Gardini nella sua abitazione di Palazzo Belgioioso, nel centro di Milano. L’imprenditore ravennate, protagonista in pochi anni della costruzione del colosso Ferruzzi-Montedison, fu trovato senza vita sul letto, ucciso da un colpo di pistola alla tempia.

Il caso venne archiviato come suicidio, ma fin da subito emersero dubbi e incongruenze, a partire dalla posizione dell’arma: una Walther Ppk calibro 7.65 ritrovata sullo scrittoio, distante dal corpo. Un dettaglio che alimentò per anni l’ipotesi dell’omicidio.

A oltre trent’anni di distanza, una testimonianza di Antonio Di Pietro contribuisce a chiarire uno dei punti più controversi. Intervistato da Aldo Cazzullo per la trasmissione Una giornata particolare (la puntata andrà in onda mercoledì 21 gennaio alle 21.15 su La7), l’ex magistrato di Mani Pulite ha rivelato di aver spostato lui stesso la pistola, dopo l’arrivo sul luogo della tragedia, spiegando così l’anomalia rilevata dalla Scientifica.

Proprio quella mattina, Gardini avrebbe dovuto essere interrogato da Di Pietro sulla cosiddetta “supertangente” Enimont, una provvista di 150 miliardi di lire legata al fallimento della joint-venture tra Eni e Montedison. Secondo l’ex pm, Gardini avrebbe dovuto rivelare i destinatari delle tangenti, ma temeva il carcere. «Credo che questo lo abbia determinato, visto il suo carattere, a suicidarsi», ha dichiarato.

Torna pienamente operativa la Faentina, la linea ferroviaria “transappenina” che collega Faenza e Firenze

Dopo mesi di lavori e un investimento di 7,5 milioni di euro, torna pienamente percorribile la Faentina, la storica linea ferroviaria “transappenninica” che collega Romagna e Toscana, con corse da Faenza a Firenze. È partito oggi (19 gennaio) il treno per il “viaggio inaugurale” nel tratto appena riaperto, tra le stazioni di Marradi e Crespino sul Lamone. L’infrastruttura era stata gravemente danneggiata dal maltempo dello scorso marzo (prevalentemente sul versante toscano) ma aveva subito precedenti danni anche a causa dell’alluvione di maggio 2023 in Emilia-Romagna. I lavori sono stati terminati in anticipo sui tempi previsti.

Per l’occasione, proprio stamattina i presidenti delle due Regioni interessate, Michele de Pascale (Emilia-Romagna) ed Eugenio Giani (Toscana) hanno compiuto il viaggio inaugurale in treno; a bordo anche, per l’Emilia-Romagna, la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e l’assessora a Mobilità, Trasporti e Infrastrutture, Irene Priolo.

«Un traguardo importante, frutto di un grande lavoro di squadra – afferma il presidente de Pascale-. Voglio ringraziare Rfi e Trenitalia perché oggi Emilia-Romagna e Toscana sono nuovamente più vicine. La Faentina non è “solo” un’infrastruttura: ha un grande valore storico, paesaggistico, turistico e culturale ed è anche un servizio importante per le persone, per le comunità di quella che è una vasta area interna soggetta a non poche criticità, legate soprattutto alla conformazione del territorio. Ma c’è un altro aspetto, molto importante. stiamo lavorando per attivare entro quest’anno il collegamento diretto con Ravenna».

Approvato il progetto per la ricostruzione di Piazza Italia: 300 mila euro per ripristinare i danni alluvionali

È stato approvato il progetto per il ripristino di Piazza Italia a Savarna, gravemente danneggiata dalle alluvioni del 2023. Il disegno validato dalla giunta prevede un intervento da 300mila euro finanziato dal Piano investimenti 2025-2027, di cui 238.167 di risorse provenienti dal fondo in favore dei comuni colpiti e 61.833 euro finanziati con risorse comunali.

I lavori interesseranno l’intera area di 3.800 metri quadrati tra via Savarna e via del Risorgimento, particolarmente importante per la vita cittadina grazie alla presenza della scuola elementare, la chiesa e numerose attività commerciali. Una parte della piazza (verso via Savarna) è asfaltata e adibita a parcheggio, la parte su via Risorgimento è invece pedonale e pavimentata con betonella. L’intervento sarà svolto nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, con opere di de-pavimentazione per integrare gli spazi verdi con quelli pedonali-carrabili e migliorare il drenaggio urbano.

Oltre al ripristino delle alberature perse durante il fortunale (in sostituzione dei pini caduti verranno piantati nuovi alberi: 12 olmi e 2 ciliegi da fiore) verranno sistemati i cordoli delle aiuole, bonificate le radici in alcuni tratti della pavimentazione pedonale, la pulizia dei percorsi pedonali in betonella, la desigillatura delle due strade laterali con stesa di calcestruzzo drenante, la  posa di nuovo arredo urbano (panchine, fioriere, rastrelliere, dissuasori), i rifacimenti della piattaforma per la fermata del trasporto pubblico, dell’impianto di illuminazione, oltre al rifacimento dell’asfalto lungo il marciapiede su via Savarna di fronte alla scuola.

Saranno infine ripristinate le fioriere con piante e essenze ornamentali, come camedri, salvia, penniseti per migliorare il decoro urbano. «L’obiettivo del progetto – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani – è quello di riqualificare e valorizzare la piazza, fulcro dello svolgimento della vita cittadina sociale e commerciale, ripristinando quanto danneggiato dal fortunale».

Sono attualmente in corso le procedure finalizzate all’avvio della gara d’appalto. L’inizio dei lavori è programmato per novembre 2026, su richiesta del comitato cittadino, così da consentire lo svolgimento della festa del paese a metà ottobre e delle iniziative legate alla festività di Halloween.

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