martedì
17 Marzo 2026

Ravenna in crisi: prima domina, poi prende gol, resta in dieci e non reagisce

BRA-RAVENNA 2-1
BRA (3-5-2): Renzetti; Rottensteiner (18′ st Armstrong), Sganzerla, Sinani (43′ st Akammadu), Lionetti, Fiordaliso, Campedelli (43′ st Leoncini), Maressa, De Santis, Brambilla (50′ st Lia), Baldini. All.: Nisticò.
RAVENNA (3-4-2-1): Anacoura; Bianconi (1′ st Da Pozzo), Esposito, Solini; Corsinelli (24′ st Fischnaller), Lonardi, Rossetti, Rrapaj (11′ st Falbo), Viola (11′ st Di Marco), Spini (11′ st Luciani); Italeng. All.: Marchionni
Reti: 31′ pt Baldini, 6′ st Sganzerla, 46′ st Solini.
Espulso: 45′ pt Lonardi.
Ammoniti: Baldini, Sganzerla.
Tiri (in porta): 5 (3) – 8 (5)
Angoli: 0-6

Ravenna sempre più in crisi. A Sestri Levante, contro il Bra, arriva la terza sconfitta nelle ultime quattro partite di campionato (chiuse con un solo punto, grazie al pareggio casalingo contro il Forlì).

Nonostante un primo tempo per lunghi tratti dominato (in particolare i primi 20 minuti, approcciati sicuramente nel migliore dei modi, con Viola e Spini schierati insieme dietro al nuovo acquisto Italeng), gli uomini di Marchionni hanno subìto, anche emotivamente, il primo gol di Baldini, arrivato sul primo tiro del Bra in direzione della porta difesa da Anacoura. L’espulsione di Lonardi (sul finir del primo tempo dopo revisione al monitor, ma obiettivamente molto severa) ha poi complicato ulteriormente le cose.

Nella ripresa i giallorossi sono entrati in campo ancora tramortiti e il Bra ne ha approfittato, rendendosi subito pericoloso e poi andando a segno al termine di un’azione corale con i giocatori del Ravenna quasi spettatori.

Praticamente nulla la reazione giallorossa, nonostante i cambi molto offensivi di Marchionni, con l’inferiorità numerica che non può essere una valida giustificazione. Fino al novantesimo, quando Solini trova il gol su calcio d’angolo e i giallorossi che ci possono provare nel recupero, senza fortuna.

L’Arezzo vola così a +7 in classifica, in fuga verso la Serie B. Ora l’obiettivo del Ravenna non può che essere innanzitutto quello di difendere il secondo posto in classifica dall’Ascoli, distante 5 lunghezze.

Evaso dai domiciliari, viene rintracciato e arrestato a Ravenna

Condannato agli arresti domiciliari dal Gip di Taranto perché trovato in possesso di un’arma con matricola abrasa, evade e viene rintracciato e arrestato dalla polizia di stato di Ravenna.

La segnalazione della possibile presenza in città dell’uomo è arrivata dalla squadra mobile di Taranto nella tarda serata di sabato 17 gennaio. Gli agenti della squadra ravennate hanno quindi attivato un immediato servizio di ricerca finalizzato alla cattura.

Gli elementi raccolti nel corso delle investigazioni hanno consentito di rintracciare il ricercato, un quarantenne italiano con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, nella stessa notte tra sabato e domenica 18 gennaio.

Raggiunto nel forese, l’uomo sarebbe stato trovato sprovvisto di documenti e, al momento dell’identificazione, avrebbe fornito generalità appartenenti a un’altra persona. Gli accertamenti fotografici e dattiloscopici a cui è stato sottoposto avrebbero però permesso di risalire alle sue esatte generalità.

Gli agenti hanno quindi proceduto all’arresto dell’uomo, colto in flagranza di reato per aver fornito false attestazioni sulla identità personale.

Un secolo di moda raccontato da 400mila pezzi: gli Archivi Mazzini ispirano le grandi griffe

A Massa Lombarda c’è una fonte di ispirazione per molte collezioni del mondo della moda. In un capannone di circa seimila metri quadrati, in un paese di undicimila abitanti nella Bassa Romagna, vanno in missione i team creativi delle maison. In via Castelletto ci sono gli Archivi Mazzini: una raccolta di più di 400mila pezzi, tra capi di abbigliamento e accessori, che coprono gli ultimi cento anni della moda. Da fuori è un capannone come tanti, senza insegne. Dentro è un Santo Graal bramato da chi deve creare cosa indosseremo.

Il fondatore Attilio Mazzini, 78 anni, a metà dicembre ci ha accompagnato attraverso i piani della struttura in acciaio dentro al capannone, dove i capi di moda si mescolano alle opere d’arte della sua collezione personale. «Tutto è cominciato da zero negli anni Ottanta. Ora ogni settimana abbiamo appuntamenti con designer e stilisti. La moda è ciclica e qui cercano suggestioni per rendere contemporaneo il passato». Ma non necessariamente solo dal fashion più glamour: ci sono sì pezzi unici visti solo in passerella – come uno indossato da Beyoncé – e mai arrivati alla vendita al dettaglio, ma anche tutt’altro. Per esempio, un vasto settore dedicato agli abiti da lavoro o alle uniformi militari. E non necessariamente solo ciò che è in perfetto stato. Mazzini afferra una gruccia che regge un giubbotto con evidenti chiazze di pelle consumata: «Il deterioramento di alcuni capi può essere uno spunto più illuminante di una cosa impeccabile. Quello che è un effetto del tempo, diventa un’estetica da replicare nel nuovo».

Le griffe che visitano Mazzini non possono essere rese note per accordi di riservatezza tra le parti, ma i custodi dell’archivio lasciano intendere che si tratta del top del settore. «E dobbiamo organizzare l’agenda con attenzione perché va evitato che si incontrino aziende concorrenti». La prassi è ormai consolidata. Gli emissari delle case di moda si muovono in libertà tra il materiale esposto e selezionano un numero di capi da noleggiare in base alle loro necessità. A volte anche centinaia di pezzi. «Ogni tanto mi diverto a scegliere qualche pezzo e lo sistemo tra quelli selezionati senza dire niente – racconta Mazzini – e poi se ne accorgono che era adatto con le loro richieste».

La selezione viene spedita agli uffici stile per averla a portata di mano nelle fasi di creazione vera e propria. «Alcuni abiti sono talmente importanti che viaggiano in taxi, andata e ritorno in giornata, sorvegliati e scortati da chi è venuto agli Archivi, con assicurazioni e accortezze simili a quelle per le opere d’arte». Altri abiti invece da Massa Lombarda proprio non si muovono: si possono vedere sul posto, ma per il loro valore – e per la volontà di tramandarli ai posteri – fanno parte di una sezione considerata quasi museale. «Nel tempo siamo diventati anche luogo di frequentazione per scuole, università e accademie ed è proprio a loro che con piacere ci rivolgiamo, a titolo completamente gratuito, per trasmettere l’importanza della ricerca come punto di partenza ispirazionale oltre che di patrimonio della memoria. Il dialogo con studenti e le nuove generazioni di creativi è fondamentale per approdare a nuove espressioni e intuizioni. Una sorta di libreria della moda fruibile a studenti, designer, costumisti e a tutti coloro che fanno parte del sistema fashion».

Gli Archivi Mazzini non nascono da un vero e proprio progetto di archiviazione, piuttosto da un’intuizione. Una quarantina di anni fa Attilio prese le redini dei due rinomati negozi di famiglia che vendevano abbigliamento da uomo e da donna a Lugo e a Massa (ora rimane solo quello da donna a Lugo). Il massiccio bancone in ferro battuto di uno dei due negozi è oggi negli Archivi. Per aggiungere un tocco di stile, come le appenderie create da travi in legno recuperate da un antico mulino. Al fianco di Attilio c’erano Carla Marangoni e la moglie Dolores Bacchi. Il primo boom di successo fu con la vendita del denim. Poi Mazzini decise di stravolgere gli schemi, con una mossa ardita per quei tempi a queste latitudini: «Ho inserito nella boutique marchi all’avanguardia ancora sconosciuti nel panorama di provincia come Jean Paul Gaultier, le primissime collezioni di Dolce & Gabbana, Prada, Romeo Gigli, Helmut Lang». Oppure realizzazioni di stilisti all’epoca ignoti – scelti dall’intuizione di Carla e Dolores – e poi divenuti di fama negli anni a seguire: «In questo modo ci sono pezzi unici che oggi hanno un valore incredibile».

Nelle vesti di buyer, il trio partecipava anche agli eventi di moda. «A Parigi ho conosciuto Paul Smith. Mi chiese dov’era il nostro negozio e dovetti prendergli la penna dall’orecchio per disegnare un puntino sulla cartina. Si fece una risata e così nacque un rapporto diretto che è andato avanti fino al 2017». E oggi l’archivio ha una scaffalatura singola dedicata all’ottantenne stilista britannico. A poca distanza dall’angolo Paul Smith, c’è un pezzo d’arte unico: il tavolo da lavoro dell’artista Nicola Samorì che veniva utilizzato dal pittore di Bagnacavallo per accatastare gli scarti della sua attività. All’interno degli Archivi è diventato un’opera d’arte irripetibile. Avere un’attività commerciale è stato anche un aiuto per evitare di inserire in archivio pezzi “taroccati”: «Acquistavamo direttamente dalle case di produzione, filo diretto con il negozio. E va anche detto che la maggior parte delle acquisizioni risale a tempi in cui le contraffazioni non erano così diffuse e così ben fatte. Però a volte può essere difficile riconoscere un falso».

Il benessere economico degli Ottanta e la voglia di presentarsi in pubblico sempre con nuove collezioni imposero un diktat: per chi voleva essere alla moda – in uencer ante litteram – era tassativamente vietato indossare pezzi già sfoggiati la stagione precedente. E qui arrivò l’altro guizzo di Mazzini, rivelatosi poi fondamentale per i futuri Archivi: il ritiro del guardaroba usato in cambio di una tessera sconto sulle nuove proposte. «I clienti aderirono con entusiasmo. Davo a loro dei sacchi e mi portavano in negozio articoli acquistati gli anni precedenti nella mia boutique o anche in altri negozi di spicco». Da lì è stato un crescendo. Con i blitz nei mercatini londinesi e parigini. E poi gli accordi con i cosiddetti “trova roba”. In particolare uno di Napoli con cui il rapporto rimane tutt’ora: «L’unico che capì subito il nostro approccio diverso: non compravamo per rivendere, ma per archiviare».

Gli archivi continuano ad aggiungere nuovi elementi. «Ma dobbiamo essere molto selettivi, anche per ragioni di spazio. I principali criteri di selezioni sono dati dal contenuto stilistico ed emotivo che trasmette un oggetto senza necessariamente basarsi sulla griffe». Tutto è disposto secondo le scelte di chi ha fondato quel tempio: un’ala per l’uomo e una per la donna, poi la macrodivisione per tipo di indumento, poi per colori. «Ogni capo dialoga con quello adiacente, c’è un qualche elemento che li accomuna. Un ricamo, un colore o un elemento stilistico. Insomma, ognuno dei 400mila pezzi ha una sua posizione in queste relle che può variare al massimo di qualche decina di centimetri». Fino a quando non ci sarà un cartellino a dare l’informazione, la posizione precisa è un sapere prezioso che si trasmette oralmente. E ha anche un suono ben preciso che fa quasi da tappeto musicale alla chiacchierata: è quello dei collaboratori che sistemano i capi rientrati dai prestiti e spostano le grucce appese facendole stridere leggermente sulla barra orizzontale.

Attilio stringe nel pugno un lembo di stoffa del primo abito che ha a tiro: «In questo gesto c’è tutto il valore del nostro archivio e non vorrei mai che venisse sostituito dalla lettura di una scheda tecnica online, magari compilata da un’intelligenza artificiale. Il tatto, la vista, il rapporto con i capi devono continuare. È una forma di artigianalità».

Sono gesti che aiutano anche la conservazione dell’archivio, dove tutti i capi sono esposti senza custodie o sacchi di plastica. «Sarebbero orribili. Quasi ogni giorno c’è qualcuno che passa in questi corridoi e smuove gli abiti, li arieggia. Può sembrare strano, ma questo evita che si depositi la polvere». Ovviamente in alcuni casi, soprattutto quando entrano nuovi materiali, c’è un’operazione più consistente fatta con il compressore ad aria, magari anche nei periodi in cui la stagionalità del settore moda è più ferma e abbiamo meno visite».

Dopo la mostra su Chagall, il Mar chiude al pubblico fino al 30 gennaio

Il Museo d’Arte della città di Ravenna chiuderà al pubblico per 12 giorni, dal 19 al 30 gennaio 2026, per il disallestimento della mostra Chagall in mosaicoDal progetto all’opera. Le opere esposte, particolarmente delicate e di grandi dimensioni, richiedono interventi tecnici accurati, tempi prolungati e condizioni di massima sicurezza. 
«Chagall in mosaico ha rappresentato un momento culturale centrale per la città di Ravenna – commentano dal Mar -. rafforzandone il ruolo di capitale del mosaico e di luogo privilegiato di dialogo tra tradizione e contemporaneità». L’esposizione ha costituito uno dei nuclei più significativi della Biennale del Mosaico Contemporaneo, contribuendo ad amplificarne la risonanza e l’impatto storico-artistico, sia a livello nazionale che internazionale.

La mostra Spazio Neutro – Jonathan VanDyke. Nell’Eternità del provvisorio, inizialmente prevista fino al 2 febbraio, è stata invece prorogata fino a domenica 8 febbraio 2026. La proroga consentirà di intercettare il pubblico di Arte Fiera Bologna, in programma dal 6 all’8 febbraio.  A conclusione della mostra, domenica 8 febbraio, il Mar ospiterà nell’Arts & New Media Room la performance Attorno a questo mio corpo dello stesso Jonathan VanDyke, in collaborazione con Gemma Hansson Carbone e Marica Mastromarino, realizzata con 1/9unosunove arte contemporanea (dalle ore 16 alle ore 19).  Il progetto prende spunto da un verso della poetessa Amelia Rosselli e indaga il rapporto tra corpi e spazi, insieme alle dinamiche di dominio, controllo e sottomissione che spesso lo attraversano.

Dal 31 gennaio al 22 febbraio 2026 il museo dedica inoltre i propri spazi a Il Mar dei piccoli, la quarta edizione del progetto che vede bambini e famiglie protagonisti del museo, con un mese di attività creative e ludiche dedicate ai più piccoli.. L’iniziativa è promossa dal Comune di Ravenna – Assessorato Scuola e Infanzia e Assessorato alla Cultura. Attraverso laboratori, spettacoli, letture animate e percorsi espressivi, il museo si trasforma in uno spazio vivo di scoperta, gioco e immaginazione, favorendo un avvicinamento all’arte partecipato e inclusivo, grazie alla collaborazione di professionisti e istituzioni locali.

È Gabriele Padovani il candidato sindaco di Fratelli d’Italia per le prossime amministrative

Si va componendo lo scacchiere in vista delle elezioni amministrative di primavera a Faenza. Nel weekend è arrivata l’ufficialità del sostegno di Fratelli d’Italia a Gabriele Padovani, faentino classe 1978, consigliere comunale dal 2010 e già candidato sindaco alle elezioni del 2015.

Allora, la tornata elettorale si chiuse con una la vittoria al ballottaggio del sindaco uscente Giovanni Malpezzi (Pd), con uno scarto minimo su Padovani, all’epoca in corsa per la Lega (51.8% contro 48.1%).

Dopo sette anni come capogruppo del carroccio in Comune a Faenza, nel 2022 fonda insieme a Giorgia Maiardi “Area Liberale”. Oggi è sostenuto da Fratelli d’Italia, che conferma la sua alleanza con il movimento.

Alle urne si presenterà un centrodestra spaccato, con Padovani da una parte e il geologo Claudio Miccoli dall’altra, supportato da Lega e Forza Italia. La coalizione di centro sinistra presenta invece il sindaco uscente Massimo Isola. Il quadro si completa, al momento, con il candidato di estrema sinistra Giuseppe Apicella Binni, sostenuto da Potere al Popolo.

L’Olimpia Teodora batte Cesena e chiude il girone d’andata con 12 vittorie su 13 partite

L’Olimpia Teodora chiude il girone d’andata travolgendo (3-0) l’Angelini Cesena al Pala Costa in un derby a senso unico. Le ospiti partono bene, sorprendendo la capolista, ma sul 20-20 si devono arrendere alla maggiore esperienza delle ravennati che poi gestiscono la partita senza mai rischiare (25-20, 25-16 e 25-21 i parziali).

Si tratta della 12esima vittoria su 13 partite delle ragazze di coach Rizzi che al giro di boa comandano il gruppo B del campionato nazionale di B1 con 4 punti di vantaggio su Ripalta.

Il girone di ritorno partirà il 7 febbraio con l’Olimpia Teodora impegnata di nuovo al Pala Costa in un altro derby, contro Forlì.

Transennata la colonna di piazza XX settembre per gli accertamenti dopo il terremoto

Centro transennato e controlli ancora in corso: a quattro giorni dal sisma che ha colpito la città di Ravenna (qui l’approfondimento del presidente società geologica italiana Rodolfo Carosi) continuano gli accertamenti sulle infrastrutture cittadine. Nella giornata di ieri (16 gennaio) sono stati effettuati alcuni rilievi dai tecnici in piazza XX Settembre, che avrebbero portato a recintare la colonna dell’Aquila in vista di nuovi accertamenti.

La notizia è riportata con maggiori dettagli dai due principali quotidiani in edicola oggi. Negli scorsi giorni sono state controllate e ritenute in sicurezza anche la statua di San Vitale in piazza del Popolo (già da martedì infatti si sono riscontrati danni alla statua di Sant’Apollinare, sull’altra colonna) e le guglie di Porta Serrata. La ditta incaricata per sopralluoghi e interventi è la la Galileo Restauri.

Infine, sono terminati giovedì sera i lavori di Hera in via Gabici, a Borgo San Rocco, per il ripristino della condotta idrica. Si tratta della seconda rottura a seguito il sisma (e con possibilità di collegamento a esso), dopo quella in viale Farini dello scorso mercoledì.

Foto di Massimo Argnani

Forza Italia Ravenna presenta il comitato per il “Si” al referendum sulla magistratura

Forza Italia Ravenna presenta il comitato cittadino per il “Sì” al referedum del 22 e 23 marzo, per la separazione delle carriere della magistratura che si svolgerà tra domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.

Il Comitato sarà presieduto dall’avvocata Eleonora Zanolli e avrà come vice Presidente Donatella Donati, capogruppo di Forza Italia a Lugo. Del comitato faranno inoltre parte Nicola Tritto, segretario comunale di Ravenna; Edoardo Ricci segretario provinciale Forza Italia Giovani e Simone Lucchi, segreatrio comunale Cervia.

Nel suo intervento di presentazione la presidente Zanolli, in qualità di operatrice del diritto, si è soffermata su quella che per lei è l’importanza della riforma, evidenziando quanto ritenga fondamentale la separazione delle carriere fra magistratura requirente e magistratura giudicante per il funzionamento della giustizia, anche in continuità con riforme costituzionali già presentate in passato.

La presidente del comitato ha pertanto garantito il suo impegno per una campagna sul territorio, intensificato dal fatto che non sarà necessario raggiungere un quorum per la validità della consultazione.

Anche il capogruppo in comune a Ravenna Alberto Ancarani è intervenuto, evidenziando
«quanto questa riforma sia tutt’altro che teorica o rivolta ad una fascia “alta” di
popolazione: un procedimento penale, specie negli ultimi anni, può capitare a chiunque ed è
necessario che il cittadino che incappa in una grana giudiziaria possa essere sereno sul fatto
che il magistrato giudicante non sia costretto a prostrarsi al pubblico Ministero, magari in ragione di dinamiche di corrente nelle quali potrebbe essergli subordinato per motivi di carriera o di adesione politica». Il capogruppo ha poi stigmatizzato la gravità della scelta del Sindaco Barattoni di ricevere all’interno del suo ufficio in Comune, «cioè nella casa di tutti i ravennati», il comitato per il No al Referendum e di avervi aderito «usando la sua carica di Sindaco per schierarsi contro la riforma: una scelta di parte che conferma quanto non sia affatto vero ciò che era stato dichiarato dopo le elezioni ovvero che sarebbe stato “il Sindaco di tutti”».

Isola San Giovanni, bilancio dei controlli nel 2025: 252 denunce e dieci arresti

Nel corso dell’anno appena concluso, il quartiere “Isola di San Giovanni” è stato oggetto di una serie mirata di servizi di controllo del territorio mirata, con l’intento di prevenire e contrastare crimini, degrado urbano e disagio sociale.

Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025 sono stati disposti 67 servizi di pattugliamento in orario
mattutino, 127 in orario pomeridiano e 121 in orario serale. In aggiunta si contano 48
servizi coordinati con l’impiego di personale in uniforme e in abito civile e 30 servizi
interforze.

L’attività di presidio del territorio ha portato al controllo di 1846 persone (delle quali
1549 straniere), generando 252 denunce all’Autorità Giudiziaria per una lista
di crimini che spaziano da reati contro la persona (lesioni, minacce, rissa), contro il
patrimonio (furto, ricettazione, appropriazione indebita, truffa, danneggiamento), contro
la pubblica amministrazione (violenza, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale), contro la pubblica incolumità, contro la pubblica fede fornendo false generalità, contro l’amministrazione della giustizia (evasione), contro la tranquillità pubblica (accattonaggio) e in materia di immigrazione (permanenza illecita sul territorio nazionale, inottemperanza all’ordine di esibizione documentale, inottemperanza all’ordine di espulsione), fino allo spaccio di sostanze stupefacenti e al porto abusivo di armi, nonché violazioni al “divieto di accesso urbano” (daspo urbano) e di guida in stato di ebbrezza.

In totale, sono state arrestate dieci persone (sei in flagranza di reato, quattro in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura).
Sono inoltre state contestate 891 violazioni e illeciti di natura amministrativa, tra
le quali: 346 per consumo di bevande alcoliche in area non consentita, 106 per ubriachezza
manifesta, 79 per violazioni in materia di disciplina della circolazione di monopattini, 61
per indebito stazionamento in area soggetta a particolare tutela, 46 per attività assimilabile
al campeggio, 45 per consumo di sostanze stupefacenti, 16 per violazione dell’ordine di
allontanamento, 14 per atti contrari alla pubblica decenza, 11 per utilizzo di carrelli della
spesa fuori dalle aree di pertinenza degli esercizi commerciali, 7 per l’esercizio della
questua, 3 per abbandono di bottiglie su suolo pubblico, 3 per giochi che arrecano disturbo
alla collettività, 1 per disturbo della quiete pubblica, 1 abbandono di siringhe, 1 per
violazioni in materia di rifiuti urbani, 1 per occupazione abusiva di strada urbana.

È stato inoltre disposto l’ordine di allontanamento nei confronti di 174 persone, in
prevalenza stranieri. Per 12 di questi è scattata la proposta di daspo in riferimento all’area, per un periodo di un anno, accolta per quattro soggetti.

Ufficiale Fischnaller al Ravenna: già convocato per la sfida contro il Bra

Il Ravenna Fc comunica di aver raggiunto l’accordo con il Trapani per l’acquisizione delle prestazioni sportive di Manuel Fischnaller, attaccante classe 1991, che si lega al club giallorosso con un contratto valido fino al 30 giugno 2027.

Profilo di grande esperienza e affidabilità, Fischnaller vanta un lungo percorso tra Serie B, Serie C, con trascorsi – tra le altre – in club come Südtirol, Catanzaro, Reggina e Alessandria. In questa prima parte di stagione ha vestito la maglia del Trapani, dove ha confermato il proprio fiuto per il gol realizzando 10 reti in 19 presenze.

Attaccante duttile, intelligente tatticamente e dotato di spiccata capacità realizzativa, Fischnaller vestirà la maglia numero 23 e sarà già convocato per la trasferta di domani pomeriggio (18 gennaio) contro il Bra.

Nel frattempo, il Ravenna ha formalizzato anche la cessione del centrocampista Ilari al Forlì.

Un intervento da 750mila euro per la riqualificazione di via Val Venosta, Val Brembana e Val di Fiemme

È stato approvato dalla giunta il progetto di riqualificazione delle vie Val Venosta, Val Brembana, Val di Fiemme, oltre a un tratto di via Val Pusteria. Si tratta di un intervento di 750mila euro per ristrutturare le sedi stradali, migliorando la viabilità e garantendo la circolazione in sicurezza dei pedoni grazie al rifacimento dei marciapiedi con una larghezza adeguata.

«È un progetto importante – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani – che si inserisce nel quadro generale di miglioramento delle condizioni della nostra rete viaria».

Le strade dove verrà realizzato l’intervento, presentano, per buona parte della lunghezza, marciapiedi sterrati e inghiaiati di larghezza variabile inferiore a 1,5 ml, con cordonature danneggiate. Anche l’asfalto presenta tratti che necessitano di ripristino.

Sarà di CaCO3 la grande opera musiva del Terminal Crociere

Il gruppo artistico ravennate CaCO3 si aggiudica l’incarico per la realizzazione della nuova opera musiva al Terminal Crociere di Porto Corsini. L’annuncio è stato dato oggi, 17 gennaio, alla presenza del presidente della Regione Michele de Pascale, del sindaco Alessandro Barattoni, dell’assessore Fabio Sbaraglia, del progettista del terminal di Porto Corsini Alfonso Femia e di Anna D’Imporzano, direttore generale di Ravenna Civitas Cruise Port.

Il progetto di CaCO3 è stato selezionato tra le 4 proposte, presentate lo scorso novembre, che hanno visto in gara anche gli artisti Dusciana Bravura, Nicola Montalbini e Sergio Policicchio. Per tutti, il tema assegnato è stato “Il viaggio e il Mediterraneo”.

«CaCO ha interpretato non solo il briefing proposto, ma anche le aspettative in senso ampio: texture raffinata ed esito di uno studio approfondito sui materiali e sulla tecnica.
Pur nella sua astrazione, la composizione è evocativa di un paesaggio inatteso, frastagliato sulla costa mediterranea. L’opera si pone sul crinale tra ricerca artistica e design ed è adatta ad essere apprezzata dal pubblico eterogeneo che transiterà nella hall del terminal». Questa la motivazione che ha portato la commissione a votare per la proposta del collettivo. In giuria, Gaetano di Gesu (architetto e direttore scientifico di Palatina Cultural Group), Fabio De Chirico (dirigente del Ministero della Cultura), Giovanna Cassese (storica dell’arte e docente dell Accademia di Belle Arti di Napoli e presidente Cnam), Daniele Torcellini (docente dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna) e dall’architetto Alfonso Femia.

Ora, gli artisti del gruppo si preparano a dare vita alla sua opera sui 25 metri quadrati di parete a disposizione con l’aiuto di artigiani e studenti dell’Accademia di Belle Arti, in collaborazione con il Ravenna Festival.

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