lunedì
25 Maggio 2026

Faenza si avvicina al mare per l’estate, entrando a far parte del nuovo circuito “A Spass”

Da questa stagione il Comune di Faenza si avvicina al mare, entrando a far parte del nuovo progetto “A Spass”. L’iniziativa è promossa da Visit Romagna per instaurare un dialogo più efficace tra località della riviera ed eccellenze dell’entroterra e sarà attiva dal 3 giugno al 10 settembre di quest’anno, rivolgendosi principalmente a chi soggiorna lungo la costa. Lo scopo è quello di offrire ai turisti un sistema di trasporto e di visite guidate appositamente formulato per scoprire borghi, musei e parchi naturali delle aree interne.

Il servizio prevede una flotta di autobus che collegherà dieci punti di partenza situati sulla costa, da Cattolica ai Lidi di Comacchio, verso trentaquattro destinazioni romagnole, che comprendono anche Faenza e la Romagna Faentina. A breve, sulla pagina web dedicata al progetto sarà possibile scoprire gli itinerari e le modalità di partecipazione

Il format propone un’esperienza completa e accessibile: con un unico pass, a partire da venti euro a persona, i visitatori avranno diritto al viaggio in bus, alle visite guidate, alle animazioni culturali e alle degustazioni di prodotti tipici locali. Gli itinerari sono strutturati per rispondere alle diverse esigenze di tempo e interesse, con escursioni programmate ogni mercoledì e giovedì. Le opzioni di viaggio variano dalle mezze giornate, previste al mattino, al pomeriggio o alla sera, fino a escursioni di un’intera giornata, come nel caso del tour che interesserà il territorio manfredo. Questa collaborazione tra le realtà costiere e i borghi dell’entroterra punta a favorire un turismo sostenibile e consapevole, capace di generare un indotto significativo anche per le attività artigianali e ricettive delle colline romagnole.

Vendeva abusivamente mimose alla vigilia dell’8 marzo: multato per oltre 5000 euro

Alla vigilia della giornata internazionale della donna (8 marzo) gli agenti della polizia locale di Ravenna – ufficio commerciale e tutela del consumatore hanno sequestrato 55 mazzi di fiori venduti illegalmente in strada, emettendo un ordine di allontanamento nei confronti del commerciante abusivo.

Si tratta di un uomo di 36 anni sorpreso in via Guerrini (in pieno centro città) mentre vendeva fiori e mimose senza alcuna autorizzazione. Oltre al sequestro della merce, gli agenti hanno provveduto ad applicare le sanzioni amministrative previste dalla normativa, con una multa di 5.164 euro e hanno emesso un ordine di allontanamento (daspo urbano) nei confronti dell’abusivo.

L’operazione rientra nel piano di monitoraggio del territorio, con controlli intensificati nei periodi festivi per proteggere i commercianti regolari dalla concorrenza sleale, specialmente
durante i periodi di maggiore affluenza.

Torna Scritture di Frontiera: due appuntamenti alla Classense per riflettere sulla complessità del mondo

Torna anche questa primavera l’appuntamento con Scritture di frontiera, la rassegna dedicata a voci e narrazioni per riflettere sui temi interculturali, organizzata dalla Casa delle Culture del Comune di Ravenna in collaborazione con l’associazione Onnivoro.

Gli incontri, gratuiti e aperti alla cittadinanza, si terranno nella sala Muratori della Biblioteca Classense e vedranno protagoniste due autrici del panorama letterario contemporaneo italiano, con la moderazione di Matteo Cavezzali.

Nel primo incontro, giovedì 2 aprile alle 17:30Alae Al Said, giovane scrittrice romana di origini palestinesi, presenterà Il ragazzo con la kefiah arancione. Nel suo romanzo, Al Said affronta con sensibilità e forza narrativa il tema dell’identità e dello sradicamento, raccontando una storia che intreccia crescita personale, memoria e attualità. Un dialogo che invita a interrogarsi sul significato di casa, di confine e di appartenenza.

Protagonista del secondo incontro, giovedì 9 aprile alle 17:30, sarà invece Saba Anglana, cantante, attrice e scrittrice italiana di origini somalo-etiope, autrice de La signora Meraviglia, un racconto che attraversa generazioni e continenti, esplorando le tracce lasciate dalla storia coloniale e le possibilità di riscatto individuale e collettivo.

«Scritture di frontiera – commenta Fabio Sbaraglia, assessore alla Multiculturalità – rinnova un appuntamento che negli anni si è ritagliato uno spazio importante nella nostra città, un’occasione di ascolto e di dialogo in cui la letteratura invita ad attraversare confini geografici, culturali e simbolici. Le storie di Alae Al Said e Saba Anglana parlano di radici e di partenze, di memoria e di futuro, di appartenenze che non si escludono ma si sommano e rappresentano un’occasione preziosa per riflettere insieme sui temi dell’identità, dello sradicamento e della convivenza».

Scritture di frontiera anticipa alcune tematiche del Festival delle Culture 2026, che si svolgerà a Ravenna dal 16 aprile al 20 giugno.

Con il volto coperto da un passamontagna rapina due ragazzi in centro: arrestato minorenne

A volto coperto per le vie del centro di Faenza, minaccia e rapina due coetanei: i carabinieri dell’aliquota radiomobile hanno arrestato nelle scorse sere un minorenne italiano di origine straniera come presunto autore del gesto.
Dopo aver travisato il volto con un passamontagna, avrebbe individuato e fermato i due giovani facendosi consegnare i contanti in loro possesso per poi scappare.

Le vittime hanno prontamente allertato il 112 e l’immediato intervento di una pattuglia ha permessodi intercettare e fermare il soggetto poco distante dal luogo della rapina.

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, ha immediatamente ammesso le proprie responsabilità senza opporre resistenza. Nel corso della perquisizione, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato il passamontagna utilizzato e recuperato la refurtiva che è stata restituita ai legittimi proprietari. Attualmente si trova agli arresti domiciliari, come disposto dal tribunale per minorenni di Bologna.

Con l’auto si schianta nel guardrail del cavalcavia della Faentina – FOTO

Ha creato un certo scalpore tra i passanti – oltre che alcuni minuti di code e traffico in tilt, prima dell’arrivo risolutivo della polizia locale – un incidente avvenuto nella mattinata di oggi (sabato 7 marzo) nei pressi del cavalcavia di via Faentina, davanti all’area commerciale con il punto vendita Obi, alle porte della città di Ravenna. Il motivo è la posizione dell’auto principalmente coinvolta, che si è schiantata contromano nel guardrail del cavalcavia.

A raccontarci la dinamica è il ragazzo che era alla guida, miracolosamente illeso (a parte qualche graffio sul braccio causato dall’airbag). Mentre stava procedendo in direzione Ravenna, imboccando il cavalcavia, un’auto da destra lo avrebbe colpito, spingendolo nella corsia opposta e causando lo schianto. Da valutare se sia stato lo stesso ragazzo a non vedere l’auto che si stava immettendo a sua volta sul ponte, con la freccia attivata, o se sia stata viceversa imprudente l’altra automobilista coinvolta, che se l’è cavata solo con uno specchietto danneggiato o poco più. Fortunatamente è stato evitato un frontale, non passando in quel momento altre auto dalla direzione opposta.

 

Esplosione in una palazzina a Faenza: gravi danni all’edificio ma nessun ferito

Momenti di paura nella mattinata di oggi (7 marzo) a Faenza, dove, in via Mura Torelli, si è registrata un’esplosione all’interno di una palazzina composta da tre appartamenti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del distaccamento cittadino per mettere in sicurezza l’area e verificare la stabilità dell’edificio.

L’esplosione ha provocato danni significativi fino al secondo piano dell’immobile. Non si registra però nessun ferito. Sul luogo dell’intervento sono giunti anche gli agenti della polizia locale di Faenza, il personale sanitario del 118 e i tecnici di Italgas, impegnati nelle verifiche tecniche necessarie per accertare eventuali anomalie agli impianti e garantire la sicurezza della zona.

Le cause dell’esplosione restano al momento in fase di accertamento.

Disuguaglianze sul lavoro e disparità salariali: Cgil scende in piazza con un flash mob

La Filcams Cgil scende in piazza lunedì 9 marzo, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dei settori del Terziario, Turismo e Servizi per scioperare contro le disuguaglianze di genere e le condizioni di precarietà che colpiscono in modo particolare le donne.

Dalle 11 alle 12.30 in piazza XX settembre è previsto un flash mob, con un momento pubblico di mobilitazione e sensibilizzazione sul tema dei diritti e dell’autodeterminazione nel lavoro e nella società delle donne.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di mobilitazione legato alla Giornata Internazionale della Donna e punta a richiamare l’attenzione sulle disuguaglianze che persistono nel mondo del lavoro.

In Italia, infatti, le donne continuano a percepire salari significativamente più bassi rispetto agli uomini e sono maggiormente esposte a forme di lavoro precario. Secondo i dati disponibili, rappresentano il 71,3% dei lavoratori dipendenti a bassa retribuzione e l’81,3% dei contratti part-time nella maggioranza assoluta dei casi non per scelta.

«Con lo sciopero del 9 marzo, lavoratrici e lavoratori chiedono pari opportunità reali, politiche efficaci contro le discriminazioni di genere e il riconoscimento dei nuovi diritti – spiegano dal sindacato -. La mobilitazione rivendica inoltre un lavoro di qualità, stabile e dignitoso per tutte e tutti, libero da sfruttamento e precarietà. Lo sciopero vuole anche essere un segnale contro ogni forma di violenza – economica, di genere, sessuale, verbale o fisica – e un gesto di solidarietà con le mobilitazioni delle donne a livello globale».

Trovato morto in mansarda dalla madre: cordoglio per un ventenne lughese

È stato ritrovato senza vita dalla madre, nella mansarda della sua abitazione a Santa Maria in Fabriago, nel Lughese. Alessio Bassi, appena ventenne, sarebbe morto improvvisamente, senza segni evidenti sul corpo e senza nessuna apparente spiegazione.

La vicenda è riportata con maggiori dettagli sulle pagine del Corriere di Romagna in edicola oggi, 7 marzo.

La Procura ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia sul corpo del ragazzo, che lavorava come operaio per una ditta di Conselice. Il ritrovamento è avvenuto giovedì mattina, proprio in prossimità dell’orario di lavoro: la madre, non vedendo il figlio scendere ha iniziato a preoccuparsi. Dopo aver chiamato il marito per capire se fosse già uscito con lui, è salita al piano superiore dove è avvenuta la tragica scoperta.
Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e i carabinieri. Il padre, colpito da un malore per lo choc, è stato soccorso e trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Ravenna.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe salito in mansarda dopocena, dove sarebbe morto durante la notte. Al momento, però , non emergono elementi certi che possano chiarire cosa sia accaduto.

«I poliziotti arrestano chi deve essere arrestato, anche se un giudice poi lo rimetterà in libertà»

«I poliziotti sono professionisti della sicurezza che applicano regole per far rispettare regole: continueremo ad arrestare chi va arrestato, anche se il giorno dopo un giudice decide che deve tornare in libertà». Le parole sono di Valter Rivola, in polizia da trent’anni, dal 2002 alla squadra mobile della questura di Ravenna e da un anno e mezzo segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap).

Rivola riconosce che chi indossa la divisa in strada a volte vorrebbe vedere un esito giudiziario diverso per gli interventi fatti nel turno di pattuglia: «Però non viene mai meno la motivazione per tornare in servizio e fare il proprio dovere. E questo avviene anche grazie ai buoni rapporti professionali e umani tra forze dell’ordine e magistrati della procura. C’è rispetto reciproco».

L’esempio è dato dagli episodi in cui la normativa concede all’operatore di sicurezza la facoltà di arresto in flagranza: «In maniera trasparente c’è un dialogo con il pubblico ministero di turno per metterlo al corrente del quadro completo, sempre nel rispetto dei ruoli, e difficilmente si va a eseguire un arresto se si riscontra la possibilità che non regga al vaglio di un giudice».

Un rapporto diretto fra procura e poliziotti che nasce anche dalla dimensione contenuta della città e quindi delle sue istituzioni: «Gli addetti ai lavori di questo settore non sono tantissimi e per chi lo fa da molto tempo è comune vedere sempre gli stessi volti. La conoscenza diretta facilita la valutazione della persona con cui hai a che fare. È chiaro che in una grande città non può accadere».

Uno dei provvedimenti che più di altri sembra mostrare scarsa efficacia agli occhi dell’opinione pubblica è il cosiddetto Daspo urbano. L’espressione gergale, mutuata dalla terminologia dell’ordine pubblico negli stadi (Daspo è acronimo di divieto di accedere alle manifestazioni sportive), indica in realtà un divieto di accesso alle aree urbane (Dacur): una misura amministrativa introdotta nel 2017 per tutelare decoro e sicurezza in specifiche aree cittadine (stazioni, parchi, scuole). Comporta un ordine di allontanamento fino a due anni. La violazione dell’ordine del questore è un reato punito con l’arresto da 6 mesi a un anno.

Non ci sono dati empirici, ma l’esperienza diretta delle forze dell’ordine mostra uno scarso rispetto del provvedimento da parte dei destinatari: «Parliamo di un provvedimento che interagisce anche con la mentalità del destinatario cui è richiesta la volontà di attenersi a una misura lieve. È un cartellino giallo». Continuare ad applicarla ha una funzione proiettata nel futuro: «Le ripetute violazioni diventano un dettaglio nella valutazione della pericolosità del soggetto per l’eventuale richiesta e applicazione di provvedimenti più severi».

Tra le maglie delle norme c’è poi il margine di manovra di chi difende un arrestato: «Fa parte delle regole del gioco. È chiaro che un avvocato cerca anche di usare a suo favore un eventuale imprecisione nell’operato della polizia. Anche per questo c’è il massimo sforzo nell’applicare le regole, per “scaricare il fucile” della controparte».

Fare il poliziotto in una città di provincia fa sì anche che capiti di incontrare nella quotidianità extra lavoro le stesse persone che puoi avere indagato o arrestato. E capitano anche situazioni inattese: «Un poliziotto in servizio contesta un fatto, non la persona che lo compie – afferma Rivola –. Ricordo una volta in cui ero in compagnia di mia moglie e incontrai un ragazzo che avevo denunciato. Si fermò a salutarci e ci presentò la sua fidanzata». Così come capita che in occasione di manifestazioni di protesta in strada ci siano sempre gli stessi volti dal lato degli antagonisti e dal lato dell’ordine pubblico: «Credo che questo faciliti il dialogo, anche prima degli eventi, se ognuno rispetta il ruolo dell’altro».

A proposito di manifestazioni, Rivola riflette sul dibattito attorno all’ultimo pacchetto sicurezza in cui si è parlato del cosiddetto scudo penale per gli agenti in servizio: «Come Sap da anni affermiamo che vada punito chi sbaglia con dolo nell’esercizio del proprio compito, ma al tempo stesso trovarsi indagati per vicende che riguardano il proprio lavoro è un inutile accanimento. Creare un canale parallelo per la valutazione dell’operato serve a ridurre i tempi e restituire più serenità a chi a volte è costretto a prendere decisioni difficili. Penso al carabiniere di Verucchio che la notte di Capodanno del 2025 uccise un 23enne che aveva ferito quattro persone in strada con un coltello. Ci è voluto un anno per arrivare all’archiviazione del caso riconoscendo la legittimità dell’intervento. Un anno sotto indagine che non facilita la serenità dell’indagato».

Imprenditoria femminile a Ravenna: 7599 attività in provincia, oltre il 21% del totale

In occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, la Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna ha condiviso i dati dell’imprenditoria femminile sul territorio provinciale.

In provincia di Ravenna, le imprese guidate da donne danno lavoro al 15,9% di tutti gli addetti del settore privato, generando un valore aggiunto di oltre 2,8 miliardi di euro. Sono in totale 7.599 e rappresentano il 21,2% del totale con una quota più elevata della media regionale (21,1%) e di poco inferiore a quella nazionale (22,3%).
I comuni con il più alto tasso di imprese femminili sono Cervia (23,2%) , Ravenna (22,8%) e Fusignano (22,7%) mentre l’indice più basso si registra a Bagnara di Romagna (15,1%).

imprese femminili
Imprese registrate totali e femminili, tasso di femminilizzazione, saldo e variazione % imprese femminili per territori

 

Le imprese femminili giovanili e straniere
A fine 2025, le imprese condotte da donne under 35 erano 630, pari all’8,3% delle imprese in rosa ravennati: sono concentrate per lo più nel commercio, nei servizi alle persone e nel turismo.
Alla stessa data, le imprese femminili straniere sono risultate 1.088, pari al 14,3% del totale delle imprese ravennati: sono diffuse nel commercio, alloggio-ristorazione e servizi alle persone (parrucchiere, centri estetici, ecc…).

I settori
Crescono le imprese femminili nel turismo, nei servizi alle imprese e nelle attività immobiliari. Così come registrano andamenti positivi i settori dei servizi alle persone tra cui sanità e istruzione. In contro tendenza i settori più tradizionali: tra cui agricoltura, costruzioni, commercio, logistica, ICT, attività professionali, scientifiche e tecniche, attività artistiche e di intrattenimento

Imprese registrate totali e femminili, tasso di femminilizzazione, saldo, variazione % imprese femminili per settore e composizione % settoriale Provincia di Ravenna

 

«Quella espressa dalle donne è una imprenditoria matura, istruita, motivata, con una leadership consapevole – ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Giorgio Guberti -. Una impresa diffusa, che alimenta anche le economie dei territori più fragili e soggetti a spopolamento, e una risorsa preziosa che va accompagnata e seguita perché continui a rafforzarsi. Se alla politica spetta il compito di abbattere gli ostacoli per una completa realizzazione dei loro progetti di vita, alle donne, soprattutto giovani, chiediamo di superare scoraggiamenti e di intraprendere, con determinazione, la via dello studio, delle università, della specializzazione, della formazione professionale e dell’impresa».

«Oggi assistiamo al dilagare di forme di violenza consentite dalla dimensione digitale, amplificate dalle dinamiche dei social network, con effetti tutt’altro che virtuali: umiliazioni, ricatti, coercizioni che portano, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche e femminicidi. Ciascuno di noi ha il dovere di individuare e rimuovere impedimenti, ostacoli e pregiudizi che, ancora oggi, frenano la parità di genere e, dunque, la crescita dal punto di vista economico, culturale, sociale – conclude Antonella Bandoli, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ferrara Ravenna -. Entro quest’anno almeno mille imprese italiane, grazie all’apporto della rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, dovranno aver superato i test che certificano l’abbattimento di ogni forma di gender gap sui luoghi di lavoro».

Iscrizioni alle superiori: sei studenti su dieci in provincia scelgono gli istituti tecnici o professionali

Sono 3.154 le domande di iscrizione alle scuole superiori in provincia per l’anno scolastico 2026/2027, 103 in meno rispetto all’anno scorso, quando già erano in calo di quasi 130 unità.

Nel dettaglio, 1.271 studenti hanno scelto il liceo, con un calo di 101 iscrizioni rispetto all’anno scorso. In proporzione crescono gli istituti tecnici, scelti da 1.240 studenti, 37 in meno rispetto al 2025. Sostanzialmente stabili gli istituti professionali con 556 iscrizioni contro le 562 dell’anno precedente. A crescere sono invece i percorsi Iefp (istruzione e formazione professionale), scelti da 87 studenti, 41 in più rispetto alle 46 iscrizioni dello scorso anno.

Complessivamente in provincia di Ravenna sono state 8.605 le domande di iscrizioni alle classi prime (considerando anche elementari e medie, oltre alle superiori). Nel giro di tre anni sono oltre 700 in meno (nel 2023 le domande totali erano 9.347).

Tornando alle superiori, secondo i dati aggiornati al 2 marzo 2026 e resi disponibili dall’ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna, in Emilia-Romagnma il 46,7% degli studenti ha scelto un liceo, il 35,5% un istituto tecnico e il 17,8% un istituto professionale. Sommando le iscrizioni agli istituti tecnici e professionali, si arriva al 53,3%, una percentuale superiore a quella dei licei (in provincia di Ravenna sale quasi al 60 percento).  Rispetto allo scorso anno si registra un aumento delle iscrizioni al liceo (+4,9%), mentre risultano in calo gli istituti tecnici (-3,8%) e professionali (-1,1%).

A confermarlo è Bruno di Palma, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna che in una nota scrive: «Le domande di iscrizione alle scuole del 2° ciclo in Emilia-Romagna dimostrano una preferenza per gli istituti tecnici e professionali. L’Emilia-Romagna si conferma la regione con la più alta percentuale di iscrizioni ai percorsi di istruzione professionale e la quarta per quanto riguarda le iscrizioni ai percorsi di istruzione tecnica. È molto incoraggiante il dato delle iscrizioni per la filiera tecnologico-professionale, in concomitanza con la definitiva messa a regime di tale offerta formativa nel quadro del secondo ciclo di istruzione».

Smog, ancora emergenza anche in tutta la provincia di Ravenna

Prosegue l’emergenza smog in Emilia-Romagna – compresa tutta la provincia di Ravenna – con il bollettino dell’Arpae che conferma il bollino rosso anche per il weekend e fino a lunedì compreso, quando sarà fatta una nuova rilevazione, in tutte le province della regione.

Restano dunque in vigore le misure emergenziali per la qualità dell’aria: tra i divieti aggiuntivi ci sono lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 e lo stop allo spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.

Qui le info utili: https://www.arpae.it/it/temi-ambientali/aria/liberiamo-laria/bollettino-misure-emergenziali

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