lunedì
25 Maggio 2026

Terme di Riolo, il 2025 si è chiuso con una crescita a doppia cifra. «Continueremo a investire»

Le Terme di Riolo hanno chiuso il 2025 con risultati sempre più incoraggianti e guardano con fiducia all’avvio (il 7 aprile) della nuova stagione termale 2026. Intanto il comparto benessere ha già fatto registrare segnali molto positivi: le presenze turistiche a gennaio hanno segnato un incremento del 20% rispetto allo scorso anno, mentre i primi quattro weekend di apertura della piscina, nel mese di febbraio, hanno fatto registrare il tutto esaurito.

Il bilancio del 2025 evidenzia un andamento positivo sotto diversi aspetti: il fatturato registra un incremento del 10% rispetto al 2024, con una crescita che supera il 20% considerando il biennio. Parallelamente si registra anche una significativa riduzione dei costi pari al 10%, ottenuta non attraverso tagli alle risorse ma grazie a un lavoro di ottimizzazione della gestione e dei processi aziendali. Un risultato virtuoso che ha permesso allo stabilimento di chiudere un bilancio finalmente in positivo, traguardo perseguito con determinazione negli ultimi anni e che consente oggi di guardare al futuro con serenità.
Anche sotto il profilo occupazionale si conferma la forte ricaduta locale dell’attività dello stabilimento: oltre 50 persone lavorano alle Terme durante la stagione, tutte provenienti dal territorio.

Emanuele Salvatori Direttore Commerciale Terme Riolo
Emanuele Salvatori

«Le Terme di Riolo – sottolinea il direttore commerciale Emanuele Salvatori – confermano inoltre il proprio ruolo centrale nel sistema termale regionale: il nostro stabilimento rientra tra i primi cinque in Emilia-Romagna per cure erogate in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, a testimonianza della fiducia accordata dai cittadini e della qualità dei servizi offerti. Un posizionamento che rafforza il percorso di sviluppo delle Terme come hub della salute e del benessere integrato, sempre più radicato nel territorio».

«Nemmeno il tempo di festeggiare gli ottimi risultati della stagione 2025, che ha rappresentato la vera svolta dopo gli anni difficili segnati dalla pandemia e dalle alluvioni, e già raccogliamo i primi incoraggianti segnali del 2026», commenta Andrea Spalla, amministratore delegato delle Terme di Riolo. «Ci sono stagioni in cui è necessario lavorare con determinazione e visione, mantenendo alta la qualità dei servizi, valorizzando le persone e continuando a investire anche quando la scelta più semplice sembrerebbe quella di ridurre i costi. Il 2025 ha iniziato a restituire i frutti di questo lavoro e tutto lascia presagire che i risultati possano crescere ulteriormente nel corso dell’anno appena iniziato».

Andrea Spalla A Terme Riolo
Andrea Spalla

Lo stabilimento continua inoltre a rafforzare la propria rete di collaborazioni con il territorio, sviluppando sinergie con realtà sportive, economiche e associative. Tra queste figurano la partnership con il Ravenna FC, la collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale, il rapporto con diverse associazioni locali che svolgono le proprie attività all’interno delle strutture termali e il lavoro con la Zappi Cycling Academy, realtà impegnata nella formazione di professionisti del ciclismo a livello internazionale. A queste si aggiungono i progetti in corso con il gruppo alberghiero Devira Hotels, finalizzati allo sviluppo di nuove sinergie nel settore dell’accoglienza e dell’offerta turistica. Nel corso del 2026 queste collaborazioni saranno ulteriormente sviluppate con l’obiettivo di definire protocolli medico-sportivi innovativi, ampliando il raggio d’azione delle Terme e consolidandone il ruolo anche nell’ambito della medicina dello sport, mentre proseguirà l’impegno nel settore sanitario con la partecipazione a congressi scientifici e l’organizzazione di iniziative dedicate alle nuove tecnologie applicate alla cura delle patologie vascolari. Le Terme di Riolo continuano inoltre a essere un punto di riferimento nazionale per i trattamenti dedicati ai pazienti affetti da fibromialgia, in collaborazione con Associazione Malati Reumatici Emilia-Romagna.

«Guardiamo al 2026 con fiducia e determinazione», conclude Spalla. «Il nostro obiettivo è non solo confermare ma superare i risultati dello scorso anno, continuando a investire in innovazione, qualità e relazioni. Il traguardo resta sempre lo stesso: promuovere benessere e salute mettendo al centro i nostri ospiti e il territorio che ci sostiene».

Inaugura “Donne nell’arte”: immagini di donne che hanno contribuito alla storia della città

Ravenna celebra il talento e la creatività femminile con la quarta edizione della rassegna espositiva all’aperto Donne nell’Arte, attraverso l’Open – Air Gallery di via Zirardini, fino alla fine di marzo. Si tratta di un percorso per immagini dedicato alle donne nate o vissute in città che hanno lasciato un segno significativo nella vita culturale ravennate.

L’edizione 2026 è interamente dedicata alle protagoniste dell’arte: cantanti, pittrici, mosaiciste, studiose e divulgatrici che, attraverso il loro lavoro, hanno contribuito a raccontare l’arte e a garantirne conoscenza, trasmissione e continuità nel tempo. Un omaggio che intreccia memoria, identità e valorizzazione del patrimonio culturale locale.

La rassegna propone un itinerario visivo capace di restituire al pubblico storie di talento, passione e impegno, offrendo uno sguardo rinnovato sul ruolo delle donne nella costruzione dell’identità culturale della città. Non solo nuove figure: il tema di quest’anno ha infatti suggerito di includere anche alcune protagoniste delle passate edizioni. La loro presenza non rappresenta una riproposizione, ma una rilettura coerente con il focus attuale, rafforzandone la memoria e sottolineandone l’attualità.

Il progetto è curato da Ravenna Tourism, con la collaborazione di Rosetta Berardi e Serena Simoni, e si inserisce nel più ampio impegno della città per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e delle personalità che ne hanno segnato la storia.

Al posto della storica merceria “Alla Beneficenza” aprirà un nuovo negozio di abbigliamento

Niente pub, ristorazione o attività alimentari: al posto della storica merceria “Alla Beneficenza” sorgerà un nuovo negozio di abbigliamento. Sono infatti in corso i lavori di ristrutturazione del piccolo palazzo situato in pieno centro storico a Ravenna, all’angolo tra via Cairoli e via Gordini, che dovrebbero concludersi tra circa tre mesi. Il locale commerciale verrà ceduto in affitto soltanto una volta terminati i lavori di ristrutturazione dell’immobile.

Il centralissimo edificio è composto dal piano terra, dove si trova il locale commerciale, e da due piani superiori: un primo piano e un piano mansardato. Lo spazio destinato al negozio misura circa 70 metri quadrati, mentre i due livelli superiori – di circa trenta metri quadrati ciascuno – saranno trasformati in un’unica unità abitativa.

Dopo la chiusura, l’immobile è stato fino a due anni fa di proprietà dell’Opera Santa Teresa per poi essere venduto a un privato. Originariamente fu il suo fondatore, don Angelo Lolli, a deciderne l’acquisto per ospitare l’attività che per quasi un secolo è stata conosciuta dai ravennati come “Alla Beneficenza”. La merceria è stata infatti uno dei negozi più longevi della città, rimasto in attività per quasi cento anni, dal 1928 al 2022.

Il Moro di Venezia in Darsena sarà rimesso a nuovo. Dall’Autorità Portuale fino a 40mila euro per la manutenzione

Tornerà al suo colore originario lo scafo del Moro di Venezia III, esposto nella testata della Darsena di Ravenna. Il Moro sarà rimesso a nuovo grazie allo sforzo congiunto di pubblico e privato. È stato infatti sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo d’intesa – tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Comune di Ravenna, Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, Fondazione Raul Gardini, Circolo Velico Ravennate e Compagnia Portuale – finalizzato alla realizzazione di una iniziativa di pubblico interesse per la promozione e la valorizzazione della tradizione velica ravennate e del turismo nautico.

Rientrano in tale ambito anche le operazioni di manutenzione da effettuare sul Moro, imbarcazione che nel tempo continua a rappresentare una delle principali testimonianze del legame esistente tra la città di Ravenna, il mondo della vela e le iniziative di carattere sociale volte alla diffusione dello sport velico.

Il protocollo, che ha validità di 4 anni (dal 2026 al 2029), prevede che l’Autorità di Sistema Portuale destini l’importo massimo di 30.000 euro per le attività di manutenzione straordinaria del Moro, da eseguirsi nei prossimi mesi, oltre a un budget di 2.500 euro all’anno per la manutenzione ordinaria. Tali attività sono affidate al Cvr, che gestirà anche il nuovo pontile presente in darsena di città (realizzato dall’Autorità con i Fondi del Bando Periferie veicolati dal Comune) al fine di promuovere l’organizzazione di iniziative pubbliche legate al mondo della vela. Altri impegni economici sono quelli assunti dalla Camera di Commercio Ferrara e Ravenna, a sostegno di attività promozionali di sviluppo del turismo nautico e della tradizione velica ravennate, con un contributo una tantum di 5.000 euro, e dalla Fondazione Raul Gardini nella misura di 2.500 euro all’anno. Il Comune, concessionario delle aree, faciliterà tutte le attività e sosterrà la promozione delle iniziative pubbliche che saranno organizzate.

Di carattere tecnico invece il supporto della Compagnia Portuale che mette a disposizione la propria professionalità e i propri mezzi per fornire un aiuto pratico e logistico nello svolgimento delle attività di manutenzione del Moro.

L’esordio di Lisa Bentini è un’opera dagli equilibri eterei

Le Cose che nessuno vede di Lisa Bentini sono intrecci, rimandi, collegamenti, costellazioni nello spazio liminare tra la vita e la morte, la memoria famigliare fatta di piccoli episodi e grandi lutti che restano e si tramandano e influenzano la vita di chi è rimasto. Ma il limine è anche quello tra umano e animale, inizio e fine, razionale e sentimentale, fisico e spirituale. Con questo esordio in libreria, Lisa Bentini – ravennate, docente di Lettere che siamo abituati a leggere sulle pagine culturali del Manifesto e su riviste online dove scrive di letteratura – parte dalla sovrapposizione di due lutti, quello recente per l’amato cane Beverly e quello per la Bambina, la zia morta a nove anni, nove anni prima della nascita dell’autrice, di cui Lisa porta il nome.

5580025032La sua è una scrittura attenta, calibrata nel parlarci di presenze immateriali ma che riesce a farsi concreta, quasi tangibile. È un libro fatto di equilibri dove la letteratura e le immagini si alternano alla vita vissuta senza pedanteria e senza forzature, in un amalgama in cui i ricordi personali si intrecciano ai libri letti, alle fotografie attentamente studiate e descritte. Dentro ci sono i dilemmi e le paure di una bambina che cresce in una famiglia amorevole e unita ma su cui aleggia la perdita della Bambina. C’è il senso di colpa di chi è sopravvissuto, il desiderio di trovare un senso a una morte insopportabile, ma c’è anche, forte, il venire al mondo, la maternità come esperienza totalizzante. Anche su questo, Bentini riesce a passare dalla propria esperienza personale alla memoria famigliare, fino a farci letteralmente vedere, pur senza usare immagini, le foto di Eve Arnold e Lisetta Carmi.

E poi c’è il rapporto, si potrebbe dire viscerale, tra uomo e animale, anch’esso raccontato, visto, vissuto da dentro e fuori. Non a caso nel libro, insieme ai nonni, i genitori, Beverly, il compagno Albert e i figli, ci sono Giacometti e Landolfi, Ernaux e Houellebecq, solo per citare alcuni nomi. Infine, c’è un continuo spostamento temporale tra l’oggi e gli anni Sessanta in cui la Bambina è vissuta fino a quel 1969, l’anno dell’allunaggio, l’anno a cui siamo abituati a pensare in chiave mondiale e che qui diventa quello di un dramma familiare.

E se per molte pagine la sensazione è quella di seguire una sorta di libera associazione di idee dell’autrice, in realtà ci accorgiamo che stiamo seguendo un filo preciso che ci porterà a mettere insieme elementi che si rivelano lungo il corso della lettura – fino a che non ci troveremo a parlare con la Bambina, quando l’autrice passa dall’io al tu – e che porterà il libro a una chiusura particolarmente riuscita e non banale.

Il romanzo, edito dall’editore palermitano Kalos, è in libreria dal 27 febbraio e l’autrice lo presenta al Mar di Ravenna sabato 7 marzo alle 16 in dialogo con la drammaturga e attrice di Fanny & Alexander Chiara Lagani.

Guerra e caro gasolio, l’allarme di Cna: «Fino a 2.400 euro in più per ogni tir»

Cresce la preoccupazione tra le imprese dell’autotrasporto per il nuovo aumento dei carburanti legato alla guerra in Iran e alle tensioni internazionali. Cna Fita Ravenna segnala che, in soli quattro giorni, i rincari del gasolio si traducono già in un aggravio stimato di oltre 2.400 euro l’anno per un mezzo pesante che percorre circa 100mila chilometri.

Secondo l’associazione, se l’aumento dei prezzi dovesse proseguire si potrebbe arrivare a un ulteriore rincaro fino a 0,445 euro al litro, con un impatto che potrebbe raggiungere i 13mila euro di costi aggiuntivi annui per ogni camion.

Per questo Cna Fita chiede al Governo misure urgenti di sostegno, tra cui «la sterilizzazione delle accise» e l’introduzione di un credito d’imposta straordinario per le imprese del settore, esteso anche a AdBlue e gas per autotrazione. L’associazione sollecita inoltre verifiche sulla trasparenza dei prezzi alla pompa e tempi più rapidi per il rimborso delle accise anticipate dagli autotrasportatori.

«Gli imprenditori sono molto preoccupati per l’impennata dei costi. Le imprese stanno investendo per adeguarsi alle nuove normative ambientali e tecnologiche, ma con questi rincari i costi operativi rischiano di diventare insostenibili», spiegano Davide Cassani e Franco Ventimiglia, presidente e responsabile di Cna Fita Ravenna. Secondo l’associazione, è necessario prevenire possibili speculazioni e tutelare un settore strategico per l’economia e per la tenuta delle catene di approvvigionamento.

Controlli dei carabinieri nel Lughese: sequestrati trattori, un’auto rubata, bici, 4mila uova e materiale edile. Tre denunciati

Tre uomini sono stati denunciati dai carabinieri dopo un controllo nelle campagne del lughese che ha portato al sequestro di diversi beni di sospetta provenienza illecita, tra cui trattori agricoli, un’auto rubata, biciclette di alta gamma e materiale edile.

L’intervento è avvenuto nel primo pomeriggio del 4 marzo, durante un servizio di controllo del territorio svolto dai carabinieri della stazione di San Lorenzo di Lugo insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Lugo. Una pattuglia, mentre percorreva la strada provinciale 17 tra le frazioni di Belricetto e San Bernardino, ha notato tre uomini intenti a caricare cavalletti e pedane per ponteggi su un rimorchio trainato da un autocarro con targa straniera. Il comportamento ha insospettito i militari, che hanno deciso di procedere a un controllo chiedendo anche l’intervento di un’altra pattuglia.

Durante le verifiche, i tre non sono stati in grado di fornire documenti che giustificassero la provenienza del materiale che stavano caricando. Ulteriori accertamenti sui trattori agricoli già presenti sull’autocarro hanno evidenziato irregolarità nei dati identificativi: consultando la banca dati delle forze di polizia, i carabinieri hanno rilevato numeri di telaio inesistenti o associati a targhe diverse. Quattro i trattori agricoli di dubbia provenienza, uno dei quali privo della targhetta identificativa.

I controlli sono stati poi estesi a un capannone utilizzato da uno dei tre uomini. All’interno sono stati trovati e sequestrati un’autovettura risultata rubata lo scorso febbraio in provincia di Ferrara, circa quattromila uova alimentari confezionate senza documentazione sulla tracciabilità, ulteriore materiale edile – tra cui cavalletti, ponteggi e betoniere – e quattro biciclette di alta gamma per un valore complessivo stimato in oltre 20mila euro.

Tutto il materiale rinvenuto, insieme ai quattro trattori e al capannone, è stato posto sotto sequestro. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Lugo sono in corso per accertare la provenienza dei beni recuperati, individuare eventuali proprietari e verificare possibili episodi di ricettazione.

Racing Bulls presenta un progetto da oltre 64 milioni di euro: 100 nuovi posti di lavoro previsti nello stabilimento di Faenza

Migliorare in modo significativo le capacità produttive e di ricerca e sviluppo dell’azienda, garantendo un vantaggio competitivo nel settore delle corse automobilistiche, in particolare in vista del nuovo regolamento tecnico Fia in vigore dal Mondiale 2026. Questo è l’obiettivo alla base del  progetto di investimenti presente nell’Accordo di sviluppo presentato al vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, da Racing Bulls Spa, azienda controllata dal gruppo austriaco Red Bull GmbH, attiva in Formula 1 con il nome Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team.

Un programma da oltre 64 milioni di euro, che riguarda il centro di eccellenza tecnologico di Faenza, sito dedicato alla progettazione, produzione e  sviluppo della monoposto per il quale è previsto un aumento di 100 posti di lavoro nel sito faentino. A fronte dell’investimento previsto, è stata richiesta un’agevolazione per alcuni milioni di euro concentrati sulla parte di ricerca e sviluppo.

«È un intervento importante, al quale garantiamo tutto il supporto necessario, favorendo quindi il dialogo con il ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché l’impresa possa finalizzare gli investimenti – sottolinea il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla -. Siamo di fronte a ricadute territoriali significative, dato che l’azienda rafforza la presenza produttiva sul territorio italiano con un progetto che irradierà tutto il sistema dell’indotto e delle filiere.  Determinante, poi, il fatto che favorisca anche il consolidamento e l’incremento dei livelli occupazionali, con una previsione di aumento di un centinaio di posti di lavoro nella sede di Faenza, con un focus verso profili di eccellenza nel settore ingegneristico e tecnologico».

Il parere positivo di viale Aldo Moro è stato notificato, a Invitalia, delegata alla procedura dal Mimit, dopo l’incontro tenutosi in Regione con l’impresa.

Sul fronte degli investimenti industriali, l’importo previsto dall’accordo è di oltre 31 milioni di euro, destinati all’ampliamento e al rinnovamento del parco macchine utilizzate per la produzione di componenti in materiali metallici e compositi per la vettura, con introduzione di tecnologie innovative, tra cui stampanti 3D per la realizzazione di prototipi, macchine a elevata precisione con configurazioni e strutture particolarmente complesse e fresatrici multi-assi. È inoltre prevista la creazione di laboratori avanzati per la sperimentazione dei materiali, per sviluppare soluzioni innovative e migliorare le prestazioni della monoposto. In questo processo rientra anche la reintegrazione interna di attività, che consentirà di migliorare il controllo sui processi produttivi e ridurre i costi operativi, oltre che eliminare ritardi ed  inefficienze dovuti alle spedizioni verso soggetti esterni.

Gli investimenti sul fronte della ricerca e sviluppo, che superano i 33 milioni di euro, si concentrano principalmente su materiali innovativi e tecnologie di lavorazione, strutture e sicurezza, aerodinamica, superfici e gestione energetica, andando verso l’adozione di carburante 100% sostenibile, fattore determinante nelle future competizioni.

«Sul piano dell’innovazione – aggiunge Colla – è importante che l’accordo di sviluppo si muova anche verso l’obiettivo della protezione del know-how e della proprietà intellettuale su componenti ad alta tecnologia, riportando all’interno del ciclo produttivo fasi precedentemente esternalizzate. Come Regione, infine, guardiamo sempre al tema della produzione ecosostenibile, ed è perciò importante che nel piano sia presente anche la previsione dello sviluppo di tecnologie ibride con una componente elettrica sempre maggiore e l’adozione di carburante 100% sostenibile».

Finisce nei campi con l’auto, muore un 53enne – FOTO

Un automobilista, classe 1973, è morto nella notte tra giovedì e venerdì in un incidente avvenuto tra Solarolo e Faenza. Per cause in corso di accertamento, l’uomo ha perso il controllo lungo via Lugo – a poca distanza dalla trattoria Felisio, nei pressi del ponte sul fiume Senio alle porte di Solarolo – finendo nei campi fuori strada, ribaltandosi più volte con l’auto.

Ad accorgersi della sua presenza, alcuni passanti, con i soccorritori – giunti sul posto dopo le 2 di notte – che non hanno potuto fare altre che constatare il decesso dell’automobilista. Nessun altro veicolo risulta coinvolto. A occuparsi dei rilievi la polizia di Stato, che sta cercando di ricostruire con esattezza la dinamica. Sul posto anche i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona.

Sorpreso con 5 grammi di hashish in zona stazione nonostante il divieto di dimora e l’avviso orale del questore: denunciato

Un giovane straniero è stato denunciato dai carabinieri dopo essere stato sorpreso nella zona della stazione ferroviaria di Ravenna nonostante fosse destinatario di diversi provvedimenti restrittivi: aveva infatti il divieto di dimora in provincia, un avviso orale del questore e un divieto di accesso ai locali pubblici per un anno.

Il controllo è avvenuto nei giorni scorsi durante un servizio antidroga dei militari della sezione Radiomobile della Compagnia di Ravenna in una delle zone più al centro del dibattito pubblico.

L’uomo è stato notato all’incrocio tra piazza Farini e via Carducci e, alla vista della pattuglia, ha cercato di evitare il controllo entrando rapidamente in un negozio. I carabinieri lo hanno comunque fermato e identificato: era senza documenti e dagli accertamenti nelle banche dati sono emersi i provvedimenti già a suo carico.

Durante la perquisizione i militari hanno trovato circa 5 grammi di hashish e 77 euro in contanti in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Il giovane è stato quindi denunciato per detenzione ai fini di spaccio e per violazione delle norme sul soggiorno degli stranieri. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria di Ravenna, che valuterà anche un eventuale aggravamento delle misure già in atto.

Faenza, ubriaco torna al supermercato nonostante il Daspo urbano: denunciato

Nonostante il divieto di avvicinarsi all’area di un supermercato di Faenza, è tornato sul posto e ha iniziato a infastidire clienti e dipendenti. Per questo un cittadino straniero maggiorenne, regolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato dai carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Faenza.

L’uomo, recentemente tornato in libertà dopo un periodo di detenzione, era stato colpito da un Daspo urbano che gli vietava di accedere e sostare nelle vicinanze del punto vendita, dove in passato si era reso protagonista di episodi simili e di piccoli reati. Nonostante il provvedimento, si è presentato nuovamente davanti al supermercato in stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti, iniziando a importunare i presenti e creando disagio tra clienti e personale.

L’allarme è stato lanciato dai dipendenti del negozio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno sorpreso l’uomo mentre continuava a molestare i passanti.

Portato in caserma per gli accertamenti, è stato denunciato per ubriachezza molesta e sanzionato amministrativamente per la violazione del Daspo urbano.

«Tifosi ingestibili», il Mezzano ha deciso di giocare a porte chiuse

Dopo il botta e risposta con il Faventia (che ha denunciato pubblicamente il presunto comportamento scorretto dei tifosi avversari, accusati di cori razzisti e aggressioni ai danni di alcuni ragazzini), il Mezzano in una nota pubblicata sui social annuncia di aver deciso di giocare le prossime partite (stiamo parlando del campionato dilettantistico di calcio di Seconda Categoria, penultima serie nazionale) a porte chiuse.

«Dopo un lungo percorso durato mesi, volto alla sensibilizzazione e alla presa di coscienza di una parte dei nostri sostenitori che, occasionalmente, durante la stagione ha fatto incorrere la società in situazione spiacevoli e multe – si legge nel comunicato -, e dopo aver cercato di mettere in campo tutte le azioni rientranti nelle nostre limitate possibilità, la società Asd Mezzano comunica che le ultime tre giornate casalinghe del campionato di Seconda Categoria saranno disputate a porte chiuse».

«Alla luce dei reiterati comportamenti di una parte dei nostri sostenitori, comportamenti che nulla hanno a che vedere con i valori dello sport, con lo spirito sportivo e con il tifo sano – continua la nota – la società, dopo aver acquisito diverse consulenze, ritiene di non disporre più degli strumenti necessari per fronteggiare il fenomeno ed è pertanto giunta a questa sofferta decisione. Ribadiamo con fermezza che nessun tesserato della società fa parte parte di questo gruppo di tifosi organizzato e che la società ha sempre e solo cercato una mediazione con loro atta a ridurre gli episodi spiacevoli a loro imputati».

«L’Asd Mezzano e l’intera comunità di Mezzano non possono essere accostati a comportamenti incivili a causa di un numero limitato di soggetti e per non esserne ostaggio è costretta, vista la situazione attuale, a prendere questa decisione sofferta e di difficile gestione, pienamente consapevoli che la scelta adottata rappresenta una sconfitta per lo sport, per la nostra società e per l’intera collettività locale».

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