lunedì
25 Maggio 2026

Le pagelle del Ravenna che ha pareggiato contro la Pianese: male Italeng, fumoso Spini, poco servito Fischnaller

Le pagelle del Ravenna che ha pareggiato 0-0 contro la Pianese (qui cronaca e tabellino).

ANACOURA 6: Si fa trovare pronto nell’unico tiro che arriva nello specchio, deviandolo in bello stile, più che altro per i fotografi.

DONATI 6,5: tra i più propositivi della serata, il Ravenna spinge quasi solo da destra anche per merito suo. Potrebbe essere più pericoloso nel cross.

BIANCONI 6,5: un paio di chiusure (in particolare una nel primo tempo su Colombo lanciato a rete) forse passate quasi inosservate, ma fondamentali per evitare pericoli grossi per la porta di Anacoura.

ESPOSITO 6: sbriga la normale amministrazione, qualche piccolo errore di posizionamento sulle palle alte, poco incisivo in fase di impostazione (rispetto al solito).

BANI 6: guadagna un paio di punizioni, mette qualche buon cross, ma sembra non voler mai esagerare. Potrebbe spingere sicuramente di più, viste le qualità (dal 41′ st Rrapaj sv).

MANDORLINI 6,5: un po’ a sorpresa tra i migliori in campo. Da mezzala destra, soprattutto nel primo tempo, gestisce bene il pallone e si inserisce con i tempi giusti, dimostrando (ce ne fosse bisogno) di essere un calciatore pensante. I ritmi bassi lo aiutano.

LONARDI 6,5: forse mezzo punto in più perché almeno sembra provarci, a differenza di altri. Qualche imbucata tentata, un paio di tiri, tanti palloni gestiti.

TENKORANG 5,5: schierato mezzala sinistra nel 4-3-3 di Mandorlini, non sembra particolarmente a suo agio. Pochi inserimenti, a sinistra il Ravenna non riesce quasi mai a sfondare (dal 30′ st Corsinelli sv).

SPINI 5,5: sicuramente il più attivo tra i tre davanti, ma incappa in una di quelle serate molto fumose, senza riuscire a essere mai davvero concreto. Tante iniziative, pochissimi pericoli creati. Sbaglia anche (almeno) un paio di cross potenzialmente molto pericolosi, non da lui (dal 41′ st Calandrini sv).

ITALENG 5: la palla tra i suoi piedi spesso sembra avere un coniglio. Non manca l’impegno, ma l’esperto Gorelli se lo mette in tasca. Sbaglia anche un paio di passaggi che avrebbero potuto far salire la squadra. Poche le palle davvero giocabili, è vero, ma la prestazione è abbastanza inquietante (dal 13′ st OKAKA 5,5: entrato a furor di popolo al posto di Italeng, non riesce a rendersi mai pericoloso, né a trovare la posizione giusta sui diversi cross che arrivano dalle sue parti).

FISCHNALLER 5: pochissimi palloni toccati. Sicuramente il ruolo non lo aiuta (ci pare possa rendere meglio da attaccante centrale o da seconda punta più classica), ma lui sembra metterci davvero pochino (dal 30′ st MOTTI 6: di incoraggiamento, riesce a procurarsi un paio di occasioni almeno potenziali, si muove bene. La speranza è che possa iniziare una nuova stagione per lui).

L’Arezzo perde, ma il Ravenna non ne approfitta e scivola al terzo posto: finisce 0-0 al Benelli contro la Pianese

RAVENNA-PIANESE 0-0
RAVENNA (4-3-3): Anacoura; Donati, Bianconi, Esposito, Bani (41′ st Rrapaj); M. Mandorlini, Lonardi, Tenkorang (30′ st Corsinelli); Spini (41′ st Calandrini), Italeng (13′ st Okaka), Fischnaller (30′ st Motti). A disp.: Stagni, Poluzzi, Scaringi, Karim, Da Pozzo. All.: A. Mandorlini.
PIANESE (3-5-1-1): Filippis; Ercolani (39′ st Bertini), Gorelli, Amey; Sussi, Proietto, Simeoni, Colombo (44′ st Ongaro), Martey (44′ st Balde); Peli (21′ st Fabrizi); Ianesi (21′ st Tirelli). A disp.: Nespola, Reali, Spinosa, Jasharovski, Nicastro, Xhani. All.: Birindelli.
ARBITRO: Di Loreto di Terni.
AMMONITI: Ianesi, Filippis, Italeng, Fabrizi, A. Mandorlini.
ANGOLI: 3-3
TIRI (in porta): 6 (2) – 4 (1)
SPETTATORI: 3.467 (di cui 2.735 abbonati e 13 ospiti)

A questo link le nostre pagelle

Poche emozioni al Benelli, con il Ravenna che non va oltre lo 0-0 contro una Pianese molto rinunciataria e perde l’occasione di avvicinarsi alla capolista Arezzo, sconfitta in casa dalla Ternana (e ora a +6, con una partita in meno). L’Ascoli invece vince a San Benedetto del Tronto (0-1) e allunga al secondo posto a +2 sui giallorossi, ora terzi.

Davvero sterile il predominio territoriale del Ravenna, che tiene quasi sempre il pallino del gioco, senza riuscire però a velocizzare l’azione. Così le occasioni da gol sono davvero poche. Nessuna, praticamente, nel primo tempo, un paio (più che altro potenziali) nella ripresa, in particolare un tiro fuori di Lonardi da buona posizione. Ancora una volta, il Ravenna nella ripresa non è parso particolarmente brillante dal punto di vista fisico, con la Pianese che ha trovato anche qualche contropiede pericoloso (una parata, semplice, di Anacoura).

Da segnalare la presenza in tribuna dell’ex bandiera del Milan, Billy Costacurta.

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Costacurta in tribuna al Benelli (si ringrazia per la foto Fabio Pagani)

La buona notizia della serata, per il Ravenna, è il ritorno di Motti, rimasto in campo (contando il recupero) oltre venti minuti. Ora sarà necessario recuperare le energie in vista dello scontro diretto per il secondo posto di lunedì sera ad Ascoli. Con una sconfitta, il Ravenna dovrà addirittura guardarsi alle spalle, con la Ternana in grande risalita.

Un tratto di viale della Lirica diventerà a senso unico: previsti nuovi posti auto e aree di sosta a tempo

Un tratto di viale della Lirica a Ravenna diventerà a senso unico. Il futuro cambio della viabilità è stato di fatto preannunciato nell’incontro avvenuto oggi, 4 marzo, tra alcuni commercianti del quartiere e rappresentati del Comune. La direzione del senso di marcia sarà da via dell’Otello (nei pressi del chiosco La piada di Ale) fino a via dell’Aida (in corrispondenza del negozio di oggettistica Timida) percorrendo la curva su cui si affacciano diverse caffetterie. La nuova viabilità permetterà di istituire sul lato sinistro nuovi stalli auto, per contrastare la sosta selvaggia che interessa quotidianamente la zona. Il progetto verrà ora formalizzato e presentato alla giunta per l’approvazione, con una tempistica stimata di circa un anno per l’effettiva realizzazione.

L’ipotesi allo studio prevede anche la creazione di un’area con sosta regolamentata da disco orario, verosimilmente lungo il lato di strada affacciato direttamente sulle attività, per favorire il ricambio dei posteggi. I commercianti chiedono poi l’istituzione di stalli per scarico/carico merci, attualmente assenti, e che verranno inseriti nel nuovo disegno in corrispondenza dei blocchi di edifici. Bocciata per il momento l’ipotesi di installare dissuasori di velocità e paletti anti-parcheggio abusivo nelle vie interne dell’area commerciale (come via della Carmen), ma si valuta l’istituzione di una zona 30 in tutto il comprensorio.

Sarà più celere, invece, il rifacimento della segnaletica orizzontale delle vie interne, che già dalle prossime settimane, se le condizioni climatiche lo consentiranno, potrà essere ripassata dalla società incaricata, Global Strade, per migliorarne la visibilità. Anche per quanto riguarda l’adeguamento dell’impianto di illuminazione la risposta sarà più rapida. La zona, ancora dotata di lampioni a incandescenza, rientra infatti nel piano di ammodernamento dell’illuminazione pubblica cittadina. Durante l’installazione delle nuove luci a led saranno valutate eventuali zone buie con la possibilità di installare pali aggiuntivi.

L’incontro odierno è arrivato a poco più di tre mesi dall’ultimo confronto richiesto dai commercianti per affrontare le criticità di sicurezza, degrado e mobilità. Nei mesi scorsi, infatti, una serie di furti ha colpito i dehor nelle aree esterne delle attività della zona: un fenomeno che continua tutt’ora, con tre nuovi colpi tra Azuki Sushi e Caffè della Lirica solo nelle ultime settimane. L’incontro è stato ospitato nel dehor di Garden 37 (uno dei locali interessati dai furti), alla presenza del vicesindaco Eugenio Fusignani (Ordine pubblico e Sicurezza), l’assessore Fabio Sbaraglia (Commercio), il dirigente comunale Corrado Guerrini (Mobilità e Viabilità) e Marco Frati, ex segretario Pd e oggi membro del gabinetto del sindaco Alessandro Barattoni.

Le azioni ipotizzate durante la riunione del 24 novembre riguardavano anche l’installazione di videocamere di sorveglianza. Il vicesindaco Fusignani ha assicurato l’elaborazione di un piano di sviluppo dell’impianto che sarà reso pubblico appena ultimato. Secondo quanto emerso già a novembre, l’investimento non dovrebbe concretizzarsi prima del 2027. Si tratta di un tema particolarmente sentito dai commercianti, già tutti dotati di impianti privati di video sorveglianza, che si rivelano però inutili quando il ladro esce dal raggio di copertura della camera per avvicinarsi alla strada. Le limitazioni imposte ai sistemi di sorveglianza privati inoltre impediscono di inquadrare direttamente la carreggiata e di identificare i veicoli dei malviventi.

Infine, è stata affrontata anche la questione dell’igiene e del decoro urbano. A seguito dell’incontro di novembre sono già state accolte le richieste del titolare della Piada di Ale, che chiedeva lo spostamento dei cassonetti di rifiuti in prossimità del chiosco in una zona più defilata. Rimane però aperto il problema del conferimento: bar e negozi dispongono di cassonetti personali dotati di chiave, ma si tratta di passpartout facilmente replicabili e spesso utilizzati anche da inquilini o passanti, con rischio di multe per le attività. La richiesta dei commercianti è quindi quella di introdurre cassonetti con chiavi univoche, incrementare i bidoni per la raccolta differenziata del vetro (soprattutto nella zona tra la pasticceria Il Duomo e il Caffè della Lirica, che ne condividono uno) e adeguare le dimensioni dei cassonetti ai volumi di rifiuti prodotti dalle attività: secondo quanto segnalato, a volte risulta quasi impossibile anche solo inserire la spazzatura nella bocca del bidone. Per quanto riguarda le segnalazioni di avvistamento di topi emerse durante lo scorso confronto, la causa potrebbe essere lo smottamento di terra derivante dai lavori sulla statale nelle vicinanze. Azimut ha quindi posizionato trappole di monitoraggio nelle aree verdi del quartiere, senza riscontrare per il momento evidenti presenze, ma con la possibilità di aumentarne il numero se necessario.

Spaccio, bivacchi e degrado: sgomberata l’area verde dell’ex cantina Zanzi

Nella giornata di oggi, mercoledì 4 marzo, gli agenti della Polizia Locale di Faenza hanno portato a termine un intervento di sgombero e successivo smantellamento dei rifugi di fortuna nella zona di San Rocco, tra via Frontali e via Ravegnana, nell’area verde attigua all’ex cantina Zanzi.

Negli ultimi anni quest’area privata, la cui destinazione è ancora incerta, è stata oggetto di abbandono e degrado urbano, diventando teatro di numerose segnalazioni da parte di residenti e cittadini. Le denunce riguardavano in particolare fenomeni di spaccio, bivacchi e occupazioni di fortuna da parte di gruppi di senza fissa dimora stabilmente presenti. Dopo il via libera del custode dell’area, l’operazione ha visto quindi uno sgombero completo delle baracche e dei rifugi precari allestiti all’interno del perimetro. Durante l’intervento, i soggetti rintracciati, che avevano trovato rifugio in condizioni igieniche e strutturali precarie, sono stati identificati e successivamente allontanati.

“I sentimenti degli uomini”, parte il percorso per imparare a gestire rabbia ed emozioni

Psicologia Urbana e Creativa APS attiva un percorso dedicato agli uomini che desiderano gestire le emozioni e la rabbia per diminuire la conflittualità, per migliorare le relazioni familiari e interpersonali con una maggiore consapevolezza dei sentimenti e l’utilizzo della comunicazione empatica. Il primo appuntamento di “I sentimenti degli uomini” sarà martedì 10 marzo alle ore 20.45 e sarà condotto dagli psicologi e psicoterapeuti Giancarla Tisselli, Giulia Zannoni, Michele Piga, Federico Stifani e Daniele Righini.

Il corso è organizzato in sei incontri in presenza a cadenza settimanale: ogni martedì a partire dal 10 marzo fino al 14 aprile dalle 20.45 alle 23 a Volontàromagna, in Via Agro Pontino 13/A a Ravenna. È rivolto agli uomini che desiderano imparare a gestire la rabbia e comprendere le proprie emozioni, esprimere i sentimenti e sviluppare la capacità di empatizzare con lo stato d’animo dell’altro. Indagare le proprie emozioni e saper spiegare con le parole il proprio sentito, attraverso tecniche non conflittuali come la comunicazione empatica e l’assertività, permette di esprimere i bisogni in modi più efficaci e rispettosi. Il corso propone, nell’ottica del contrasto al maltrattamento tra i generi, una riflessione condivisa sulle alternative ai conflitti e all’aggressività che spesso si manifesta nelle situazioni domestiche, così come in altre realtà sociali (lavoro, scuola, sport, ecc.).

Approvato il bilancio: nel 2026 investimenti da 42 milioni tra sport, viabilità e riqualificazioni urbane

Dopo il caso Missiroli, è il Commissario Straordinario Michele Formiglio ad aver approvato il bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Cervia, confermando un piano di investimenti strategici per circa 42 milioni di euro nell’anno corrente.

Tra le opere più significative ci sono la realizzazione della Città dello Sport, con oltre 15 milioni di euro in gran parte finanziati da contributi esterni, e gli interventi per la viabilità cittadina, che prevedono manutenzione di strade, marciapiedi e piste ciclabili per 8 milioni di euro. Sono inoltre previsti 2,8 milioni per la messa in sicurezza della banchina del porto canale e delle paratoie grazie a fondi statali, mentre il ripristino dell’ex colonia Varese a Milano Marittima avverrà con un contributo già assegnato dalla Regione Emilia-Romagna. La riqualificazione del centro di Milano Marittima e del centro storico di Cervia, lungo Viale Roma, comporterà complessivamente 2,7 milioni di euro, a cui si aggiungono 1,5 milioni destinati al verde pubblico e all’ambiente.

Lo schema del bilancio, approvato dalla Giunta Comunale uscente, è stato rivisto, su proposta del Servizio Finanziario, sotto due aspetti. In primis l’avanzo di amministrazione 2025 supera ora i 4,9 milioni di euro, evitando mutui e la vendita di azioni Hera. Il secondo aspetto è relativo a una questione tecnica sopravvenuta, che ha reso necessario stralciare temporaneamente alcuni investimenti per 350mila euro.

Le entrate principali restano invariate, con aliquote Imu e addizionale Irpef sul primo scaglione fino a 28.000 euro (la più bassa della provincia), così come le tariffe di tassa di soggiorno e parcheggi che assicurano risorse a beneficio del bilancio per complessivi 7,7 milioni di euro. L’addizionale Irpef sul secondo e terzo scaglione aumenta dello 0,1% in attesa dei contributi ministeriali, con l’impegno del Commissario di annullare l’incremento appena le risorse saranno disponibili. «Purtroppo, il decreto di assegnazione delle suddette risorse non è ancora stato emanato pertanto l’aumento ha dovuto essere deliberato come originariamente previsto – fanno sapere dal Comune – . Resta comunque l’impegno del Commissario Straordinario, non appena risulta adottato il decreto, di approvare con variazione di bilancio l’annullamento dell’aumento delle suddette aliquote».

«La provincia ha tanto da raccontare, si vive anche un’ora in più al giorno»

C’è la neve, un Natale che tanto Natale non è, il freddo che entra nelle ossa e le dinamiche strette di un paesino di provincia. Ci sono due fratelli che vivono tra difficoltà economiche e fragilità familiari, c’è un cane smarrito e una “lauta ricompensa” per chi lo trova. Ultimo schiaffo è il nuovo film di Matteo Oleotto, regista goriziano classe 1977. A distanza di 13 anni dal film d’esordio Zoron – il mio nipote scemo (vincitore di diversi premi,  tra cui il Globo d’oro alla miglior opera prima e candidato ai David di Donatello) Oleotto torna a raccontare la provincia friulana tra dark comedy e tinte pastello. Oleotto sarà presente al cinema Mariani di Ravenna per presentare la proiezione in programma domani (5 marzo, ore 21), per la rassegna “Finalmente è giovedì”.

Sempre più spesso il cinema sceglie di allontanarsi dalle grandi città per raccontare i piccoli centri. La provincia rappresenta un nuovo spazio narrativo?
«Non credo sia una tendenza nuova: certo, è difficile produrre un film all’anno e a volte la provincia “scompare” per qualche tempo, ma poi ritorna sempre sullo schermo. Già dalle produzioni di Carlo Mazzacurati si è sentito il bisogno di raccontare storie che uscissero dai luoghi caposaldo del cinema tradizionale, come Roma o Napoli. La provincia ha tantissimo da raccontare. È un mondo vivo, tutt’altro che marginale. In provincia si fa moltissimo: si vive persino un’ora in più al giorno, se pensiamo al tempo che altrove si perde nel traffico o alla ricerca di un parcheggio. E quel tempo in più lo si riempie inventando attività originali, colorate e divertenti».

Matteo Oleotto 1
Matteo Oleotto

In Italia oggi c’è più spazio per il cinema che racconta il territorio?
«Per fortuna sì, anche grazie all’importante lavoro delle Film Commission che ha permesso al cinema di spostarsi in lungo e in largo per il Paese. Le persone hanno lo sguardo saturo di Castel dell’Ovo o Piazza di Spagna e vengono al cinema anche per scoprire posti nuovi. Non si tratta solo di dare originalità alle storie, ma di un’importante forma di promozione territoriale, non solo dal punto di vista turistico, ma anche grazie alle tante persone che affollano per mesi un set e fanno girare direttamente l’economia locale».

Il film viene descritto come “una partitura (quasi) natalizia”. Qual è il ruolo del Natale all’interno di questa storia di provincia?
«Il Natale ha un ruolo centrale all’interno della storia. Da giovane ho lavorato per anni nell’ospedale psichiatrico di Gorizia e spesso ero di turno durante le festività. Lì ho capito che in alcuni contesti il Natale è tutta un’altra storia. Finivo le mie giornate con un aperitivo tra amici, risate e scambi di regali per poi andare in ospedale e accorgermi che per quei ragazzi era tutto diverso: quando ti senti triste e solo, a Natale lo diventi ancora di più. Il debutto del film è stato proprio l’8 gennaio, quando le feste sfumano e rimane l’albero da smontare. Mi è sembrato un miracolo: intanto perché è difficile trovare slot non occupati dalle grandi major nel periodo festivo, ma soprattutto il senso di tristezza e vuoto che segue le feste mi è sembrato particolarmente indicato».

Ad accomunare il suo primo film Zoran – il mio nipote scemo e Ultimo Schiaffo c’è la figura dell’antieroe come protagonista. Perché questa predilezione?
«Perché gli eroi mi annoiano terribilmente, li trovo banali e spesso senza anima. Chi cade e cerca in tutti i modi di rialzarsi invece è più vivo, più sexy, più “tutto”. Credo che quello degli sconfitti sia un mondo più vicino al mio e che sia addirittura più degno di essere raccontato di quello dei vincenti. Il mio passato da sportivo poi mi ha insegnato che è proprio la sconfitta il modo migliore per crescere».

Questo film arriva dopo oltre 10 anni dalla pellicola di esordio. Può spiegaci il motivo di questa lunga attesa?
«Zoran è andato molto bene, anche troppo. Ha partecipato a tanti festival e vinto diversi premi: essendo il mio primo film mi sono buttato ovunque, passando nel giro di pochi giorni da Tallinn a Bari, fino a Stoccarda, e così per mesi. Ne sono uscito un po’ confuso. Ogni volta che provavo a pensare a un nuovo film la mia testa tornava sempre in questa dinamica “zoraniana” da cui però volevo allontanarmi. Un amico mi disse che per fare un bel film basta un po’ di fortuna, è con il secondo che si vede il talento. Girare Ultimo Schiaffo è stato come una lunga seduta dalla psicologa, il film sta già ricevendo un buon apprezzamento: è come se avessi ricominciato a capire quanto valgo, quindi credo ci sarà meno attesa per il prossimo».

In questa “pausa” c’è stata anche tanta televisione, quali sono le differenze principali tra il girare per il cinema e per la tv?
«Il cinema per come lo intendo io è libertà. Mi sono reso conto che stavo passando troppo tempo a inquadrare belle attrici, begli attori, belle case, bei costumi. Era tutto troppo bello, e tutto finto. Ho sentito il bisogno di tornare a raccontare qualcosa di vero, e di mettermi faccia a faccia con me stesso come autore. Quando lavori per la televisione poi fai parte di un ingranaggio molto più grande e complesso di te, ogni scelta va dichiarata a chi è sopra di te. Riguardando il mio film invece vedo che tutto ciò che c’è sullo schermo è opera mia. È una bella sfida, ma se funziona dà molta soddisfazione».

Prima dell’approdo in regia, c’è un diploma da attore all’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine e una serie di lavori molto lontani dal mondo dello spettacolo. Questo percorso aggiunge qualcosa ai suoi film?
«Totalmente, anche se all’inizio non lo capivo. Ho frequentato la scuola d’attore un po’ per caso: non volevo fare il militare e l’accademia di Udine mi dava modo di fare l’obiettore al mattino e di seguire i corsi nel pomeriggio. Non ho mai voluto fare davvero l’attore, ci ho provato nel film Lezioni di cioccolato, ma ho capito di non essere tagliato per questo. Però rispetto molto gli attori e mi fido di loro, credo siano “portatori sani di storie”. La formazione attoriale ricevuta in accademia mi permette di interfacciarmi meglio con loro, capire i loro bisogni, le loro preoccupazioni. È come se avessi studiato per tre anni “l’attorese”: questo si è rivelato un grande plus anche in televisione».

Per questo ultimo film invece com’è avvenuto il casting degli attori?
«È stata una chiamata aperta al nord Italia, non volevo restare confinato al Friuli per paura di non trovare i volti giusti per incarnare la mia storia. Adalgisa Manfrida, l’attrice protagonista, in realtà non è nemmeno del nord e abbiamo dovuto fare un po’ di lavoro sugli accenti. Appena l’ho vista però non ho avuto dubbi: tra gli oltre seicento ragazzi incontrati durante i casting, ho riconosciuto subito lei e Massimiliano (Motta ndr) come Petra e Jure».

Quale consiglio darebbe a un giovane che vorrebbe muovere i primi passi nel mondo della regia?
«Che si può fare. I mezzi sono tanti e oggi si può fare cinema senza andare per forza a Roma o a Milano. Per citare una frase di Paolo Nori “dipende solo da quanto sono forti le tue scuse per non farlo”. Tutti i giovani che ho conosciuto che volevano davvero lavorare nel cinema ci sono riusciti. Con sacrifici, certo, ma fa parte del mestiere. L’aspetto più difficile può essere quello di mantenere sempre accesa la fiamma, anche quando le persone attorno a te cercano di spegnerla. A 18 anni, mentre gli amici andavano a ballare, io restavo sveglio tutta la notte a immaginare e scrivere le mie storie, a ravvivare la fiamma». 

Al via interventi di manutenzione su via Canale Magni e via Bassette: previste deviazioni al traffico

Come annunciato qualche settimana fa dal sindaco Barattoni in conferenza stampa, tra lunedì 9 e martedì 10 marzo cominceranno due interventi di manutenzione straordinaria su alcune arterie della zona Bassette, finalizzati al ripristino delle condizioni di sicurezza e funzionalità della carreggiata profondamente deteriorata. La durata prevista dei lavori è di circa due settimane e costeranno 400mila euro.

Il primo intervento riguarderà i tratti maggiormente deteriorati di via Canale Magni, dalla rotonda degli Scaricatori fino alla rotonda degli Spedizionieri, su via Romea Nord. In questo caso sarà disposta la chiusura al traffico delle corsie in direzione dalla rotonda degli Scaricatori verso la rotonda degli Spedizionieri. La deviazione prevista comporterà, dalla rotonda degli Scaricatori, il transito su via Bondi e via Bacci, con successivo rientro su via Romea Nord.

Il secondo intervento interesserà via Bassette, nel tratto compreso tra la rotonda degli Scaricatori e l’incrocio con via Giovanni Bacci. Durante l’esecuzione dei lavori la strada sarà chiusa al traffico nel tratto interessato; la viabilità alternativa sarà garantita utilizzando il ramo di innesto di via Bondi.

Assegnate a Cervia le finali nazionali: in arrivo i migliori talenti del calcio giovanile

La FIGC ha accolto la richiesta da parte del Comune di Cervia di ospitare le finali giovanili dei campionati Settore Giovanile Scolastico, durante le ultime tre settimane di giugno. Le finali scudetto dei campionati nazionali di squadre professionistiche avranno come centro di gravità lo stadio Todoli di Cervia, mentre è ancora da definire il quadro completo degli impianti in cui si giocheranno il titolo le migliori squadre maschili e femminili d’Italia, dall’under 18 all’under 15. 

I calciatori più forti d’Italia tornano così in provincia, dopo che nel 2018 e 2019 fu lo stadio Bruno Benelli di Ravenna ad ospitare le finali. Nel 2026 saranno nove gli scudetti in palio. Quattro sono riservati alle squadre di A e B: quindi under 18, under 17, under 16 e Under 15. Ci sono poi gli scudetti femminili per Under 17 e Under 15 che si disputeranno nell’ultima settimana di giugno e chiuderanno una rassegna che vedrà assegnare anche i titoli nazionali di Serie C per le categorie under 17, under 16 e under 15.

Di seguito il comunicato ufficiale della FIGC:

Il calcio giovanile si dà appuntamento a Cervia. Il Comitato di Presidenza del Settore Giovanile e Scolastico, riunitosi il 25 febbraio, ha infatti accolto la candidatura del comune romagnolo per ospitare le Finali Giovanili dei Campionati SGS di calcio, sia maschili che femminili, in programma a giugno. L’SGS ha già avviato la selezione degli impianti, sparsi sul territorio, che ospiteranno le gare, con l’obiettivo di offrire strutture all’altezza dell’evento e garantire un’esperienza di qualità ad atleti, staff e tifosi. Una scelta che conferma l’impegno della Federazione nella promozione del calcio giovanile e nell’organizzazione di eventi che valorizzano non solo i talenti del futuro, ma anche le realtà sportive locali, creando un’importante vetrina a livello nazionale“.

Carabinieri forestali: in provincia 880 controlli in 14 mesi, 38 sanzioni amministrative e 9 persone denunciate

Negli ultimi 14 mesi (cioè gennaio e febbraio del 2026 e tutto il 2025) i carabinieri forestali di Ravenna hanno eseguito 880 controlli e individuato 38 irregolarità amministrative per un importo totale di sanzioni di oltre 15mila euro. In particolare, in ambito venatorio, maltrattamento e uccisione di animali, i controlli svolti hanno portato anche alla denuncia di nove persone.

I numeri che mostrano la centralità della protezione della fauna selvatica e della flora autoctona sono stati resi noto ieri, 3 marzo, in occasione della Giornata mondiale della fauna selvatica (World Wildlife Day), istituita dalle Nazioni Unite. La ricorrenza coincide con l’anniversario della firma, nel 1973, della Convenzione di Washington – Cites (Convention on International Trade in Endangered Species), un accordo internazionale volto a regolamentare il commercio di specie animali e vegetali minacciate di estinzione.

Il gruppo carabinieri forestale di Ravenna e i nuclei dipendenti, attraverso gli incontri svolti con gli studenti dell’istituto comprensivo “Matteucci” di Faenza, delle scuole primarie “Martiri Fantini” di Cervia e “Lama” di Russi, supportati dal Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) e dalle guardie ecologiche volontarie, hanno evidenziato l’importanza della conservazione della flora e della fauna selvatica rinnovando l’impegno costante per la tutela della biodiversità e la salvaguardia degli habitat naturali.

Il comandante regionale dei carabinieri forestali in Emilia-Romagna, il colonnello Aldo Terzi, ha voluto celebrare il mezzo secolo di impegno nella tutela delle specie animali e vegetali a rischio di estinzione con la presentazione del calendario Cites 2026. L’opera accompagna il pubblico in un viaggio attraverso 12 storie emblematiche, ognuna dedicata a una specie protetta (specie di flora o fauna), tra cui spiccano due vicende legate alla regione Emilia-Romagna. La prima è quella del sequestro di alcuni delfini del Delfinario di Rimini, un caso diventato un punto di riferimento per la giurisprudenza nazionale sul benessere animale. La seconda è la complessa indagine internazionale denominata “Atacama”, che ha portato al sequestro, anche nel territorio riminese, di centinaia di cactus rarissimi, sottratti illegalmente ai deserti del Cile.

Ravenna è stata nominata “Capitale italiana del mare” per il 2026

È Ravenna la Capitale italiana del mare 2026: a  proclamare la città romagnola è stato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci nella Sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri. Al Comune vincitore sarà assegnato un contributo di 1 milione di euro per finanziare le attività di promozione della cultura marittima. Tra le città candidate c’erano Ancona, Gaeta, Riccione, Brindisi, Taranto, Santa Cesarea Terme e Policoro.

«Questa iniziativa è nata per rendere competitivo il valore di una comunità nel suo rapporto con il mare – ha ricordato Musumeci – il Governo ha posto al centro del suo programma la valorizzazione del mare, questo significa avviare una interlocuzione seria, concreta, diretta con le comunità che vivono il mare».

Il titolo “Capitale italiana del mare” è istituito per promuovere progetti, iniziative e attività dedicate alla valorizzazione e alla piena fruizione della cultura marittima italiana. L’iniziativa favorisce il confronto e la competizione positiva tra le diverse realtà territoriali costiere, coinvolgendo tutti i Comuni italiani affacciati sul mare. Sono considerate tutte le componenti dell’economia marittima, con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine.

Qui il nostro articolo di presentazione della candidatura, con i dettagli del progetto.

«Finalmente non ci sono più dubbi che Ravenna sia una città di Mare e non solo d’acqua – è il commento del primo cittadino di Ravenna, Alessandro Barattoni –. Questa vittoria è frutto di un percorso fortemente condiviso con i tanti attori del territorio, che ringrazio, così come ringrazio l’Ufficio Politiche Europee del Comune che ha redatto il dossier in poco più di un mese. Questo risultato è la dimostrazione di come solo lavorando insieme si riescano ad ottenere risultati significativi. Vi aspetto domani per la presentazione del dossier insieme ai protagonisti di questa candidatura che, come ho avuto modo di dire, hanno dato vita a quello che abbiamo chiamato Tavolo del Mare, e che saranno il cuore di questa nuova e grandissima opportunità per la nostra città».

Al Tavolo hanno partecipato Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto Tecnico Industriale Statale “Nullo Baldini”; Cestha Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat APS; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta del progetto.

58enne arrestato per violenza sessuale su una minorenne. L’uomo si trovava già ai domiciliari

A seguito dell’ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Bologna, i carabinieri della stazione di Castiglione di Ravenna hanno arrestato un 58enne italiano per il reato di violenza sessuale aggravata.

Nell’ottobre del 2023, infatti, l’uomo abusò di una ragazza all’epoca 17enne, venendo condannato ai domiciliari. Il nuovo provvedimento prevede una pena di reclusione per 5 anni e 4 mesi all’interno della casa circondariale di Rimini, dove è già stato trasferito.

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