mercoledì
18 Marzo 2026

Ecco i dieci articoli più cliccati del 2025 su Ravennaedintorni.it

Salutiamo il 2025 con la solita classifica degli articoli più letti del 2025 su Ravennaedintorni.it. Una curiosità con cui ne approfittiamo per ringraziare voi lettori per la fiducia: le visualizzazioni sono infatti aumentate del 30 percento rispetto al 2024, grazie anche al restyling del nostro quotidiano virtuale (se si considera solo il periodo della messa on line della nuova versione, dal 12 giugno, la percentuale sale fino a quasi al 40).

Ma ecco la top ten degli articoli più cliccati (che ovviamente non vuole essere una panoramica sui fatti più importanti dell’anno: spesso, come noto, clic e rilevanza della notizia non coincidono…).

Al decimo posto – tanto per ribadire il concetto – c’è una notizia di “gossip” che siamo stati i primi a rilanciare a livello locale, spulciando sui social (e in particolare su Instagram), ossia la presenza in città, lo scorso febbraio, di una leggenda dello sport come Valentino Rossi (con tanto di foto con il vicesindaco).

Risalendo la classifica, ecco una notizia dolorosissima, quella del giovane di cui era stata denunciata la scomparsa, ritrovato morto e ricordato in particolare dalla sua vecchia scuola, il Ginanni di Ravenna.

All’ottavo posto compare una delle tante aperture commerciali segnalate quest’anno: si tratta dell’arrivo a Ravenna della catena Kik, colosso tedesco di tessili e non food.

Ed ecco in settima posizione quello che può essere considerato senza dubbio l’evento dell’anno per Ravenna e dintorni, l’arrivo dei Reali d’Inghilterra (in particolare l’articolo più cliccato è la presentazione del mini festival del cibo allestito per l’occasione in piazza).

Il sesto articolo più cliccato del 2025 è invece un approfondimento di Alex Giuzio sul presunto calo delle presenze in spiaggia, commentato da alcuni addetti ai lavori.

Ed eccoci alla “top 5” dell’anno, aperta dalla polemica più fresca, quella dell’argine considerato abusivo dal Comune di Castel Bolognese, tagliato nel giorno di Natale come possibile soluzione per la piena del Senio. Al quarto posto c’è il cordoglio per il 54enne trovato morto in spiaggia lo scorso agosto a Marina di Ravenna, mentre ad aprire il podio c’è l’intervista di Andrea Alberizia a Marco Mascellani, il più giovane direttore di macchina del primo sottomarino costruito in Italia dopo la seconda guerra mondiale.

In seconda posizione ecco invece il classico “effetto nostalgia”, con la notizia della storica villa di Raul Gardini tra Ravenna e il mare in vendita per 9,5 milioni di euro.

L’articolo più letto dell’anno su Ravennaedintorni.it è invece un altro a tema turismo e in particolare quello che abbiamo definito il “grido di dolore” degli hotel di Marina di Ravenna, testimonianze raccolte da Leonardo Ferri con l’appello al Comune dei titolari di quattro strutture ricettive a conduzione famigliare.

Influenza verso il picco stagionale: dal 1° gennaio vaccini gratuiti per tutti

L’andamento della stagione influenzale 2025–2026 sta registrando una crescita più anticipata e costante di numero di casi rispetto allo scorso anno. In base alle stime del Sistema di sorveglianza integrata dei virus respiratori “RespiVirNet” sono 75.631 le persone in Emilia-Romagna colpite da sindrome respiratorie acute (Ari), nel periodo compreso tra il 15 e il 22 dicembre 2025 (51esima settimana epidemiologica), con un’accelerazione significativa della curva epidemica e un’incidenza settimanale totale pari a 19,39 casi su mille assistiti.

Nel complesso, il quadro mostra una maggiore incidenza nei bambini e nei ragazzi: nella fascia 0–4 anni l’intensità è alta, con un’incidenza settimanale di 63,48, (9.456 casi). Ancora più marcata risulta la situazione nei 5–14 anni, dove l’intensità raggiunge un livello molto alto, con un’incidenza di 27,93 (10.559 casi). Nella popolazione 15–64 anni l’intensità è invece bassa, con un’incidenza settimanale di 16,59 (47.089 casi). Negli over 65, l’intensità è media, con un’incidenza di 7,63 (8.527 casi). La stima dei casi da inizio epidemia è di 436.115.

Al fine di aumentare la copertura vaccinale complessiva e di ridurre la circolazione del virus nella comunità la Regione dal 1° gennaio 2026 prevede l’estensione dell’offerta vaccinale antinfluenzale a titolo gratuito a tutti i cittadini residenti o assistiti dal Servizio sanitario regionale che ne facciano richiesta, compatibilmente con la disponibilità delle scorte presenti nei frigoriferi aziendali delle Aziende sanitarie e degli studi medici aderenti alla campagna.

«I dati della sorveglianza regionale – commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – ci indicano che la stagione influenzale in corso sta mostrando una crescita costante, con un impatto già evidente sui servizi sanitari. In questo contesto, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, in particolare per le persone anziane, fragili e per chi convive o lavora a stretto contatto con loro. Rafforzare la copertura vaccinale significa ridurre il rischio di complicanze anche gravi, limitare gli accessi ai Pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri e contribuire a mantenere il sistema sanitario nelle condizioni migliori per rispondere ai bisogni di tutte le cittadine e i cittadini, soprattutto nelle settimane di maggiore pressione».

I dati sulla copertura vaccinale
Delle vaccinazioni effettuate in Emilia-Romagna (dati aggiornati al 22 dicembre), 639.717 hanno riguardato le persone di 65 e più anni, il target d’età per cui il vaccino è maggiormente raccomandato, oltre che gratuito, e per il quale si punta a superare la copertura del 60%. 187.865 vaccinazioni sono state somministrate a persone tra i 15 e i 69 anni, 83.078 ai 60-64enni e 62.517 a bambini e ragazzi fino ai 14 anni.

Dove vaccinarsi
Il vaccino potrà essere somministrato dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta aderenti alla campagna 2025–2026, dai servizi di sorveglianza sanitaria delle Aziende sanitarie, dai servizi di igiene e sanità pubblica, dai servizi di pediatria di comunità e dalle farmacie convenzionate aderenti. In farmacia possono vaccinarsi i cittadini maggiorenni che abbiano già ricevuto analoghe tipologie di vaccini e che, a seguito di valutazione dell’eleggibilità, risultino idonei alla somministrazione.

I Comuni di Ravenna e Cervia vietano fuochi d’artificio e petardi per la notte di Capodanno

Il Comune di Ravenna ha emesso un’ordinanza che vieta “l’utilizzo e lo scoppio di fuochi d’artificio, razzi, mortaretti, petardi, raudi, candele romane e simili artifici pirotecnici” nell’intero territorio comunale in occasione della notte di Capodanno.

Il divieto sarà attivo dalle ore 18 del 31 dicembre alle ore 8 del 1° gennaio.

Sono esclusi dal divieto “soggetti muniti delle autorizzazioni rilasciate dalla competente Autorità e chi utilizza prodotti quali piccole fontane, piccoli bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, bacchette scintillanti, piccole trottole, piccole girandole e palline luminose”.

«Come Amministrazione – sottolinea il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – abbiamo ritenuto di predisporre un’ordinanza che intende vietare l’utilizzo di fuochi d’artificio e simili artifici pirotecnici per tutelare non solo persone e animali, ma anche per preservare i monumenti e garantire il loro decoro. Mi appello alla responsabilità di ogni singolo cittadino e cittadina per far sì che queste regole vengano applicate nell’ottica di una maggior tutela della nostra comunità».

Un’ordinanza simile sarà in vigore anche nel comune di Cervia, dove in particolare: “Nei centri abitati di tutto il territorio comunale è vietato accendere artifici pirotecnici esplodenti di qualsiasi natura. Il divieto è valido per ogni tipo di fuoco d’artificio, benché di libera vendita, in luogo pubblico e privato, ove in tale ultimo caso, possano verificarsi ricadute degli effetti pirotecnici su luoghi pubblici o su luoghi privati appartenenti a terzi”.

Anche il Comune di Faenza in una nota inviata in questi giorni ricorda il proprio regolamento di polizia urbana, che sancisce chiaramente «il divieto di accendere fuochi, gettare oggetti accesi o utilizzare materiali esplodenti, fuochi d’artificio e oggetti similari che possano arrecare disturbo alla quiete pubblica o compromettere l’incolumità dei cittadini. La norma, valida su tutto il territorio comunale e con particolare severità nel centro storico, prevede che ogni violazione, qualora non costituisca reato, perseguibile quindi dal Codice Penale, comporti sanzioni amministrative».

Abbattuto nella notte un autovelox a Mezzano – FOTO

Qualcuno ha abbattuto nella notte tra lunedì e martedì l’autovelox sulla statale 16 a Mezzano. Un episodio che riporta alla mente le gesta di “Fleximan” che aveva colpito (lui o chi per lui) anche nel Ravennate a inizio 2024, quando furono abbattuti cinque velox in poche settimane.

Nella mattinata di oggi (30 dicembre) sono stati recuperati i resti del macchinario e sono partite le indagini di carabinieri e polizia locale, rese probabilmente più problematiche dalla fitta nebbia della notte.

Le foto sono di Massimo Argnani.

Aumentano le tariffe delle strisce blu in centro storico

Il Comune di Ravenna aumenterà le tariffe dei parcheggi a pagamento in centro storico a partire dal 1° marzo 2026. Lo ha stabilito una delibera di giunta approvata stamattina, che introduce un nuovo piano per le soste nelle strisce blu. Mentre ad oggi esistono cinque zone tariffarie, da un minimo di 35 centesimi a un massimo di 1,20 euro all’ora, dal prossimo anno le zone saranno tre: 1 euro, 1,5 euro e 2 euro all’ora. Per le due zone più vicine al centro storico sarà introdotta anche la prima mezz’ora gratuita, «un’agevolazione che va a favore sia del commercio, permettendo le soste gratis per gli acquisti brevi, sia dei genitori che portano i propri figli a scuola in auto», ha detto il sindaco Alessandro Barattoni durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo piano soste.

Nelle prossime settimane, ha annunciato il primo cittadino, saranno organizzate alcune assemblee pubbliche per illustrare le novità ai residenti del centro. Il nuovo piano del Comune infatti non si limita ad aggiornare le tariffe delle strisce blu, bensì comprende una seconda delibera con nuove norme per le zone a traffico limitato (Ztl). Tutte le misure erano state preannunciate da Barattoni durante la campagna elettorale.

«L’attuale piano era invariato dal 2012 – ha sottolineato il sindaco – e le nuove tariffe restano comunque molto più competitive rispetto agli altri capoluoghi del nord Italia e alle città a noi vicine». Tuttavia, ha aggiunto, «era necessario semplificarle e adeguarle ai tempi». La prima mezz’ora di gratuità sarà calcolata in automatico dai parchimetri e sarà possibile usufruirne solo una volta al giorno. Sarà necessario richiedere ed esporre il biglietto anche nel caso in cui si voglia usufruire solo dei trenta minuti gratis. Dal 1° marzo, con l’entrata in vigore delle nuove tariffe, i parchimetri inizieranno a richiedere anche l’inserimento della targa. Il Comune non dovrà sostituire le macchine, che sono già predisposte con l’apposita tastiera, ma dovrà solo aggiornare i loro software.

La mappa delle aree di sosta a pagamento

Gli orari della sosta a pagamento restano invariati, dalle 8.00 alle 18.30 dal lunedì al sabato. Queste invece sono le nuove tariffe nel dettaglio:

  • Zona tariffaria 1 (in rosso): 2 euro all’ora con la prima mezz’ora gratuita.
  • Zona tariffaria 2 (in giallo): 1,5 euro all’ora con la prima mezz’ora gratuita e la possibilità di abbonamento giornaliero a 8 euro.
  • Zona tariffaria 3 (in verde): 1 euro all’ora con la possibilità di abbonamento giornaliero a 4 euro e abbonamento mensile a 35 euro.

A queste si aggiunge la zona tariffaria speciale in largo Giustiniano, con una tariffa unica giornaliera di 3,30 euro e possibilità di abbonamento mensile a 45 euro. Nella mappa seguente è possibile vedere il dettaglio delle tre nuove zone tariffarie.

Il Comune introdurrà le strisce blu in alcune nuove strade, «per un totale di circa 50 posti auto a pagamento in più», ha detto il sindaco. Si tratta di via Venezia, via Giovanni Falier (nel tratto da via Venezia a circonvallazione Rotonda dei Goti), via Gastone de Foix, via Adeodato Ressi, via Port’Aurea (nel tratto da circonvallazione al Molino a via San Pietro Crisologo). I principali parcheggi gratuiti in prossimità del centro storico resteranno con le strisce bianche (Orto Siboni, via Fiume Montone Abbandonato, via Renato Serra, via Monsignor Lanzoni, piazzale Natalina Vacchi).

Le nuove regole per le Ztl

La seconda delibera approvata stamane riguarda i permessi per accedere al centro storico, anch’essi aggiornati rispetto all’ultima delibera del 2012. Le nuove norme scatteranno dal 1° gennaio 2026 e non consentiranno più l’accesso alle Ztl per i possessori di auto ibride ed elettriche. Resteranno validi fino alla scadenza i permessi già rilasciati. «Le Ztl non servono solo a ridurre l’inquinamento, ma anche a non congestionare il centro storico di mezzi», ha argomentato Barattoni, evidenziando che le auto ibride a Ravenna hanno superato le tremila unità contro le 890 del 2020, mentre le elettriche sono passate da 100 a 675 negli ultimi cinque anni.

Inoltre i mezzi ibridi inizieranno a pagare la sosta nelle zone blu, mentre l’elettrico continuerà a non pagare. La novità riguarda anche i residenti del centro storico senza posto auto, che però potranno ottenere un permesso annuale al costo di 50 euro. Nuovi permessi sono stati pensati anche per gli artigiani, i commercianti e i traportatori di merci in centro storico. «Abbiamo deciso di sperimentare queste novità per stimolare una mobilità diversa, frutto di un piano sosta che regolamenti l’accesso alle Ztl, favorisca nuove piste ciclabili e implementi il trasporto pubblico locale, anche per migliorare la circolazione in tutti i suoi aspetti», ha dichiarato Barattoni.

La nuova delibera guarda anche all’implementazione del trasporto pubblico, «come dimostra l’avvio della sperimentazione relativa alla gratuità della linea 80 – a cui, dal prossimo autunno, se ne aggiungeranno altre – utile per raggiungere con facilità il centro città anche dal forese e per una maggiore intermodalità nella zona urbana», ha concluso il primo cittadino.

Finisce con l’auto nel fiume Montone, 80enne esce da solo e si salva

Ha perso il controllo dell’auto mentre faceva manovra, finendo nel fiume Montone, ma è riuscito a uscire prima di andare del tutto sott’acqua. Sfiorata la tragedia per un 80enne che ieri sera, intorno alle 22, è uscito dalla carreggiata della provinciale Prada, all’altezza del ristorante Da Luciano.

Sul posto sono intervenuti la polizia locale di Forlì, i carabinieri di Ravenna e il 118 con auto medica. L’anziano era sotto shock e inizialmente non sarebbe riuscito a riferire se ci fossero altre persone a bordo della sua utilitaria. Per questo le forze dell’ordine hanno chiamato i vigili del fuoco con una squadra di sommozzatori, che hanno appurato che l’auto era vuota.

La dinamica dell’incidente è ancora poco chiara, ma è certo che l’uomo ha fatto tutto da solo, compresa l’uscita dall’auto mentre si stava immergendo. L’80enne è stato portato all’ospedale di Ravenna. L’automobile dovrebbe essere rimossa nella giornata di oggi.

Faenza, 35enne violento allontanato dalla compagna

Maltrattava la compagna con insulti e botte, fino a ispezionarle le mutandine per capire se fosse stato tradito. Ora il 35enne di Faenza dovrà mantenere un distanza minima di 500 metri dalla donna e indossare il braccialetto elettronico. La vicenda è raccontata dal Resto del Carlino di Ravenna in edicola oggi. L’uomo ha anche problemi di tossicodipendenza, tanto che in un’occasione avrebbe costretto la sua fidanzata a dargli il bancomat per prelevare i 50 euro necessari ad acquistare una dose di cocaina. E la sua gelosia aveva raggiunto livelli di paranoia tali da avere costretto la compagna a cambiare numero di telefono e chiudere i profili social.

Ieri mattina il 35enne avrebbe dovuto essere interrogato dal gip Janos Barlotti ma, riferisce il Carlino, non si è presentato. Le sue manifestazioni di aggressività erano arrivate alle minacce di morte per la donna e i suoi gatti, ma si erano spinte anche a svariate percosse, soprattutto sotto effetto di cocaina.

Regali e panettoni per i bambini ricoverati all’ospedale di Ravenna

Il reparto di pediatria dell’ospedale di Ravenna ha cercato di regalare qualche sorriso ai piccoli pazienti ricoverati sotto le feste di Natale. Tra il 22 e il 24 dicembre sono arrivati regali, sorrisi e un’atmosfera di festa, grazie alla generosità di alcune associazioni e volontari.

Il 22 dicembre la Pro Loco di Lugo ha organizzato una visita di Babbo Natale, entrato nel reparto per distribuire regali ai bambini ricoverati; mentre il 23 dicembre la Pasticceria Michele Stella di Ponte Nuovo ha portato i panettoni per tutti i giovanissimi pazienti e l’associazione di volontariato CDS di Lugo ha donato dei giocattoli. Lo stesso ha fatto il giorno dopo, 24 dicembre, il gruppo “Bella Situazione” di Ravenna.

«Il Reparto di pediatria esprime un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile queste bellissime iniziative, contribuendo a portare un po’ di gioia e speranza ai bambini costretti a trascorrere le festività lontano da casa», recita una nota dell’Ausl Romagna. «La solidarietà e l’affetto dimostrato sono un dono inestimabile, che fa sentire la comunità più vicina anche nei momenti più difficili».

Ravenna, bilancio 2025 della polizia: 254 arresti e 1.187 denunce. Rimpatriate 17 persone

Nel 2025 in provincia di Ravenna la polizia di Stato ha arrestato 254 persone (tra le quali 16 minorenni) e denunciato ulteriori 1.187 persone per vari reati, in particolare contro la persona, il patrimonio e per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; in quest’ultimo contesto sono stati sequestrati 75 chilogrammi di droga, dei quali 8,3 di cocaina e oltre 66 di hashish. Sono le cifre più significative in tema di ordine pubblico dell’attività svolta dalla questura. I dati sono aggiornati al 15 dicembre e sono stati presentati alla stampa oggi, 29 dicembre, dal questore Gianpaolo Patruno che dirige gli uffici di via Berlinguer dallo scorso luglio.

Patruno si dice soddisfatto del bilancio della questura, in particolare per il dato che riguarda i rimpatri di stranieri non in regola con le norme sul permesso di soggiorno. L’ufficio Immigrazione, oltre alle verifiche in ordine al possesso dei requisiti richiesti per la permanenza sul territorio dei cittadini stranieri, ha svolto l’istruttoria per l’espulsione di 114 persone, nonché con l’accompagnamento alla frontiera di 17 soggetti (imbarcati su aerei) e 11 ai centri per il rimpatrio (Cpr).

Circa duemila gli operatori impiegati in oltre 400 manifestazioni sportive ed eventi che hanno interessato il territorio della provincia, a cui sommare 32 specifici servizi cosiddetti ad “Alto Impatto” con l’ausilio anche delle altre forze di polizia nelle zone con maggiori criticità e luoghi con elevato afflusso di persone.

L’attività di controllo del territorio, svolta dagli equipaggi delle volanti e dei commissariati di Faenza e Lugo, ha visto l’identificazione di circa 56mila persone e la verifica di 16mila veicoli, dei quali 19 posti sotto sequestro; 183 le contestazioni per violazioni al codice della strada con il ritiro di documenti a 26 persone; effettuati anche circa tremila controlli, intensificati nel periodo delle festività, a persone sottoposte a misure restrittive giudiziarie presso la propria abitazione.

La polizia scientifica ha effettuato 128 sopralluoghi, 280 analisi di sostanze stupefacenti e sottoposto a rilievi fotodattiloscopici oltre quatromila soggetti accompagnati in ufficio per una loro esaustiva identificazione.

L’attività della polizia amministrativa ha visto il rilascio di circa 13.500 passaporti nonché le verifiche di 45 circoli e locali pubblici; tra questi, in relazione a criticità emerse sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica, il questore ha emesso nove provvedimenti di chiusura temporanea.

Sotto il profilo della prevenzione, le istruttorie della divisione Anticrimine nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha permesso al Questore di emettere oltre 340 provvedimenti, tra i quali 101 fogli di via con divieto di ritorno e 76 Dacur (divieto di accesso alle aree urbane, detto anche Daspo urbano) nei confronti di altrettante persone, con divieto di accesso a determinate aree urbane e zone della città per un anno, nei confronti di coloro che hanno tenuto condotte che minano la sicurezza e il decoro urbano – allo scopo di tutelare la vivibilità e la fruibilità degli spazi pubblici -, o nei confronti di soggetti, perlopiù giovani, rilevatisi pericolosi e autori di reati contro il patrimonio o la persona in locali pubblici.

In tema di violenza di genere, 34 gli ammonimenti emessi dal questore nei confronti per lo più di uomini autori di violenza domestica o atti persecutori nei confronti della compagna o ex partner.

La polizia stradale nel corso dell’anno ha effettuato 997 pattuglie di vigilanza e pronto intervento, percorrendo circa 290mila km e rilevando 168 sinistri stradali; controllate circa ottomila persone e 5.700 veicoli, elevate 6.050 contravvenzioni al codice della strada, sequestrati 106 automezzi ed effettuati 143 fermi amministrativi; denunciate 47 persone per reati per lo più per la guida in stato di ebrezza.

Al porto la polizia di frontiera ha identificato oltre 300mila persone, per lo più croceristi giunti in città e controllate 2300 navi.

La polizia postale, nell’ambito delle proprie specifiche attività, ha raccolto 343 denunce, arrestando due persone per delitti inerenti la pedopornografia e denunciando ulteriori 350 persone per reati connessi alla rete.

Cervia, partono le gare per le concessioni balneari: approvate le linee guida

Tutte le 289 concessioni demaniali marittime di Cervia stanno per andare a gara. La giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo che serviranno a delineare la cornice entro la quale definire le procedure di evidenza pubblica necessarie per riaffidare i titoli scaduti. È la prima amministrazione romagnola a farlo. Secondo quanto scritto nella delibera, gli uffici competenti dovranno approvare i bandi «entro il 31 maggio 2026» e pubblicarli subito dopo, perciò è probabile che le procedure saranno concluse entro la fine del prossimo anno.

Ad oggi il Comune di Cervia è in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), prevista per il prossimo febbraio, poi intende partire con le procedure selettive. Il decreto 131/2024 del governo Meloni ha imposto di concluderle entro il 30 giugno 2027, ma vista la complessità dell’iter e i probabili ricorsi, per i Comuni è necessario iniziare con almeno un anno di anticipo. L’Agcm non ritiene valido il termine del 30 giugno 2027 perché il Consiglio di Stato aveva imposto di concludere i bandi entro il 2024; per questo ha fatto ricorso contro molti Comuni che hanno atteso, tra cui Cervia.

Quali attività andranno a gara

I bandi riguarderanno tutte le concessioni esistenti sul litorale, a partire dai 216 stabilimenti balneari pubblici e i 44 stabilimenti balneari a uso privato delle colonie. Ma dovranno essere riaffidate anche 7 concessioni relative a scuole, depositi e noleggi di imbarcazioni, 5 negozi, 3 ristoranti, 3 uffici, 2 piscine, il cantiere nautico sulla darsena lato Milano Marittima e il traghetto che attraversa il portocanale. La delibera del Comune indica anche un ormeggio, un giardino a servizio di uno stabilimento balneare e cinque concessioni “non assegnate”. Per tutti i titoli da riaffidare, gli uffici municipali hanno già predisposto le schede tecniche con gli elementi catastali, le planimetrie e le pratiche edilizie.

I criteri dei bandi

Saranno gli uffici comunali a scrivere i bandi nelle prossime settimane. La delibera del Comune si limita a indicare le linee di indirizzo da seguire. Nello specifico, il municipio di Piazza Garibaldi ha individuato tre ambiti per valutare i partecipanti: offerta tecnica, esperienza professionale e offerta economica.

Per quanto riguarda la parte tecnica, dovranno essere privilegiati gli interventi di riqualificazione delle strutture esistenti «con riferimento alla precarietà degli impianti, alla qualità dei manufatti […], al loro inserimento nel contesto ambientale e paesaggistico e alla loro qualità estetico-formale». Nel dettaglio, vinceranno i candidati che proporranno l’utilizzo di «materiali e soluzioni innovative finalizzate al contenimento dei consumi energetici», il «miglioramento dei servizi pubblici (wc, arredo urbano, spogliatoi, docce)», l’accessibilità ai disabili e agli animali di affezione. Punteggi premianti anche per chi favorisce il «prolungamento della stagione balneare con servizi offerti per tutto l’anno, l’organizzazione di attività di intrattenimento per minori, adulti e/o anziani all’interno della struttura balneare o comunque funzionali alla promozione turistica» e le sinergie col sistema ricettivo.

Nel punteggio professionale, avrà la priorità chi ha già esperienza nel settore balneare, turistico e ricettivo, «anche quando le strutture sono ubicate su beni diversi dal demanio». Punteggi bonus per chi promette di assumere più personale, soprattutto se under 36, e per chi ha utilizzato la concessione «come fonte prevalente di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare nei cinque anni antecedenti» al bando. Infine, la parte economica valuterà con più favore chi presenterà offerte per contribuire agli «investimenti pubblici destinati a interventi per la valorizzazione naturale della località o per opere pubbliche funzionali alla riqualificazione dell’arenile».

L’incognita degli indennizzi

Il decreto nazionale 131/2024, approvato un anno fa, ha lasciato aperta la questione degli indennizzi per i concessionari uscenti. I criteri per calcolarli avrebbero dovuto essere individuati da un decreto attuativo da approvare entro il 31 marzo 2025, ma il governo non lo ha mai fatto. Perciò i Comuni sono stati lasciati soli ad affrontare il da farsi. In Italia alcune amministrazioni hanno avviato lo stesso i bandi decidendo per contro proprio, mentre altre hanno preferito aspettare.

La giunta cervese ha preso tempo, scrivendo nella delibera che «in relazione a ciascun lotto, prima dell’indizione della gara, deve essere determinato l’indennizzo eventualmente spettante al concessionario uscente con riferimento agli investimenti non ancora ammortizzati e l’eventuale disponibilità a trasferire le opere di proprietà, quale alternativa allo smontaggio, fermo restando l’eventuale adozione del decreto del ministero delle Infrastrutture e trasporti in tema».

L’assessora Brunelli: «Invieremo la delibera all’Agcm»

Nella nota che annuncia l’approvazione della delibera, l’assessora al demanio Michela Brunelli ha dichiarato: «In virtù delle normative nazionali che indicano come termine ultimo per la conclusione delle procedure di gara il 30 settembre 2027, la giunta comunale, insieme al dirigente e al servizio Demanio, ha deciso di fare il punto sul percorso finora svolto, attraverso una delibera che al suo interno evidenzia da un lato lo stato attuale delle concessioni e dall’altro individua le linee di indirizzo che serviranno a delineare i futuri criteri cui i bandi faranno riferimento. Tutto il percorso è stato condiviso con il nostro servizio legale, con i consulenti esterni e con la Regione Emilia-Romagna, la quale – anche attraverso l’interlocuzione scaturita dai tavoli tecnici con i Comuni della costa – sta supportando gli enti locali coinvolti in questa delicatissima fase. Inoltre, anche le associazioni di categoria e la Cooperativa bagnini sono state informate e coinvolte. La delibera sarà inviata anche all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) che ci chiede contezza di quanto stiamo facendo e sollecita l’ente a procedere con i bandi di gara».

Scarica la delibera completa del Comune di Cervia >

Il questore: «Non cambierà il metodo di definizione dei limiti alla viabilità attorno allo stadio»

La questura di Ravenna non prevede modifiche al metodo applicato finora per definire le limitazioni alla viabilità attorno allo stadio Benelli per le gare casalinghe del campionato di calcio maschile di serie C. Lo ha precisato il questore Gianpaolo Patruno oggi, 29 dicembre, dedicando proprio un passaggio al tema in occasione di un incontro con la stampa locale per il bilancio dell’attività della polizia nel 2025.

«Il compito del mio ruolo – ha affermato il dirigente arrivato in viale Berlinguer sei mesi fa – è conciliare tre esigenze: la sicurezza del pubblico che va allo stadio, la sicurezza di chi abita nel quartiere e la libertà di movimento delle persone. Penso che i cittadini di Ravenna debbano essere contenti che da parte delle istituzioni ci sia la massima attenzione alla gestione dell’ordine pubblico dello stadio».

Patruno è soddisfatto di come sono andate le cose nel girone di andata che si è da poco concluso: «Ogni partita ci sono circa 4mila persone. Non ci sono stati disordini, abbiamo emesso pochissimi Daspo e solo per casi mirati. Mi auguro che si vada avanti così».

Sono però diversi, non solo tramite i social, i casi di lamentele da residenti e commerciati delle vie attorno a piazzale Sighinolfi – ripresi anche dal consigleire comunale Alvaro Ancisi che ha presentato un’interrogazione al sindaco – con segnalazioni di casi estremi in cui qualche residente ha avuto difficoltà a rientrare al proprio domicilio. «Per i residenti non è mai vietato il transito – spiega Patruno – ma può capitare che nel momento di arrivo dei pullman o di uscita dei tifosi si chieda anche a un residente di attendere qualche minuto a tutela della sua incolumità. Parliamo di un sacrificio, se di sacrificio si può parlare, che arriva una volta ogni due settimane».

Il questore ha quindi voluto riassumere l’organizzazione delle limitazioni ricordando che è un piano condiviso con il comitato provinciale per l’ordine pubblico in prefettura e noto a tutti i soggetti coinvolti: «A ogni partita viene attribuito un livello di rischio da 1 a 3 tenendo conto di diversi fattori: dai rapporti fra tifoserie, al numero di ospiti in arrivo. A ognuno dei livelli corrisponde un perimetro di chiusure e di limitazioni.

Torna la Marcia della pace a Ravenna: il programma del tragitto

Torna mercoledì 31 dicembre la “Marcia della pace” organizzata dalla Diocesi di Ravenna-Cervia, con la partecipazione di tante realtà civili e religiose del territorio. Il tema sarà «La pace sia con voi. Verso una pace disarmata e disarmante», richiamando il recente messaggio di papa Leone XIV.

La marcia partirà alle ore 15 da Porta Adriana. Il tragitto, lungo circa un chilometro, attraverserà via Cavour, piazza Andrea Costa, via 4 Novembre e piazza del Popolo, per poi proseguire verso piazza Garibaldi e concludersi in piazza San Francesco. In testa al corteo ci sarà un cartello con la scritta “Insieme per la pace” tradotta in più lingue. Il cammino sarà in silenzio e, lungo il percorso, verrà distribuito un biglietto con una frase sulla pace, pensata come invito alla riflessione personale.

In piazza del Popolo è previsto un saluto istituzionale da parte del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e dell’assessora comunale alla pace Hiba Alif. In piazza San Francesco l’arcivescovo di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni proporrà una sintesi del messaggio per la pace di papa Leone XIV e farà un saluto finale. I bambini del gruppo “Gen 3, generazione nuova” del Movimento dei focolari distribuiranno “Il dado della pace” con frasi che aiutano a costruire rapporti di pace, mentre gli studenti dell’Istituto tecnico-commerciale “Ginanni” presenteranno il loro progetto “Il sogno della pace”, portato avanti durante l’anno scolastico. Ad accompagnare l’arrivo dei partecipanti in piazza San Francesco ci sarà anche la musica di God Vibes, il coro dei giovani dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, che proporrà canti natalizie sulla pace anche dopo gli interventi.

Alla marcia parteciperanno anche le diverse confessioni religiose presenti in città, tra cui il mondo ortodosso e quello musulmano, rappresentati da Moustapha Soufi e Moustapha Toumi. Numerose le adesioni di associazioni e realtà ecclesiali e civili: Caritas, Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei focolari, Ac, Acli, Legambiente, Amare Ravenna, Capit, Opera di Santa Teresa, Il Terzo Mondo, la Comunità greco-cattolica ucraina, Linea Rosa, Villaggio globale e CittAttiva, la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, gli Uffici pastorali dell’Arcidiocesi (sociale, famiglia, migranti e apostolato del mare, giovanile-vocazionale, ecumenismo e dialogo interreligioso) e il cappellano della casa circondariale di Ravenna, don Marcelo Lopresti. Ogni realtà coinvolta porterà la sua riflessione con una frase che verrà letta in piazza San Francesco e raccolta in un libretto che verrà distribuito ai presenti.

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