giovedì
19 Marzo 2026

La Consar perde ancora: al Pala De André passa a sorpresa Fano, quartultima

Probabilmente ancora scossa per la netta sconfitta nello scontro diretto contro Prata, la Consar Ravenna chiude male il 2025, incappando al Pala De André nella seconda sconfitta consecutiva, portando a casa solo 1 punto contro Fano, quartultimo.

Avanti 2-1 (19-25, 25-23 e 25-21), i ravennati perdono ai vantaggi il quarto set (26-28) e non riescono a recuperare lo svantaggio accumulato nella prima parte del tie-break, vinto poi dai marchigiani 15-12.

La capolista Prata, con una vittoria domenica sul campo del fanalino di coda, potrà così allungare, mentre il secondo posto della Consar è insidiato ora da Aversa, che sempre domenica è di scena a Taranto, contro la penultima.

Ravenna tornerà invece in campo per l’ultima giornata del girone d’andata il 4 gennaio a Pineto, contro la quarta forza del campionato di A2 di volley.

De Pascale: «Circolazione atmosferica simile a quella delle alluvioni del 2023, ma il sistema ha tenuto»

I fiumi sotto osservazione nella notte tra il 25 e il 26 dicembre – Senio, Santerno, Lamone – scesi al di sotto di soglia 3 (rossa) e le 209 persone accolte nei punti predisposti secondo i piani di protezione civile dopo le evacuazioni ordinate ieri (25 dicembre) dai sindaci, rientrate nelle loro case già dalle prime ore del mattino. Inoltre, non risultano essersi verificate tracimazioni o, al momento, rotture arginali, mentre alcuni dissesti hanno interessato la viabilità, anche nelle zone collinari.

Dopo una notte che ha visto passare i colmi di piena attesi, l’Emilia-Romagna si trova oggi in situazione di allerta arancione nella pianura bolognese, ravennate e ferrarese, dopo l’allerta rossa di ieri, piogge persistenti – con cumulate sul Senio superiori ai 150 millimetri – e letti dei fiumi attraversati da portate d’acqua davvero importanti per un tempo prolungato, anche fino a 32 ore sull’Idice. E se adesso, col calare dei livelli, si allontanano pericoli di tracimazione, resta forte la pressione sulle arginature: dunque, l’attenzione resta alta.

Per questo, la Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia regionale di sicurezza territoriale e protezione civile, ha avviato subito controlli e monitoraggi per valutare le conseguenze di questa situazione di stress degli argini. Anche perché rimangono alcuni tratti al di sopra della soglia 2 (arancione) su Senio, Lamone, Montone, Santerno e Reno.

Una situazione di allerta che negli ultimi due giorni ha visto mobilitato l’intero sistema di Protezione civile regionale, insieme a Prefetture, Comuni, Vigili del Fuoco, Polizie locali, Forze dell’Ordine, volontari. Insieme al 118 per l’evacuazione delle persone fragili. Aperto h24 il Centro operativo regionale (COR) nella sede della Agenzia di sicurezza territoriale e protezione civile, a Bologna, le sedi UT di Bologna e Ravenna, i Centri operativi comunali (COC) e i Centri di coordinamento soccorsi (CCS) nelle aree interessate. Punti operativi anche nella giornata di oggi.

«In queste ore complesse – afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale – il quadro che stiamo monitorando ci conferma un miglioramento dei livelli idrometrici dei nostri fiumi, con tutti i corsi d’acqua rientrati sotto la soglia 3 e il ritorno progressivo nelle proprie abitazioni di tutte le persone evacuate. Tuttavia, permane una condizione di vigilanza rafforzata, i livelli restano elevati e gli argini sono sottoposti a forte stress dopo diverse ore di piena. La nostra Protezione civile, insieme alle Prefetture, ai sindaci e a tutte le strutture operative, ha garantito un presidio costante e coordinato sul territorio, in stretto raccordo con l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile».

«La misura precauzionale di procedere ad evacuazioni temporanee in alcune aree, scelta molto importante, pur nella sua complessità per i cittadini coinvolti – continua De Pascale, ringraziando anche operatori e volontari che hanno prestato servizio in questi giorni – è sempre fondamentale per garantire la massima tutela delle persone. Capiamo la rabbia di chi ha vissuto un disagio così forte in giornate che dovrebbero essere dedicate alla serenità, ma colonne d’acqua dai 10 ai 15 metri, anche laddove completamente contenute entro gli argini non possono essere mai sottovalutate».

«La circolazione atmosferica che ha interessato la regione è risultata simile a quella del 2023, con piogge estremamente abbondanti e insistenti, in particolare sui bacini romagnoli. Ma a differenza di allora, questa volta il sistema ha tenuto, non si sono registrate tracimazioni né rotture arginali; un segnale importante, frutto anche degli interventi realizzati e sintomo dell’urgenza di realizzarne moltissimi altri. Continueremo a mantenere alta l’attenzione – chiude de Pascale – con monitoraggi sugli argini, controlli tecnici e raccordo costante con i territori, affinché la fase di ritorno alla normalità avvenga in piena sicurezza».

Piogge forti e insistenti, i numeri
La formazione di un minimo depressionario sul Tirreno, molto lento nel suo spostamento, ha determinato sull’Emilia-Romagna la convergenza di flussi da sud-est molto umidi e flussi da nord-est più freddi. Questo tipo di circolazione, così come accaduto nel maggio 2023, quando però le precipitazioni furono comunque superiori, genera piogge molto abbondanti e persistenti sulla parte di bassa montagna e collina della Romagna e parte centrale della regione.

È stata interessata un’ampia zona, dal bacino dell’Idice nel bolognese al bacino del Lamone nel ravennate, con precipitazioni puntuali superiori ai 150 mm in 48 ore. Va sottolineato, a termine di confronto, che il valore climatico delle precipitazioni per il mese di dicembre (Clima 1991-2020) per le stazioni di collina-bassa montagna nella zona interessata dalla parte principale dell’evento (Idice-Lamone), varia tra i 70 e gli 85 millimetri.

I dati del meteorologo Pierluigi Randi

Alcuni dati nel dettaglio: nelle 48 ore, la cumulata di precipitazione media areale sui bacini Idice, Quaderna, Sillaro, Santerno, Lamone e Montone ha superato i 100 mm. Quella media areale sul bacino del Senio superiore ai 150 mm.

Si sono aggiunte nevicate sulla parte centro occidentale dell’appennino.

mareggiate nelle giornate del 24 e 25 dicembre con onde oltre i tre metri.

Piene prolungate, i fiumi sotto pressione
Gli argini sono stati sottoposti a forte pressione, a lungo. Piene prolungate che hanno determinato livelli superiore a soglia 3 nei corsi d’acqua del bolognese e ravennate. Si evidenzia in particolare: sull’Idice per 32 ore, sul Senio per 11 ore, sul Lamone per 9 ore.

L’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e protezione civile «avvierà subito i controlli lungo le arginature – si legge in una nota della Regione – per verificare la situazione dopo le tante ore di piene prolungate, deflusso che peraltro prosegue tuttora».

In zona collinare, nella parta alta, adiacente la Toscana, dei bacini del Lamone, Senio e Santerno, ora non si registra nessuna criticità in alveo. Qui gli interventi in corso sul reticolo minore hanno dato risultati efficaci.

Evacuazioni, tutte rientrate le persone accolte nei punti allestiti
I sindaci delle aree più a rischio hanno emanato ordinanze di evacuazione preventiva: totale entro i 300 metri dalle aste fluviali, dei piani terra o seminterrati fra i 300 e i mille metri. Le 209 persone assistite direttamente dalla protezione civile che sono state accolte nei 6 hub allestiti dai Comuni sono tutte rientrate nelle loro case alle prime ore del mattino. I volontari di protezione civile hanno collaborato per effettuare monitoraggi dei corsi d’acqua, ridurre i tempi di attuazione degli interventi e nell’allestimento degli Hub.

Le evacuazioni hanno interessato i Comuni di Castel Bolognese, Solarolo, Cotignola, Lugo, Fusignano, Alfonsine, Bagnacavallo, rivieraschi del fiume Senio, nel ravennate, e San Lazzaro alle porte di Bologna (torrente Savena).

I Vigili del fuoco hanno effettuato circa 80 interventi sul territorio.

Sabato 27 dicembre, nessuna allerta
Domani non sono previsti fenomeni meteorologici significativi ai fini dell’allertamento. La criticità idraulica nella pianura centro-orientale è riferita al lento esaurimento della piena nei tratti vallivi del fiume Reno, generata dalle piogge dei giorni precedenti. Nelle zone montane e collinari, in particolare del settore centro-orientale, non si escludono occasionali fenomeni franosi sui versanti caratterizzati da condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, a seguito delle precipitazioni pregresse.

In due giorni la pioggia di un mese. «Non è un caso che sia successo nel dicembre più caldo dell’ultimo secolo»

Le precipitazioni cumulate nelle due giornate del 24 e 25 dicembre sui bacini dei fiumi Senio, Lamone e Marzeno sono state in media circa il doppio della pioggia prevista nell’intero mese di dicembre. Si tratta (media di bacino, escludendo le stazioni di pianura) di 139, 7 mm per il Marzeno, 145,7 per il Lamone e 150,2 mm per il Senio.

I dati sono del bagnacavallese Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e presidente dell’Ampro (Associazione meteo professionisti), che sui social pubblica anche alcuni grafici (qui sopra) che mostrano come siano comunque, fortunatamente, a debita distanza rispetto a quelli delle alluvioni di maggio 2023 e settembre 2024. «Resta però un evento considerabile come estremo – commenta Randi -, proprio perché occorso in dicembre e non nel periodo primaverile o autunnale allorquando gli eventi di pioggia consistente sono statisticamente più probabili». Infatti, restringendo lo sguardo al solo mese di dicembre, «non abbiamo alcun precedente di questo tipo dal 1935 per i tre bacini di Santerno, Senio e Lamone-Marzeno. Morale della favola – continua il meteorologo -: è il quarto evento di portata estrema (il quinto se aggiungiamo quello dell’ottobre 2024 nel bolognese) che si manifesta in tre anni, per cui ciò che prima mostrava tempo di ritorno secolare, oggi comincia a palesare tempo di ritorno se non annuale, quasi. È la nuova normalità fatta di estremi, e non solo di precipitazione».

Randi sottolinea infine che non è casuale che sia capitato «nel mese di dicembre, ad ora, più mite degli ultimi 100 anni. Qualche decennio fa gran parte della precipitazione degli ultimi due giorni sarebbe stata solida, almeno a partire dalle quote collinari, ma con questo sfacelo termico è stata pioggia fin quasi sulle cime».

Il Ravenna capolista, un’occasione da sfruttare subito, in un girone alla portata. Ma servono almeno altri due innesti

Il Ravenna capolista alla fine del girone d’andata è una sorpresa, ma fino a un certo punto. Chi davvero conosceva il valore delle forze in campo (come il caporedattore del Corriere Romagna che avevamo intervistato la scorsa estate a questo link), non poteva che mettere i giallorossi dell’ambiziosa proprietà Cipriani tra le possibili outsider, dietro all’Arezzo (che infatti è oggi secondo a un solo punto dal Ravenna). Considerando anche un girone (il B della Serie C) che si è ritrovato senza retrocesse dalla serie B, con ben sei neopromosse, la Spal fuori dai giochi e alcune realtà in palese crisi economica (Rimini e Ternana in primis). Senza nulla voler togliere all’ottimo lavoro di società, tecnici e giocatori, sarebbe ipocrita – considerando anche il recente acquisto di lusso di Viola – far finta che il Ravenna sia una “matricola” come le altre. E allo stesso modo non si può più nascondere l’obiettivo della promozione in serie B. Anche perché un’occasione come questa potrebbe non ricapitare in fretta. Il prossimo anno il girone B potrebbe tornare più competitivo e non è mai facile costruire una squadra per vincere il campionato. Essere in testa alla classifica ora, in questo campionato, è un lusso da non lasciarsi sfuggire.

L’impressione, però, è che la rosa abbia bisogno di altri innesti per poter restare al comando. Analizzando con obiettività il girone di andata, va detto infatti che il Ravenna ha dimostrato sì di essere una squadra forte e in grado di gestire le partite, ma ha potuto contare anche su rimonte e gol in extremis che difficilmente si potranno ripetere con regolarità. E ha potuto contare su un calendario che ha visto i giallorossi ospitare in casa squadre di blasone o di piazze importanti che ora diventeranno trasferte insidiosissime: oltre alle più dirette inseguitrici Arezzo e Ascoli, sarà dura affrontare fuori casa anche Perugia, Ternana e lo stesso Campobasso che ospiterà i giallorossi il 4 gennaio per la prima giornata del girone di ritorno.

Tatticamente, invece, l’impressione è che mister Marchionni – per quanto ci tenga a specificare sempre che decisivo è l’atteggiamento, più dei numeri – resterà legato al suo 3-5-2 che lo ha reso comunque uno dei mister con la media punti più alta della storia del Ravenna, ma che implica anche qualche problema. Il primo è l’inserimento dello stesso Viola, che sarebbe più semplice in un 4-3-2-1 (con l’ex Cagliari e Spini dietro a una punta, insieme ai tre centrocampisti “titolari”, ossia Di Marco, Rossetti e Tenkorang). Mantenendo il più tradizionale 3-5-2 Viola potrebbe giocare dall’inizio soltanto al posto di Spini o di Di Marco, due dei giocatori più importanti di questo Ravenna.

Per quanto riguarda il mercato, per cercare davvero di vincere il campionato, sarebbero necessari 2 o 3 ulteriori innesti. Il più urgente è forse un esterno a tutta fascia – se si vuole davvero proseguire con il 3-5-2 – di quelli in grado di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica, con gamba e personalità, da alternare a Rrapaj (sempre molto generoso ma poco preciso al cross), Falbo (ottimi invece i suoi cross ma poca personalità nella spinta), Corsinelli (fin qui non apparso l’uomo in grado di fare la differenza che ci si aspettava in estate), Da Pozzo (sempre ficcante a partita in corso, meno dall’inizio) o Donati (più “braccetto” o terzino a 4, che esterno a tutta fascia).

È poi difficile pensare di poter vincere il campionato senza un centravanti di categoria (Okaka è un extra-lusso da sfruttare però al meglio nell’ultima parte della partita; Luciani un buon giocatore ma non sembra un 9 da capolista di serie C; Motti pare non dare garanzie dal punto di vista fisico; Zagré avrebbe bisogno di trovare continuità altrove) e un portiere che possa contribuire maggiormente a dare sicurezza all’intero reparto difensivo.

Ovviamente, senza alcun innesto arrivare eventualmente secondi o terzi in classifica sarebbe comunque un successo, per un Ravenna ripescato all’ultimo dalla serie D. Su questo non ci piove. Ma l’occasione di poter mettere a segno una storica doppia promozione è talmente ghiotta (e concreta) che non sfruttarla fino in fondo sarebbe davvero un peccato, visto comunque che l’obiettivo del presidente Cipriani è senza dubbio quello di riportare la sua città nella serie B del calcio.

Tornano le fontane “pirodanzanti” in piazza San Francesco

Dopo l’allerta meteo che ha annullato le iniziative della vigilia, il centro di Ravenna si appresta a ospitare uno degli eventi più attesi di queste feste, l’ormai tradizionale spettacolo delle fontane “pirodanzanti”, uno spettacolo tra acqua, fuoco, musica e luci in programma sabato 27 dicembre in piazza San Francesco (ore 18.30).

Il giorno dopo, domenica 28, sempre in piazza San Francesco (nell’ambito del villaggio natalizio dei donatori di sangue dell’Advs), torna Billo Circus (dalle 15) con il suo spettacolo adatto a tutta la famiglia.

Le piene sono passate e ora i livelli dei fiumi sono in calo: non si registrano fuoriuscite o criticità in provincia

Una notte di paura, quella trascorsa in provincia di Ravenna, tra il 25 e il 26 dicembre. Erano otto i comuni della provincia dove sono state disposte evacuazioni precauzionali per le piene dei fiumi Senio e Lamone in particolare. Fortunatamente, non si sono registrate criticità. Gli argini hanno tenuto e ora i livelli dei fiumi sono in lenta discesa.

Non sono previste nuove precipitazioni e l’allarme è destinato a rientrare nel corso della giornata di Santo Stefano, così come stanno per essere annullate le varie ordinanze di evacuazione.

Frane, strade chiuse e famiglie isolate a Brisighella. Attesa per il passaggio delle piene dei fiumi

È atteso nelle prossime ore fino all’alba del 26 dicembre il passaggio dei colmi di piena nei fiumi romagnoli, i più interessati dall’ondata di maltempo di questi due giorni. In particolare, Senio, Santerno e Lamone stanno registrando livelli oltre soglia 3, sfiorata anche dal Montone. La situazione è in via di miglioramento per quanto riguarda l’Idice, nel bolognese dove il colmo ha già raggiunto Sant’Antonio a quota 13,65 metri.

In via di esaurimento anche le precipitazioni, che continueranno in modo debole e intermittente per le prossimi due o tre ore.

Da più di 48 ore è attivato tutto il sistema di Protezione civile. In pianura come in collina, dove a causa di alcuni movimenti franosi alcune strade sono state chiuse. Come a Brisighella, dove alcune famiglie sono isolate, seppur non in pericolo, e a Casola Valsenio, dove è stata registrata una precipitazione che ha superato i 200 millimetri di pioggia in poche ore.

Dal pomeriggio i sindaci hanno predisposto evacuazioni precauzionali nelle aree più a rischio dei Comuni di Faenza, Bagnacavallo, Castel Bolognese, Cotignola, Lugo, Solarolo, Fusignano e Alfonsine, nel ravennate. Già allestiti spazi di accoglienza dai volontari nei punti previsti in precedenza per situazioni di emergenza.

Resterà aperto tutta la notte il Centro operativo regionale (COR) nella sede di Bologna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di protezione civile, in contatto costante con sindaci, prefetture e il presidente della Regione, Michele de Pascale, che ha chiuso poco fa un nuovo briefing sulla situazione insieme alla sottosegretaria Manuela Rontini, al direttore dell’Agenzia, Massimo Camprini, operatrici e operatori. (comunicazione della Regione Emilia-Romagna delle 23.53 del 25 dicembre)

Aperto un varco in un argine del Senio realizzato da un privato senza autorizzazioni

Come annunciato dal sindaco di Castel Bolognese, per ridurre la pressione idraulica si è concluso nella serata di oggi, 25 dicembre, un intervento di apertura di un varco in corrispondenza dell’ansa dell’argine destro del Senio, subito dopo Tebano, che funge da soglia di sfogo. Il varco immette in un’ansa chiusa di circa venti ettari, di proprietà di un’azienda agricola (qui gli aggiornamenti)

L’intervento è stato disposto dal sindaco di Castel Bolognese congiuntamente a quello di Faenza, alla luce della criticità della situazione in evoluzione.

«L’arginatura in oggetto – spiegano da Castel Bolognese, dopo le polemiche di queste ore – risultava realizzata da un privato in assenza delle necessarie autorizzazioni e in modalità non conformi alla normativa vigente; alla luce delle criticità idrauliche riscontrate negli eventi precedenti, l’intervento si è reso necessario per garantire la sicurezza idraulica e un migliore deflusso delle acque, scaricando la pressione sull’argine sinistro».

Osservati speciali Senio e Lamone, evacauzioni precauzionali in otto comuni della provincia

In queste ore di allerta rossa che permane nelle pianure del bolognese, ravennate e ferrarese, l’osservato speciale è soprattutto il fiume Senio, che in provincia di Ravenna ha superato soglia 3 (rossa) a Cotignola e Tebano.

Il superamento di soglia 3 era previsto anche per il fiume Idice, come poi è successo, ma le insistenti precipitazioni – nella parte centrale dell’Emilia-Romagna si sono registrate cumulate fino a 190 millimetri in meno di 40 ore – hanno portato il Senio a dover fronteggiare una portata maggiore rispetto a quanto previsto.

Altro osservato speciale è il Lamone, il fiume che attraversa Traversara, dove al momento non sono previsti livelli di colmo allarmanti, sebbene il Marzeno, suo affluente in provincia di Faenza, abbia oltrepassato soglia rossa a Rivalta.

La situazione ha portato i sindaci di Bagnacavallo, il comune di cui è frazione Traversara, Castel Bolognese, Cotignola, Lugo e Solarolo (a cui si sono aggiunti poi anche Alfonsine e Fusignano), nel ravennate, a ordinare evacuazioni precauzionali degli abitanti nelle aree a rischio: la popolazione viene accolta negli spazi già previsti per situazioni di emergenza. A Faenza evacuate alcune famiglie a ridosso del Lamone. Altri Comuni stanno orientandosi allo stesso modo.

Il Centro operativo regionale (COR) è aperto h24 nella sede di Bologna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di protezione civile, in contatto costante con sindaci, prefetture e il presidente della Regione, Michele de Pascale, che ha chiuso poco fa un nuovo briefing sulla situazione insieme al direttore dell’Agenzia, Massimo Camprini, operatrici e operatori.

La sottosegretaria alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini, si trova al Comune di Cotignola, collegata con il Centro coordinamento soccorsi (CCS) della Provincia di Ravenna.

«La situazione viene costantemente monitorata – si legge in una nota della Regione -, insieme all’analisi dei dati e della modellistica. Saranno ovviamente importanti le prossime ore e la nottata, quando sono attesi i picchi di piena sul Senio nei punti oltre soglia rossa».

I fiumi maggiormente sotto osservazione sono destinati a raggiungere colmi che è previsto rimangano all’interno degli argini, ma durante la notte la permanenza prolungata sopra soglia 3 potrebbe generare un potenziale indebolimento delle arginature. Le piogge sono terminate e non dovrebbero riprendere.

Il sistema regionale di protezione civile è al lavoro ormai da 48 ore. Numerosi i volontari attivi nell’avvisare la popolazione nelle zone interessate alle evacuazioni precauzionali. Volontari e operatori pronti a intervenire lì dove fosse necessario.

Fiumi sopra la soglia rossa, evacuazioni anche nei comuni di Cotignola e Bagnacavallo

Dopo Castel Bolognese, ordinanze di evacuazione anche nei comuni di Cotignola e Bagnacavallo, mentre Lugo sta comunque allestendo un hub al Pala Lumagni e chiamando le persone fragili residenti entro 300 metri dal fiume Senio.

I fiumi da monitorare sono in particolare il Senio che ha superato la soglia “rossa” a Cotignola e Tebano, così come il torrente Marzeno a Rivalta. Superata invece l’arancione dal Santerno a Sant’Agata e San Bernardino; dallo stesso Senio a Castel Bolognese, Ponte Felisio, Fusignano e Alfonsine; e dal Lamone a Strada Casale, Sarna, Faenza, Reda, Pieve Cesato e Mezzano.

«A causa delle forti piogge e dell’arrivo di un picco critico previsto verso le 22», il Comune di Cotignola emanerà un’ordinanza di evacuazione totale per chi abita entro 300 metri dal fiume. Chi abita entro 1 km dal fiume invece dovrà spostarsi al primo piano e tenersi pronto.

«Visto l’aumento dei livelli idrometrici del fiume Lamone che si sta registrando nelle ultime ore e alla luce del Piano speditivo in vigore per il territorio di Villanova e Glorie» anche il Comune di Bagnacavallo ha emesso un’ordinanza di evacuazione totale fino a 300 metri di distanza dal fiume Lamone per entrambe le frazioni. Dai 300 metri fino a 1 chilometro di distanza dal fiume Lamone c’è l’obbligo di salire ai piani alti delle proprie abitazioni. Per chi fosse impossibilitato a farlo, c’è l’obbligo di evacuazione.
Le persone evacuate, se non diversamente organizzate, potranno recarsi alla palestra delle Scuole elementari di Bagnacavallo, in via Cavour, dove i volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile hanno allestito un punto di accoglienza che sarà aperto dalle 19.30. Un servizio di navetta sarà disponibile a partire dalle 19 con partenza da Glorie presso il centro civico e successiva tappa a Villanova presso il parcheggio del plesso scolastico in via Ungaretti.
Tutto il sistema di protezione civile è attivo e operativo nel monitoraggio di entrambi i fiumi del territorio bagnacavallese, Lamone e Senio, il Coc (Centro operativo comunale) è aperto ed è operativo il Centro di Coordinamento soccorsi (Ccs) della Prefettura.
Il passaggio del colmo di piena del Lamone nel territorio comunale è al momento previsto per la tarda serata di oggi.
Per informazioni è attivo il numero 333 2410137, attivo per tutta la durata dell’allerta. Per le sole emergenze è sempre attivo il numero verde della Polizia Locale 800 072525.

 

A Castel Bolognese prime evacuazioni. Il sindaco chiede di demolire un argine del Senio per migliorare il deflusso

Durante la riunione del Centro Coordinamento Soccorsi in prefettura, Arpae ha comunicato che nelle ultime ore le precipitazioni intense hanno causato un significativo aumento della portata del fiume Senio e a Tebano è previsto il superamento di soglia rossa nelle prossime ore (di oggi, 25 dicembre).
Per questo motivo, il sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza ha richiesto a quello di Faenza di disporre, «come da me già preannunciato, la demolizione dell’arginatura destra del Senio, subito dopo Tebano, in corrispondenza dell’ansa». L’arginatura risulterebbe infatti realizzata senza le necessarie autorizzazioni e in modalità non conformi alla normativa vigente; «alla luce delle criticità idrauliche riscontrate negli eventi precedenti, il suo abbattimento si rende necessario per garantire la sicurezza idraulica e un migliore deflusso delle acque, scaricando la pressione sull’argine sinistro».
Nel frattempo è stata emessa un’ordinanza di evacuazione a Castel Bolognese, dove è stato allestito al Palazzetto dello Sport il centro per accogliere le famiglie evacuate dalle zone a rischio, che è quindi attivo da ora.
Anche il sindaco di Cotignola, Federico Settembrini, avvisa i propri cittadini, sottolineando come sia in arrivo un picco critico verso le 22. «Nelle prossime ore, in base ai livelli dei fiumi a monte, decideremo se emanare ordinanze di evacuazione per i residenti entro 300 metri dal fiume».

Il 26 dicembre l’allerta meteo diventa arancione nei comuni della Bassa Romagna

Mentre per la giornata di giovedì 25 dicembre è sempre in vigore l’allerta rossa, e sono in corso sui fiumi i monitoraggi delle piene attese nel pomeriggio, che sul Senio potrebbero arrivare anche a soglia 3, nella giornata di venerdì 26 dicembre l’Agenzia regionale di protezione civile ha emanato un’allerta meteo di colore arancione per criticità idraulica nel territorio della Bassa Romagna in provincia di Ravenna (D1).

Venerdì 26 continueranno a defluire i colmi di piena dovuti alle piogge dei giorni precedenti. In particolare, il Senio potrebbe permanere su livelli di innalzamento prossimi a soglia 3 fino alle prime ore della giornata.

In tutti i nove Comuni dell’Unione restano aperti i Coc (Centri operativi comunali), per monitorare attentamente l’evoluzione della situazione nelle prossime ore e il propagarsi delle piene a valle.

Nel resto della provincia (fatta eccezione per Solarolo, “arancione” come in tutta la Bassa Romagna), l’allerta meteo il 26 dicembre sarà “solo” gialla.

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