giovedì
19 Marzo 2026

Il nutrizionista e la cucina italiana: «In Romagna siamo molto fortunati…»

Laureato nel 1979 in Medicina e Chirurgia all’Alma Mater Studiorum di Bologna, Marco Brancaleoni è medico specializzato in malattie cardiovascolari. Nel tempo, la sua attenzione scientifica si è orientata alla sfera della nutrizione e della medicina complementare, con laurea in omeopatia e fitoterapia all’università di Urbino, e un master in Scienze dell’alimentazione alla Sapienza di Roma. Oggi, Brancaleoni è attivo in Romagna e, negli ultimi anni, è in atto una collaborazione con il gastronomo ravennate Franco Chiarini (tra i fondatori di Slow Food e i responsabili del progetto CheftoChef) che ha portato a una pubblicazione a quattro mani sul tema delle liliacee (agli, cipolle e scalogno di Romagna). A partire dal prossimo anno, l’idea è quella di tradurre questa affinità in una serie di incontri sul territorio, volti a coniugare il gusto e la tradizione culinaria all’aspetto medico della nutrizione. «La sfida che attende gli chef nei prossimi anni sarà quella di lavorare il meno possibile le materie prime, preservandone le qualità organolettiche e rendendole al tempo stesso appetibili attraverso impiattamenti e abbinamenti» spiega il medico.

Dottor Brancaleoni, già prima del riconoscimento Unesco il gusto della cucina italiana era apprezzato anche fuori dal Paese. Ma quali sono invece le qualità della cucina tradizionale dal punto di vista nutrizionale?
«La cucina tradizionale italiana è sinonimo di grande qualità, e questo grazie anche alle sue materie prime. Negli ultimi anni è stato fatto un lavoro di valorizzazione importante, dalla riscoperta dei grani antichi alla lavorazione delle farine, sempre più “grezze” e integrali, fino all’attenzione al chilometro zero e alle tipicità del territorio. Pensando alla Romagna, possiamo dire di essere molto fortunati: mare e colline ci offrono una grande varietà di materie prime ed è bello vedere le generazioni più giovani ritornare a coltivare i campi, preferendo la qualità alla quantità, riscoprendo “luoghi balsamici e tempi balsamici”».

Quali piatti della tradizione, spesso etichettati negativamente, sono in realtà salutari?
«Capita sempre più spesso di vedere persone che rifiutano latte e latticini. Escluse determinate intolleranze o allergie, invece, si tratta di alimenti eccezionali. Ovviamente è bene valutare la qualità e la tipologia di formaggio: la ricotta di capra, ad esempio, ha caratteristiche invidiabili dal punto di vita organolettico, è priva di caseina e ricca di lattoferrina e emoglobina. Anche i formaggi stagionati hanno ottime proprietà e andrebbero inseriti in una dieta bilanciata, come alimenti naturalmente fermentati e ricchi di aminoacidi».

Quali invece sarebbe meglio limitare?
«Tutti quegli alimenti raffinati e ricchi di zuccheri, tra cui i nostri dolci della tradizione. Siamo tendenzialmente golosi e tendiamo ad abusarne, ma dovremmo preferire alimenti più difficili da assimilare, in modo da prevenire i picchi glicemici. Prendiamo la pasta ad esempio, caposaldo della tradizione italiana: un modo per consumarla limitandone le ripercussioni negative è quello di sceglierla di grano duro, cucinarla al dente, condirla con un filo d’olio e lasciarla raffreddare un po’ prima di assaggiarla. Per quello che riguarda gli spuntini dei più piccoli, anche a scuola, un frutto è un ottimo sostituto delle merendine confezionate».

Per quanto riguarda il consumo di carne invece, esiste un modo per coniugare tradizione, salute e sostenibilità?
«Evitare la carne di animali allevati in batteria in favore di quella proveniente da piccole aziende. L’uomo è onnivoro per natura, ma il consumo di carne andrebbe limitato per questioni ambientali e di salute, oltre che modulato in base a eventuali problematiche personali. Consumare carne bianca un paio di volte a settimana è perfettamente accettabile, così come lo è il consumo occasionale di carne rossa. L’importante è mantenere una sana rotazione, visto che ne abbiamo la possibilità. I legumi ad esempio sono un ottimo alleato: in Romagna tendiamo a considerarli come un contorno, ma se associati a uova, pesce o verdure diventano un alimento base di una dieta equilibrata e completa».

C’è qualche piatto tradizionale a cui sarebbe meglio prestare attenzione durante le feste?
«Di nuovo i dolci. È importante non abusarne, anche perché arrivano a fine pasto, quando siamo già sazi e continuiamo a mangiare per gola. In generale, sarebbe meglio mantenersi attivi e cercare di “spendere” le calorie ingerite con i pranzi festivi, magari con una camminata o un po’ di attività fisica. Se a mezzogiorno si è esagerato, il consiglio è anche quello di restare il più leggeri possibili alla sera, sostituendo la cena con una tisana calda».

Quando si parla di superfood invece si rivolge spesso lo sguardo a est, tra bacche di goji, alghe o miso. Ma esiste anche qualche superfood nostrano?
«Ne abbiamo tantissimi, ma come spesso accade ci dimostriamo più bravi a valorizzare ciò che viene dall’estero invece di quel che abbiamo in Italia. Sebbene le bacche di goji siano molto in voga, mirtilli, lamponi e frutti rossi dei nostri boschi hanno caratteristiche simili. In generale, dovremmo imparare a sfruttare al meglio le verdure del nostro territorio, seguendo la stagionalità. Nel periodo invernale spazio alle crucifere: broccoli, cavoli, cime di rapa, verze, ortaggi versatili e dalle proprietà antiossidanti che hanno poco o nulla da invidiare alle celebri bacche orientali…».

Come sono cambiate le abitudini alimentari degli italiani negli anni e come si evolveranno in futuro?
«Negli ultimi tempi sempre più famiglie scelgono cibi pronti, e la tendenza è destinata a crescere. I ritmi sono sempre più frenetici e il tempo per cucinare è poco. Le aziende che preparano questi pasti dovranno alzare sempre di più la qualità, cosa che sta già accadendo, e orientarsi verso scelte non solo gustose, ma anche salutari. Nei prossimi anni troveremo sugli scaffali pasti pronti più bilanciati, con carboidrati di difficile assorbimento e grassi prevalentemente insaturi. Per il resto, non sono richiesti grandi cambiamenti: la dieta mediterranea su cui si basa la nostra alimentazione è eccezionale, ma andrebbe rimodulata secondo il dispendio calorico odierno. Alcuni abbinamenti e quantità potevano funzionare negli anni ’60, quando il lavoro era principalmente fisico, oggi dovremmo restare più leggeri per assecondare lo stile di vita più sedentario e riscoprire il cibo non solo come nutrimento, ma come metodo di cura».

Parlando di vino invece, oggi messo spesso in discussione, è un aspetto della cultura italiana da tutelare o sarebbe meglio limitarne il consumo?
«È una tipicità da conservare. Anche qui però, qualità e quantità giocano un ruolo importante. A livello calorico un calice di vino conta dalle 90 alle 110 calorie. Non è poco, ma è comunque possibile consumarlo occasionalmente all’interno dei pasti. Il vino rosso poi è ricco di polifenoli, molecole organiche che fungono da antiossidante naturale. Così come per l’alimentazione la moderazione rimane fondamentale».

Piene dei fiumi, situazione sotto controllo in Bassa Romagna. «Ma resta il divieto assoluto di andare sugli argini»

Un Natale in allerta meteo rossa in particolare nella Bassa Romagna ravennate, dove al momento la situazione dei fiumi è comunque considerata sotto controllo. Le piogge previste per la notte tra il 24 e il 25 dicembre in collina stanno andando ad esaurimento quasi su tutti i bacini di interesse per i comuni della Bassa Romagna e «dalle valutazioni sui livelli non si evidenziano valori che possano evidenziare criticità nei passaggi delle piene a valle», rivela il sindaco di Alfonsine, Riccardo Graziani. «Anche su Senio e Santerno – prosegue Graziani, così come scrive anche la sindaca di Lugo Elena Zannoni – i livelli di piena derivati dalle piogge di ieri sono transitati senza problemi nella notte. È prevista qualche ulteriore precipitazione nei relativi bacini idrografici. La situazione è comunque in via di miglioramento in tutta l’area della Bassa Romagna, pur con alcuni passaggi di colmi di piena su Senio e Santerno ancora da attenzionare nella giornata di oggi, 25 dicembre, ma che non dovrebbero superare i livelli già toccati nella giornata di ieri».
«In ogni caso la situazione merita ancora la massima attenzione e permane il divieto assoluto di portarsi sugli argini», termina il sindaco di Alfonsine.

Il supermercato collaborativo Stadera apre le porte agli iscritti Cgil

Gli iscritti alla Cgil potranno servirsi al supermercato collaborativo gestito dalla cooperativa Stadera in via Antonio Cesari. Lo prevede un accordo siglato tra la Fp-Cgil di Ravenna e la cooperativa di consumo ravennate Stadera, che vende prodotti sostenibili provenienti dal territorio solo per i suoi soci.

Stadera non è un semplice supermercato, ma una realtà autogestita dove, per statuto, la vendita è riservata ai soli soci per garantire la piena partecipazione e lo scambio mutualistico. Grazie all’investimento della Funzione Pubblica Cgil, tutti gli iscritti al sindacato acquisiscono il diritto di fare la spesa nel punto vendita, accedendo così a prodotti sani, biologici e locali senza dover sottoscrivere una quota societaria individuale aggiuntiva, ma semplicemente esibendo la propria tessera sindacale.

«L’accordo nasce da una visione comune: valorizzare il territorio e garantire dignità a tutta la filiera produttiva», spiega una nota della Cgil. «Per suggellare questa unione, la Fp-Cgil Ravenna ha deciso di sottoscrivere 8 azioni della cooperativa Stadera. Un gesto concreto che, in virtù dello statuto della cooperativa basato sui principi di mutualità, apre le porte del negozio a tutti gli iscritti del sindacato. Lo scambio non è solo un vantaggio economico, ma una vera e propria alleanza culturale. La Fp-Cgil si impegna a promuovere presso i propri iscritti l’importanza della filiera corta, sostenendo i piccoli produttori locali che garantiscono qualità e rispetto dell’ambiente durante i propri eventi di aggregazione e iniziative pubbliche».

«Questa collaborazione rappresenta un passo naturale per la nostra organizzazione», dichiara Lisa Dradi, segretaria generale Fp-Cgil Ravenna. «Il sindacato tutela le persone nei luoghi di lavoro, ma il benessere passa anche da ciò che consumiamo e da come questo viene prodotto. Sostenere Stadera significa sostenere un modello economico che non schiaccia i produttori e rispetta l’ambiente, valori in cui la Cgil si riconosce pienamente».

Aggiunge il presidente di Stadera Fulvio Capacci: «Siamo felici di accogliere la grande comunità della Fp-Cgil nella nostra famiglia. La nostra cooperativa si fonda sulla partecipazione e sulla consapevolezza. Avere al nostro fianco una realtà così importante ci permette di diffondere con più forza l’idea che fare la spesa sia un atto politico: scegliere il locale e il giusto prezzo significa investire sul futuro del nostro territorio».

Fondazione Flaminia, entro il 2026 il nuovo studentato ai giardini Speyer

La Fondazione Flaminia chiude il bilancio annuale e annuncia alcune importanti novità, tra cui l’imminente conclusione dei lavori per il nuovo studentato dell’Isola San Giovanni. L’occasione è stata la seduta del consiglio d’indirizzo della fondazione Flaminia, che si è conclusa con l’approvazione del bilancio di previsione che anche per il 2026 è previsto in positivo (+8.128,37 euro).

Nel corso dell’assemblea, la presidente Mirella Falconi Mazzotti ha anche sottolineato l’ingresso della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna nella compagine societaria della Fondazione Flaminia. Un ampliamento che – ha sottolineato la presidente – «consentirà di rafforzare ed estendere il campo delle future progettualità di Fondazione Flaminia sull’intero territorio provinciale». Tra i frutti di questa nuova collaborazione c’è il supporto al corso di laurea in Meccatronica dell’Università di Bologna, attivato nella sede di Lugo.

La seduta è stata anche occasione per fare il punto sui principali progetti e sulle attività in corso a sostegno del consolidamento della presenza universitaria sul territorio. Tra questi spiccano i lavori per la realizzazione del nuovo studentato dell’Isola San Giovanni, che proseguono secondo cronoprogramma e si concluderanno entro la fine del 2026, con l’apertura agli studenti prevista per il 2027. Il progetto, del valore complessivo di 9 milioni di euro cofinanziati dal ministero dell’Università e ricerca, avrà un’importante ricaduta sui servizi offerti agli studenti e contribuirà alla rigenerazione urbana dell’area dei giardini Speyer.

La presidente Falconi ha inoltre informato i soci che nei prossimi mesi verrà allestita una struttura prefabbricata nel giardino antistante la sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, al fine di accogliere le nuove matricole. Dopo un primo semestre a libero accesso con lezioni erogate in modalità telematica, il numero degli studenti raggiungerà le 180 unità per la sede di Ravenna. La tensostruttura rappresenterà una soluzione temporanea, in attesa dell’ampliamento definitivo degli spazi. I lavori di installazione inizieranno a gennaio 2026 e si concluderanno in tempo per l’avvio delle lezioni del secondo semestre.

Anche il prossimo anno la Fondazione Flaminia proseguirà la sua attività di erogazione di borse di studio e premi per tesi, in collaborazione con enti privati e donatori. Tra queste ci sono le borse di studio in memoria di Dante Silvestrini e Raul Gardini. L’ente si occupa anche della gestione degli alloggi temporanei per studenti: attualmente sono disponibili 101 posti letto a canoni calmierati per studenti universitari e 17 posti letto per specializzandi, giovani ricercatori e docenti. A questi si aggiungono 50 posti alloggio per l’anno accademico in corso, grazie alla collaborazione con altre realtà territoriali, tra cui ASPPI.

Un anno a 10 euro, la card speciale per i Musei Byron e del Risorgimento

Una card per visitare i Musei Byron e del Risorgimento tutte le volte che si vorrà per tutto l’anno 2026, al costo di 10 euro. È l’iniziativa proposta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna per festeggiare il primo anno di vita dei due musei ravennati, inaugurati il 29 novembre 2024. La card è nominativa e riservata ai residenti della provincia di Ravenna. Può essere acquistata alla biglietteria dei musei oppure sul loro sito web.

«La card consente ai possessori di entrare ai musei tutte le volte che lo desiderano, anche soltanto per approfondire un particolare, per rivedere con più calma una delle tante storie proposte dalle realtà multimediali, per apprezzare in una luce diversa un dettaglio sfuggito in un’altra visita, o più semplicemente per allungare la propria passeggiata in centro o tornarvi con amici e parenti e fare da ambasciatori nel mondo della storia meravigliosa che è contenuta in questi musei, tra i pochi ad essere stati allestiti nel luogo stesso in cui si svolsero i fatti».

Situati a Palazzo Guiccioli, i Musei Byron e del Risorgimento raccontano l’Ottocento ravennate in una dimora nobiliare. Di recente sono stati segnalati dalla rivista London Review of Books.

Via Carducci chiusa per due giorni, previsto lo smontaggio di una gru

Via Carducci a Ravenna resterà chiusa per due giorni, il 29 e il 30 dicembre. Il divieto di transito sarà necessario per consentire le operazioni di smontaggio di una gru impiegata per i lavori di realizzazione della nuova palestra del liceo Classico. In caso di maltempo, la strada resterà chiusa anche il 31 dicembre.

Nel dettaglio, il tratto tra via di Roma e il civico 9 sarà vietato al transito e alla sosta; mentre il restante tratto, tra viale Pallavicini e il civico 9, sarà accessibile solo a residenti, domiciliati, autorizzati (mezzi di pronto soccorso e pronto intervento, diretti alle proprietà private e a servizio di persone con disabilità), biciclette, ciclomotori e motocicli.

I veicoli autorizzati all’accesso in zona a traffico limitato, quelli diretti al garage Mariani e quelli autorizzati al transito in viale Pallavicini, provenienti da piazzale Farini, potranno seguire il percorso costituito da viale Pallavicini (nella corsia solitamente riservata a bus e taxi), via Alberoni, via di Roma e via Mariani. Il percorso potrà essere utilizzato anche dai medesimi veicoli autorizzati provenienti da viale Santi Baldini.

Luca Carboni il 14 luglio a Cervia, prevendite già aperte

Luca Carboni torna a esibirsi dal vivo, con un tour estivo che toccherà anche Cervia come unica tappa dell’Emilia-Romagna. La data del concerto in Piazza Garibaldi è fissata per il 14 luglio e le prevendite sono già aperte.

Carboni, che oggi ha 61 anni, nel 2022 ha affrontato un tumore ai polmoni. La diagnosi gli aveva lasciato poche speranze, ma l’artista è riuscito a superare la malattia ed è pronto a tornare sul palco. La sua nuova tournée si intitola “Rio Ari O live” e toccherà festival, palazzetti dello sport, anfiteatri, piazze e luoghi storici in tutta la penisola. Dodici tappe che inizieranno il 7 luglio a Genova per concludersi il 13 settembre a Macerata.

I prezzi dei biglietti per il concerto di Cervia vanno da 49 euro (quarto settore) a 89 euro (poltronissima), oltre ai diritti di prevendita, e possono essere acquistati online sul sito di Ticketone.

I romagnoli bocciano la raccolta porta a porta dei rifiuti

Solo il 37% degli utenti ha dato la sufficienza al servizio per la raccolta porta a porta dei rifiuti, avviato lo scorso anno da Hera in quasi tutta la provincia di Ravenna. È quanto emerge da un’analisi effettuata nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena dalle associazioni dei consumatori Adiconsum Romagna, Codici e Adoc. Il monitoraggio, condotto dalla società Scenari srl, ha coinvolto i comuni di Ravenna, Lugo, Cervia, Cesena, San Mauro Pascoli, Faenza, Savignano sul Rubicone e Gatteo.

«Il verdetto finale delinea un quadro di luci e ombre in cui il giudizio complessivo su Hera raggiunge appena la sufficienza», riassumono le tre associazioni. I dati rivelano che, a fronte del 37% di utenti soddisfatti, il 30% della popolazione assegna voti insufficienti al servizio e il restante 33% la sufficienza. Le criticità maggiori riguardano la percezione di una pulizia discontinua e poco capillare, con valutazioni medie per lo spazzamento stradale che si attestano tra il 6,1 e il 6,5, inferiori rispetto alla media generale. Tra i problemi segnalati con frequenza compaiono i rifiuti abbandonati e, nelle zone marittime del ravennate, l’impatto degli aghi di pino sul decoro urbano.

Il punto più critico del report riguarda i cestini gettacarte, che ottengono le valutazioni più basse in assoluto con medie di 6,1 e 6,2. Il 35% degli utenti ha assegnato un punteggio gravemente insufficiente (tra 1 e 5) a causa della scarsa numerosità e della frequenza di svuotamento inadeguata. Parallelamente, la raccolta porta a porta divide l’opinione pubblica: i cittadini lamentano difficoltà logistiche nel gestire i bidoni e una diffusa mancanza di puntualità nei ritiri. Anche i centri di raccolta mostrano margini di miglioramento: il 23% degli utenti chiede orari più flessibili e aperture domenicali, oltre a segnalare attese eccessive per il ritiro degli ingombranti.

«Il percorso di monitoraggio, svolto nel corso del 2024, rappresenta un tassello fondamentale per la costruzione di un servizio di igiene urbana sempre più vicino alle necessità dei cittadini di Ravenna e Forlì-Cesena», commentano Stefania Battistini di Adiconsum Romagna, Lucia Napoleone di Codici e Edera Fusconi di Adoc. «I dati raccolti, sebbene evidenzino alcune aree di miglioramento come la gestione dei cestini e l’organizzazione del porta a porta, costituiscono una base oggettiva su cui avviare un confronto propositivo con Hera e Atersir».

«Il nostro obiettivo è trasformare gli esiti di questa indagine in uno strumento di partecipazione attiva, utile a valutare se l’attuale capitolato tecnico necessiti di integrazioni per rispondere meglio alle evoluzioni del territorio», concludono le tre rappresentanti dei consumatori. «Accogliamo con estremo favore la proposta del gestore di coinvolgerci stabilmente ai tavoli di confronto con i Comuni: crediamo fermamente che il dialogo diretto tra istituzioni, gestore e rappresentanti degli utenti sia la strada corretta per ottimizzare i servizi, dalla flessibilità degli orari nei centri di raccolta alla puntualità dei ritiri. Siamo pronti a offrire il nostro contributo costruttivo affinché il sistema di raccolta e spazzamento possa raggiungere standard qualitativi sempre più elevati, garantendo efficienza, decoro e una collaborazione trasparente a beneficio di tutta la comunità romagnola».

«Che sia un Natale di pace», gli auguri dell’arcivescovo Ghizzoni

L’arcivescovo di Ravenna Lorenzo Ghizzoni ha diramato il suo consueto discorso di Natale. Lo pubblichiamo qui di seguito.

Il messaggio di Natale 2025 dell’arcivescovo Ghizzoni

Su quali basi si sta cercando di costruire la pace in Europa? E in Palestina? Ma anche nei territori lontani da noi, per esempio in Sudan o in Myanmar oppure in Mozambico, o nel centro America e nei diversi luoghi dove le tensioni provocano emigrazioni di massa, povertà e fame, con la persistenza di dittature che violano non solo la libertà religiosa ma tutti i diritti umani fondamentali… su cosa speriamo e cosa stiamo tentando di fare per arrivare alla pace?

Possiamo vivere questo Natale (“di guerra” per tanti), facendo solo festa e riempendoci di luci e regali, che pure sono utili per reagire almeno esteriormente all’oscurità e all’incertezza dei tempi? Oppure possiamo fare festa al Signore che prende la nostra carne mortale, tutta la nostra condizione umana, eccetto il male volontario, ma tenendo gli occhi e il cuore bene aperti al dolore e alla paura di tanti fratelli e sorelle. Come ha fatto Lui quando è venuto nel mondo in situazioni gravi come le nostre e non le ha evitate: il presepio in una stalla e la croce sul calvario ce lo dimostrano. Ha subìto anche lui l’emarginazione, l’odio degli avversari, l’ingiusta condanna a morte, le torture fisiche e una pena di morte umiliante.

Era nato perché si desse gloria a Dio e venisse la pace sugli uomini di buona volontà, che lui ha sempre amato, come cantarono gli angeli. Aveva insegnato che il vertice della vita umana è amare: volere concretamente e coi fatti il bene del prossimo, dell’estraneo, anche dell’offensore e persino del nemico. Aveva indicato la via del perdono e della riconciliazione, della conversione: dalla ricerca del potere per mettersi a servizio; dalla tentazione della vendetta per fare il primo passo per la riconciliazione; dal rubare le cose degli altri alla restituzione e alla condivisione; dal conflitto comunitario alla correzione fraterna. Aveva lanciato le sue beatitudini nel discorso del monte: beati i miti, beati i perseguitati per la giustizia, beati i misericordiosi… perché c’è un Regno nuovo che sta venendo dove le cose saranno diverse e le persone si tratteranno da fratelli, uniti tra loro e al Padre.

Quel Regno è iniziato, noi cristiani ne siamo testimoni. Tutti abbiamo qualche piccola o grande esperienza di guarigione, di liberazione dal male e di salvezza. Siamo figli di una storia nella quale i nostri fratelli nei secoli hanno fatto opere grandi di giustizia, di carità, di pacificazione, di promozione umana, di sviluppo della bellezza e delle arti, mossi dalla fede. Nonostante tutto quello che succedeva nei loro tempi, mai tempi facili, mai tempi più buoni dei nostri, diceva Sant’Agostino.

Cristiani che hanno creduto alla parola del Risorto: vi lascio la pace, vi do la mia pace. Con quella pace nel cuore e nella coscienza, hanno camminato fidandosi della beatitudine promessa agli operatori di pace. E sono stati costruttori di unità, di pacificazione, di alleanze, di collaborazioni, anche a livello civile, anche tra le comunità e gli Stati, mettendo in campo organismi (europei o mondiali) che hanno fatto molto per mantenere un volto umano alla nostra terra.

Con la stessa fiducia sulla parola di Cristo Signore, anche noi cristiani siamo chiamati oggi a fermare coloro che vogliono la guerra, che pensano solo all’interesse privato o di gruppo, che sono posseduti dal demone del dominio e del potere, della grandezza e della gloria, e non esitano a sacrificare la vita e il sangue umano di tanti giovani mandati al massacro. Dobbiamo fare e sostenere, contro le ideologie guerresche e nazionaliste, tutti i tentativi per spegnere i conflitti e per evitare la morte e la sofferenza dei nostri fratelli, tutti figli dello stesso Dio, tutti della stessa razza umana. Poi ci sarà da sostenere l’impegno perché si arrivi ad una pace, la meno ingiusta possibile, perché non ritornino altre guerre.

Abbiamo la Pace di Cristo da mettere sul tavolo, di fronte ai potenti e ai profittatori, non è una forza da poco: può convertire i cuori e trasformare le situazioni. Chiediamo il dono dello Spirito per noi e per tutti, perché ci doni coraggio e pazienza, forza e perseveranza a favore della Pace. E sia un Natale di grazia e di salvezza per tutti.

Cervia, aperto il bando per diventare assistente civico volontario

Il Comune di Cervia ha lanciato il nuovo bando per diventare assistente civico volontario. L’iniziativa, spiega una nota dell’amministrazione, è «pensata per chi desidera trasformare il proprio senso civico in un gesto concreto al servizio della collettività».

«L’assistente civico non è una sentinella né un pubblico ufficiale con poteri sanzionatori, bensì un “ponte” tra le istituzioni e i cittadini», prosegue la nota. «L’assistente civico è un volontario maggiorenne che sceglie di dedicare parte del proprio tempo per migliorare la qualità della vita a Cervia», agendo sotto il coordinamento della polizia locale.

Gli assistenti civici saranno riconoscibili con un’apposita pettorina e opereranno principalmente nei contesti pubblici sensibili e strategici. Tra questi c’è la sicurezza scolastica, attraverso la vigilanza e il supporto per l’attraversamento pedonale davanti ai plessi durante l’entrata e l’uscita degli alunni. Ma potranno anche presidiare i luoghi di aggregazione come i parchi, per favorire il rispetto delle regole e del decoro, nonché fornire assistenza e informazioni durante le manifestazioni cittadine e i grandi eventi. Infine potranno occuparsi di promozione della sicurezza stradale, del decoro e del rispetto del senso civico.

Gli aspiranti volontari parteciperanno a un corso di formazione specifico curato dalla polizia locale. La scadenza delle domande è il 31 gennaio 2026. Il modulo di adesione è disponibile sul sito ufficiale del Comune di Cervia e una volta compilato, può essere consegnato a mano o inviato alla polizia locale. Per informazioni: tel 0544.979251 – E-mail polizialocale@comunecervia.it

Rifiuti di Natale, i consigli di Hera per il corretto smaltimento

Il Natale ogni anno porta con sé anche tanti rifiuti da smaltire, tra imballaggi in polistirolo, carta e nastri colorati, biglietti d’auguri, involucri in cartone e plastica. Per tutelare l’ambiente e rendere le feste di fine anno più sostenibili, Hera ha diramato alcuni consigli per il corretto conferimento dei materiali. «È bene non limitarsi a riempire i contenitori dell’indifferenziato, o peggio abbandonare i rifiuti su suolo pubblico, con l’obiettivo di avviare il più possibile di scarti a un corretto recupero migliorando la qualità della raccolta differenziata», afferma la multiutilty.

Luci di Natale e carta regalo

Se qualche ghirlanda di luci colorate non funziona più, va trattata come un Raee (rifiuto da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e va conferita alla stazione ecologica. La carta che avvolge i regali, invece, se è plastificata (per esempio la carta argentata non di alluminio) va nella plastica; se è fatta di semplice carta da pacco colorata, va nella carta. I nastri e i fiocchi che decorano i pacchi vanno nell’indifferenziata.

Alberi di Natale veri e sintetici

Gli abeti senza radici, non più trapiantabili, possono essere avviati a compostaggio e trasformati in ottimo fertilizzante da riutilizzare in agricoltura. Per questo Hera invita i cittadini a conferirli alla stazione ecologica. In alternativa possono essere conferiti anche nei cassonetti dei rifiuti vegetali (sfalci e potature), ovviamente ridotti in tronchetti per limitarne il volume. È comunque indispensabile evitare che finiscano nei cassonetti dell’indifferenziato o, addirittura, che siano abbandonati vicino ai contenitori per la raccolta dei rifiuti.

Gli alberi di Natale sintetici, se non più utilizzabili, devono essere portati alla stazione ecologica. Se sono di grandi dimensioni, si può utilizzare il servizio Hera di ritiro gratuito degli ingombranti a domicilio chiamando il numero verde gratuito 800.999.500, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18.

Rifiuti organici

I rifiuti organici, che corrispondono a circa il 30% degli scarti prodotti, vanno conferiti nell’apposito contenitore. In alternativa possono essere conferiti nella compostiera (se in dotazione), un contenitore che trasforma gli scarti organici in concime attraverso un processo di degradazione naturale chiamato compostaggio domestico.

Oli alimentari esausti

Gli oli alimentari esausti (ovvero gli oli di frittura e quelli contenuti nei sottoli) devono essere raccolti a parte in bottiglie di plastica e conferiti negli appositi contenitori stradali oppure alla stazione ecologica. Gli oli alimentari esausti di uso domestico recuperati da Hera vengono destinati alla produzione di biocarburante idrogenato tramite una partnership con Eni. Questo carburante poi torna, in modo circolare, a essere risorsa e diventa la fonte di alimentazione di diversi mezzi che Hera utilizza per la raccolta dei rifiuti urbani.

Cartone, vetro, plastica e lattine

Gli scatoloni e gli imballaggi in cartone devono essere gettati insieme alla carta ed è sempre meglio ridurli di volume. Gli imballaggi in plastica o polistirolo vanno invece inseriti nei contenitori o sacchi gialli adibiti alla loro raccolta. Se si tratta di imballaggi di grandi dimensioni, la loro destinazione è la stazione ecologica.

Le bottiglie di vetro, un materiale che può essere riciclato all’infinito, vanno conferite vuote negli appositi contenitori. Ma attenzione a non confondere il vetro con il materiale ceramico: inquinerebbe la qualità della raccolta.

Le lattine e i barattoli che hanno contenuto bevande, olio alimentare o cibi in scatola vanno differenziati nella raccolta delle lattine che, a seconda del Comune, vengono conferite insieme al vetro o alla plastica.

Vecchie apparecchiature elettroniche

A Natale capita spesso di rinnovare cellulari, pc, televisori, radio, asciugacapelli, frullatori, joystick, e molti altri oggetti elettronici. Prima di considerarli Raee è opportuno verificare se siano riutilizzabili. Se sono guasti e non più funzionanti devono essere consegnati alle stazioni ecologiche di Hera, dove vengono avviati a recupero. E se hanno almeno un lato di dimensione superiore a 50 centimetri, è possibile richiedere il ritiro gratuito a domicilio.

Gli apparecchi elettronici contengono plastica, silicio e metalli come piombo, cadmio, oro e cobalto. Si tratta di risorse esauribili in natura che, attraverso la raccolta differenziata, possono essere recuperate e riutilizzate. I metalli sono interamente riciclabili e possono essere usati varie volte, riducendo le nuove estrazioni e l’impatto ambientale delle trasformazioni delle materie vergini.

Beni in buono stato: le aree del riuso in Romagna

Le feste sono il periodo ideale per sbarazzarsi di vecchi oggetti che non si usano più, ma che possono servire a qualcun altro. Per dare loro una nuova vita si possono portare nell’area del riuso più vicina: a Ravenna si trova in via Albe Steiner (zona Bassette, accanto alla sede Hera). Altrimenti si possono donare a chi ne ha bisogno grazie a “Cambia il finale“, il progetto portato avanti da 10 anni da Hera in collaborazione con Last Minute Market per dare nuova vita ad alcune tipologie di beni ancora in buono stato, ridistribuendoli sul territorio.

Per ogni dubbio c’è l’app Il Rifiutologo

In caso di dubbi sul corretto conferimento dei rifiuti è possibile consultare l’app Il Rifiutologo, scaricabile gratuitamente da tutti gli store e, volendo, integrata con Alexa, l’intelligenza artificiale di Amazon che ora può dirci anche in quale contenitore gettare ogni singolo rifiuto o indicarci quando passa la raccolta porta a porta di ogni singolo materiale. Nel Rifiutologo sono riportate informazioni dettagliate sul conferimento di ogni materiale, è possibile cercare il rifiuto scrivendo il nome del prodotto da buttare o anche inquadrando il suo codice a barre. Attraverso l’app Il Rifiutologo si possono inviare direttamente ai tecnici Hera le fotosegnalazioni di rifiuti abbandonati, cassonetti guasti o troppo pieni. L’app si può impostare per indirizzo di residenza, pertanto tutte le informazioni sono sempre puntuali e geolocalizzate.

Addio a Primo Trioschi, riferimento per il mondo motoristico lughese

Se n’è andato Primo Trioschi, scomparso il 23 dicembre all’età di 92 anni. Il lughese è stato un punto di riferimento per tutti gli appassionati di moto del territorio e non solo. Titolare della concessionaria Trioschi Moto su via Mentana, la sua attività era un’eccellenza nazionale conosciuta conosciuta in tutta Italia.

Nell’esprimere il suo cordoglio per la scomparsa del suo concittadino, il Comune di Lugo ha ricordato «il contributo dato da Trioschi alla passione per i motori, che nella città che ha trai suoi simboli il Cavallino Rampante è particolarmente identitaria».

Primo Trioschi lascia la figlia Elisabetta. I funerali si terranno sabato 27 dicembre con partenza dalla camera mortuaria dell’ospedale Umberto I alle 14, alla volta del cimitero di Lugo.

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