giovedì
19 Marzo 2026

Due anni e mezzo dopo l’alluvione è di nuovo disponibile il palazzetto dello sport

A distanza di due anni e mezzo dall’alluvione che ha devastato Sant’Agata sul Santerno, si sono conclusi i lavori di ristrutturazione del palazzetto dello sport “Giorgio Gadoni” in via Berlinguer. I lavori, costati circa mezzo milione di euro, erano partiti circa un anno fa, dopo l’approvazione del progetto esecutivo, e si sarebbero dovuti concludere entro maggio 2025.

La ristrutturazione è stata resa possibile grazie all’ordinanza 24 della struttura commissariale. La società di ingegneria ambientale dello Stato, Sogesid, ha curato il progetto di recupero della struttura. I lavori sono stati affidati al Consorzio Edili Artigiani Ravenna (Cear) e la consorziata Ravedil.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale era di avere il palazzetto pronto per settembre in modo che la scuola non dovesse più portare gli alunni e le alunne a Massa Lombarda per le ore di educazione motoria, com’è si è stati costretti a fare dopo l’alluvione. «I lavori, purtroppo, si sono prolungati oltre le previsioni – spiega il sindaco Riccardo Sabadini -. Quindi, per venire incontro alla famiglie e alla scuola, abbiamo dovuto organizzare dei trasporti a spese del Comune. Finalmente il Palazzetto dello sport è tornato nelle nostre disponibilità e i ragazzi di Sant’Agata sono tornati a fare attività motoria nel nostro comune». Il Palazzetto attualmente viene usato dalle scuole la mattina. «Nei prossimi mesi apriremo un bando per la gestione della struttura, alla quale diverse società sportive si sono dette interessate».

La cerimonia di riapertura della struttura sportiva, assimilabile in tutto e per tutto a un’inaugurazione con tanto di taglio del nastro, è in programma sabato 10 gennaio, alle 14.30. Interverrano autorità istituzionali da tutta la Regione e rappresentanti della Struttura commissariale e di Sogesid.

A suggellare la giornata inaugurale, dopo il taglio del nastro e la cerimonia ufficiale, dalle 15 il campo del palazzetto dello sport sarà occupato dallo svolgimento di un torneo quadrangolare di minibasket (annata 2018), che coinvolgerà quattro squadre del nostro territorio: Lusa Basket Massa, Lugo Aviators, Junior Basket Ravenna e Basket Russi.

Da marzo 2026 un punto Ikea al centro commerciale Esp di Ravenna

Il marchio Ikea, celebre multinazionale svedese dell’arredo e oggettistica per la casa, aprirà una sede a Ravenna. Da marzo 2026 al centro commerciale Esp sarà attivo quello che l’azienda scandinava chiama con l’espressione inglese “plan and order point”. Traducibile con “pianifica e ordina”, si tratta di uno spazio di consulenza dove gli addetti Ikea offrono supporto per l’acquisto di qualsiasi soluzione attingendo dall’intero catalogo online. Il materiale viene poi consegnato a domicilio o in uno dei punti di ritiro a scelta del cliente.

«Nello spazio di 120 metri quadri – si legge nel comunicato diffuso da Ikea –, i clienti potranno lasciarsi ispirare dalla selezione delle proposte d’arredo presenti, per progettare ambienti su misura per la propria casa o attività commerciale. Diventano cinque i punti vendita in regione: oltre ai negozi classici di Bologna, Rimini e Parma, è presente anche un altro “plan and order point” di Modena.

Caso Missiroli, il presidente della Regione ricorda che indagini e politica non hanno stessa dinamica

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha commentato il caso del sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, indagato per presunti maltrattamenti e lesioni alla moglie da cui si sta separando: «L’aspetto penale e quello politico non hanno la stessa dinamica e non viaggiano sullo stesso piano». Il 39enne De Pascale è originario di Cervia, dove vive tutt’ora e dove ha iniziato la sua carriera politica prima di diventare sindaco di Ravenna (2016-2024), e con il 44enne Missiroli condivide un’amicizia e lo stesso partito di appartenza. Le parole del presidente sono riportate da un articolo sul sito dell’agenzia di stampa Ansa.

«È una vicenda molto dolorosa, lo è per tutti e in particolare per chi vive all’interno di quella comunità. Si intrecciano riflessioni di carattere penale e giudiziario, riflessioni di carattere politico, ma anche personali, per chi conosce quella famiglia». De Pascale ribadisce la necessità di tenere distinti i piani, penale e politico.

Missiroli ha respinto le accuse per poter esaminare nel dettaglio le contestazioni e De Pascale sottolinea che la posizione meriti di essere accettata: «Noi siamo perché le indagini partano sempre, a prescindere dalle denunce, quando c’è anche la minima notizia di reato. Difendiamo questo schema, non importa il ruolo che si ricopre. Però sarà necessario consentire al sindaco di Cervia di prendere piena visione delle accuse che gli sono mosse, nel rispetto dei tempi e delle garanzie previste».

La Casa delle Donne chiede al sindaco di dimettersi dopo le accuse di maltrattamenti

La Casa delle Donne di Ravenna – lo spazio in una ex scuola in via Maggiore che ospita diverse associazioni e realtà del femminismo, della lotta contro le disuguaglianze, del contrasto alla violenza di genere e a favore dei diritti delle donne – chiede al sindaco di Cervia, il 44enne Mattia Missiroli eletto a giugno 2024, di dimettersi dall’incarico in quanto indagato per presunti maltrattamenti verso la moglie da cui sta separando dopo 16 anni di matrimonio. Oltre a Fratelli d’Italia, al momento si tratta dell’unica voce locale a chiedere le dimissioni del primo cittadino cervese. Il Pd, partito di Missiroli, si è limitato a chiedere «chiarimenti immediati».

«Come già capitato per altre situazioni simili – si legge nella nota inviata dalla Casa delle Donne alla stampa – riteniamo che anche questa preoccupante vicenda necessiti di una risposta politica chiara. Chiediamo al sindaco di rassegnare le dimissioni per consentire un clima politico non segnato da un conflitto tra ruoli istituzionali e indagini su fatti di violenza familiare. Non è solo un appello politico: è un impegno verso una cultura che non minimizza e non tollera la violenza contro le donne, dentro o fuori dalle mura domestiche, dentro o fuori dalle istituzioni».

L’associazione sottolinea che un’indagine per questo tipo di reati «rappresenta un elemento di gravità per qualsiasi uomo e in modo particolare per chi ricopre un’importante carica istituzionale e che pertanto ha la responsabilità di rappresentare un’intera comunità».

Il garantismo della Casa delle Donne è totale – «Pensiamo che la difesa debba rimanere un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento» – ma c’è anche la considerazione del ruolo ricoperto da Missiroli che amplia il coinvolgimento: «Chi rappresenta la legalità e la cura della comunità non può essere coinvolto in indagini per violenza domestica se pure nella fase iniziale di un procedimento penale. La sola esistenza di gravità indiziaria rispetto a comportamenti lesivi dei diritti e dell’integrità fisica e psichica di una donna deve portare a una riflessione profonda sulle opportunità di proseguire l’incarico almeno fino a quando la verità giudiziaria non sarà pienamente accertata».

Va ricordato che la procura della Repubblica aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per Missiroli, ma la richiesto è stata respinta dal giudice, ritenendo che si tratti di casi sporadici (sarebbe tre gli episodi: il 5 dicembre scorso, nel 2020 e nel 2012).

Nelle ultime ore è circolata la notizia che la moglie del sindaco si sarebbe rivolta a un centro antiviolenza nel 2012. Il quotidiano Il Corriere Romagna, nell’edizione odierna, ha intervistato Alessandra Bagnara, presidente di Linea Rosa, l’associazione di Ravenna che segue le donne vittime di violenza, per chiedere se fosse a conoscenza della circostanza: «Non posso e non potrei dirlo – è la risposta di Bagnara –. Noi non facciamo nomi e non entriamo mai nei dettagli delle singole storie. Seguiamo oltre 10.200 donne: a volte sappiamo nemmeno chi siano i loro mariti o compagni. Le donne che arrivano da noi vengono per se stesse, per cercare supporto, ascolto e protezione. Anche se una donna si fosse rivolta a noi, non lo renderei mai pubblico. Farò verifiche, ma potrebbe essersi rivolta a un altro centro antiviolenza».

Logistica: controlli su 200 operai, emersi 700mila euro di contributi evasi

L’Ispettorato del Lavoro di Ravenna, con la collaborazione del personale della vigilanza Inps, ha accertato presunte irregolarità in due aziende della logistica. Le ispezioni, che hanno interessato circa 200 lavoratori impegnati nei servizi di carico e scarico merci, hanno rilevato violazioni sugli orari di lavoro e la mancata applicazione del contratto collettivo nazionale (Ccnl) di settore.

Secondo le indagini, svolte nel periodo 2024-2025, le aziende in appalto applicavano un contratto con tariffe salariali inferiori rispetto a quelle previste per il settore, con l’obiettivo di ridurre i costi del lavoro. Questo avrebbe comportato un’evasione contributiva pari a circa 700mila euro. Inoltre, l’Ispettorato ritiene che le imprese appaltatrici abbiano utilizzato rimborsi spese e indennità per trasferte che i lavoratori non avevano mai effettuato, in quanto impiegati esclusivamente all’interno dei locali dell’impresa committente.

Durante le operazioni ispettive, sono emerse anche violazioni relative al lavoro straordinario, con alcuni operai che superavano il limite annuale massimo di ore, nonché la mancata osservanza dei periodi di riposo giornalieri e settimanali.

Al termine dei controlli, sono stati adottati i provvedimenti previsti dalla legge per sanare le violazioni riscontrate.

Sindaco accusato di maltrattamenti alla moglie, il Pd si augura chiarimenti immediati

Il sindaco di Cervia, il 44enne Mattia Missiroli, è indagato per maltrattamenti e lesioni alla moglie da cui si sta separando dopo 16 anni di matrimonio e il Pd di Cervia, di cui Missiroli è stato segretario nel periodo 2016-2017, dice di aver appreso la notizia con sgomento. «Esprimiamo piena fiducia nel lavoro delle autorità competenti – si legge in un post sulla pagina Facebook del partito che un mese fa ha eletto Roberto Fabbrica come segretario – e confidiamo che, anche in virtù delle procedure speciali che regolano questi reati, si possa giungere nel minor tempo possibile a chiarire in modo inequivocabile la vicenda».

Lo stesso post si sofferma anche sulla questione della violenza di genere: «In qualsiasi sua forma è totalmente incompatibile con i valori del Partito Democratico e, per questi reati, è nostra ferma convinzione che qualsiasi denuncia o ipotesi di reato debba essere, immediatamente, presa sul serio e verificata con la massima scrupolosità e tempestività, nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti e della comunità».

Si è costituito il comitato di Ravenna per il No al referendum sulla riforma della giustizia

A Ravenna si è costituito un comitato a sostegno del “No” al referendum sulla riforma della giustizia previsto nella primavera 2026. Al comitato ravennate hanno aderito pubblicamente associazioni e partiti del territorio, tra cui Anpi, Arci, Cgil, Avs, Pd, M5s e Libera.

La presentazione del comitato si è tenuta ieri, 20 dicembre, nella sala D’Attorre di via Ponte Marino, con interventi in videochiamata di Armando Spataro (ex magistrato), Gaetano Azzariti (costituzionalista e presidente di Salviamo la Costituzione), Alfiero Grandi (membro della presidenza del Coordinamento per la democrazia costituzionale) e Daniela Padoan (presidente di Libertà e Giustizia).

L’intervento di apertura è stato di Maria Paola Patuelli, da anni impegnata nelle battaglie in difesa della Costituzione repubblicana: «Il referendum sulla Giustizia è una battaglia difficile ma dall’esito aperto, con il No possiamo impedire che venga sovvertita la nostra Costituzione».

Nel corso dell’incontro i promotori hanno indicato quelli che considerano i punti critici del quesito. «Per noi non è una vera riforma. Riformare significa migliorare, in questo caso invece sarebbe una ferita profonda inferta al nostro ordinamento costituzionale», è la posizione espressa dal comitato.

Sulla separazione delle carriere si è soffermato Spataro: «Ovunque c’è la separazione delle carriere c’è la dipendenza del pubblico ministero nei confronti del Governo. Non è il primo Governo che vuole andare in questa direzione, è un attacco contro la magistratura». Più netto l’ex magistrato Carlo Sorgi, secondo cui «la separazione delle carriere non c’entra niente»: «Solo lo 0,5% dei magistrati passa da una carriera all’altra. Si poteva fare una legge ordinaria per impedirlo, ma al Governo non interessa questo, è uno specchio per allodole. Fanno la riforma per attaccare l’ordinamento giudiziario».

Un ministro del Giappone a Punta Marina per studiare la spiaggia inclusiva

Tutto è nato da un tuffo in mare. Quello desiderato dal faentino Dario Alvisi, malato di Sla, che nel 2017 si è recato in Salento, dove ha trovato una struttura adibita alla balneazione di persone con gravi disabilità. Da quell’esperienza, a 800 km da casa, la moglie Debora Donati ha creato l’associazione di volontariato “Insieme a Te” che dal 2018 a Punta Marina permette una fruizione di un tratto di spiaggia con lo stesso principio di inclusività. La realtà faentina è cresciuta anno dopo anno, fino all’inaugurazione, nel luglio 2024, della struttura permanente “Spiaggia dei Valori”, tra il bagno Chicco e il bagno Susanna.

«Nasce come uno stabilimento per tutti – afferma Donati –, ma anche per persone con gravi disabilità, siccome il nostro concetto fondamentale è l’inclusione. Abbiamo cinquanta ombrelloni per la vacanza di tutti, che si aggiungono a diciotto postazioni riservate, coperte da gazebo e dotate di tutti i servizi necessari, oltre a dodici postazioni sotto l’ombrellone. Siamo attrezzati a ospitare persone con disabilità motoria totale (tetraplegia, ndr) e con esiti da malattie neurodegenerative come la Sla».

La “Spiaggia dei Valori” prevede abbonamenti stagionali ed è gratuita per le persone con disabilità. I servizi sono in continua crescita: oggi lo stabilimento dispone anche di un food truck che funge da ristorante, uffici, bagni accessibili e una sala polivalente. Il bagno impiega fino a 35 persone al giorno, tra cui Oss, segretarie, coordinatori e centinaia di volontari ogni anno. «Abbiamo un gran numero di giovani che ci danno una mano – prosegue Donati –. Tirocinanti, universitari, studenti delle scuole, scout e gruppi provenienti da tutta Italia sono per noi fondamentali. È impegnativo gestire il tutto, anche per via dei costi molto alti». Bandi, aziende private e pubbliche amministrazioni contribuiscono a sostenere l’associazione. I clienti possono soggiornare in locali completamente accessibili, ma le richieste superano di gran lunga i posti disponibili: «Gestiamo tre appartamenti da 18 posti totali e ci appoggiamo ad altre strutture convenzionate. Nel 2025 abbiamo dovuto dire no a 150 famiglie».

Lo scorso giugno Donati è intervenuta al Palazzo di Vetro dell’Onu, a New York, alla conferenza sui diritti delle persone con disabilità: «Non ci capiterà mai più una cosa così bella. Ci è arrivata a febbraio la convocazione dalla ministra Locatelli, che ci ha voluto premiare come una delle eccellenze italiane nel settore. La cosa straordinaria è stata essere stati una dei sette relatori. Non esiste miglior luogo al mondo dove raccontare il nostro progetto se non all’Onu». A New York Donati ha illustrato la nascita e lo sviluppo della Spiaggia dei Valori: «Molte nazioni si sono interessate. In particolare, una delegazione giapponese condotta dal ministro per le Disabilità Takamaro Fukuoka ci ha fatto visita due volte tra giugno e settembre. È un orgoglio essere d’esempio per altre realtà. Stiamo lavorando per far sì che sempre più spiagge diventino accessibili e inclusive».

Uno degli obiettivi di “Insieme a Te” è sensibilizzare i più giovani sul tema dell’inclusività. Dal 2020 ad oggi Donati & Co. hanno coinvolto oltre ottomila studenti con iniziative nelle scuole faentine. «Essendo di Faenza lavoriamo molto in zona, ma ci piacerebbe arrivare fino a Ravenna e Bologna – ammette la presidente –. Vedo una grande apertura dei giovani verso il mondo della disabilità, anche grazie al lavoro delle insegnanti. Molti alunni, dopo aver partecipato ai nostri progetti, decidono di aiutarci durante la stagione estiva. Questo ritorno ci rende orgogliosi».
Donati si è detta soddisfatta anche del lavoro dell’amministrazione comunale di Ravenna sul fronte dell’accessibilità: «Ovviamente c’è ancora da lavorare, ma sono orgogliosa. Ho sempre notato l’apertura del Comune nel rendere accessibile la città nel settore turistico e culturale. Una testimonianza è l’inclusività di tutti i musei. A Faenza invece si potrebbe far di più, a partire dai parchi».

Il ravennate De Carli eletto segretario nazionale del Popolo della Famiglia

Il 41enne ravennate Mirko De Carli è stato eletto segretario nazionale de Il Popolo della Famiglia. «Sono fiero di assumere questo importante incarico. Insieme al presidente Mario Adinolfi porteremo il Pdf al governo del Paese».

Da quasi dieci anni De Carli è coinvolto nel partito di centrodestra dalla forte connotazione cattolica. «È una gioia grande ed un onore assumere la segreteria nazionale. Ora comincia una lunga e delicata “attaversata nel deserto”: portare la comunità pidieffina dalla testimonianza pugnace al governo delle istituzioni del paese con la forza dei nostri valori e il buon senso dei nostri programmi».

De Carli indica già il prossimo impegno sulla scena politica: «Insieme a Adinolfi prepareremo il nostro impegno rispetto al prossimo referendum sulla giustizia a sostegno della riforma Nordio, le elezioni supplettive venete con una nostra candidatura, le prossime amministrative con una presenza robusta e massiccia dei nostri candidati ed il simbolo del partito sulla scheda elettorale al fine di arrivare alle elezioni politiche del 2027 per contribuire ad organizzare al meglio il campo dell’alternativa alle sinistre con la decisiva presenza pidieffina e il necessario traguardo di eleggere una pattuglia parlamentare del nostro movimento».

Il segretario individua nella questione demografica l’emergenza prioritaria: «Chiederemo formalmente al governo Meloni di procedere con tempestività alla legiferazione del reddito di maternità per le mamme italiane di oggi e di domani».

Un mese fa è diventata di dominio pubblico la notizia delle accuse a carico di De Carli che si sarebbe spacciato come intermediario assicurativo (da qui anche l’accusa di esercizio abusivo della professione oltre a quella di truffa) offrendo consulenze e sorta di “spintarelle” per ottenere finanziamenti agevolati, estinguere mutui o risolvere grane finanziarie. Lo accusano due commercianti, dai quali avrebbe ottenuto compensi per un totale di 14mila euro. Nessuno dei servizi promessi sarebbe tuttavia andato a buon fine. I fatti che saranno al centro del processo (l’udienza predibattimentale è fissata per febbraio) coprono i mesi dall’ottobre del 2021 al settembre del 2022.

È morto il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Brisighella, aveva 61 anni

È morto il professor Luigi Fabbrizio, 61enne originario di Foggia, da poco più di un anno dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Pazzi” di Brisighella.

Prima del trasferimento in Emilia-Romagna, Fabbrizio aveva insegnato a lungo nelle scuole foggiane. I dirigenti scolastici della provincia di Ravenna hanno inviato una nota alla stampa: «Fabbrizio era entrato nella nostra comunità professionale da settembre 2024, portando con sé un ricchissimo bagaglio di esperienze: docente di scuola secondaria di secondo grado, vicepreside della scuola di provenienza, animatore digitale, referente di progetti Fesr e Fse, progettista e referente dell’ambiente e-learning del proprio istituto. Si era subito fatto apprezzare dai colleghi per la sua generosità, la disponibilità al confronto e la capacità di dialogo, sempre improntata all’umiltà e a una solida preparazione professionale. Luigi era una persona gentile, riservata, autenticamente umana: un’umanità di cui la scuola ha oggi più che mai bisogno».

Fentanyl, 16 casi in regione su 12mila test. Pronto un piano in caso di diffusione

Dal monitoraggio attivato in Emilia-Romagna, su oltre 12mila screening eseguiti dalle Ausl, tra ottobre 2024 e gennaio 2025 sono stati individuati 16 casi di positività al Fentanyl (12 maschi, età media 45,2 anni, già utilizzatori di altre droghe), il potente oppioide sintetico utilizzato come analgesico e anestetico, ma noto anche per l’abuso come sostanza stupefacente a causa della sua elevatissima potenza.

In Emilia-Romagna, quindi, la presenza del Fentanyl è ancora molto limitata, ma la giunta regionale ha messo a punto un piano strategico nel caso di diffusione. Il documento è stato approvato nell’ultima seduta e prevede il coinvolgimento a più livelli di tutte le strutture sanitarie di prevenzione e assistenza. L’obiettivo è non farsi trovare impreparati: anche in Europa, infatti, la presenza del Fentanyl sui mercati illegali sta aumentando negli ultimi anni in maniera significativa.

La Regione manterrà attivo il monitoraggio in maniera costante per verificare eventuali aumenti della presenza del Fentanyl. E nel caso di emergenza, il piano è pronto a entrare in azione: saranno coinvolti i Serdp, le unità di strada (per un’osservazione sul campo e la messa in pratica di azioni di riduzione del danno), la rete di Emergenza-Urgenza, il Centro regionale antidoti, le farmacie, i Laboratori clinici regionali fino agli istituti penitenziari.

Il Fentanyl è presente sui mercati illegali in diverse forme, liquide e in polvere. Nell’uomo può causare sedazione, confusione mentale, vomito, vertigini fino a sintomi potenzialmente letali come la depressione respiratoria, l’incoscienza e il coma.

Ravenna campione d’inverno: mai così tante vittorie all’andata nelle tre stagioni delle promozioni in B

Nel campionato di serie C di calcio maschile il Ravenna è il cosiddetto campione d’inverno del girone B: primo in classifica alla fine del girone di andata, cioè a metà della stagione. I giallorossi hanno 41 punti: mai così tanti a questo punto dell’anno nelle tre stagioni della storia ravennate in cui a fine anno arrivò la promozione in B. I numeri emergono chiari sfogliando le pagine del libro “Ravenna Calcio, una passione infinita” scritto da Massimo Montanari e Carlo Fontanelli nel 2007.

2025-2026
I 41 punti della banda allenata da Marco Marchionni, in 18 partite, sono il risultato di un ruolino che conta tre sconfitte (in trasferta a Forlì e Pesaro, in casa con l’Arezzo), due pareggi (a Livorno e in casa con il Gubbio) e 13 vittorie. È proprio il numero dei successi a spiccare nel confronto con le tre annate in cui arrivò il salto di categoria.

2006-2007
Nella stagione dell’ultima promozione, con Dino Pagliari in panchina, il Ravenna aveva 30 punti a metà campionato, racimolati in 17 partite (il girone era da 18 squadre): 5 sconfitte, 3 pareggi e 9 vittorie. La classifica finale fu Ravenna 69, Avellino 66, Cavese 62.

1995-1996
Esattamente trent’anni fa il Ravenna arriva al giro di boa con 33 punti (9 vittorie, 6 pareggi e 2 ko). Anche quel girone era composto da 18 squadre. Il Ravenna cominciò l’annata con Adriano Buffoni in panchina, ma 5 punti raccolti dalla settima alla dodicesima giornata gli costarono l’esonero con l’arrivo di Giorgio Rumignani dalla 13esima partita. A fine anno Ravenna 68 punti, Spal e Empoli 62.

1992-1993
La prima promozione in B arrivò con Francesco Guidolin come allenatore. A metà campionato il Ravenna aveva 22 punti, ma all’epoca la vittoria ne fruttava solo 2. Ricalcolando con tre punti a vittoria, il totale sarebbe stato 29 (7 successi, 8 pareggi, 2 sconfitte). Per le statistiche ufficiali andrebbe tolta una vittoria, quella contro l’Arezzo: i toscani, infatti, furono esclusi dal campionato a stagione in corso e annullate le partite già giocate. Classifica finale: Ravenna 45, Vicenza 43, Empoli 37.

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