lunedì
25 Maggio 2026

A processo anche l’83enne custode di un cane soppresso dal veterinario Guerra

Un uomo di 83 anni andrà a processo a Ravenna per maltrattamenti su un cane morto nell’estate 2020. È il caso del labrador Balto: la soppressione tramite eutanasia sei anni fa diede avvio a un’indagine a carico del 52enne veterinario Mauro Guerra conclusa con la condanna in primo grado a 4 anni e 2 mesi e la radiazione dall’albo professionale.

Come riportato dai quotidiani locali, in questo nuovo procedimento l’imputato è l’uomo che quell’estate aveva il compito di accudire Balto, affidatogli dai padroni, l’allora direttrice del carcere di Ravenna e il marito, finiti a loro volta sotto accusa per avere poi concordato con Guerra la soppressione dell’animale. Secondo la procura quell’eutanasia non era necessaria. I due coniugi sono stati assolti in primo grado (è ancora pendente il ricorso della Procura in appello).

Per l’anziano custode nel 2023 c’era già stata un sentenza di non luogo a procedere dal giudice per l’udienza preliminare. La procura aveva presentato ricorso in Cassazione, ottenendo il rinvio in appello. E ora il tribunale bolognese ha ritenuto che serva un approfondimento a dibattimento. Il prossimo giugno l’83enne sarà giudicato dallo stesso magistrato che la settimana scorsa si è pronunciato con la condanna nei confronti dell’ex veterinario.

Secondo l’imputazione, il cane Balto, un labrador nato nel 2005, sarebbe stato sottoposto per anni a gravissime condizioni di maltrattamento: lasciato costantemente all’aperto senza adeguato riparo, legato a catena fin da cucciolo, privato di cure veterinarie nonostante una patologia muscolo-scheletrica dolorosa, alimentato in modo insufficiente e inadeguato, isolato e privato di ogni forma di socializzazione. Negli ultimi giorni di vita, nell’agosto 2020, sarebbe stato lasciato in condizioni di estrema sofferenza, disidratazione e abbandono fino a che non è stato affidato al veterinario Guerra che, anziché curarlo, ha proceduto a effettuare l’eutanasia senza anestesia preventiva.

Festival di Sanremo, le pagelle delle 30 canzoni in gara: dal 10 di Ditonellapiaga allo 0 per Fedez

Le pagelle sono a cura di Francesco Farabegoli, cesenate trapiantato a Ravenna, scrive o ha scritto su riviste culturali come Vice, Rumore, Esquire, Prismo, Il tascabile, Not.

Quelle che seguono sono le pagelle della prima serata di Sanremo e contemplano tutto quello che a me interessa di Sanremo, ovvero le canzoni in gara. Tutto il resto, quello che ci sta intorno, per qualche motivo mi infastidisce. Mi danno fastidio i comici, le polemiche sui comici, i presentatori, i coconduttori, le coconduttrici, le questioni politiche, i momenti patetici. Mi danno fastidio anche gli ospiti musicali fuori gara.

Qualche anno fa erano venuti a suonare i Depeche Mode a promuovere Memento Mori, il loro miglior disco da vent’anni a questa parte o giù di lì; per tutto il tempo fissavo lo schermo chiedendomi quando avrebbero smesso di annoiarmi. Per dire. Una cosa che a conti fatti potremmo chiamare “la magia del Festival”, che ovviamente non è sempre e non è solo magia bianca.

Le pagelle delle canzoni seguono questo assunto fondamentale: utilizzerò l’intero spettro di voti, da 0 a 10, perché Sanremo si giudica solo sulla base di se stesso e senza tirare in ballo paragoni scomodi con il passato o, peggio ancora, con la musica che succede fuori da Sanremo. I voti ovviamente sono espressi su base personale, e il pezzo è firmato – nel caso non siate d’accordo, è colpa mia.

DITONELLAPIAGA ha una base techno pazzesca che ricorda vagamente lo skit Radio Super Energia alla fine della prima canzone di The Shape Of Punk To Come dei Refused, con un testo forsennato in cui non si capisce nulla: in tutta onestà, se è mai successo che la prima canzone in gara abbia spaccato in una maniera così clamorosa, io non me lo ricordo. 10.

MICHELE BRAVI sale sul palco e dà l’idea che in quel momento dentro di lui stia succedendo Inside Out 2, e che se non stesse succedendo la canzone che canta sarebbe molto diversa. Non so se sperarlo o temerlo. Questa versione è abbastanza tremenda, ma ha un sentore vagamente weird che comunque non la fa passare inosservata. 5 d’incoraggiamento per Michele.

La canzone di SAYF è con tutta probabilità la peggior cosa producibile dalla musica italiana in relazione alle premesse culturali da cui parte. Nel senso: tutte le volte che la musica italiana è stata a un bivio e ha scelto la strada sbagliata, la somma di queste scelte ha creato le premesse perché Sayf potesse venire a cantare quest’anno la sua canzone a Sanremo. Nota a margine: i riferimenti al calcio nelle canzoni fanno SCHIFO, voglio dire, non è che me la puoi menare per tutta la vita perché una volta sono stato felice quando l’Italia ha segnato o cosa. Voto 2, monnezza assoluta. Plausibile finisca in alta classifica.

MARA SATTEI è con ogni probabilità una brava cantante ma trovo difficile concentrarmi sui suoi pezzi, un po’ perché quelli che porta a Sanremo sono sanremate relativamente anonime, ma soprattutto perché come tutti sanno il suo nome vero è Sara Mattei, e quando mi viene in mente non riesco a farci pace, intendo, con l’idea che qualcuno possa scegliere un nome d’arte così. Immaginatevi se il nostro direttore firmasse i pezzi a nome Muca Lanservisi. Voto 5.

Poi l’ordine di apparizione della prima serata, per qualche motivo, ha deciso di mettere in fila qualche artista appartenente alla categoria Bravo Ma Non Si Applica.
DARGEN D’AMICO è quello che fa più male: ha dalla sua parte di essere sempre credibile, sempre adatto, sempre divertente e sempre sopra il livello di quello che succede attorno a lui, e quindi parte avvantaggiato – ma poi dall’altra parte soffre il peso del pronostico e in tutta franchezza si schianta con quello che, giriamoci attorno quanto vogliamo, ad oggi è il peggior pezzo che ha portato a Sanremo. Un 4 molto sofferto per me.
ARISA soffre dello stesso problema, anche perché in ordine di apparizione sul palco nella prima serata è la prima persona che canta davvero bene; poi però parliamo di una che nella maggior parte dei casi è andata a Sanremo con una canzone memorabile e quest’anno la sua canzone secondo me non lo è. 5.
Il discorso è abbastanza simile per LUCHÈ, che comunque insomma i Co’Sang e tutteccose, ma con lui inizia una lunga e sofferta teoria sanremese di rapper o wannabe-rapper che hanno letto qualche articolo sul fatto che l’hip hop in America è in crisi commerciale (sarà, boh) e quindi come dicono a Roma tanto vale cacà in giro, pezzo difficile da accettare in relazione a uno a cui hai pagato dei dischi fisici. 5.

Spiace dire invece che TOMMASO PARADISO, uno degli artisti che odio di più e in maniera assolutamente irragionevole, ha trovato un grandioso mix tra essere se stesso (piacione, insopportabile, tronfi o e molto capace con le melodie) e funzionare alla grande sul palco di Sanremo – non è impossibile che alla fine del programma stia in cinquina, anzi. 7.

ELETTRA LAMBORGHINI ha un pezzo in cui a un certo punto pensi “gioca a fare la Carrà” e letteralmente un secondo dopo nel testo dice “viva viva viva la Carrà”, appello che mi sento di sottoscrivere. Solo che Raffaella Carrà è Raffaella Carrà ed Elettra Lamborghini è Elettra Lamborghini. 4.

PATTY PRAVO ha questo modo di cantare simile a quello che avevano i Black Flag epoca Rollins e Fiorella Mannoia: arriva con la voce un decimo di secondo dopo la musica. Il pezzo non funziona, è la classica cosa che ogni anno a Sanremo devono arrivare artisti di settant’anni con pezzi improbabili, a rappresentare qualcosa che nessuno sa bene cosa sia; ma lei ha una mimica abbastanza incredibile, sembra che l’abbiano ricostruita per metà con delle parti meccaniche tipo il primo Terminator. 7.

Di SAMURAI JAY (sempre linea urban but also l’hip hop in America è in crisi vedrai che non dura) non posso lamentare alcun vero difetto e nessun vero pregio, per dirla tutta mi sono totalmente scordato di come suoni il suo pezzo, il che è abbastanza grave considerato che sto scrivendo mentre lui non ha ancora finito di esibirsi. 3.

RAF sale sul palco con una certa nonchalance, come se fosse una cosa assolutamente normale che Raf sia sul palco di questo Sanremo. La canzone a detta di tutti è debolissima, e in effetti sembra non ingranare mai. E poi d’improvviso mentre lo stai ascoltando è come se fossi in un episodio del vangelo di Luca e ti sembra di vedere scorrere intorno a lui tutta la musica che v’era e che verrà. Si piazzerà basso, ma farà un Sanremo gigantesco. 9.

Piacevolmente convinto da J-AX, anche lui straconvinto che ci siano i margini per rifare Cowboy Carter in Italia, e forse a ragione. E insomma, pezzo con svolta country. Mentre cantava ho sentito il bisogno di togliermi le palle degli occhi con le dita dei piedi, ma dal punto di vista del potenziale radiofonico è tranquillamente in top 5, e questo varrà pure qualcosa. Voto 6.

FULMINACCI a questo giro sembra nelle condizioni di potersi portare a casa la coppa, in una maniera un po’ Diodato: gigioneggia senza strafare con un pezzo che obiettivamente c’è, proietta sicurezza e non mena il torrone. A Sanremo funziona chi fa meglio la cosa che fanno tutti, o chi fa bene una cosa che non fa nessuno. Ha tanto potenziale. 8. Appioppo un voto simile a LEVANTE, che non è decisamente nella mia top ten, ma le va comunque riconosciuto di aver portato il miglior pezzo che Levante abbia mai portato a Sanremo. 7.

FEDEZ/MARCO MASINI arrivano proprio quando inizio a sospettare di essere di manica troppo larga. Non ho nessun problema con Masini, ok, diciamo che ha scritto qualche testo problematico, ma tutto sommato è un personaggio ok. Ma ogni volta che Fedez sale sul palco di Sanremo mi viene da rimpiangere il Fedez del Sanremo precedente, e se vi ricordate la canzone che aveva portato l’anno scorso capite a che livello di odio sono arrivato. Se non ve la ricordate, meglio per voi: in ogni caso ci tengo a dire che nel testo della parte cantata da Fedez compare la parola “Fedez”. 0.

ERMAL META sarebbe anche lui un voto molto basso, ma beneficia comunque dell’effetto di cantare subito dopo a loro due e in qualche modo si eleva fino a un 4 che è comunque incoraggiante.

SERENA BRANCALE canta un pezzo sulla mamma, pigia peso sul pedale dell’emotivo, piange alla fine. Con cose come questa si può tranquillamente vincere il Festival, e qui c’è la solita questione emotiva, che lo scorso anno (per capire il livello) circondava la canzone di Cristicchi – è bello? è un ricatto? Ognuno decide per sé. Io decido che per me è un 4.

NAYT ha un pezzo così sanremese che sembra l’abbiano pescato da un cestino del loggione; tutte le edizioni sono piene di questa gente che in premessa sembra aver fatto esattamente quello che serve per piazzarsi alti e in atto serve solo a riempire il minutaggio. Gli metto 5 perché penso che poi c’è il pezzo di

EDDIE BROCK, una cosa un po’ alla Alfa chiusa per nulla a caso con un assolo leccatissimo di chitarra. Per un momento penso che forse Eddie Brock sia peggio di Fedez, ma va detto che Fedez la mia antipatia se l’è guadagnata sul campo e invece Eddie Brock ha ancora il potenziale di sparire per sempre dal mio radar. 1.

SAL DA VINCI canta con quell’intensità supercharged e una partecipazione del pubblico che, anche questo in fondo è un cliché sanremese, pare che qualcuno lo consideri una colonna portante della musica italiana. Non so. Comunque nell’ambito del neomelodico sanremese si è pure ascoltato di peggio e quindi 6. Quando dico “si è ascoltato di peggio” mi riferisco a ENRICO NIGIOTTI, mozione Nayt ma senza Eddie Brock a farlo risplendere, un 4 politico.

MALIKA AYANE è stile puro, incastrato in una canzone che si aggrega a un revival funk di cui non so niente ma pare essere in pienissimo corso (vedi anche Dargen e altri in gara). Fa parte del batch di pezzi meno papabili per i piani altissimi, tra quelli che Malika Ayane ha portato a Sanremo, ma si è esibita in mezzo a gente al cui confronto, francamente, sembrava di stare ad ascoltare Ella Fitzgerald. 8.

Non so cosa mi abbia convinto alla vigilia del festival (forse le pagelle dei preascolti) che TREDICI PIETRO avesse del potenziale. All’atto pratico condivide il destino degli altri nepo in gara, LEO GASSMAN e LDA/ADA7EVEN, e cioè insomma se vieni da una famiglia di artisti importanti devi fare come minimo la rivoluzione sul palco. Sono disposto a dar loro un 10 tondo, ma devono dividerselo in tre.

Rimangono CHIELLO, un altro della mozione Nigiotti/Nayt, anche lui un bel 5, voto che mi sento di assegnare anche al FRANCESCO RENGA più Francesco Renga che si possa immaginare.

Mi sono piaciuti tanto COLOMBRE & MARIA ANTONIETTA, che hanno il coraggio di togliersi dall’alternative ad ogni costo e inserirsi in un cluster coppia pop un po’ Coma Cose, Noemi/Carl Brave, eccetera. Non so se arriveranno alti ma in radio dovrebbero passare tanto. 8.

Mi sono tenuto per ultime le BAMBOLE DI PEZZA, una band che ho sempre odiato e che è evidentemente andata a Sanremo a portare la temibilissima quota rock, quella roba di suonare un pezzo tamarrissimo in partenza e ammazzato dagli archi. E per qualche ragione, magari era tardi e avevo le difese abbassate, o magari è stato l’urlo della cantante alla fine, ma sta di fatto che mi sono arrivate addosso con la forza di un camion e non posso far finta di no. 8.

Maxi operazione di polizia al quartiere della stazione ferroviaria

Il quartiere della stazione ferroviaria di Ravenna è stato il teatro di una maxi operazione di controllo del territorio condotta dalle forze dell’ordine nel pomeriggio di oggi, 26 febbraio. Un dispiegamento massiccio di polizia di Stato, polizia locale e guardia di finanza – con l’assistenza di un elicottero in sorvolo – per setacciare la zona dei giardini Speyer a conclusione di un’inchiesta articolata. Maggiori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa in agenda per domani.

Due rapine a mano armata, due uomini arrestati. Uno in azione con gli abiti del lavoro

I carabinieri di Ravenna hanno arrestato due uomini, un 27enne italiano e un 34enne brasiliano residenti in provincia, con l’accusa di essere gli autori di due rapine a mano armata (un grosso coltello da cucina). Il 6 febbraio in una sala scommesse di Alfonsine (4mila euro) e il 19 febbraio in una farmacia di Cervia (2.600 euro). Gli arresti sono avvenuti ieri, 25 febbraio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: uno è stato preso nella propria abitazione e l’altro sul vagone di un treno mentre faceva rientro da Bologna dove era stato presumibilmente per acquistare e consumare droga. Gli arrestati, entrambi con precedenti, sono stati portati al carcere di Rimini. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo, dei nuclei operativi di Ravenna e Cervia e della stazione di Alfonsine.

Il punto di partenza dell’indagine è stata la visione dei filmati registrati dalle videocamere degli esercizi e di quelle pubbliche. Con le testimonianze delle vittime minacciate dai malviventi, i militari hanno potuto stilare un prima lista di sospetti tra le persone già note alle forze dell’ordine. A quel punto sono cominciati i pedinamenti per raccogliere elementi di prova.

Gli investigatori hanno individuato alcuni capi di abbigliamento peculiari indossati durante i colpi (uno dei due indossava i caratteristici abiti da lavoro come facchino) e ricostruito il passaggio di un’utilitaria in uso a uno degli indagati in orari e luoghi compatibili con i colpi. Durante la perquisizione contestuale agli arresti, sono stati recuperati indumenti ritenuti corrispondenti a quelli utilizzati durante le rapine. I due sono conoscenti ed erano soliti frequentarsi. Da quanto emerso non avrebbero occupazioni stabili e in regola.

Controlli su mezzi pesanti in zona Bassette: 17 sanzioni in una giornata

Negli scorsi giorni la polizia locale di Ravenna ha intensificato i controlli sui mezzi pesanti in transito e in sosta, con 17 sanzioni erogate solo nella giornata di ieri (25 febbraio) in zona Bassette. I controlli si sono concentrati infatti nelle aree maggiormente caratterizzate dalla presenza di attività produttive e commerciali.

Durante le verifiche degli agenti dell’ufficio Strumentazione tencnica e controllo trasporto pesante diversi mezzi sono sono risultati in sosta irregolare, con camion parcheggiati in prossimità degli ingressi aziendali anziché nelle apposite aree destinate alla sosta dei veicoli industriali. In altri casi invece il rimorchio finiva con l’occupare gli stalli riservati alle autovetture, con conseguenti limitazioni della fruizione degli spazi pubblici e potenziale rischio per la circolazione stradale. Le attività di controllo mirato proseguiranno anche nei prossimi giorni, a tutela della sicurezza stradale e della regolare fruizione delle aree pubbliche.

Le iniziative di Demetra per la Festa delle donne tra lavoro, diritti e solidarietà

In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, l’associazione lughese Demetra presenta un calendario di appuntamenti dedicato alla sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, alla riflessione sulle disuguaglianze nei contesti lavorativi e al sostegno delle attività dell’associazione. Sono queste le iniziative promosse da Demetra o alle quali l’associazione è stata invitata.

Si parte giovedì 5 marzo, alle 21, con un appuntamento al Cinema Gulliver (piazza della Resistenza, 1). Nadia Somma Caiati, presidente di Demetra donne in aiuto condurrà un intervento prima della proiezione del film Sorry Baby, sul tema della violenza sessuale. La serata promossa dal Cinema Arci Gulliver. Venerdì 6, al Salone Estense del comune di Lugo, si è in programma dalle 17.30 la presentazione del volume Stereotipi di genere e dinamiche di potere asimmetrico tra uomini e donne nei rapporti di lavoro. Interverranno Sonia Alvisi, Consigliera di Parità e coautrice del volume;  Loredana Piscitelli, avvocata, e Maria Masi, curatrice del volume ed ex Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

Mercoledì 11 si chiude con una cena con asta di beneficenza all’hotel ristorante Ala D’oro di via Giacomo Matteotti, 56( ore 19.30). La serata è promossa da Confcommercio Ascom Lugo, dal Comune di Lugo e da Terre Cevico e il ricavato sarà devoluto a sostegno dei progetti dell’associazione Demetra. Durante la serata ci sarà un’asta di opere donate da artisti locali, il cui ricavato sarà interamente devoluto al centro antiviolenza Demetra donne in aiuto. Il battitore d’asta sarà Andrea Tampieri.  Ospiti d’onore della serata Fratelli Parmiami.

Iniziati i lavori per la messa in sicurezza dell’incrocio tra le vie Plontino, Villa e Crociarbasso

Iniziano oggi, giovedì 26 febbraio, i lavori per la messa in sicurezza dell’incrocio tra le vie Plontino, Villa e Crociarbasso, nella circoscrizione di Lugo ovest.

L’intervento rientra nel progetto integrato di mobilità lenta per Villa San Martino, che prevede anche la realizzazione di una pista ciclabile a collegamento del percorso sul fiume Santerno fino al capoluogo. L’investimento complessivo è di 600 mila euro, finanziati tramite contributi europei NextGenerationEU nell’ambito del Pnrr.
Nel corso della mattinata sono stati posizionati i new jersey, in attesa della realizzazione di un’isola dove saranno installati i delineatori modulari. L’obiettivo è quello di garantire una migliore visibilità della curva e una migliore comprensione delle precedenze. Saranno installati anche lampeggianti per garantire maggiore attenzione durante le ore notturne.
lavori sono eseguiti dalla ditta Zini Elio di Imola e saranno ultimati entro fine marzo.

Schiacciato dal trattore mentre fa manutenzione, lo trova la moglie: 80enne in ospedale

Un uomo è rimasto ferito dopo essere stato schiacciato da un trattore agricolo cui stava facendo manutenzione. È successo stamani, 26 febbraio, nei pressi di un’abitazione nelle campagne di San Pietro in Vincoli, frazione del comune di Ravenna. Il 79enne è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Cesena: le sue condizioni sono valutate gravi, ma non in pericolo di vita.

L’anziano è uscito di casa per andare nel capannone a lavorare sul trattore. È stata la moglie a trovarlo. Quando non l’ha visto rientrare a casa è andato a cercarlo e l’ha trovato con le gambe incastrate sotto al mezzo. Sul posto, oltre al 118, sono intervenuti i pompieri per sollevare il mezzo agricolo e liberare l’anziano. I rilievi sono affidati ai carabinieri di Cervia.

Lotta al papilloma virus: vaccinazioni gratuite per i giovani tra i 12 e 17 anni

In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’infezione da HPV (Papilloma virus), la Pediatria di comunità di Ravenna organizza un open day per offrire ai più giovani la vaccinazione gratuita.
L’appuntamento è mercoledì 14 marzo dalle 14 alle 17, al Cmp di via Fiume Montone Abbandonato 134. Ragazzi e ragazze tra i 12 e 17 anni potranno accedere all’ambulatorio del primo piano senza prenotazione, accompagnati da un genitore. È importante che la somministrazione avvenga prima dell’inizio dell’attività sessuale dei ragazzi. L’efficacia protettiva del vaccino è maggiore se eseguito precocemente. L’intero vaccinale prevede la somministrazione di 2 dosi (3 per chi si vaccina dopo il compimento dei 15 anni).

Per informazioni sull’evento è possibile chiamare il 0544286337 (ore 11:30-13:30) o scrivere a pedcom.ra@auslromagna.it. La modulistica da compilare (anche in caso di delega) è invece disponibile sul sito di Ausl Romagna.

Le infezioni da HPV sono le più comuni infezioni sessualmente trasmesse sia nell’uomo che nella donna, altamente contagiose e trasmesse anche attraverso contatto pelle-a-pelle. La maggior parte di esse è asintomatica e si risolve spontaneamente. In alcuni casi invece la persistenza dell’infezione può portare allo sviluppo di lesioni che, se non trattate, possono progredire verso forme tumorali.

Il tumore più comunemente associato all’HPV è il carcinoma della cervice uterina (quinto tumore per frequenza nelle donne), ma non vanno sottovalutate anche altre forme tumorali dell’apparato genitale, dell’ano e dell’orofaringe, sia nei maschi che nelle femmine.

Le infezioni da HPV si associano anche, in entrambi i sessi, allo sviluppo di condilomi genitali (“creste di gallo”), piccole escrescenze che possono causare bruciore e prurito e che rappresentano la manifestazione di infezione sessualmente trasmessa più frequente in Italia.

La vaccinazione anti-HPV rappresenta una misura estremamente sicura ed efficace nel prevenire l’infezione (prevenzione primaria) in entrambi i sessi.

Il Safari si prepara alla stagione: visite al via da marzo, alla scoperta di lama, antilopi e scimpanzè

Il Safari di Ravenna si prepara alla stagione: via alle visite da domenica 1 marzo, con qualche novità all’interno del parco. Tra i nuovi esemplari ospitati si potranno trovare dromedari, antilopi nilgai e una cucciola di lama nata durante il periodo di chiusura del Parco, oltre a tutti gli altri cuccioli di zebra, giraffe, antilopi alcine e struzzi nati durante la scorsa estate.

Gran parte degli animali all’interno del Parco fanno parte degli “Studbook europei”, un censimento degli esemplari e una attività di interscambio tra istituzioni zoologiche al fine di mantenere un costante monitoraggio della variabilità genetica e rendere la popolazione stabile e sana in ambiente controllato.

Tra i fiori all’occhiello del parco, il progetto legato a una specie di scimpanzè particolarmente a rischio in natura, quella dei verus. Il programma europeo di conservazione Eep (Eaza Ex situ Programme) a cui Safari Ravenna aderisce ha permesso di celebrare ben due nuove nascite in due anni di cuccioli di verus,  Tom e Jane,  unici cuccioli di scimpanzé verus nati in un giardino zoologico italiano.

Infine, all’interno del Safari si conduce, in collaborazione con l’Università di Torino, uno studio sulla ritmicità e il canto del siamango, finalizzato ad osservazioni etologiche al fine di raccogliere dati scientifici e approfondire le loro capacità comunicative e relazionali.

Lavori alla rete del gas in via Canal Grande: un tratto di 250 metri a senso unico per due mesi

In via Canal Grande a Faenza sono previste modifiche alla viabilità da lunedì 2 marzo al 30 aprile per consentire i lavori di allacciamento e sostituzione della rete del gas.

  • Senso unico di marcia con direzione Firenze–Ravenna, da monte verso il centro città, nel tratto compreso tra il semaforo con via Costa/via Bordini e la rotonda Donatori di Sangue (Rotatori dei Cappuccini).
  • I veicoli provenienti dal centro e verso Brisighella dovranno invece seguire un percorso alternativo: via Insorti, via Giuliano da Maiano, viale Marconi e via Firenze.
  • Per garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, nel tratto di via Giuliano da Maiano compreso tra il civico 3 e l’intersezione con viale Marconi sarà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata, valido 24 ore su 24 per tutta la durata del cantiere.
  • Nel tratto interessato dai lavori il semaforo di via Canal Grande resterà attivo.

In base all’andamento del cantiere verrà successivamente valutata la necessità di una chiusura completa della strada; in tal caso, sarà data preventiva comunicazione. Il personale della ditta incaricata dei lavori garantirà l’accesso ai passi carrabili e agli ingressi pedonali presenti lungo i tratti oggetto dell’intervento.

Il nuovo Osservatorio sul paesaggio è al lavoro: ricerca universitaria e divulgazione si uniscono

È ufficialmente iniziata ieri, 25 febbraio, l’attività del nuovo Osservatorio dinamico del paesaggio romagnolo che si è insediato a Faenza. Sarà uno strumento di monitoraggio costante, di progetto permanente fondato sulla raccolta dei dati e delle informazioni, sulla ricerca di saperi e valori locali, sulla elaborazione di possibili indicatori quali-quantitativi da affiancare ad attività di informazione e formazione degli stakeholders. L’accordo per la nascita dell’Osservatorio vede il sostegno di diversi soggetti pubblici: la Provincia; l’Università di Bologna con il dipartimento dei Beni Culturali del campus di Ravenna; i Comuni di Ravenna, Cervia, Russi e Faenza; le Unioni della Bassa Romagna e della Romagna Faentina; il Parco del Delta del Po e il Parco della Vena dei Gessi; i Consorzi di Bonifica della Romagna e della Romagna Occidentale.

Tra le azioni che si intendono sviluppare ci sono la raccolta delle documentazioni qualitative e quantitative disponibili nelle principali banche dati pubbliche e private accessibili; la partecipazione delle istituzioni e delle popolazioni alla discussione delle policy necessarie ad affrontare la gestione e progettazione dei paesaggi locali; la raccolta di documentazioni storiche, documentarie, cartografiche e fotografiche sulla storia ed evoluzione dei paesaggi romagnoli, con l’organizzazione di mostre, incontri e pubblicazioni; la raccolta di documentazione ed analisi dei dati, indicatori quali-quantitativi per valutare l’efficacia delle politiche adottate, in grado di individuare i trend ambientali, sociali e culturali riferibili ai contesti territoriali affrontati; la promozione ad una scala più ampia di quella comunale la conoscenza e la sensibilizzazione della comunità romagnola sui temi del paesaggio.

«Questo è il risultato di un percorso iniziato molti tempo fa – commenta Mario Neve, professore di Geografia al campus di Ravenna – e diventato un vero e proprio progetto dell’Università quattro anni fa con l’intenzione di rafforzare i legami con il territorio. Il paesaggio ci è sembrato il tema più inclusivo di tutti. È stato molto importante, per raggiungere questo risultato, il contributo della Provincia di Ravenna nel riuscire ad aggregare e realizzare il nostro progetto. L’originalità di questo accordo sta nel tenere insieme divulgazione sul paesaggio e ricerca universitaria. Il territorio sarà infatti chiamato a essere parte attiva non solo sul versante della comunicazione/divulgazione ma anche dal punto di vista della ricerca, e questo rappresenta una novità assoluta».

La presidente della Provincia, Valentina Palli (sindaca di Russi), sottolinea l’innovazione data dall’unione di più soggetti diversi in un progetto permanente: «Si unisce ricerca e territorio, inteso come sistema economico-ecologico-culturale, ricerca accademica e valori e saperi locali. Queste iniziative valorizzano il territorio nella sua interezza, le nostre comunità, restituendo a tutti un quadro integrato del sistema ambientale e paesaggistico del nostro bellissimo territorio».

L’Osservatorio, che ha sede a Faenza al museo di Storia Naturale, entrerà nella rete degli Osservatori regionali. In programma già un incontro a Riolo Terme sull’attualissimo tema della riclassificazione delle aree montane (data ancora da definire).

L’Osservatorio ha come principali riferimenti quadro i princìpi della Convenzione europea del paesaggio, che hanno ispirato gli strumenti di gestione del paesaggio italiano, le politiche paesistiche della Regione Emilia-Romagna e la Nuova strategia europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, cui si è riferita la stessa Regione per la definizione della propria Strategia unitaria di mitigazione e adattamento per i cambiamenti climatici.

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