Servizi bibliotecari, Ravenna in Comune chiede garanzie sui diritti dei lavoratori

Secondo Raffaella Sutter la coop che ha vinto l’appalto utilizza contratti a chiamata e paga poco i dipendenti: «Situazione di estrema precarietà»

Ravenna In Comune chiede lumi sui diritti dei lavoratori nelle istituzioni culturali. Il riferimento è ai servizi acquisiti da una cooperativa di Udine che ha come oggetto l’affidamento dei servizi bibliotecari, museali e culturali del Comune di Ravenna e delle sue Istituzioni. Si tratta di un appalto quinquiennale da 2,8 milioni di euro che interessa servizi di vario genere che l’azienda svolge alla Classense, all’Oriani, al Mar e in via altri servizi culturali del Comune.

Secondo quanto scrive la capogruppo, Raffaella Sutter, l’imprea aggiudicatrice impiegherebbe «lavoratrici e lavoratori a chiamata», con una situazione lavorativa ritenuta «di assoluta precarietà» con retribuzioni mensili «spesso di poche centinaia di euro». Del caso si è già discusso nell’apposita commissione comunale.

Sutter chiede all’assessore quali siano «le criticità rilevate dall’amministrazione in merito alla gestione dell’attuale appalto dei servizi culturali» e, tra le altre cose, se non si ritenga «più garante dell’efficienza dei servizi e della dignità del lavoro assumere direttamente il personale necessario». Infine la capogruppo di Ravenna in Comune chiede di «adottare linee guida per gli appalti di servizi che non pongano come prioritario solo il risparmio di risorse economiche del Comune».

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