L’ex grillino Vandini: «Ho scelto il centrosinistra per la competenza»

L’ex consigliere comunale 5 Stelle oggi con Pizzarotti sarà candidato nella lista del presidente Bonaccini alle prossime regionali

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Pietro Vandini e Federico Pizzarotti

Dalle voci di corridoio all’ufficialità. Pietro Vandini sarà candidato nella lista Bonaccini alle Regionali, in quota Italia in Comune, il movimento fondato dall’ex grillino Federico Pizzarotti, di cui Vandini è referente locale e sarà l’unico dei quattro candidati della provincia di Ravenna.

Classe 1979, ex consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Vandini è stato il primo, e finora unico, a candidarsi a sindaco a Ravenna (nel 2011) con il movimento di Beppe Grillo, da cui poi si è allontanato in aperta polemica al termine del mandato. Con un’esperienza politica di dieci anni alle spalle, per lavoro si occupa di sicurezza sul lavoro, salute e ambiente e segue, per il gruppo Gvm, oltre oltre 6000 lavoratori su questi temi.

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Vandini, lei ha iniziato a far politica proprio con le regionali, sostenendo allora Giovanni Favia contro il candidato del Pd una decina di anni fa. E oggi è in una lista a sostegno del candidato del Pd… cosa è successo nel frattempo?

«Ho iniziato il mio percorso in politica nel Movimento perché ero convinto che fosse necessario superare la tradizionale divisione in due blocchi contrapposti, ma poi nel Movimento sappiamo bene cosa è successo e oggi quindi mi sono convinto che non sia possibile creare un’alternativa politica dal nulla ai classici partiti tradizionali, il Movimento dieci anni ebbe un’occasione secondo me irripetibile. Quindi oggi per fare politica e portare avanti le istanze in cui credi devi individuare le realtà esistenti dove ci sono gli spazi per farlo».

Ed è per questo che ha scelto di schierarsi con il centrosinistra?

«Non per ragioni ideologiche che non mi appartengono, ma per una questione di competenza. Credo che ci sia una differenza abissale tra la serietà della proposta del centrosinistra e quella del centrodestra, che peraltro non ho ancora capito che idea di regione abbiamo, non vedo al momento veri contenuti».

Dentro la lista del Presidente ci saranno anche candidati renziani e di altre provenienze politiche, l’elezioni di un consigliere sarà difficile se non impossibile. Quindi sarà soprattutto una conta interna? Scrivere il suo nome di fatto sarà, soprattutto, un modo per votare il progetto di Pizzarotti…

«E’ vero, non sto pensando all’elezione, sto pensando di dare un contributo al progetto di Federico in cui credo. E certo, sarà anche una conta, sarà un po’ un modo per capire quanto pesano le forze in gioco. Scegliere di darmi la preferenza sarà anche un segnale al Pd stesso, ma anche a tutti i partiti nati da scissioni del Pd, visto che io rappresento una figura più civica»

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