«Dopo quasi tre anni dalle elezioni, credo si possa dire con oggettività che nulla è stato fatto dal governo Meloni per una migliore gestione delle politiche migratorie, salvo l’ignobile allungamento dei tempi di navigazione delle navi Ong, costrette a raggiungere porti come il nostro più lontani dal Mediterraneo, prolungando la sofferenza delle persone a bordo». Lo afferma il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, che ribadisce di voler sapere in base a quali criteri vengano assegnati i porti alle ong, insieme ai colleghi di tutti gli schieramenti politici, «per capire come mai ai Comuni non vengano riconosciuti i costi sostenuti per la gestione delle persone migranti e, soprattutto, dei minori stranieri non accompagnati, che così rimangono in carico ad altri capitoli di spesa dell’ente locale».
La nuova presa di posizione sul tema, che arriva a distanza di pochi giorni da una analoga, fa seguito anche a una nota dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani che richiesto nuovamente la convocazione di un tavolo nazionale al ministero degli Interni sugli sbarchi, sulla gestione dei flussi migratori e sui fondi per i minori stranieri non accompagnati.
«Aldilà dei proclami – aggiunge Barattoni – gli sbarchi continuano ed anzi aumentano, i rimpatri non avvengono e il centro in Albania è vuoto e finora è costato oltre 150mila euro a posto letto per ospitare circa 400 persone migranti».
Questa settimana la nave Mediterranea è stata protagonista di un atto di disobbedienza civile per essersi rifiutata di raggiungere Genova, attraccando al più vicino porto di Trapani, ed è stata sottoposta a fermo amministrativo. Negli stessi giorni la nave Ocean Viking, che più volte ha fatto scalo a Ravenna, è stata invece bersaglio di spari da parte della guardia costiera libica.
«Le cose possono funzionare meglio se tutti coloro che vengono eletti dai cittadini ai vari livelli collaborano, anche se hanno idee diverse, e non si mettono i bastoni fra le ruote a vicenda – conclude il primo cittadino –. Nella nostra idea di rispetto istituzionale, quando una cosa non funziona e dipende da più livelli, ci si incontra con il governo nazionale e con i Comuni che si trovano nelle stesse condizioni e si mettono sul piatto idee e proposte».