Poco dopo le dimissioni di massa annunciate da consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra e assessori della sua giunta, il sindaco Pd di Cervia, Mattia Missiroli, replica sui social, al termine di una giornata in qualche modo storica, politicamente parlando, per la provincia di Ravenna. Mai, probabilmente, si erano visti da queste parti “volare gli stracci” così pubblicamente all’interno del centrosinistra.
Breve riassunto delle puntate precedenti. Il sindaco Missiroli a inizio gennaio si è formalmente dimesso dopo la notizia dell’indagine a suo carico per maltrattamenti ai danni della moglie. Oggi quelle dimissioni le ha ritirate (c’erano venti giorni di tempo, da regolamento). Spiazzando evidentemente anche la maggioranza che lo sosteneva, che nel giro di poche ore dall’annuncio, come detto, lo ha sfiduciato, portando Cervia verso nuove elezioni.
La replica di Missiroli è molto forte, quasi incredula: «Qualora tali dimissioni fossero confermate – commenta in un post pubblicato sui social -, non potrei che prenderne atto, pur ritenendo che non rappresentino la scelta giusta per Cervia. Sono un sindaco espressione del Pd: se il Pd non mi ritenesse più adatto a questo ruolo, che nasce da elezioni democratiche, ritengo doveroso conoscerne in modo chiaro e formale le motivazioni. Rimane inteso che se non fossi ritenuto più adatto a ricoprire la carica di sindaco, è ovvio che non sarei più idoneo a far parte di questa comunità, e dunque chiederei una verifica presso l’Organo di vigilanza interno al Partito Democratico e in ultima analisi l’espulsione dallo stesso partito con motivazioni».
«Essere garantisti e rispondere alla Costituzione – conclude Missiroli – non è uno scherzo: è un dovere. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità di fronte alla città e ai suoi cittadini. Se tutto questo fosse vero, non credo che in questi tempi si sia potuto operare con la massima lucidità».



