venerdì
23 Gennaio 2026
IL SINDACO INDAGATO

Missiroli spiega il dietrofront: «La gogna mediatica non può vincere sulla democrazia»

Il primo cittadino di Cervia ha ritirato le dimissioni presentate il 5 gennaio: «La città non può permettersi una lunga fase di immobilismo»

Condividi

[+++ AGGIORNAMENTO +++ Il Pd scarica Missiroli: consiglieri e assessori si dimettono. Decade la giunta, si andrà a votare]

«Quando ho discusso col Pd sull’opportunità di presentare le dimissioni, l’unica condizione che ho posto è stata la possibilità di revocarle. È una facoltà prevista dalla legge e la rivendico con coerenza». Mattia Missiroli motiva così il suo ripensamento annunciato stamattina: il sindaco di Cervia aveva formalizzato le dimissioni il 5 gennaio, dopo avere saputo di essere indagato per presunti maltrattamenti nei confronti della moglie, ma aveva tempo fino al 26 gennaio per ripensarci. Dopo l’udienza del 12 gennaio, il tribunale di Bologna ha respinto l’appello della procura di Ravenna che aveva chiesto la custodia in carcere per il primo cittadino. È probabilmente per questo che il 44enne ha deciso di restare in carica. «Avevo presentato le dimissioni per mettere in sicurezza la mia città e la mia famiglia – ha precisato – ma i venti giorni previsti dalla legge servono a dare la possibilità di rifletterci e ripensarci».

Missiroli ha convocato questa mattina una conferenza stampa, durante la quale è apparso sicuro di sé e ha ribadito la sua innocenza. Il sindaco ha più volte puntato il dito contro la «gogna mediatica», fino a commuoversi nel parlare del «male subìto» da lui e la sua famiglia. «Non trovo corretto che un principio costituzionale dominante come il garantismo possa essere messo in discussione dalle piattaforme social», ha aggiunto. «I processi online non possono prevalere sulle istituzioni democratiche e le libere elezioni con le quali i cittadini mi hanno eletto». Missiroli ne ha fatto anche una questione di «tutela» della città: la revoca delle dimissioni evita infatti l’arrivo di un commissario prefettizio in Comune, che si limiterebbe all’ordinaria amministrazione. «In tal caso Cervia entrerebbe in una lunga fase di immobilismo che non possiamo permetterci e che significherebbe lo schianto. Credo sia una scelta giusta anche nei confronti delle categorie produttive, per le quali la stabilità e la progettazione sono più importanti del commissariamento e del futuro incerto».

Rispondendo alle domande dei giornalisti in modo talvolta vago, Missiroli ha detto di non essere preoccupato di venire sfiduciato né sul piano politico in consiglio comunale, né su quello del consenso dei cittadini. «Le forze di opposizione hanno mantenuto una posizione garantista e dagli elettori ho ricevuto centinaia di messaggi che mi hanno manifestato vicinanza e affetto. In tanti mi hanno detto che le dimissioni non erano giuste e mi hanno invitato a non mollare. Ho deciso di ascoltarli». Il sindaco non teme nemmeno che il processo possa compromettere la sua serenità e il suo operato: «Chi sta in politica viene sottoposto a una continua tensione, anche a livello locale; fa parte del ruolo», ha detto. «Per esempio, ho ricevuto una richiesta di risarcimento danni di 600mila euro a causa di una mia decisione. Inoltre ci occupiamo ogni giorno di problemi di natura economica e sociale che ci sottopongono a un grande stress quotidiano. Tutto dipende da come lo si affronta: o ci si chiude in una stanza oppure si rivendicano i propri valori tenendo alta la bandiera delle istituzioni».

«Nel mio caso – ha proseguito – ho deciso di rinunciare alla mia professione di architetto per mettermi al servizio della città per cinque anni. Ho messo questa priorità davanti a tutto il resto e non intendo rinunciarvi a causa della gogna». Missiroli non crede che il passo indietro possa causargli un danno di immagine: «Quello viene prodotto da chi scrive frasi che danneggiano, non da chi lavora al servizio della città. Ho letto frasi false e intollerabili come “botte alla moglie”, per le quali ho predisposto 116 querele per diffamazione». Infine, sui dettagli delle accuse emersi sulla stampa, ha tenuto a precisare che «la fase delle indagini è riservata per legge, ma in questo caso non è avvenuto». Il sindaco ha richiesto la convocazione di un consiglio comunale, che dovrebbe essere fissato per la prossima settimana.

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi