La cosiddetta separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è nel Dna di Forza Italia sin dai primi tempi e quindi non stupisce che un’esponente del partito fondato da Silvio Berlusconi sia la presidente del comitato provinciale a favore del Sì alla riforma Nordio. L’avvocata Eleonora Zanolli, candidata “vicesindaca” a Ravenna nel 2024, è pronta per affrontare la campagna elettorale.
«Le iniziative saranno quelle solite: incon- tri pubblici e banchetti in strada. Gli incontri saranno occasioni per entrare nelle questioni con riflessioni più tecniche, i gazebo nei luoghi frequentati dalle persone saranno invece un modo per raggiungere chi non sa che c’è un referendum o ha bisogno di capire i concetti di base di questa modifica».
Sarà valido qualunque risultato nelle urne perché la consultazione costituzionale non prevede il quorum: «Difficile prevedere l’affluenza, ma non mi aspetto percentuali altissime. Può sembrare un tema distante dalla quotidianità del cittadino, ma doversi confrontare con la macchina della giustizia può capitare più spesso di quello che si crede, magari anche solo per una guida in stato di ebbrezza. Allora credo che il cittadino abbia tutto l’interesse ad avere di fronte un giudice che sia libero di decidere senza logiche che possano condizionarlo».
Nel mirino di Zanolli ci sono le cosiddette correnti: «La Costituzione in origine era ben orientata sul crisma dell’imparzialità della magistratura che è un principio cardine dei sistemi repubblicani moderni. Ma l’evoluzione nel tempo ha indebolito questo aspetto e questo è l’effetto delle correnti. Separare le carriere per legge è un ulteriore diktat di imparzialità che va a minare il sistema dei gruppi associativi».
I detrattori della riforma temono che il sorteggio dei componenti dei Csm possa portare ai vertici della categoria anche magistrati meno competenti di altri. L’avvocata non ci sta: «Mi aspetto che la categoria sia fatta da persone con ottime competenze. Se sono in magistratura vuol dire che sono ritenuti ido- nei a svolgere il loro compito. Se non è così allora c’è un problema più grave della rappresentanza nei Csm perché significa che il cittadino non è tutelato».
La legge approvata dal Parlamento non tocca i temi della durata dei processi o della carenza di personale: «Non si sta mettendo mano a tutto l’impianto della giustizia. Si sta intervenendo sulla magistratura per riportare la giusta indipendenza».
Eleonora Zanolli durante un comizio della campagna elettorale per le Comunali di Ravenna nel 2025



