Dalle forze politiche di centrodestra a Cervia partono accuse verso il Pd di scarsa trasparenza per la condotta tenuta nel caso dell’ormai ex sindaco Mattia Missiroli. Forza Italia, Fratelli d’Italia e la lista civica Cambia con me criticano l’arroganza dei Dem che hanno voluto trattare la vicenda come se fosse un fatto interno alla sola maggioranza e non qualcosa che coinvolgeva l’intera città. «Correnti interne e giochi di potere, che governano da anni la città, ma che con questa penosa vicenda sono finalmente emersi anche agli occhi di chi fino ad oggi non voleva vederli».
Come noto, la giornata di ieri, 23 gennaio, ha riservato due colpi di scena. In tarda mattinata il sindaco ha annunciato il ritiro delle dimissioni presentate il 5 gennaio dopo la notizia dell’indagine a suo carico per presunti maltrattamenti e lesioni alla moglie. Nel tardo pomeriggio le dimissioni in blocco dei consiglieri comunali di maggioranza che hanno causato la decadenza della giunta e il ritorno alle urne in primavera (nel frattempo il prefetto nominerà un commissario per l’ordinaria amministrazione).
«Il Pd ha trascinato consapevolmente per oltre un mese la situazione – si legge nella nota congiunta di Fratelli d’Italia e l’ex candidato sindaco Massimo Mazzolani –, con silenzi, omissioni e condotte contraddittorie, salvo poi esibirsi ieri pomeriggio in un’azione di forza che mal si concilia con tutto quanto accaduto in precedenza».
Alcuni dettagli a sostegno di questa posizione: «Missiroli è stato imposto dal Pd anche agli alleati nel 2024, sostenuto e magnificato per un anno e mezzo; la giunta ha continuato a deliberare sino al 20 gennaio 2026. Il Pd ha continuato a gestire la città come se fosse una sua proprietà, mettendo i cittadini di fronte al fatto compiuto ed evitando accuratamente di fornire spiegazioni chiare».
Fdi critica il Pd anche per una conseguenza delle dimissioni in blocco: «Così ha negato alla città un momento di confronto istituzionale nell’aula, evitando di presentare una mozione di sfiducia e impedendo così al sindaco di spiegare la propria posizione nella sede deputata e alle forze politiche in consiglio comunale di confrontarsi nell’interesse dell’intera comunità».
I meloniani giudicano strumentale la mossa di scaricare Missiroli: «Diventa un capro espiatorio che risponde e risponderà per tutti, quasi a voler far intendere che fino a ieri il Pd fosse costretto a seguire il sindaco e che non avesse voce in capitolo. Ma, sia chiaro, la pugnalata alla schiena al Sindaco, attuata dai suoi stessi compagni di partito, non è finalizzata alla trasparenza, è finalizzata a cercare di ricostruire una verginità politica, come altre volte è già accaduto».
Forza Italia dice di aver mostrato alla città di che cosa è realmente capace il Pd: «Non c’era modo migliore nelle ultime ore che lasciarlo operare indisturbato. Gli esiti non hanno tradito le aspettative. Il partito egemone non è stato capace di mantenere la lucidità necessaria per farsi tutore di un bene primario: la trasparenza verso i cittadini».



