martedì
27 Gennaio 2026
la denuncia

Solleciti di pagamento dell’Ausl a cittadini in regola, il caso finisce in Regione

Interrogazione di Fratelli d'Italia che chiede di provvedere a rimborsi automatici per chi ha già pagato ugualmente

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Nel corso del 2025, l’Ausl della Romagna avrebbe inviato circa 293mila lettere di sollecito richiedendo il pagamento di ticket sanitari ritenuti insoluti e riferiti a prestazioni erogate nel 2024 e negli anni precedenti. «La stessa Ausl Romagna, in seguito, avrebbe ammesso che una parte rilevante di tali richieste sarebbe risultata erronea, in quanto inviata a cittadini in regola con i pagamenti o legittimamente esenti, a causa di un presunto malfunzionamento del sistema informatico che avrebbe compromesso il corretto incrocio fra dati relativi alle prestazioni sanitarie, alle esenzioni e ai pagamenti effettuati».

Sulla vicenda interviene il gruppo di Fratelli d’Italia con un’interrogazione a risposta orale in commissione Politiche per la salute e politiche sociali della Regione, presentata da Marta Evangelisti e Luca Pastelli e sottoscritta anche da Alberto Ferrero e Nicola Marcello.

Una volta emersa la questione – segnalano i proponenti l’atto ispettivo – l’Ausl Romagna avrebbe provveduto esclusivamente all’invio di un sms ai cittadini coinvolti, invitandoli a non procedere al pagamento o, in caso di pagamento già effettuato, a richiedere il rimborso mediante comunicazione via email. «Qualora confermata – sottolineano i consiglieri – la vicenda configurerebbe una grave disfunzione amministrativa e gestionale con effetti diretti su centinaia di migliaia di cittadini e con un evidente danno in termini di affidabilità e credibilità del servizio sanitario regionale».

«Un errore di tale portata – incalza FdI -non può essere liquidato come un semplice inconveniente tecnico, ma impone una puntuale assunzione di responsabilità, anche a livello dirigenziale, per accertare eventuali carenze organizzative, di controllo e di gestione dei sistemi informativi».

Nell’interrogazione, inoltre, si punta il dito contro le modalità di comunicazione adottate dall’Ausl Romagna, giudicate «del tutto inadeguate, in particolare nei confronti delle fasce più fragili della popolazione”, e ritenute “passibili di aggravare il disagio dei cittadini già colpiti dall’errore».

Da qui la richiesta alla Giunta regionale di «riferire sulla vicenda in commissione Sanità e chiarire quanti siano i cittadini coinvolti nell’invio erroneo dei solleciti di pagamento nonché quale sia l’ammontare complessivo delle somme indebitamente richieste». All’esecutivo regionale, infine, si chiede un’istruttoria per accertare le responsabilità amministrative, gestionali e dirigenziali all’interno dell’Ausl Romagna e di intervenire sui vertici dell’Ausl affinché «venga fornita comunicazione ufficiale scritta a tutti i cittadini coinvolti e vengano attivate procedure automatiche di rimborso senza ulteriori oneri o adempimenti a carico degli utenti».

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