Oltre cento persone hanno partecipato sabato 31 gennaio alla galleria Faro Arte di Marina di Ravenna all’inaugurazione della mostra “Il Calvario degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia“. Il taglio del nastro è stato fatto da Daniele Perini, presidente del consiglio comunale di Ravenna , in rappresentanza delle autorità comunali.
È seguita una conferenza sulle origini storiche di queste tragiche vicende di Emanuele Piloni, in rappresentanza dell’Unione degli Istriani, che ha tracciato «la storia dei nostri connazionali – si legge in una nota inviata dai promotori -, delle violenze subite dai partigiani comunisti di Tito e dell’accoglienza vergognosa riservatagli dalle autorità italiane, nonché del silenzio e delle complicità internazionali sul confine orientale italiano nel dopoguerra».
La mostra rimarrà aperta fino a domenica 15 febbraio il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 (apertura straordinaria martedì 10 febbraio in occasione del Giorno del Ricordo; finissage domenica 15 febbraio ore 11).
La scelta di Marina di Ravenna come sede della mostra è simbolica poiché nei primi anni Cinquanta e Sessanta furono accolte decine di famiglie giuliano-dalmate, provenienti da diverse parti d’Italia a seguito dell’emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di nazionalità e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, dal Quarnaro e dalla Dalmazia che si verificò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Ancora oggi molte di quelle famiglie e i loro discendenti vivono a Marina di Ravenna e mantengono vivo il ricordo di quegli avvenimenti.
L’esposizione è accompagnata dalla collocazione di pannelli esplicativi che ripercorreranno, sinteticamente, le fasi salienti della dolorosa pagina di storia dell’esodo degli italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia. In uno spazio dedicato viene proiettato a ciclo continuo un video storico con immagini di repertorio dell’esodo giuliano-dalmata. Le masserizie esposte, provenienti dal Museo allestito nell’ex Centro Raccolta Profughi di Padriciano (TS), sono composte da mobili d’arredamento, attrezzi, oggetti personali, documenti e fotografie appartenute agli esuli giuliano dalmati. Un altro spazio è allestito per la distribuzione di materiale editoriale relativo agli argomenti trattati, tra cui testi editi dall’Unione degli Istriani.



