martedì
24 Febbraio 2026
L'appello

Duecento professori firmano un appello contro i questionari sui docenti di sinistra: «Azione squadrista»

Una risposta all'iniziativa del movimento giovanile legato a Fratelli d'Italia. «Una schedatura, pronti alle vie legali»

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Sono circa duecento i professori delle scuole superiori nella provincia di Ravenna che hanno firmato un “Appello alla cittadinanza e alle varie componenti della comunità educante” contro quella che viene definita una vera e propria “schedatura”. Si tratta della risposta ai volantini apparsi nelle scorse settimane davanti ad alcune scuole in cui il movimento giovanile Azione studentesca – riconducibile a Fratelli d’Italia – chiedeva di rispondere anonimamente a un questionario e di segnalare i docenti di sinistra che farebbero propaganda durante le lezioni.

«Il problema – spiegano i docenti in un comunicato inviato alla stampa – non è la propaganda, ma il comportamento dei docenti di un certo orientamento politico, i quali vengono indicati come sospetti e all’occorrenza da segnalare. Si presuppone quindi l’assenza del rispetto deontologico del lavoro di insegnante da parte di un gruppo politico specifico di docenti e si chiede di attivarsi per denunciare la situazione in nome di una pretesa libertà di parola, contro un’ipotetica censura omologante praticata dal corpo docente di sinistra». Secondo gli insegnanti firmatari, il questionario può portare alla «schedatura» di una parte del corpo docente: «un atto intimidatorio volto a criminalizzare la libertà di pensiero, senza la quale, nelle istituzioni educative, non può esserci la libertà di insegnamento. Se i docenti evitassero di esprimere le proprie riflessioni, a subire il danno più grande sarebbero gli studenti, che verrebbero limitati nella riflessione e nell’approfondimento».

«Quando poi questi atti intimidatori vengono da organizzazioni politiche che siedono nelle istituzioni, anche avallati da esponenti di primo piano della maggioranza – continua l’appello -, crediamo si tratti di vere e proprie azioni squadriste, volte a fare un deserto delle nostre coscienze per poi chiamarlo ‘pace’. Il progetto ci pare semplice: impedire la libertà di espressione, spingendo all’autocensura i docenti, che lavorano nell’istituzione che per prima dovrebbe difenderla».

I professori concludono con un appello rivolto ai ragazzi: «Chiediamo ai nostri studenti di valutare la gravità del questionario in oggetto e di continuare a confrontarsi con noi su ogni aspetto della loro educazione e sulle questioni della vita, come la nostra professione richiede. Esprimiamo solidarietà ai docenti delle scuole italiane che hanno subito questo attacco e chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito, ai nostri Dirigenti e alle Organizzazioni Sindacali di adire le vie legali per tutelare le libertà di pensiero, di espressione e di insegnamento sancite nella nostra Costituzione antifascista».

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