Il sindaco Alessandro Barattoni interviene sui social su due notizie che hanno fatto particolare scalpore in questi giorni a Ravenna. «Sabato sera – sintetizza Barattoni – una persona malata, seguita dal Centro di Igiene Mentale, ha scagliato delle tegole da un tetto verso la strada in via Fiume Abbandonato spaventando tutto il vicinato e chi passava dal quartiere. Nella stessa giornata ha perso la vita un operaio 21enne che pochi giorni fa durante l’orario di lavoro era caduto dal tetto di un capannone nelle Bassette». Due storie «molto diverse – continua il sindaco -, che riguardano però aspetti inerenti sempre la sicurezza. Quella urbana, che nel primo caso – grazie all’intervento e alla professionalità delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco – è stata ripristinata dopo poco nonostante la paura e i danni provocati. E quella sul lavoro, che non accenna a diminuire, anzi tutt’altro, e continua a mietere vittime e infortuni gravi con cadenze sempre più frequenti nonostante appelli, protocolli e iniziative».
«Il primo episodio – attacca il sindaco – ha scatenato i soliti interventi di qualche politico locale che non aspetta altro che casi di cronaca – in particolare riguardanti stranieri, non importa se regolari o meno – per mettersi in mostra personalmente e tentare di guadagnarne voti. Perché l’importante per loro è la propaganda giudicante e dare in pasto – a chi giustamente si è spaventato – che ci sono soluzioni facili e responsabilità chiare. Senza neanche dire che le persone malate vanno curate e chi commette reati va perseguito. Il secondo caso ha invece avuto una eco limitata, nessun intervento da parte di chi alza la testa solamente quando ci sono episodi di violenza, nonostante le condizioni fossero apparse critiche fin da subito e a Ravenna non fosse passato nemmeno un mese da un altro grave infortunio occorso in porto a un marittimo. Forse perché la sicurezza sul lavoro è per loro meno importante e popolare, le competenze sono diversificate e probabilmente perché si pensa che l’episodio sia sempre una responsabilità individuale della vittima e non collettiva. A tutti coloro che hanno avuto danni e si sono spaventati per l’episodio delle tegole va la mia solidarietà e ai familiari di Rayaan Lassoued un abbraccio forte e le mie più sentite condoglianze. Ravenna non perderà l’umanità e la sensibilità che la contraddistinguono e io continuerò a lavorare con il massimo impegno e la più stretta collaborazione con tutti gli enti preposti, in ogni ambito direttamente o indirettamente correlato con la sicurezza, per una città più forte e coesa. Ogni giorno».
Il question time della Pigna
Il giorno dopo il fatto di via Fiume Abbandonato, la consigliera comunale della Pigna Veronica Verlicchi ha annunciato un question time sul tema. «Un episodio gravissimo, che poteva avere conseguenze drammatiche e che solo per caso non si è trasformato in tragedia – aveva commentato in una nota inviata alla stampa. Ma c’è un altro fatto grave, ed è politico. Di fronte a tutto questo, il Sindaco e la Giunta non hanno detto una parola. Nessuna comunicazione spontanea, nessun messaggio ai cittadini, nessun segnale di presenza. E questo è inaccettabile. Perché mentre le forze dell’ordine e i soccorritori fanno il loro dovere, mettendo in sicurezza la città, chi dovrebbe guidarla scompare. Ed è proprio nei momenti critici che si misura la credibilità di un’Amministrazione. Nel frattempo, sono i cittadini a muoversi: iniziative spontanee, raccolte fondi in favore dei proprietari della casa devastata, tentativi di dare risposte dove il Comune non arriva. Una comunità che reagisce, ma che non può essere lasciata sola. Questo episodio non è un caso isolato. È il segnale di una città dove il disagio e l’insicurezza vengono rincorsi, mai governati. Per questo ho depositato un Question Time in Consiglio comunale. Perché qui non si tratta di fare polemica, ma di capire se esiste ancora una guida della città. Perché a Ravenna ormai non manca l’emergenza. Manca chi la guida».



