venerdì
13 Marzo 2026
Rubrica L'opinione

Bene l’inversione di rotta sul centro storico, ma basterà?

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Finalmente una vera buona notizia per il centro storico di Ravenna, senza se e senza ma. Come anticipato, a giugno partiranno i lavori di rifacimento del fondo di via Mariani dissestato da sempre. Non che possa bastare, ma è un segnale.

Ora che auto elettriche e ibride (e se questo sia un bene è ancora tutto da vedere) non ci possono più passare e considerato che il sindaco ha annunciato che nemmeno gli autobus più pesanti potranno più transitarci una volta conclusi i lavori, quel pezzo di centro storico diventerà davvero a misura di pedoni e bici e chissà magari che non si riusciranno a eliminare anche le auto da piazza Garibaldi. Nelle prime settimane di nuove tariffe dei parcheggi, serviva qualche buona notizia per il centro, oltre all’annuncio del modesto ampliamento del parcheggio di via Beatrice Alighieri. Del resto se e quanto il tema della mancanza o meno di parcheggi sia connesso alla salute del centro storico è tema di dibattito da anni.

L’accessibilità in senso lato è sicuramente una questione cruciale, ma a Ravenna il problema è forse che in realtà negli ultimi anni abbiamo perso sempre più ragioni per andarci, in centro. Un po’ ovviamente l’offerta commerciale che si amplia all’esterno e soprattutto online, un po’ la ridotta capacità di spesa di tante famiglie, di certo lo “shopping” inteso come un tempo è sempre meno frequente. E per questo un’altra buona direzione intrapresa dall’attuale amministrazione, che inverte di 180 gradi la rotta seguita dalle precedenti giunte che pure erano espressione della stessa maggioranza, è quella di riportare l’ex Anagrafe a fare almeno in parte l’anagrafe, portarci uffici di Ravenna Holding così come verso il centro si trasferirà a breve il Centro per l’Impiego. Riportare gente che lavora è salutare per tutti, innanzitutto proprio per la rete commerciale e di servizi ed è forse uno dei migliori antidoti alla cosiddetta “gentrificazione” da turismo.

Gli ultimi dati del Sunia che parlano di un migliaio di annunci per affitti brevi in città sono una pessima notizia innanzitutto sul tema “casa”, perché sottraggono unità abitative da affittare per chi ha bisogno di viverci magari per lavoro in città, ma anche per l’impatto che hanno sulla conseguente offerta di servizi. È un tema di cui nelle grandi città d’arte si parla da anni, magari sarebbe bene affrettarsi a porselo anche qui prima che sia troppo tardi, come in effetti sta cercando di fare la Regione.

La nostra città, che continua a svettare incomprensibilmente per costo della vita (e di recente forse anche per numero di supermercati) ha bisogno di attrarre soprattutto nuovi residenti, persone che vengono qui per motivi di lavoro e magari famiglie che possano trovare qui opportunità di vita in un equilibrio sempre più precario con turisti che rischiano invece, come è successo in tante altre città, di trasformare il tessuto urbano senza apportare vera ricchezza, nemmeno spesso per gli operatori del turismo (vedi gli albergatori, in primis). Quindi sì, sapere che la bellissima vecchia anagrafe non diventerà un albergo come aveva sperato l’Amministrazione che l’aveva messa in vendita un po’ di anni fa è una buona notizia e lo stesso dicasi per il palazzo della Provincia, ma di certo non basta, come non basta rifare via Mariani...

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