Nuovo mercato coperto, quello che tutti si aspettano

Della riqualificazione dello storico mercato coperto di Ravenna se ne è parlato a lungo – dal 2010 precisamente – anche per le lungaggini dei lavori, spesso rallentati da cause di forza maggiore, che hanno caricato un progetto già molto ambizioso di grandi aspettative. In questi giorni, sul filo dell’inaugurazione e dell’apertura al pubblico, non si parla d’altro, e la curiosità è fortissima.

Come mezzo d’informazione abbiamo avuto modo in anteprima di ascoltare i racconti di progettisti, investitori e gestori di questo grande spazio “pubblico” e di svelare il risultato dei lavori di ristrutturazione. Un esito, diciamolo subito, per certi versi sorprendente che finalmente restituisce alla città un vasto ambiente luminoso, confortevole, ricco di proposte enogastronomiche e conviviali, di opportunità di relax e intrattenimento. Possiamo dire che l’investimento di 13 milioni di euro è andato a buon fine, visto che ha ridato un’identità e fatto rinascere una struttura – vale la pena ricordare com’era sette anni fa – ormai abbandonata ai limiti dello squallore.

Il bello della sistemazione che ha visto come propulsori Coop e Gruppo Spadoni riguarda non solo un rigoroso ed eccellente restauro conservativo dell’edificio storico ma anche la suggestione di un luogo commerciale e di aggregazione che intreccia l’antica atmosfera delle botteghe con la funzionalità e l’efficienza di un mall contemporaneo. Così il mercato di un tempo ha ritrovato il suo genius loci e ne è scaturito un luogo originale, amichevole e stimolante che non teme confronti a livello nazionale ed europeo.

Peraltro il Mercato Coperto non può che diventare un polo (gravitazionale) del centro storico, attorno al quale sono cresciuti rapidamente molti bar, osterie, ristoranti che hanno soddisfatto un’annosa domanda di ravennati e turisti. Si tratta finalmente di una vasta offerta enogastronomica e per il tempo libero, che però non si dimostra sempre all’altezza della qualità che dovrebbe proporre e sviluppare. Ecco, appunto, la qualità. Nel suo ruolo centrale, e fin da subito, il nuovo mercato non potrà difettare in qualità, dei prodotti enogastronomici in vendita e del servizio: sono una quarantina gli addetti che dovranno con disponibilità, competenza e cortesia, relazionarsi col pubblico. Ecco cosa si aspettano tutti, oltre la notevole piacevolezza del luogo. L’auspicio è che al di là di ciò che appare, anche questo sostanziale aspetto della gestione sia ben centrato e il successo dell’impresa assicurato.

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