L’ex pornostar diventò contadina in tv: nel 2004 Luce Caponegro salutò Selen

Nella galleria dei ravennati ai reality anche una presenza alla Fattoria condotta da Daria Bignardi: «Ricordo tanta fatica e quei mutandoni…»

A 38 anni si stava lasciando alle spalle la parentesi più trasgressiva della sua vita avendo chiuso con il cinema hard da quando ne aveva 33: le proposero di fare la contadina in una fattoria toscana ambientata nel 1870, un viaggio indietro nel tempo che le sembrò quasi simbolico ricordando quel periodo vissuto anche lavorando i campi in una comune in montagna quando era appena maggiorenne e aveva lasciato il nido familiare andando alla ricerca della trasgressione. Da contadina a contadina, da Luce Caponegro a Luce Caponegro, in mezzo Selen. Ecco l’origine dell’esperienza dell’ex pornostar alla prima edizione del reality La Fattoria su Mediaset nel 2004: fu la seconda ravennate in un reality (vedi articoli correlati).

«Una gran faticaccia e tanti litigi tra noi concorrenti», ricorda oggi Luce che ha compiuto 49 anni a dicembre. Un’esperienza pesante mentalmente: «C’era davvero un clima di rivalità feroce tra molti partecipanti, non c’era il minimo codice etico. La durezza di quel tipo di vita la ricordavo dai due anni nella comune ma lì ci si aiutava. In vita mia non c’è dubbio che sono stata molto trasgressiva con il mio corpo e ciò che mi riguardava ma ho sempre avuto un’etica molto forte, il rispetto per tutti prima di tutto. Là non era così, due mesi di litigi». Di certo il contesto non facilitava la convivenza: «Era una primavera freddissima, avevamo due soli cambi di vestiti in stile Ottocento, mi ricordo queste gonne lunghissime che si bagnavano nei campi e quei mutandoni della nonna scomodissimi, il confessionale era un fienile, il bagno era all’aperto e lavoravamo in campagna tutto il giorno». Per essere certi del tuffo nel passato addirittura una vera perquizione all’arrivo in Toscana «per evitare che portassimo qualunque cosa dei tempi moderni». Forse non fu un caso se poi gli autori cambiarono registro: «Dalla seconda edizione fu alleggerita: in Brasile pareva una vacanza…».

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E pensare che Luce, titolare da tre anni dell’omonimo centro benessere a Ravenna, aveva rifiutato l’Isola dei Famosi considerandola troppo dura: «Mi avevano contattato ma non me l’ero sentita, avevo davvero paura di farmi male. I primi anni c’erano davvero delle prove estreme. Poi mi chiamarono anche per La Talpa ma non mi era piaciuto il format». Insomma, le offerte non mancavano: «Avevo già lasciato l’hard da qualche tempo ma i media erano ancora curiosi di conoscere la mia nuova vita. Volevano sentirmi raccontare chi c’era dietro Selen. E alla fine accettai La Fattoria ripensando ai miei anni nella comune quando ci chiamavamo le Zappe Selvagge».

A condurre il reality c’era Daria Bignardi, l’inviato a Castelfalfi in provincia di Firenze era Daniele Bossari, tra gli opinionisti in studio c’erano Alba Parietti e Iva Zanicchi poi sostituita da Sandra Mondaini. In gara partirono in 16 tra cui personaggi dello spettacolo come Solange, Loredana Lecciso, Flavio Vento, Donatella Rettore e Danny Quinn che poi vinse. C’era anche il modello e ballerino Milton Morales: il cubano mostrò un certo interesse per Selen, interesse per niente ricambiato. Al tempo del reality la carriera professionale della ravennate era ancora da attrice ma sul palco dei teatri con l’impegno in uno spettacolo che aveva ancora diverse date: fu Mediaset a pagare la penale alla compagnia teatrale per l’addio anticipato quando erano in calendario ancora una decina di repliche.

Ma mettendo da parte la scomodità dei mutandoni e il clima da tutti contro tutti, mediaticamente fu pure un’esperienza positiva: «Mi videro per quella che ero, una persona corretta e semplice in contrasto con la grande scorrettezza di altri concorrenti, escludendo magari Danny Quinn e Ela Weber di cui ho un buon ricordo. Il reality mi regalò una umanità positiva». E anche una popolarità nuova: «Dopo la trasmissione le signore di mezza età volevano farsi le foto con me per strada, e non erano certo fan dei miei film». E se le signore di provincia non si scandalizzavano più per quel passato a luci rosse, figurarsi se poteva averle scandalizzate quel taglio di capelli fatto di puro istinto durante la permaneza in Toscana: rasati a zero ai lati, lunghi sopra, «il mio grido di battaglia anarchico e silente». Poi Luce ride: «A pensarci oggi quasi l’anticipo di una moda».

Resta quella l’unica esperienza nell’universo reality: «Avevo chiesto di partecipare a Ballando con le stelle, mi sarebbe piaciuto. La Carlucci era d’accordo ma a quel tempo non prendevano persone già state in altri reality. Poi le cose cambiarono perché se avessero continuato così sarebbe stato difficile trovare partecipanti…».

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