mercoledì
14 Gennaio 2026
Patrimonio pubblico

«Il Comune si riprende Villa Callegari ma non è assolto da 10 anni di danni»

La battaglia di Ancisi (Lpr) per l'edificio in degrado in via Faentina La società concessionaria non pagava il canone dal 2011

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Il Comune di Ravenna si appresta a riprendere pieno possesso di Villa Callegari, il complesso in via Faentina costituito da un ettaro di terreno con villa, chiesetta e grande parco acquistato per 842,2 milioni di lire dalla procedura fallimentare della storica omonima impresa ravennate nel 2001 ma di fatto lasciato all’abbandono da allora nonostante la concessione a una società che avrebbe dovuto curare la manutenzione e la fruibilità (le vicende della villa ricostruite in un articolo tra i correlati). Una nota del 21 gennaio scorso del servizio Ambiente di Palazzo Merlato parla di «grave situazione di degrado in cui versa l’immobile». La prossima decadenza della concessione è resa nota da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr che dal 2011 si sta battendo perché il bene rientri nell’interesse del Comune.

«C’erano tutte le condizioni per revocare la concessione dell’immobile, data ad una società privata fino all’11 giugno 2043 ad un canone di 2.610,69 euro l’anno – dice Ancisi –. Non è mai stato assolto l’obbligo di mantenere gli edifici e il parco in efficienza e ad eseguire la manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti, tenendo aperto gratuitamente il parco al pubblico. I lavori di ristrutturazione della villa per attivare al piano terra un esercizio pubblico aperto tutti i giorni e al primo piano attività culturali, espositive e di intrattenimento non sono mai stati effettuati».

Secondo quando ricostruito dal decano dell’opposizione ravennate, il 3 febbraio scorso il Comune ha inviato il preavviso alla società concessionaria della decadenza della concessione «se entro 10 giorni non provvederà al versamento dei 14.586,10 euro di mancato pagamento dei canoni per il 2009 e dal 2011 al 2015, più spese ed interessi, e se entro questo stesso termine non inizieranno i lavori di risistemazione: le recinzioni deteriorate e divelte che rendono evidente l’accesso abusivo di persone; le alberature che non sono state sottoposte ad alcuna verifica di stabilità; gli arbusti e le erbe infestanti che hanno completamente nascosto i vialetti di passaggio in ghiaia; il necessario ripristino dei percorsi di ghiaia infestati dalla vegetazione di cui sopra; installazione dell’impiantistica di illuminazione ed irrigazione; asportazione e smaltimento dei rifiuti presenti su tutta l’area ed in particolare vicino all’accesso di Via Faentina; messa in sicurezza dell’edificio e riparazione dei bagni pubblici; richiesta di sopralluogo congiunto per valutare la situazione complessiva dell’immobile per poter valutare anche le condizioni di stabilità dell’edificio insieme all’Ufficio Edilizia Pubblica».

Ancisi è soddisfatto per lo sviluppo ma non pare intenzionato ad accontentarsi: «Meglio tardi che mai. Do atto al nuovo dirigente del Patrimonio di avere compreso che il Comune non poteva ulteriormente far finta di niente. Ma non sarà sufficiente che si inizi qualche lavoretto per rimediare oltre 10 anni di danni clamorosi nella gestione di un bene pubblico importante. Il pagamento dei canoni così a lungo non versati impunemente non assolve niente e nessuno, amministrazione comunale per prima».

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