Torna il Festival delle Culture, undicesima edizione: il tema è l’accoglienza

Dal 9 giugno tra Almagià e banchine del Candiano tre giorni tra spettacoli, cibo, concerti, seminari e incontri

Saodaj

La band Saodaj

Torna il Festival delle Culture di Ravenna, giunto alla XI edizione, che si terrà il 9, 10, 11 di giugno nella Darsena di città. La kermesse, promossa dall’assessorato alle Politiche per l’immigrazione del Comune di Ravenna, vedrà alternarsi concerti di etno e world music, danze popolari, rappresentazioni di teatro-danza che avranno come scena le Artificerie Almagià, mentre la zona circostante, compresa la banchina del canale Candiano, sarà animata da dibattiti, mostre, installazioni, laboratori, mercatino, con la possibilità di cenare in uno dei 7 punti ristoro con cucina dai diversi continenti. Tra gli obiettivi che il Festival si pone ci sono quelli di praticare l’intercultura, valorizzare il pluralismo culturale, favorire il protagonismo e la partecipazione dei migranti, sensibilizzare la cittadinanza sui temi dell’accoglienza e dell’antirazzismo. In questo senso è centrale il processo che ha portato all’organizzazione della manifestazione, in cui è stato confermato il metodo della progettazione partecipata in cui decine di volontari, autoctoni e immigrati, membri di associazioni e singoli cittadini, hanno lavorato insieme sin dal mese di novembre. Il tema portante, quanto mai di attualità, su cui ha lavorato il gruppo è quello dell’accoglienza.

L’apertura sarà come sempre affidata come di consueto alla Fiumana (Atto VIII): venerdì 9 giugno alle 17, in Piazza San Francesco, dopo i saluti di Valentina Morigi, Assessora all’immigrazione del Comune di Ravenna, avrà il via la parata inaugurale che scorrerà fino alle Artificerie Almagià e sarà aperta da “Senza confini. Azione per l’accoglienza”: performance di teatro di strada di attori e non attori con il Teatro due mondi di Faenza. Tra gli appuntamenti della prima serata, alle 20 la presentazione della “grande rete dell’accoglienza”: scenografia ad opera compartecipata: sul palco Abra Degli Esposti, artista e presidente dell’associazione Ribellarti, con gli autori dell’installazione Festival 2017 che si potrà ammirare all’esterno dell’Almagià. Nello spazio dibattiti alle 20.45, allestito all’esterno dei locali Dock 61 e Tabeerna, il primo incontro dal titol “Corridoi umanitari e fortezza europa”. Partecipano: Mouhamed Ba (scrittore, attore e regista), Alessandra Ballerini (avvocata difensore della famiglia Regeni), Stefano Bleggi (Progetto Melting Pot Europa), Federica Brizi (Mediterranean Hope (MH) – Federazione delle Chiese Evangeliche), Valentina Morigi. Gruppo di punta della serata, alle  22.30 sul palco dell’Almagià, i Saodaj’ in concerto.

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La seconda giornata inizia già alle 9 con il convegno al Palazzo Rasponi dalle Teste (via Luca Longhi 9)  “Il diritto d’asilo nell’arcipelago Europa”, organizzato insieme all’Università di Bologna, Campus di Ravenna, e a Fondazione Flaminia. Tra i realtori Chiara Favilli (Università di Firenze, Asgi), Cecilé Kyenge (Europarlamentare, Gruppo socialisti europei), Domenico Manzione (Sottosegretario del Ministero dell’Interno), Paolo Mengozzi (Avvocato generale presso la Corte di Giustizia europea), Luca Pacini (Responsabile Area Welfare e Immigrazione Anci), Carmelo Zuccaro (Procuratore generale di Catania). La partecipazione è libera, si prega di inviare una mail di iscrizione a crossi@fondazioneflaminia.it.

Gli spettacoli all’Almagià incominciano alle ore 18.30 con i Balli dell’antica Persia e nella serata si esibirà anche la Banda della Darsa e ci sarà la “balera rumena”. Lo spazio dibattiti Dock 61 / Tabeerna, alle 20.30, vede un incontro dal titolo “Immagine dell’Islam in Italia: laicità, costruzione mediatica, pratica quotidiana”. Un confronto, condotto dallo scrittore Tahar Lamri, fra Maji Daoudagh (Presidente PUS – Partito unificato Socialista del Marocco Sezione Italia), Mariam Ismaili (rappresentante della comunità somala), Mustapha Toumi (Cofondatore del Centro di cultura e studi islamici della Romagna) e in serata anche la consegna del Premio Intercultura Città di Ravenna 2017.  Chiude la serata, alle 23.00, sul palco dell’Almagià, l’Orchestra di musica tradizionale di Testaccio.

L’ultimo giorno il Festival si sposta a Punta Marina dove alle  10.30, all’Adriano Camping Village si terrà un workshop di danze africane condotto da Fransisca Saloni (insegnante di danza) e Mauro Casadio (percussionista). All’Almagià gli spettacoli incominceranno alle 19 con “Invasione 1897” e alle 20 ci sara “Una balera ucraina”.
Alle ore 21 nello spazio dibattiti  ci sarà “Le scarpe dei caporali”. Si tratta di un monologo del collettivo Mamadou di Bolzano. Sul palco dell’Almagià, dopo la premiazione dei due piatti più graditi del Festival (Master Chef il terzo mondo) che avverrà alle 21, alle 22 si esibirà JackguitarManzoni con un coro di giovani richiedenti asilo e rifugiati che proporranno un repertorio di canzoni di Bob Marley.

In chiusura, dopo il rito collettivo dell’abbattimento di un muro che avverrà alle 22.30 in via dell’Almagià, sul palco delle Artificerie, alle 23, salirà la Eyo’nlé Brass Band, dal Benin. Come sempre mostre, laboratori e cibo faranno da cornice alla tre giorni.

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