L’ex palazzo dell’Anagrafe in centro potrebbe essere la nuova sede dell’Accademia

L’immobile potrebbe ospitare anche le attività dell’istituto musicale Giuseppe Verdi. Le novità illustrate dal sindaco Michele De Pascale

AccademiaMichele De Pascale mette in campo una nuova ipotesi per la sede dell’Accademia di Belle Arti. Il tema della sede dell’istituto, attualmente in via delle Industrie, si è posto diverse volte ma una soluzione concreta non era ancora stata data. Il sindaco per la prima volta mette però in campo un’ipotesi che potrebbe portare almeno parte delle attività (docenza ed esposizioni) in centro storico, nel palazzo dell’ex Anagrafe, immobile di pregio da alcuni anni inutilizzato.

Le risorse si troverebbero – spiega il sindaco – grazie agli interventi legislativi che «a livello nazionale pongono le condizioni per una effettiva statizzazione, a partire dal 2018, sia per l’Accademia sia per il conservatorio, l’istituto musicale Giuseppe Verdi.  «Il percorso – dice il sindaco – è a buon punto: per rendere i due istituti effettivamente autonomi la giunta comunale ha recentemente approvato una convenzione col Verdi e proporrà a breve al consiglio comunale l’approvazione dello statuto dell’autonomia dell’Accademia di Belle Arti».

I fondi così liberati servirebbero a riqualificare il Palazzo che sarebbe in grado di diventare una nuova sede del Verdi oltre che dell’Accademia, i cui laboratori – dice De Pascale – rimarrebbero nell’attuale sede di via delle Industrie.  «Abbiamo fatto diverse valutazioni, alcuni aspetti relativi alla sicurezza e di carattere strutturale vanno ancora verificati, ma la sede dell’ex anagrafe nel suo complesso potrebbe essere il luogo giusto per dimensioni, spazi, posizione e rilevanza dell’immobile per ospitare due realtà di assoluto prestigio come l’istituto Verdi e l’Accademia di Belle arti, permettendo nel contempo di restituire alla città un palazzo storico di grande pregio”

Le novità legislative –  Al processo di qualificazione dei due percorsi di studio, spiega l’amministrazione, è stata impressa una particolare accelerazione in questi mesi, per sfruttare la nuova e decisiva ripresa dell’attenzione registratasi sul tema a livello nazionale con l’introduzione dell’articolo 22 bis nel corso della conversione in legge del decreto “Enti Locali” (Dl 50/2017) e la successiva modifica

Gli interventi legislativi avvenuti a livello nazionale pongono le condizioni per una effettiva statizzazione, a partire dal 2018, di tutti gli istituti superiori musicali non statali e di tutte le accademie non statali di belle arti. La legge di stabilità, il cui iter di approvazione è attualmente in corso, prevede al momento le risorse necessarie al graduale completamento del processo di statizzazione e razionalizzazione per tutti gli istituti i cui bilanci pesano oggi sui Comuni e le cinque accademie storiche, tra cui Ravenna.

La convenzione col Verdi approvata dal Comune, regolando la relazione fra Istituto e l’ente locale, renderà operativa l’autonomia dell’Istituto già definita nello statuto. In sostanza il Comune trasferisce all’Istituto, per lo svolgimento della propria attività, le risorse economiche e il personale e ad esso affida i beni mobili ed immobili attualmente utilizzati dal Verdi. L’Istituto, tramite i propri organi di governo (cda, direttore, revisori dei conti, nucleo di valutazione) gestirà le attività sulla base degli indirizzi forniti dal Comune. La convenzione, finalizzata alla statizzazione, ha una durata di due anni e prevede il trasferimento del personale con contratto Afam al Verdi; prevede anche il riassorbimento del personale in caso non si realizzi il passaggio allo Stato.

Anche l’Accademia, con lo statuto, avvia il percorso di autonomia finalizzato alla statizzazione, ferma restando la relazione positiva con l’Accademia di Bologna. Si arriverà così alla costruzione della governance dell’Accademia e in collaborazione con l’Accademia di Bologna si gestirà la transizione che porterà alla statizzazione.

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