Il Maria Cecilia Hospital può diventare Irccs ma c’è l’ostacolo Movimento 5 Stelle

Discussione in aula sulla struttura di Cotignola. La delibera passa ma ora la palla è nelle mani del Ministero della Salute che è in mano ai grillini, contrari alla decisione

0000076701Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola potrebbe diventare Irccs (Istituto di ricerca, ricovero e cura di carattere scientifico) come polo d’eccellenza della cardiochirurgia. Il passo decisivo è arrivato nella giornata di oggi in aula in Regione, dove l’assessore alla Sanità Sergio Venturi ha portato la delibera ricordando che l’ospedale potrebbe diventare la prima struttura privata dell’Emilia Romagna a diventare Irccs. Sono quattro al momento gli istituti di ricerca di questo tipo in regione, tutti pubblici, e, oltre che di Cotignola, si è discusso di  Bologna per cui è stato approvato il progetto per quanto riguarda l’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola-Malpighi.

Entrare nell’elenco di questi istituti (sono una cinquantina in tutta Italia) porta a finanziamenti statali. Lo scorso anno il ministero della Salute ha erogato un totale di 150 milioni di euro (all’Irst di Meldola, per restare in Romagna, ne sono toccati 2,9). La discussione su Villa Maria non è però filata via liscissima: il solo Pd ha votato a favore, con il capogruppo Paolo Calvano che ha chiesto comunque alcune integrazioni. Il Dem  ha evidenziato che «l’Assemblea ha il compito di verificare la coerenza dei due progetti con la programmazione regionale, sarà invece il ministero a valutare la rispondenza dei requisiti delle due strutture, dopo il parere dell’esecutivo regionale». Il consigliere ha sollecitato il governo regionale, relativamente al progetto ravennate, a richiedere a Cotignola «di dettagliare l’ambito nel quale viene concentrata l’attività di ricerca, di individuare gli effetti della ricerca in termini di trasferimento di conoscenze e di stabilizzare e ampliare l’organigramma dei ricercatori».

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Contrario all’apertura al privato è invece il Movimento 5 Stelle.  Per il consigliere Andrea Bertani «l’apertura ai privati arriva senza una discussione approfondita». Sul progetto di Cotignola ha quindi chiesto il parere della conferenza territoriale sociale e sanitaria, per poi ritornare in Assemblea per un nuovo voto. Finanziare i privati, ha concluso, «significa indebolire il pubblico». Dal punto dei vista dei numeri in Regione, la contrarietà grillina non è stata un gran danno. Va tuttavia ricordato che il ministero della Salute ad oggi è proprio in mano ai Cinque Stelle, con il ministro Giulia Grillo.

Ci sarebbero forse meno punti interrogativi se il dicastero alla Salute fosse stato in quota Lega Nord. Pur astenendosi, il centrodestra non si è mostrato ostile ai privati, anzi. Daniele Marchetti, del Carroccio, si è espresso positivamente sui «percorsi di integrazione tra pubblico e privato». Guardiamo, ha concluso «all’utilità delle scelte, senza preclusioni verso il privato».

La delibera è comunque passata. «Per la prima volta, questa Regione dà parere favorevole a un Irccs a carattere privato- ha spiegato l’assessore alla Sanità Sergio Venturi-. Siamo una delle pochissime Regioni ad avere solo Irccs pubblici o a controllo pubblico. Voglio però ricordare che, da circa diciott’anni, il Maria Cecilia per la cardiochirurgia è Hub per tutta la Romagna. Hub privato; ma qui- ha ribadito l’assessore, da noi, in sanità il privato opera secondo le regole del pubblico. Secondo regole coerenti con la programmazione e il sistema del controllo regionale».

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