Laurea in Medicina a Ravenna: entro fine anno la decisione

Ospedale Di Ravenna

Veduta aerea dell’ ospedale Di Ravenna

A Bologna non c’è più spazio per gli studenti ma il mercato chiede altri professionisti: si fa largo l’ipotesi di un corso distaccato con cento posti in una palazzina da costruire

Per il via libera ufficiale, con il sì dell’Ateneo, bisognerà attendere almeno novembre ma per i corsi di Medicina a Ravenna e Forlì sembra ormai fatta: pochi i dubbi su una rotta già tracciata.
Nella città dei mosaici è previsto l’avvio di una laurea a ciclo unico che allargherà l’offerta dell’Alma Mater Studiorium. L’11 settembre scorso il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, ha fatto il punto con il sindaco Michele de Pascale. Con loro, la Fondazione Flaminia e la Cassa di Risparmio di Ravenna.

Secondo quanto emerso il numero di posti previsti è di un centinaio di studenti e – questa la novità più rilevante per la città – l’arrivo in ospedale di una trentina di docenti che lavoreranno e opereranno nel Santa Maria delle Croci, destinato a diventare quindi un policlinico e a dare una risposta concreta alle difficoltà di reperimento dei medici.
L’inizio dei corsi sarà attivato a partire dal prossimo anno accademico. In attesa della realizzazione della nuova sede – un edificio di tre piani vicino all’ospedale (attiguo al Cmp) con laboratori didattici, di ricerca e naturalmente aule – la città metterà a disposizione le sale in centro storico.
Così le aule dove si terranno le lezioni sarebbero la sala Nullo Baldini (nel palazzo della Provincia), la sala Bandini (di proprietà della Cassa di Risparmio, in via Boccaccio), la sala Severino Ragazzini del Centro dantesco. Per quanto riguarda i laboratori verranno utilizzati quelli di Scienze Ambientali in via Sant’Alberto e di Palazzo Corradini in via Mariani, attuale sede di Beni Culturali.

Il reparto di Medicina Interna, secondo quanto prospettato dall’Ausl, verrà sdoppiato in due: una parte sarà a direzione ospedaliera, l’altra a direzione universitaria. A inizio anno, probabilmente non a caso, è stato nominato primario dello stesso reparto il dottor Marco Domenicali, da più di una decina d’anni professore associato in Ateneo.

A spingere l’Università di Bologna a portare in Romagna le facoltà di Medicina è una necessità, prima che didattica, fisica: nel capoluogo non c’è più posto per altri studenti ma, di fronte ad una richiesta in crescita del mercato del lavoro, è necessario aumentare il numero di aspiranti medici. Ai test per entrare nella facoltà – che si sono svolti il 3 settembre scorso in fiera – si sono iscritti in 3.600 per 413 posti. Il prorettore Mirko Degli Esposti in quell’occasione ha spiegato che da parte dell’Università non ci sono in sostanza dubbi sullo sbarco a Ravenna e a Forlì ma anche gli enti locali dovranno fare la loro parte.
Non solo l’Ausl Romagna ma anche Comuni e Regione. «Noi siamo pronti, ma non è una strada che possiamo percorrere da soli», ha spiegato il prorettore. Di fronte all’impossibilità strutturale di «raddoppiare gli studenti a Bologna», la struttura multicampus dell’Ateneo «apre una prospettiva», quella appunto dei corsi a Ravenna e a Forlì, anche se ci sarà bisogno «di muoversi in fretta» con «tante risorse e tanta programmazione».

Il sindaco De Pascale da più di un anno sostiene con convinzione il progetto che ha creato peraltro una frattura piuttosto inedita tra i sindaci della Romagna, con Rimini sugli scudi e in polemica con Ravenna e Forlì. Ciò non impedirà al progetto di andare avanti perché – ha ricordato il primo cittadino – «il tema della formazione dei medici è all’ordine del giorno del dibattito nazionale, con una necessità impellente per il nostro Paese di mantenere il livello di qualità della formazione, aumentando nel contempo i numeri dei medici formati. In questa direzione Ausl Romagna deve affrontare tale riflessione in maniera coesa e in questo contesto, in un’ottica di collaborazione e sinergia tra tutti i territori e gli ospedali della Romagna, Ravenna ha l’ambizione di giocare un ruolo di primo piano».

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