Gatti rinchiusi tra oggetti accumulati: «E i servizi sociali cos’hanno fatto?»

Gli animali sono stati liberati quest’estate ma l’Enpa vuole chiarezza da parte del Comune. «In passato altri sono morti di stenti in quella casa»

Gatti In Gabbia (2)

Uno dei gatti liberati

Nove gatti sono stati liberati questa estate dal nucleo di guardie eco-zoofile dell’Oipa di Ravenna, in coordinamento con la polizia municipale, dall’abitazione dove vivevano reclusi e in pessime condizioni igienico sanitarie. Un’abitazione di proprietà di una cosiddetta “accumulatrice seriale”, in una casa piena di cose ammassate una sull’altra.

I gatti vivevano reclusi, costretti a giacere tra le proprie feci, sporcizia e appunto oggetti accumulati da anni dalla proprietaria, già nosta da tempo ai servizi sociali.

Un caso tornato in questi giorni d’attualità grazie alla segnalazione del consigliere Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, nella veste di presidente della commissione Diritti degli animali, che chiede ai servizi sociali di rispondere a una lettera di Enpa, con una sorta di resoconto di quanto fatto in questi anni per evitare che animali venissero maltrattati da parte della donna in questione. Secondo Enpa, infatti, l’accumulatrice sarebbe già stata al centro di vicende «che hanno visto soffrire e morire di stenti e di maltrattamenti di vario genere un elevatissimo numero di animali appartenenti a varie specie». Enpa, in una lettera inviata ancor prima del salvataggio dei nove gatti, chiedeva un intervento delle istituzioni: «Non si può ciclicamente intervenire quando i danni sono già stati compiuti. Non siamo disposti a tollerare che gli enti pubblici persistano in una condotta che ci appare scollegata, superficiale ed omissiva”».

Finora – rivela Ancisi – a Enpa ha risposto solo il servizio Veterinario dell’Ausl comunicando, il 1° agosto, che i gatti in possesso della persona erano stati allontanati e che stava valutando se emettere a suo carico una diffida alla detenzione di animali.

«Non hanno invece risposto i Servizi sociali del Comune, a cui la persona è in carico da decenni, conoscendola bene», ricorda Ancisi che annuncia un’interrogazione al sindaco per ottenere una risposta alla lettera di Enpa, e quindi una sorta di rendiconto dei Servizi sociali «su quanto da loro fatto, in questi ultimi sei lustri»”.

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