Dall’1 giugno il servizio 118 in Romagna è svolto anche da quattro ambulanze (di cui una nel territorio di Ravenna) senza infermiere e il sindacato Cgil critica la scelta parlando di «scarsa trasparenza del progetto e di manifesta inconsistenza degli elementi che l’Ausl pone a base del percorso».
Si tratta, secondo la visione dell’azienda sanitaria, di un progetto pilota temporaneo ideato per fronteggiare la carenza di personale durante l’estate. La maggior parte dei soccorsi riguarda “codici verdi”, cioè pazienti non gravi: per questo verranno impiegati mezzi di base con soccorritori formati ma senza personale sanitario. Il servizio è solitamente affidato a privati, per lo più associazioni convenzionate.
Cgil si chiede se si tratta davvero di una criticità oggettiva o di una precisa volontà aziendale di ridurre progressivamente la presenza infermieristica a bordo delle ambulanze.
Il 4 giugno scorso si è tenuto un incontro tra sindacati e direzione aziendale dell’Ausl. Si giustifica questa decisione, da parte dell’Ausl, come una misura temporanea, necessaria a fronte delle difficoltà nel reclutamento di personale infermieristico. La Fp-Cgil ricorda che «attualmente ci sono oltre 170 infermieri in graduatoria per assunzioni a tempo indeterminato, gli infermieri ci sarebbero, a meno che la proposta di assunzione della Ausl non sia per un tempo determinato valido solo per il periodo estivo che nessun infermiere oggi accetterebbe».
Sono stati chiesti chiarimenti su un punto: «Perché se si sceglie di dare in gestione al privato quattro mezzi su questi non si prevedono equipaggi con leadership infermieristica? Anche su questo, non è stata fornita alcuna risposta adeguata».



