venerdì
16 Gennaio 2026
Sanità

Hiv: nel 2024 in provincia 4,9 nuove diagnosi ogni 100mila abitanti, più della media regionale

In occasione della giornata mondiale contro l'Aids il punto sulle iniziative in Emilia-Romagna

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Nel 2024 in provincia di Ravenna ci sono state 19 nuove diagnosi di Hiv (4,9 ogni centomila abitanti, 4,4 la media regionale con 197 casi), in calo rispetto alle 23 dell’anno precedente. Considerando il periodo 2006-2024, le province dell’Emilia-Romagna con una maggiore incidenza sono Rimini (8,5 casi ogni 100mila abitanti, con 532 nuove diagnosi complessive in 19 anni) e Parma (8,4, con 708 nuove diagnosi); a seguire Ravenna (7,3 con 535 casi); in fondo alla graduatoria Ferrara (5,6 con 376 casi in 19 anni). Sono dati divulgati dalla Regione in occasione della giornata mondiale contro l’Aids che si celebra lunedì 1 dicembre.

Oggi, 29 novembre, parte la campagna “Più facile farlo che dirlo” realizzata dalla Regione assieme a helpAids. Con un invito: “Proteggiti dall’Hiv e dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili. E fai il test!”. Su tutto il territorio regionale le aziende sanitarie e ospedaliere – anche in collaborazione con servizi sanitari, Comuni, farmacie, scuole, associazioni, cooperative sociali e realtà giovanili – promuovono alcune iniziative come test per l’Hiv gratuiti, punti informativi sul territorio, incontri nelle università, counselling sulle malattie trasmesse sessualmente. Una serie di eventi dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e all’informazione su Hiv e infezioni a trasmissione sessuale (IST) (l’elenco è sul sito www.helpaids.it, in aggiornamento).

Resta ancora elevata in Emilia-Romagna, il 53 percento nel 2024, la percentuale di coloro che giungono a una diagnosi di infezione da virus dell’immunodeficienza umana (Human Immunodeficiency Virus o Hiv) in maniera tardiva. Persone, cioè, diagnosticate positive con già la sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids) o con un numero di linfociti CD4 – i globuli bianchi responsabili della risposta immunitaria dell’organismo – basso, inferiore a 350 cellule/mm (una persona sana ha un numero medio di CD4 che oscilla tra i 500 e i 1.200).

Nell’intero periodo considerato (2006-2024), le persone positive all’Hiv diagnosticate sono prevalentemente di sesso maschile (74%), nella fascia di età 30-39 anni (30%) e di nazionalità italiana (67%). La modalità di trasmissione principale risulta essere, nell’87% dei casi, quella sessuale (51% eterosessuale e 36% omo-bisessuale); si registrano valori pressoché identici se si considera il solo 2024 (52% eterosessuale e 37% omo-bisessuale). In quasi un quinto dei casi (18%) di sesso femminile, la positività all’Hiv è stata scoperta in corso di gravidanza; in genere si tratta di donne straniere (84%).

L’incidenza per classi di età mostra come le più colpite siano quelle tra i 20 e 49 anni: il fenomeno è appena rilevabile per i giovani sotto i 20 anni e di minor impatto negli ultracinquantenni. Le persone straniere con diagnosi di infezione da Hiv rappresentano un terzo (33%) del totale: sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile; l’incidenza degli stranieri presenta un andamento costantemente più alto rispetto a quello degli italiani, anche se la differenza si è ridotta nel tempo.

Nei primi dieci mesi del 2025 in Emilia-Romagna sono state erogate 10.535 confezioni (per una spesa di circa 275mila euro) per la PrEP – Profilassi Pre Esposizione, la terapia farmacologica erogata gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale dal 2023 su prescrizione dei medici infettivologi nei Centri PrEP attivi in ogni provincia. Complessivamente si stima (visto che i dati delle persone in PrEP sono anonimi) che le persone in carico siano circa 3.600.

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