Il presidente di Confindustria Romagna, Mario Riciputi, dal palco del teatro Alighieri di Ravenna ha espresso solidarietà a tutti i giornalisti del quotidiano La Stampa la cui redazione di Torino è stata assaltata ieri, 28 novembre, da una frangia di manifestanti che urlavano slogan pro Palestina. Riciputi si è espresso sulla vicenda in occasione del discorso di apertura della cerimonia di consegna del Guidarello, il premio degli Industriali per il giornalismo d’autore di cui Andrea Malaguti, direttore de La Stampa, è membro della giuria nazionale. «È un attacco gravissimo e inquietante, da condannare con veemenza».
Per Riciputi questo è il primo Guidarello da quando è presidente dell’associazione di categoria. Il suo discorso è stato incentrato sullo spirito e i valori del riconoscimento giunto alla 54esima edizione.
Di seguito un estratto dell’intervento dell’imprenditore cesenate:
ll valore del giornalismo d’autore e della libertà di stampa oggi è più prezioso che mai: a tutti i giornalisti del quotidiano La Stampa e al direttore Andrea Malaguti, membro della giuria nazionale, va la nostra vicinanza e solidarietà per l’inaccettabile irruzione subita ieri in redazione, un attacco gravissimo e inquietante, da condannare con veemenza.
In un mondo saturato da flussi incessanti di informazioni, spesso frammentate e amplificate senza verifica, il giornalismo rappresenta un faro di chiarezza e verità.
Un giornalismo di qualità non solo racconta i fatti, ma li contestualizza, li approfondisce e li verifica con rigore, offrendo al pubblico strumenti concreti per comprendere la contemporaneità.
Tempi complessi richiedono, necessariamente, analisi complesse, approfondimenti che esigono tempo, concentrazione e volontà di comprensione: risorse sempre più scarse.
Entra qui in gioco la responsabilità di noi lettori, ascoltatori, destinatari del lavoro dei professionisti della comunicazione.
Viviamo immersi in un rumore di fondo continuo, dove le notizie si sovrappongono e moltiplicano su ogni tipo di canale.
In questo scenario, saper scegliere le fonti diventa un atto di responsabilità personale e collettiva.
Ogni lettore deve allenare un approccio critico: informarsi correttamente è un dovere che sostiene la convivenza civile e la democrazia.
Non si tratta solo di accumulare informazioni, ma di decidere con consapevolezza quali contenuti meritano attenzione e fiducia.
Solo così possiamo costruire una comunità capace di dialogare e prendere decisioni consapevoli, allontanandosi dalle trappole della polarizzazione e della superficialità.
Per questo, valorizzare il giornalismo di qualità e affinare la capacità critica di ogni lettore sono due facce della stessa medaglia: entrambi fondamentali per un’informazione libera nella società contemporanea.
Lo sforzo che ci è richiesto oggi è quello di sottrazione, per scovare la qualità in questa marea di parole, immagini e dati.
In questo scenario, il nostro compito di lettori diventa non solo quello di ricevere, ma soprattutto di selezionare: fare uno sforzo consapevole per eliminare il superfluo, distinguere ciò che è rilevante e di valore da ciò che è rumore di fondo.
Solo con questo impegno possiamo valorizzare il giornalismo di qualità, riconoscendo le competenze di chi racconta il nostro tempo e ci aiuta a interpretarlo.
È in fondo la medesima esigenza che avvertiamo oggi anche noi imprenditori e imprenditrici: occorre un approccio selettivo nel porsi di fronte al mare magnum di dati, statistiche e correlazioni in continuo aggiornamento, ormai un flusso continuo.
Serve un atteggiamento attivo, che cerchi con cura e valuti con spirito critico le fonti da cui attingere e preservi il valore della pluralità delle opzioni e della capacità di prendere decisioni.
Fare questo sforzo è un atto di scelta intellettuale e culturale, che ci permette di navigare con consapevolezza nella complessità del presente.



