Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha incontrato in ospedale le famiglie dei primi bambini nati nel nuovo anno, residenti nel comune di Faenza, per consegnare, a nome della città, la tradizionale “Impagliata”. Il servizio in ceramica, composto da scodelle, piatti e ciotole, nella tradizione viene donato alle neo-mamme per permettere loro di consumare un pasto sostanzioso dopo le fatiche del parto. Faenza, a partire dal 1977, grazie all’iniziativa dell’allora Segretario Generale del Comune, Alteo Dolcini, ha fatto propria questa antica tradizione, assegnando al primo cittadino il compito di consegnare l’Impagliata ai primi nati dell’anno, sia alla femminuccia che al maschietto.
Il primo nato faentino è Diego Gioia, venuto alla luce giovedì 1 gennaio alle ore 9,04. Figlio di Veronica Spinosa, ravennate di 32 anni, laureata all’Isia di Faenza e ora impiegata in uno studio di progettazione di Forlì, e Flavio Gioia, 32enne, originario della provincia di Caltanissetta, laureato in disegno industriale e dipendente di una multinazionale con sede nel bolognese. Diego, primo nato in casa Gioia, quando è venuto alla luce, pesava 3,610 chilogrammi.
È stata poi la volta di Diletta, la prima faentina del 2026. La piccola è nata domenica 4 gennaio alle ore 2.48 per la gioia di mamma Jenny Farina, 32enne impiegata in un negozio di alimentari, e di papà Daniele Cafagna, 36enne originario della provincia di Bari e impiegato in una concessionaria auto-mobilistica. Diletta, che al momento della nascita pesava 3,260 kg è la secondogenita della famiglia e sorellina di Dylan, di 6 anni.



