Alzano la voce i gruppi “Ravenna per la Scuola – Persone contro la Dad” e “Vivi Ravenna Verde” – nati durante il periodo della pandemia per chiedere di garantire il diritto alla scuola in presenza e tutelare l’ambiente – contro la decisione della Provincia di Ravenna di mantenere chiuse per la giornata di oggi, 7 gennaio, le scuole superiori, a causa della nevicata di ieri.
«Una decisione motivata dall’esigenza di ridurre il traffico – si legge nel testo inviato alla stampa dai due gruppi, che si definiscono in primis apartitici -. Ancora una volta, però, a essere penalizzati sono esclusivamente gli studenti delle scuole superiori, ormai “sacrificabili” per qualsiasi emergenza o evento. Negli ultimi anni, infatti, le chiusure hanno riguardato quasi sempre e solo loro: allerte meteo, nevicate, il passaggio del Giro d’Italia e, oggi, guarda caso, il transito della fiamma olimpica. Eppure gli studi internazionali, come EuCare Schools, hanno dimostrato gli effetti negativi delle chiusure scolastiche sul benessere psicologico degli adolescenti, con un aumento significativo di disagio, tristezza e
rabbia. Gli esperti ricordano che il diritto all’istruzione deve essere tutelato anche in situazioni critiche. Gli studenti delle scuole superiori diventano così la prima valvola di sfogo per una viabilità cittadina che da anni mostra tutte le sue criticità. Ravenna soffre infatti di un traffico perennemente congestionato, aggravato da una viabilità inefficiente, lavori continui, rotonde e semafori mal gestiti, oltre alla chiusura periodica del ponte mobile. A ciò si aggiunge una situazione di costante emergenza per eventi atmosferici, le
cui conseguenze sono rese più gravi da una gestione del territorio che vede ogni anno Ravenna ai primi posti in Italia per consumo di suolo».
Secondo i due gruppi, «è quindi urgente che le istituzioni locali individuino soluzioni strutturali per garantire la continuità scolastica, evitando di ricorrere alla chiusura come misura ordinaria. Gli adolescenti meritano rispetto e un trattamento equo: non possono essere i primi a pagare per l’inefficienza della viabilità cittadina o per la gestione degli eventi sul territorio. La chiusura della scuola non è dunque mai giustificabile, e le Istituzioni — così come la nostra Amministrazione — dovrebbero fare tutto il possibile per tutelare gli studenti e garantire il loro diritto allo studio, senza sacrificarlo continuamente, addirittura a discapito del “traffico cittadino”».



