martedì
20 Gennaio 2026
porto

La Regione annuncia maggiori controlli sulle importazioni di prodotti agroalimentari

La delibera interessa anche gli arrivi all'aeroporto di Bologna. La soddisfazione di Coldiretti: «Le verifiche sono una garanzia per tutti, per la salute e contro la concorrenza sleale»

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La Regione annuncia un rafforzamento dei controlli sui prodotti agroalimentari importati in Emilia-Romagna, in particolare nel comparto cerealicolo, particolarmente esposto a rischi legati alla qualità e alla sicurezza delle produzioni. Le verifiche saranno effettuate al porto di Ravenna e all’aeroporto di Bologna, con l’obiettivo di tutelare ulteriormente la salute pubblica e i prodotti locali contro la concorrenza sleale.

«L’Emilia-Romagna rappresenta una porta d’accesso importante per i prodotti d’importazione – commenta il presidente Michele de Pascale -. La tutela della salute delle persone è una priorità fondamentale, condivisa dall’Ue, dal nostro Paese e dalla Regione. Tutti i prodotti animali, vegetali, alimentari e i mangimi importati devono rispettare i requisiti sanitari e fitosanitari: siamo il territorio in Europa col maggior numero di prodotti Dop e Igp, occorrono clausole di salvaguardia sostanziali e garanzie ferree sulla reciprocità ambientale, sanitaria e sociale. Per questo rafforziamo i controlli che già vengono effettuati, con l’obiettivo di garantire una sempre maggiore sicurezza e tutela delle nostre produzioni e filiere».

Al porto di Ravenna i controlli delle importazioni sono gestiti dall’Ufficio veterinario adempimenti comunitari – Posto di controllo frontaliero (Uvac-Pcf). Le verifiche servono a testare la conformità ai requisiti fitosanitari e qualitativi previsti dalle norme Ue e nazionali, tramite controlli documentali, d’identità e fisici, oltre ai campionamenti. I cereali e i prodotti affini sono sottoposti a verifiche analitiche soprattutto per la ricerca di contaminanti, per residui di prodotti fitosanitari e per parametri microbiologici. Nello specifico, viene prestata particolare attenzione ai residui di antiparassitari (tra cui possono evidenziarsi glifosato, aflatossine, ocratossina A, piombo, cadmio).

In base alla delibera approvata, verranno impartite ai Settori e ai Servizi regionali competenti (in particolare al settore Fitosanitario e Difesa delle produzioni e ai servizi Igiene alimenti e nutrizione), tutta una serie di indicazioni affinché assicurino un adeguato coordinamento operativo, garantendo coerenza e continuità tra i controlli ufficiali effettuati all’ingresso sul territorio regionale e quelli svolti successivamente sul mercato regionale interno. Verrà dunque rafforzato il sistema dei controlli ufficiali sugli alimenti di origine vegetale importati, con particolare attenzione ai cereali e ai prodotti cerealicoli.

È prevista, inoltre, l’attivazione di una reportistica periodica sulle importazioni cerealicole, con dati su volumi, provenienze ed eventuali non conformità rilevate nei controlli. Ciò consentirà di orientare la programmazione e gli indirizzi politico-amministrativi della Giunta e supportare eventuali proposte, in sede nazionale ed europea.

La Regione segnalerà ai ministeri competenti criticità, evidenziate in particolare dagli operatori del settore cerealicolo, legate alle importazioni di prodotti agroalimentari provenienti da Paesi terzi. Criticità che possono determinare condizioni di concorrenza non paritaria rispetto alle produzioni locali, anche in relazione alla qualità merceologica delle partite introdotte e alle import tolerancestabilite dall’Unione europea, qualora tali limiti massimi di residui concessi ai Paesi terzi generino situazioni di mancata reciprocità rispetto agli standard applicati alle produzioni nazionali. In caso di necessità, e nell’ambito delle risorse disponibili, verranno adottate ulteriori misure organizzative, tecniche e formative per consolidare l’efficacia dei controlli ufficiali e sostenere la capacità operativa delle strutture coinvolte.

«Le molteplici segnalazioni degli operatori interessati- sottolineano gli assessori all’Agricoltura, Alessio Mammi, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – evidenziano come, nell’ultima campagna, il comparto cerealicolo risulti esposto a rischi connessi alla qualità e alla sicurezza delle produzioni, con ripercussioni sulla competitività e sulla tenuta delle imprese e delle filiere agricole e agroalimentari regionali, e del comparto nel suo complesso. Occorre dunque intervenire tempestivamente per proteggere al meglio il nostro agroalimentare e, in parallelo, i consumatori, nonché le eccellenze del nostro territorio, la cui qualità è riconosciuta a livello internazionale».

Coldiretti Emilia-Romagna esprime soddisfazione per la delibera: da tempo la confederazione aveva denunciato l’insufficienza dell’attuale sistema di controlli alle frontiere per i prodotti agricoli ed agroalimentari importati da Paesi Terzi. «Solo una minima parte, circa il 3 percento, dei prodotti importati viene effettivamente sottoposta a verifiche di sicurezza – comunicano da Coldiretti -. Un rafforzamento strutturale e sistematico dei controlli sulle merci in ingresso, tutela la salute dei cittadini, garantisce una concorrenza leale e difende il valore delle produzioni agricole italiane ed emiliano-romagnole, troppo spesso penalizzate da importazioni che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese europee».

L’associazione sottolinea anche come il rafforzamento dei controlli rappresenti uno strumento fondamentale anche per contrastare fenomeni di dumping commerciale che colpiscono in modo diretto le imprese agricole, comprimendo i prezzi all’origine e mettendo a rischio la sostenibilità economica delle filiere. «Accogliamo con favore questa decisione della Regione – dichiara Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia-Romagna – perché va esattamente nella direzione che sosteniamo da tempo: non siamo contrari al commercio, ma pretendiamo regole uguali per tutti. Come ha più volte ribadito il nostro Presidente Nazionale Ettore Prandini, non è accettabile che prodotti provenienti da Paesi terzi entrino nel nostro mercato senza garantire la piena reciprocità delle norme su sicurezza alimentare, uso dei fitofarmaci, tutela del lavoro e dell’ambiente. I controlli sono una garanzia per tutti».

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