È stata depositata in municipio a Ravenna una raccolta firme con circa 400 sottoscrizioni che chiede di intervenire sul degrado di via Antica Milizia e delle zone limitrofe. Le firme sono state raccolte in appena due settimane.
I residenti nel quartiere che comprende via Stradone, via Antica Milizia, via dei Poggi e le zone limitrofe, hanno presentato un elenco di criticità diffuse: sicurezza carente, degrado, servizi inadeguati, manutenzione insufficiente e una carente gestione del territorio. La petizione elenca con precisione le richieste: maggiore sicurezza e presenza delle forze dell’ordine, razionalizzazione della sosta, contrasto al degrado e alla gestione caotica dei rifiuti, incremento degli arredi urbani, attenzione al decoro e alla vivibilità. Richieste di buon senso, che non hanno nulla di straordinario, se non il fatto di essere rimaste per troppo tempo inascoltate.
In pochi anni la zona ha visto un incremento esponenziale della popolazione residente, nuove lottizzazioni, l’insediamento di una grande struttura commerciale come Esselunga, l’imminente apertura della Casa della Salute, servizi educativi, attività sanitarie e una parrocchia sempre più frequentata.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Nicola Grandi, accoglie con favore l’iniziativa dei cittadini che non è promossa da un partito: «Non una mobilitazione ideologica, ma la presa di responsabilità diretta di cittadini che hanno deciso di portare alla luce una situazione ormai insostenibile. Il punto centrale non è il colore politico, né il legittimo confronto sulle scelte amministrative. Il punto è che 400 firme non politicizzate raccolte in pochi giorni rappresentano un segnale inequivocabile di una frattura nel rapporto tra istituzioni e cittadini».
Grandi segnala un episodio che considera emblematico: «La chiusura della pista ciclabile che attraversa l’area, avvenuta solo dopo una segnalazione formale tramite Pec del sottoscritto che ne denunciava la pericolosità. Un intervento tardivo, che certifica un approccio reattivo anziché preventivo, e che rafforza la percezione di un’Amministrazione poco attenta alla sicurezza quotidiana dei cittadini. Un segnale che riguarda sia la qualità delle risposte offerte, sia il modo in cui l’Amministrazione ascolta, comunica e interviene, sia la manutenzione del territorio e l’attenzione reale al suo sviluppo».



