Il commissario per la ricostruzione Fabrizio Curcio e la commissione Territorio e Ambiente presieduta da Paolo Burani si sono riuniti ieri (28 gennaio) per fare un nuovo punto sulla ricostruzione post alluvione. Tra le novità emerse, l’arrivo di 175 milioni di euro per la realizzazione di opere già previste nelle ordinanze precedenti e di ulteriori 400 milioni, transitati dalla parte privata alla parte pubblica. In questo caso, sarà il commissario a stabilire gli indirizzi per l’individuazione successiva delle opere cui dare priorità.
«La Regione ha rafforzato l’impegno per la messa in sicurezza del territorio. Ora è necessario fare il punto sullo stato della ricostruzione, sui risultati e sulle criticità che restano aperte». Così Burani apre l’assemblea che ha visto coinvolte nel dialogo sia maggioranza che opposizione. Curcio, a sua volta ringrazia per il confronto continuo e costante: «A un anno dall’audizione in Assemblea, questo è un momento importante anche per noi, per capire se quello che abbiamo immaginato sta andando nella direzione giusta e per tracciare le rotte future».
Il commissario ha evidenziato poi la complessità di un percorso di ricostruzione «che deve inserirsi nelle attività ordinarie che riguardano le analisi del rischio e la programmazione territoriale, ed è per questo che è importante anche la corretta comunicazione su cosa ha in carico il commissario» ribadendo anche come i 2,7 miliardi, assegnati dal precedente commissario abbiano già trovato collocazione per le opere da eseguire.
Tra le novità annunciate, oltre all’arrivo di fondi per oltre mezzo miliardo, nuove misure di sostegno alle imprese agricole danneggiate, grazie all’ordinanza numero 55 e 2,8 milioni destinati a Traversara di Bagnacavallo con l’ordinanza numero 56. Sulla ricostruzione privata, Curcio ha sottolineato la fase di accelerazione attualmente in corso, grazie alle semplificazioni introdotte dal decreto-legge 65: ad oggi, sono 254 i milioni di euro concessi quali contributi, triplicati rispetto al 2024.
L’assemblea è stata anche occasione di dibattito tra le varie forze politiche presenti. Alberto Ferrero (FdI) sottolinea di «avere paura che la pianificazione del territorio sia in mano a una parte politica che in Regione ha sempre governato, lasciando la situazione attuale e puntando su urbanizzazione e disinteresse nella cura del territorio». Anche Elena Ugolini, di Rete civica si preoccupa della gestione del territorio, soprattutto quella futura: «È fondamentale il tema della visione: come riusciamo a fare passi nel presente per rimediare a problemi legati all’emergenza per mettere in sicurezza territorio negli anni? Occorre avere una visione complessiva che tenga conto di manutenzione, nuove opere di mitigazione e riduzione del rischio e vorrei capire chi lo decide e con quali elementi da qua a vent’anni. Un altro punto riguarda la governance, perché ci sono tanti enti che intervengono sulla cura del territorio e dobbiamo capire come integrarli insieme. Importante, inoltre, il tema delle competenze nella filiera interessata». Daniele Valbonesi (Pd) crede invece che «Oggi il territorio che dobbiamo gestire debba sostenere carichi diversi dal punto di vista climatico rispetto al passato. Un territorio si tiene assieme nel suo complesso,per quello che riguarda gli aspetti economici e sociali. Devo sottolineare che sono stati fatti grandi passi avanti per la ricostruzione privata».
«Dalla relazione del commissario Curcio abbiamo potuto apprendere con favore quanto fatto e anche un metodo di lavoro che ha visto ascolto dei territori per poi fare una proposta. C’è stato un punto di chiarezza sulle risorse a disposizione e su quelle impiegate, così come sui piani speciali che sono stati spesso oggetto di dibattito – interviene i Marta Evangelisti (FdI) -. Ora abbiamo un quadro di come le risorse concesse dal Governo verranno impiegate con ancora più attenzione. Credo sia necessario che la Regione ci metta ancora più impegno e che debba prendere una direzione chiara perché serve capire cosa vogliamo fare nei prossimi anni nel nostro territorio». Infine, Fabrizio Castellari (Pd) commenta: «Tutti i territori abbiano bisogno sia di ripristino che di messa in sicurezza. È necessario che i fondi previsti possano partire il prima possibile per l’urgenza che riguarda i territori». e Francesca Lucchi (Pd) conclude: «Oggi si è messo ordine rispetto alla situazione in cui abbiamo agito mossi dalla voglia di rispondere alle richieste dei cittadini. Il tema dell’alluvione è ancora molto vivo nei nostri territori: credo che debba venire meno la paura quotidiana, ma debbano rimanere la consapevolezza e il rispetto di quello che abbiamo vissuto, anche in prospettiva del grande lavoro che resta».



