Partner della provincia di Ravenna in tema di orientamento scolastico è Aeca il cui referente è Michele Zarri, a cui chiediamo se, dati i numeri in aumento degli studenti che cambiamo corso di studi esista un problema di orientamento. «Oggi parlerei di orientamento e riorientamento – ci dice Zarri, che in autunno ha organizzato anche un evento sul tema rivolto a tutte le scuole del territorio -. Direi che sicuramente dal Covid in poi è molto aumentato il livello di fragilità e necessità dei giovani, oggi c’è una sensibilità diversa. I ragazzi si sentono liberi di modificare le proprie scelte».
Come fare la scelta migliore, che consigli dare ai ragazzi e alle famiglie?
«Personalmente credo che conti moltissimo conoscere e vedere gli spazi in cui si trascorrerà tanto tempo e non basarsi solo sulla misurazione teorica e anche tentare un confronto con gli ex studenti, penso che il ruolo dei pari sia un elemento funzionale per sentirsi meno soli nella scelta, sentirsi rinforzati nella propria decisione».
Zarri si occupa in particolare di formazione professionale dei progetti Iefp, una realtà che vede numeri in aumento nonostante il calo demografico. «Credo che nel leggere questo dato ci siano due valutazioni: i percorsi Iefp accolgono spesso un’utenza con background migratorio e questo compensa la forbice del calo demografico, ma è anche vero che se la formazione professionale in passato è stata spesso ghettizzata e appannaggio di chi era stato “scartato” dal sistema scolastico, oggi è molto spesso una scelta. La formazione professionale sta cambiando e non è più addestramento professionale e di certo è uno strumento molto utile per ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico».
Non solo, Zarri ci spiega che «dal 2018 è nata una possibilità per gli studenti che al termine della terza media vogliono capire meglio quale sia il loro interesse, si tratta del cosiddetto “anno propedeutico”. A Ravenna il capofila è Engim, ma i ragazzi che dopo la terza media scelgono questa opzione hanno la possibilità di entrare in più laboratori, in accordo con gli altri enti, per capire dove vorranno poi concentrare la propria formazione nei due anni successivi prima di prendere la qualifica».
In media riguarda una ventina di ragazzi l’anno in tutta la provincia e ci si può iscrivere tramite la piattaforma Unica del Ministero.



