Sono partiti dallo scorso 2 febbraio i lavori per la realizzazione dell’isola ecologica interrata di piazza delle Erbe, a Faenza. La durata stimata del cantiere è di circa tre mesi, con un investimento di 370 mila euro per l’installazione dei 5 cassonetti per la raccolta differenziata. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino i finanziamenti provengono principalmente dalle risorse Pnrr (250mila euro) mentre i restanti 128 mila sono in carico a Hera.
La realizzazione della nuova isola ecologica è stata però al centro di diverse discussioni: Ascom-Confcommercio è stata la prima a esprimersi negativamente sul progetto, avanzando le rimostranze dei commercianti della zona (la nuova area sostituirà 4 posti auto nel parcheggio in corrispondenza dei civici 33 e 34). A fine agosto poi l’esito dei sopralluoghi archeologici della soprintendenza aveva acceso ulteriori polemiche. Nell’area di scavo sono infatti emerse pavimentazioni attribuibili a una domus romana di età imperiale, oltre ad altri reperti di età romana e strutture rinascimentali. Da qui l’ipotesi di un fermo del cantiere, smentita poi dal consiglio comunale. Il pavimento mosaicato romano, composto da “esagonette laterizie” è stato messo in sicurezza e trasferito nel deposito archeologico di Palazzo Mazzolani, mentre gli altri ritrovamenti sono stati documentati e messi in sicurezza all’interno del sito per consentire l’avanzamento dei lavori.
Infine, prima dell’avvio dei lavori è stato comunicato che il cantiere potrebbe comportare interruzioni della rete del gas nei prossimi periodi: «Tre mesi di disagi pesanti, decisi senza confronto, senza ascolto e senza rispetto per chi vive e lavora in centro», commenta Roberta Conti, capogruppo della Lega in Consiglio comunale. La consigliera sottolinea l’assenza di dialogo tra amministrazione, commercianti e residenti senza la discussione di ipotesi alternative.
Tra le richieste dell’opposizione faentina, anche quella di tutele e compensazioni per i commercianti: «L’isola è a pochi metri da un esercizio di somministrazione, negozi e attività – continua Conti -. eventuali rumori, odori, aumento del traffico dei mezzi di servizio potrebbe portare a una perdita di clientela, oltre che al peggioramento del decoro urbano. Il centro storico è una risorsa da proteggere, non un problema da gestire senza confronto».
Anche Ascom torna a ribadire la propria contrarietà al progetto: «Non è un intervento consono alla zona. Se emergeranno criticità per le attività ce ne ricorderemo».



